Politica della Ricerca

Giovani ricercatori, la Cina vi aspetta!

18^ congresso del Partito Comunista Cinese, 2012. Credit: Dong Fang / Wikimedia Commons. Licenza: Public Domain.

Il vostro cronista ha ricevuto in copia da Lucia Votano, che in passato ha diretto i Laboratori Nazionali del Gran Sasso e ora collabora a un grande progetto di ricerca sui neutrini in Cina, una lettera che è stata inviata a lei e ad altri fisici occidentali da un collega, il professor Wei Wang.

Ne provo a riassumere i contenuti.

Ricerca: la buona greppia fa la buona bestia

Tre cavalli aveva il fattore: Giacinto, Asclepio e Aristide. Passarono gli anni e nella greppia c’era sempre meno biada perché i tempi erano grami. A un certo punto il fattore decise che era venuto il momento di premiare il cavallo migliore, che avrebbe partecipato alla corsa dell’anno. Così cominciò a dare più biada a Giacinto togliendone un po’ ad Asclepio e Aristide. Anno dopo anno la biada diminuiva, e quel poco che c’era passava dai due cavalli sempre più magri a quello più in forze. Venne il giorno della gara.

Un miliardo di euro per la ricerca in sanità

Finanziare la ricerca in sanità per almeno un miliardo di euro? Non è un sogno. E' quanto la legge 502/1992 aveva deciso di destinare alla ricerca del sistema sanitario in Italia. L'articolo 12, infatti, assegna l'1% del Fondo sanitario nazionale alla ricerca e ad alcune altre funzioni. Considerato che il Fondo sanitario nazionale per il 2018 è di 110 miliardi di euro ciò vorrebbe dire che quest'anno la ricerca sanitaria andrebbe finanziata con 1,1 miliardi di euro.

Ricerca finalizzata: più giovani, ma meno soldi

Recentemente il Ministero della Salute ha reso noti i fondi destinati per il triennio 2017-2019 alla ricerca finalizzata innovativa in ambito biomedico: un totale di 95 milioni di euro di cui 50 milioni riferiti all’anno finanziario 2016 e 45 milioni riferiti all’anno finanziario 2017. Si tratta di cifre assai inferiori rispetto al precedente bando, pubblicato nel giugno 2016, che stabiliva l’erogazione, riferita agli anni finanziari 2014 -2015, di 135.392.176,05 euro di cui 54.460.000 euro destinati ai progetti riservati ai giovani ricercatori.

March for Science: riflusso o maturità?

Official March for Science Press Kit - Credit: photo Jay Blakesberg - www.marchforscience.com

Per qualcuno è già riflusso. Per altri è un segno di evoluzione positiva, di maturità. Ma è certo che la March for Science che si è tenuta lo scorso 14 aprile in 200 città del mondo (150 città negli USA, 50 nel resto del mondo, comprese 4 città italiane) ha numeri decisamente inferiori a quelli, per certi versi clamorosi, dell’esordio: un anno fa, il 22 aprile 2017 per la precisione.

Un manifesto per raddoppiare i fondi di ricerca in Europa

Palazzo Berlaymont, sede della Commissione Europea a Bruxelles. Credit: Flickr user Dimitris Avramopoulos (CC BY-SA 2.0)

Il CNR, insieme ad alcuni dei più importanti Enti Pubblici di Ricerca di Francia (CNRS), Germania (Helmoltz e Leibniz) e Spagna (CSIC), ha dato vita a Bruxelles a un “Manifesto”’ che sottolinea la necessità di un prossimo bilancio UE, per il periodo 2021-2027, con maggiori fondi per le attività di Ricerca e Innovazione (qui il manifesto).

ERC, il fiasco italiano

Nell’annunciare i 269 vincitori della nuova tornata degli Advanced Grants di quest’anno, per un totale di 653 milioni di euro, l’European Research Council illustra alcuni temi delle ricerche premiate con una serie di domande: L’inquinamento atmosferico modifica il cervello dei bambini? Le nuove tecniche di medicina rigenerativa del cuore possono salvare più vite dagli infarti? Perché i batteri sono molto aggressivi fra di loro? E via domandando.

​​​​​​​L’Europa sta perdendo la sfida della ricerca

Il Brunswick, nel Land della Bassa Sassonia, non molto lontano da Hannover, ha di che esserne fiero. Il recente rapporto pubblicato a Bruxelles, Science, Research and Innovation Performance of the EU 2018. Strengthening the foundations for Europe's future, con il 9,5% di investimenti rispetto al Prodotto interno lordo (PIL), lo classifica primo tra le trenta aree a maggiore intensità di R&S (ricerca scientifica e tecnologica) dell’Unione Europea.

La ricerca dimenticata dalla politica

Fuga dei cervelli. Licenza: CC BY-SA 2.0.

E’ sorprendente che finora la campagna elettorale in Italia non abbia toccato il tema della ricerca scientifica, considerata evidentemente da tutti i partiti come un argomento trascurabile. Eppure investire in ricerca è una delle strade maestre per far ripartire l’economia e l’innovazione nel Paese.

E se scrivessimo i progetti PRIN in italiano?

L’obbligatorietà dell’uso dell’inglese nella compilazione dei progetti PRIN 2018 era una decisione prevedibile e attesa. Come puntigliosamente precisa la ministra Fedeli: “nel 2012 (obbligatoriamente) e nel 2015 (opzionalmente) la domanda PRIN poteva essere compilata in italiano e in inglese. Ma si dimentica che nel 2014 con il bando SIR (era l’acronimo del PRIN di quell’anno) le domande dovevano essere redatte esclusivamente in inglese1.

ERC: formidabili gli italiani, ma all'estero

"Preparing Scientific Equipment". Credit: photo by National Eye Institute - Licenza: CC BY-SA 2.0.

 

 

 

I ricercatori italiani? I più bravi di tutti, in termini relativi. L’Italia della scienza: non vuole venirci nessuno. Questa è - ancora una volta - la fotografia estrema che emerge dai dati statistici dei Consolidator Grants appena assegnati dell’European Research Council. Si tratta di fondi assegnati a progetti presentati da ricercatori europei e non con esperienza di ricerca successiva al PhD tra 7 e 12 anni da spendersi in uno dei paesi europei.

Ricercatori italiani, nuove assunzioni nel 2018

Fulvio Ricci, coordinatore del Progetto Virgo, tiene una lezione sulla prima osservazione delle onde gravitazionali. 15 febbraio 2016, aula Amaldi del dipartimento di fisica alla Sapienza, Università di Roma. Credit: Stefania Sepulcri / Sapienza Università di Roma / Flickr. Licenza: CC BY-NC 2.0.

1.615 ricercatori assunti, l’80% dei quali (1.304 per la precisione) nelle università e il restante 20% (307 unità) negli Enti Pubblici di Ricerca. È questa la “nuova linfa”, per usare le parole del Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, prevista per la ricerca italiana dall’articolo 56 della Legge di Bilancio in discussione in questi giorni al Senato. La legge riguarda il 2018 e, per quanto riguarda la ricerca, soprattutto universitaria, costituisce senza dubbio un’inversione di tendenza.

Fine del “decennium horribilis”, parola di Valeria Fedeli

La Ministra dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri del 7 aprile 2017. Credit: Palazzo Chigi / Flickr. Licenza: CC BY-NC-SA 2.0.

C’era una volta l’università in perenne calo di iscrizioni e di ricerca ridotta al lumicino. C’era, appunto, da oggi si cambia marcia. Questo a dar credito a quanto dichiarato dalla ministra Valeria Fedeli davanti al rettore del Politecnico di Milano e alle altre autorità schierate sul palco dell’Ateneo per l’apertura dell’anno accademico.

Il declino scientifico del Giappone

Today's sunset - Photo di Halfrain. Licenza: CC BY-SA 2.0.

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Sono pochi le donne e gli uomini di scienza in Giappone che hanno sorriso per la vittoria di Shinzo Abe alle elezioni anticipate dello scorso 23 ottobre. Lo scarso entusiasmo non è dovuto a motivi ideologici. Ma al timore che Abe porterà a termine il suo programma e ridurrà gli investimenti pubblici nelle università e nella ricerca, soprattutto di base. Finendo per acuire quel lento declino della scienza nell’Impero del Sol Levante che i ricercatori avvertono.

Agenzie della ricerca USA sotto attacco

La nuova sede della national Science Foundation, ad Alexandria, Virginia (courtesy NSF).

La National Science Foundation e i National Institutes of Health sono le due principali agenzie statunitensi di finanziamento della ricerca scientifica. Istituzioni vitali che finanziano i progetti in base a un consolidato sistema di peer review e study section. Ora però l’amministrazione repubblicana pare voglia mettere la mordacchia ai due istituti. Quanto meno ci prova il senatore Randy Paul, il quale, come riferisce Science questa settimana, ha presentato una legge che imporrebbe alcune modifiche sostanziali al funzionamento di queste agenzie.

L’università italiana, povera e classista

L’OECD, l’Organizzazione per lo cooperazione e lo sviluppo economico, ha nei giorni scorsi reso pubblico l’OECD Skills Strategy Diagnostic Report Italy, un rapporto di 280 pagine sulle strategie per migliorare le abilità nel lavoro degli italiani. Il rapporto si divide in vari capitoli. E poiché oggi viviamo nell’economia della conoscenza, molte pagine sono dedicate alla scuola e un intero capitolo riguarda l’università.

I database per la valutazione dei ricercatori sono affidabili?

Un articolo pubblicato su la Repubblica di venerdì 15 settembre sulla disoccupazione giovanile, indica che ogni anno 14 miliardi investiti nella formazione vengono persi a causa della cosiddetta “fuga dei cervelli”. Questi dati, forse quantitativamente da verificare, ma nella sostanza non contestabili, sono anche legati alle crescenti difficoltà della ricerca scientifica e, in particolare, della ricerca di base.

Tanti soldi, tanta ricerca

Le due classifiche che mettiamo a confronto sono quelle relative alla spesa per abitante in ricerca scientifica e tecnologica dei paesi dell’Unione europea (più la Svizzera) e quella della ricchezza di questi paesi, espressa in termini di Pil-pro capite (ovvero il reddito medio di un cittadino). La sovrapposizione è pressoché perfetta.

Geofisica, scienza a rischio di estinzione in Italia

Il campanile di Sant'Agostino ad Amatrice, crollato in seguito alle scosse di terremoto che hanno colpito il centro Italia a gennaio 2017.

Il numero di docenti e ricercatori in geofisica nelle università italiane sta raggiungendo la soglia critica per la sopravvivenza della geofisica in Italia. La disciplina – o meglio, la massa critica per un settore di ricerca all’avanguardia – rischia di scomparire. L’allarme lo lancia Aldo Zollo, geofisico e ordinario di Sismologia presso l’Università Federico II di Napoli: una dei due soli atenei in cui questo rischio è scongiurato.

Max Planck Gesellschaft, eccellenza tedesca

Max Planck Gesellschaft: Scultura di Minerva, dea della saggezza, all'ingresso della Direzione Generale.

La Max-Planck-Gesellschaft zur Förderung der Wissenschaften (MPG), in italiano Società Max Planck per l'avanzamento delle scienze, è stata fondata a Göttingen dal chimico tedesco Otto Hahn nel 1948 ed è un'organizzazione indipendente senza scopo di lucro che si occupa di ricerca di base. Alla data del 1° gennaio 2016 ne facevano parte 83 istituti di ricerca. I dipendenti assunti erano 22.197. Circa il 60% (13.276) era impiegato come personale scientifico. Di questi, 7.500 erano dottorandi, post-dottorandi, assistenti tecnici e studenti.

KAUST, l'Harvard d'Arabia

Arabia Saudita. Longitudine 22° 17′ N, latitudine 39° 6′ E: l’occhio del satellite rileva soltanto una distesa d’un ocra polveroso, una terra raggrinzita che si srotola dall’entroterra fino alle acque cristalline del Mar Rosso. Qui, a una cinquantina di chilometri a nord di Gedda, sorge Thuwal, un piccolo villaggio di pescatori che ha attraversato interi secoli in religioso silenzio. Ingrandendo un po’ l’inquadratura, si inizia a distinguere una quanto mai inverosimile chiazza verde.

Lettera aperta al Ministro della salute

Onorevole Ministro,

I firmatari di questa lettera, tutti attivi nel campo della sanità, della ricerca e dell’insegnamento della medicina, si dichiarano gravemente sorpresi del fatto che un valido medico e ricercatore, da numerosi anni attivo nello studio e nella cura della fibrosi cistica non sia stato ritenuto adeguato a ricoprire il ruolo di direttore del principale centro per la cura di questa malattia presente nel nostro Paese.

Riassumendo i fatti:

Dieci anni ben spesi

ERC, l’European Research Council, compie dieci anni. È ancora un bambino, ma vanta successi da adulto.

Fraunhofer-Gesellschaft ūber alles

In Germania ci sono quasi mille istituzioni finanziate con fondi pubblici che si occupano di ricerca e sviluppo (R&S). In totale, oltre 600.000 persone hanno un impiego in questo settore con almeno 350.000 ricercatori. La spesa interna lorda è pari a 84,5 miliardi di Euro (dati 2014), con più di due terzi del totale provenienti dall'industria.

Stabulari e laboratori alla luce del sole

Oramai non si può più tornare indietro. Qualcuno può pensare che fossero bei tempi quelli in cui gli scienziati, chiusi nella loro proverbiale torre d’avorio, portavano avanti il loro lavoro senza doversi confrontare con la società, senza dover spiegare al grande pubblico le implicazioni delle loro scoperte, senza dover dipendere da un consenso più ampio per reperire le risorse e i fondi necessari per la ricerca. Che piaccia o no, oggi non è più così.

L'Aquila riparte dal Gran Sasso Science Institute

Tra le 10.25 e le 11.25 di mercoledì 18 gennaio la terra ha tremato ancora nel centro Italia. Si sono susseguite tre scosse di magnitudo superiore a 5, con epicentro a 9 chilometri di profondità tra le province di Rieti e L’Aquila (i paesi più vicini sono Montereale, Capitignano e Amatrice). Le scosse sono state avvertite anche dai ricercatori del Gran Sasso Science Institute (GSSI) a L’Aquila, ma non sono stati presi dal panico.

Grazie, Obama!

E’ giunta al termine una Presidenza, quella di Barack Obama, che lascerà il segno negli USA. Un segno importante nella ricerca scientifica e nell’innovazione tecnologica, in un Paese che negli ultimi 80 anni è stato all’avanguardia nella scienza e nella tecnologia.

La ricerca sui macachi raccontata a senso unico

Se quando si parla di scienza bisogna stare in guardia dalla cosiddetta “false balance”, che mette sullo stesso piano idee bislacche e conoscenze accertate e condivise, quando si tratta di cronaca sarebbe buona pratica giornalistica sentire entrambe le campane per verificare i fatti, soprattutto se riferiti da una fonte che non si può ritenere al di sopra delle parti.

ERC Consolidator Grant: tanti Italiani ma poca Italia

Seicentocinque milioni di euro per 314 progetti di ricerca: questi i numeri per il 2016 dei Consolidator Grants di ERC, rivolti a ricercatori con 7-12 anni di esperienza post PHD per un massimo di 2 milioni di euro ciascuno, dove hanno trovato particolare attenzione le nuove terapie rigenerative per le malattie cardiache, i nuovi algoritmi per rendere le reti di computer sempre più resilienti, e le ultime frontiere nell'ambito della ricerca psicologica.

ISS: ascoltiamo i precari

Sembra distantissimo, un quarto di secolo fa. Già allora si denunciava la limitatezza di risorse che in Italia venivano investite nella ricerca. In più, cominciava a essere visibile, fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, anche un cambiamento qualitativo. Gradualmente si era superata la soglia del 50% di finanziamenti che venivano assorbiti dal pagamento degli stipendi del personale. Questo capitava anche all’Istituto superiore di sanità (ISS), dove, in quel periodo, lavorano circa 1.300 persone.

Cerchi un esperto? Scegli una donna

Presentata oggi al Festival della Scienza di Genova la banca dati delle (prime) 100 esperte, con tanto di cv, nell’ambito delle STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), un settore storicamente sottorappresentato dalle donne e al contempo strategico per il nostro Paese. Un sito che si propone anzitutto come strumento di ricerca di fonti femminili competenti per giornaliste e giornalisti, ma anche come risorsa di voci prestigiose e autorevoli che possono contribuire al dibattito pubblico, dentro e fuori i media.

Un patto per la formazione e la ricerca

Recenti azioni del Governo sul fronte della ricerca scientifica, da Human Technopole alle cattedre Natta, riflettono una sfiducia profonda nei confronti del mondo accademico e degli enti di ricerca pubblici. Queste azioni contribuiscono alla perdita di autorevolezza della ricerca pubblica, spinta ai margini della vita del Paese, e alimentano l'emorragia dei giovani che si rivolgono altrove.

Se la ricerca si misura in Higuain

Il ministro francese della ricerca, Thierry Mandon, annuncia il budget per la ricerca 2017. Con quasi 8 miliardi, sarà il più alto da 15 anni e cresce del 3,7% rispetto all’anno scorso. E un aumento ancora maggiore, del 9%, è stato annunciato da Hollande in persona per la ANR (Agence nationale de la recerche): avrà più di 600 milioni nel 2017. Il presidente ha aggiunto: “Non si può risparmiare sulla ricerca fondamentale, che determina, nel tempo, il livello economico della nazione”. Che musica, che invidia.

I Nobel e noi: un dibattito su come ridare fiato alla ricerca in Italia

Il Nobel per la Fisica 2016 premia gli aspetti esotici - quantistici - della materia. Una bella trasmissione radiofonica - Radio Anch'io (RAI 1) - aiuta a districarsi nelle difficoltà di questo settore intervistando fra gli altri Guido Tonelli, Eugenio Coccia, Pietro Roversi, Giorgio Parisi. Con un dibattito molto interessante su cosa significa fare ricerca in Italia oggi, le difficoltà dei nostri ricercatori e le carenze della nostra governance.

La Cina, nuova potenza mondiale in ricerca e innovazione

Si chiama QUESS. Ha raggiunto la base di lancio di Jiuquan a giugno. E quando, entro il mese di agosto, sarà messo in orbita, diventerà il primo satellite per comunicazioni quantistiche al mondo con molte ambizioni: realizzare una svolta nella criptografia, rendendo la trasmissione di messaggi intrinsecamente sicura, testando le leggi della meccanica quantistica e, in particolare, verificando il “quantum entanglement”, la correlazione a distanza tra particelle quantistiche, a scala globale. Davvero una bella impresa, se riuscirà.

Ricerca: anche all’Italia serve un’Agenzia

L’Italia è l’unico Paese europeo che non ha ancora un’agenzia deputata a distribuire in maniera competitiva e meritocratica i fondi pubblici a sostegno della ricerca. Fino a poco tempo fa, l’Italia condivideva questo non invidiabile primato con la Spagna, dove però l’Agenzia della ricerca è già in fase di attuazione, con inizio delle attività previsto nel 2017.

In Italia la ricerca ascolta troppo poco malati e familiari: il caso dell'epilessia

Se a mia figlia mancasse una mano, avrebbe una speranza. Questo ho pensato dopo aver appreso dei risultati del progetto realizzato da INAIL e IIT che in breve tempo ha prodotto la mano robotica. E ho provato un sentimento spontaneo di gioia per coloro ai quali la notizia sarà giunta come l’assoluzione giunge a chi era stato ingiustamente condannato all’ergastolo. Purtroppo, però, nell’orizzonte temporale di mia figlia non c’è la prospettiva di una cura per la sua malattia.

La ricerca scientifica ha bisogno di risorse e trasparenza

Il Convegno “Mind the Gap. Il finanziamento della ricerca in italia” (24 giugno, Aula Magna, Università Statale di Milano) ha riunito alcuni dei più autorevoli esponenti della comunità scientifica per un confronto pubblico, e un contributo operativo, sul tema della governance della ricerca in Italia.

Correva l'anno 1997. Un'analisi dello stato della ricerca in Italia. Che cosa è cambiato?

Correva il governo Prodi, quando al congresso del PDS del 1997 il vicepresidente del consiglio Walter Veltroni si apprestava a prendere la parola per una difesa dell’Ulivo. Lo stesso giorno il fisico Giorgio Parisi consegnava al partito un’analisi dello stato della ricerca in Italia, per buona parte ancora valida. Purtroppo. La ripubblichiamo qui di seguito (ndr).

Sono grato dell’occasione che ho di parlare qui, perché vorrei proporvi delle osservazioni concrete che sono condivise da molti di quelli che come me lavorano nel campo della ricerca scientifica.

Human Technopole: un dibattito che investe il nostro futuro

Il dibattito sul progetto Human Technopole (HT) per il recupero degli spazi dell’Expo è di grande rilievo, e potrebbe servire a riflettere sul modo in cui il Paese intende utilizzare le sue risorse per investire sul futuro. Temo tuttavia che molti non colgano i motivi di una discussione a volte un po’ tecnica: si tratta di un tema davvero alto, che coinvolge tutti, perché tutti concorriamo al finanziamento della ricerca scientifica.

Piano Nazionale per la ricerca 2015-2020: priorità al capitale umano, disattenzione sulla ricerca di base

Nel nuovo PNR coesistono novità interessanti e punti molto discutibili. Nuova è promettente è la decisione di focalizzare le risorse su alcuni ambiti prioritari, così come la messa in campo di nuovi strumenti per l’arruolamento di nuovi ricercatori e di meccanismi premiali per le eccellenze della ricerca. Del tutto deludente, invece, l’aver fortemente privilegiato la ricerca applicata, in linea con la nuova filosofia dei programmi di finanziamento europeo, a scapito della ricerca di base, a cui le 93 pagine del PNR dedicano solo un omaggio retorico ma privo di sostanza.

Tecnopolo, gli scienziati chiedono trasparenza

Da circa sette anni la ricerca pubblica italiana, che si svolge nelle Università e negli Istituti di Ricerca, è stata oggetto del più grande disinvestimento che abbia mai riguardato la pubblica amministrazione,  in assoluta controtendenza con tutti gli altri paesi avanzati, che invece in ricerca hanno investito e continuano ad investire moltissimo.

Human Technopole, Genomi italiani e il pregiudizio sugli investimenti top down

Favoritismo e mancato ricorso alla valutazione: l’espressione “top down” non implica nulla di tutto questo, ma è spesso percepita come sinonimo di pratiche poco trasparenti. Alcune espressioni sembrano avere il potere di polarizzare la conversazione, il più delle volte allontanandola in modo quasi irreversibile dalla possibilità di un approccio critico ed equilibrato all’oggetto di cui si dibatte.

Sempre più asiatica la leadership della ricerca globale: parole di NSF

Come avviene, ormai, tradizionalmente in ogni anno pari, la National Science Foundation degli Stati Uniti ha pubblicato il rapporto Science  and Engeneering Indicators: una disamina molto approfondita dello stato della ricerca, dello sviluppo tecnologico e, più in generale, della cultura scientifica del paese leader al mondo nell’economia della conoscenza. 

Un miliardo di euro: così l'India punta sul biotech

Un progetto imponente per  trasformare l'India in un riferimento a livello mondiale per la ricerca genomica. È notizia di questi giorni che il governo ha annunciato nel suo bilancio annuale la decisione di investire notevolmente sul Dipartimento di Scienza e Tecnologia, che ha ricevuto un finanziamento di 650 milioni di dollari (596 milioni di euro, un aumento del 17% sulla ripartizione dello scorso anno) e sul Dipartimento di Biotecnologie (DBT), finanziato invece per 247 milioni di euro, il 12% di incremento rispetto all'anno precedente.

Quanto è difficile innovare in Italia!

Seguendo le discussioni e i convegni di questi giorni, ho ripreso in mano un libro, poco conosciuto in Italia, come peraltro il suo eccellente autore. Una documentata storia della vita di Adriano Buzzati Traverso e del suo tentativo di costruire un Laboratorio di genetica e biofisica (1962-1969), L'Italia intelligente,  di Francesco Cassata (Donzelli, 2013).

Renzi, salva (tutta) la ricerca!

Mentre Matteo Renzi lancia al Piccolo Teatro il progetto post Expo Human Technopole, molti ricercatori si radunano alla Sapienza per dare sostanza all’appello lanciato dal fisico (e membro del Gruppo 2003) Giorgio Parisi “Salviamo la Ricerca italiana” (qui il link al Gruppo Facebook) che ha già raccolto in pochi giorni migliaia di firme. Scienzainrete aderisce all’appello, seguirà la diretta in streaming dell’evento, e modera con il suo condirettore Pietro Greco la tavola rotonda di oggi. 

La protesta del super matematico che fa ricerca senza ottenere fondi

Giuseppe Mingione è uno dei 99 matematici più citati del mondo. In 4 anni ha avuto 3 mila euro di finanziamenti contro il 250 mila dei suoi colleghi stranieri. In una intervista al Corriere della Sera il matematico dell'università di Parma e membro del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica spiega le ragioni per le quali ha scelto il boicottaggio della VQR. Pubblicchiamo l'articolo integrale a firma di Orsola Riva.

OCSE: troppa dieta uccide l'università

I rapporti dell’OECD, così come quelli di grandi organismi internazionali, questo hanno di buono: si riferiscono a un passato abbastanza recente da essere significativo per il presente, ma abbastanza lontano da essere fuori dalla polemica politica contingente. È questo il caso anche di Education at a glance 2015, l’ultimo rapporto dell’OECD, appunto, sul sistema educativo dei 40 paesi dell’organizzazione.

Come far tua la matematica?

n.d.r. Perché la gran parte dei giovani ama la musica e non la matematica? Perché anche studenti che si iscrivono a corsi di laurea scientifici spesso di matematica sanno poco o nulla? Sono gli effetti di un insegnamento a scuola della scienza dei numeri e delle forme non adeguato? La domanda non è nuova e il dibattito oscilla tra chi propugna un insegnamento più serrato della “matematica pura” e chi, all’opposto, è per la “matematica pratica”.

La politica è di nuovo bocciata in scienze, ma non è un nuovo “caso Stamina”

L’assegnazione delle risorse per la ricerca non si fa così. In una lettera alla Stampa, un gruppo di una trentina scienziati italiani di spicco ha espresso il proprio disappunto per lo stanziamento di finanziamenti ancora una volta «destinati in maniera arbitraria, a prescindere da un’accurata valutazione scientifica».

Un’agenzia unica per la ricerca pubblica

Poco tempo fa è stato presentato il progetto del governo per il dopo Expo: il premier Renzi ha finalmente parlato di ricerca, di futuro e della necessità di “accendere una scintilla” a Milano per creare nuove eccellenze scientifiche di marca italiana nuove eccellenze scientifiche di marca italiana.
Nell’ambito di questo progetto e, più in generale, della ricerca in Italia manca però un’idea forte e sistemica di governance.

I magnifici sette per il consiglio scientifico d’Europa

Non più un una donna sola al comando – la biologa scozzese Anne Glover, Chief Scientific Adviser (CSA), la cui funzione è stata soppressa lo scorso anno – ma una squadra, o meglio uno Scientific Adviser Mechanism (SAM), di sette scienziati di vaglia, quattro maschi e tre femmine, provenienti da sette diversi paesi ed esperti in sette diverse discipline.

Italia 2040: lo zippo di Renzi, e il salvagente CNR

Matteo Renzi presenta al Piccolo teatro di Milano il futuro dell’Expo. Il pubblico delle grandi occasioni lo applaude, più che altro per gli elogi a Expo e a ciò che ha saputo fare Milano per ripartire dagli anni grigi. Ma quando il premier passa dal divertito ritratto di come eravamo negli anni ’90 (Andreotti, Schillaci, il walkman, il telefono 337 e l’enciclopedia “I quindici” che utilizzavamo per le ricerche) all’Italia del 2040, l’entusiasmo scema un po’. Perché è ancora tutto troppo vago. E i milanesi, se c’è una cosa che non sopportano, è la vaghezza.

Giovani e ricerca: da qui riparte l’Italia

Sotto lo sguardo attento di Leonardo Da Vinci e Galileo Galilei si è tenuta, oggi nella sala Marconi del CNR, la cerimonia di premiazione del “Premio Giovani Ricercatori Italiani”. 
Il Premio, istituito dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica, è stato assegnato quest’anno a Paola Santini e a Gian Paolo Fadini.

La crescita dell’interdisciplinarità

Norbert Wiener l’aveva posta alla base di una nuova scienza – o meglio, di un nuovo approccio allo studio della complessità del mondo – che aveva chiamato cibernetica. Molti oggi la evocano come l’ingrediente necessario per comprendere e avviare a soluzione i grandi problemi del pianeta a carattere scientifico: come i cambiamenti climatici o l’erosione della biodiversità. Ma lei, l’interdisciplinarità, è più sfuggente di un’anguilla. Sei sicuro di averla afferrata ed è già scappata via.

OGM: sfida in campo aperto

Negli ultimi tredici mesi la percezione pubblica verso gli OGM ha cominciato ad aprirsi a un dibattito un po' più equilibrato e soprattutto science-based. Questo è avvenuto anche attraverso articoli di stampa firmati da diversi scienziati e intellettuali e interventi riportati anche su Scienza in Rete (vedi il dossier).
Anche in Parlamento qualcosa è cambiato o, almeno, sembra stia cambiando.

Diritto allo studio: ancora troppe borse “virtuali"

Nell'anno accademico 2013-14, l'ultimo di cui possediamo i dati, sono stati oltre 46mila gli studenti universitari italiani dichiarati idonei a ricevere una borsa di studio, ma che non l'hanno ricevuta, che non sono cioè fra i cosiddetti “beneficiari”. In media, su 10 studenti considerati idonei, i borsisti effettivi sono solo 7. E le cose vanno sempre peggio: negli anni della crisi il numero di studenti idonei per una borsa di studio a livello universitario è scesa del 4,16%, e il numero dei borsisti addirittura del 9,17%.

Una proposta per migliorare il VQR 2011-2014

Ben poche le innovazioni sostanziali contenute nel draft della Valutazione della Qualità della ricerca (VQR), che riguarda il quadriennio 2011-2014. Piuttosto, un piccolo ma significativo passo indietro rispetto alla precedente VQR, che abbracciava un periodo più lungo, 6 anni, dal 2004 al 2010.  

Valutazione Anvur, atto secondo

“Con la nuova Vqr avremo un quadro aggiornato di dati sulla qualità della nostra ricerca”, queste le parole del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini dopo aver firmato il decreto con le linee guida per Valutare la ricerca 2011-2014. Insomma, parte il secondo capitolo della Valutazione firmata Anvur i cui risultati sono attesi per ottobre 2016.
Ed ecco la prima novità, con il nuovo esercizio si riduce il numero di anni presi in considerazione: dai 7 della prima tornata si passa ai 4 della seconda.

Regole certe per far rientrare i cervelli in fuga

Sono circa trecentomila i professionisti italiani che attualmente lavorano all'estero, ma certamente il numero che include anche i ricercatori è sottostimato. Non bisogna dimenticare che queste persone sono state formate in Italia e hanno rappresentato per tutti coloro che pagano le tasse una spesa alta, che viene offerta gratuitamente ad altri paesi in concorrenza con noi. Non è certo un buon affare.

I giovani, la formazione e il futuro dell’Italia

Quello dei giovani è il nodo di gran lunga principale che l’università italiana deve sciogliere. E quello dei giovani nell’università italiana è il nodo principale che il paese deve sbrogliare.
Il nodo dei giovani nell’università italiano è uno e trino. Riguarda infatti gli studenti, che stanno rinunciando in massa a quella che viene chiamata “tertiary education”: la formazione di terzo livello.

Le basi per una società democratica della conoscenza

In un saggio che abbiamo pubblicato, postumo, sul primo numero di Scienza&Società, nell’ottobre 2007, il filosofo Umberto Cerroni (1926-2007) notava come il secolo scorso, il XX dell’era cristiana, fosse stato caratterizzato da due processi decisivi: l’enorme espansione della scienza e l’enorme espansione della democrazia.

Premio Giovani Ricercatori: i vincitori e le motivazioni

Il 5 aprile sono stati pubblicati i risultati del Premio Giovani Ricercatori Italiani, organizzato dal Gruppo 2003 per la ricerca Scientifica.
A vincere la prima edizione sono stati Paola Santini, ricercatrice presso INAF - Osservatorio Astronomico di Roma e Gian Paolo Fadini, ricercatore presso il dipartimento di Medicina del Policlinico Universitario di Padova.

Giovanni Berlinguer: difficile non volergli bene

Lo scorso 7 aprile ci ha lasciato Giovanni Berlinguer una delle personalità di primo piano della cultura italiana di questi ultimi decenni. La sua opera ha contribuito a diffondere la cultura scientifica in settori decisivi della società nazionale. Professore onorario ed emerito di più di un’università (Santo Domingo, Montréal, Brasilia, Roma).

Giancarlo Pinchera, energetico pioniere

In una sorta di damnatio memoriae siamo costretti a riaffrontare vecchi problemi ambientali come se fossero nuovi. E’ il caso dell’energia, dove ogni anno riscopriamo il risparmio e l’efficienza energetica, il Negawatt al posto del Megawatt, magari riprendendo parole d’ordine di nuovi guru, dimenticandoci che di risparmio ed efficienza in Italia si era cominciato a parlare in forme nuove subito dopo la crisi energetica del 1973.

Horizon 2020: per ora l'Italia delude

CORDIS ha pubblicato i primi dati di partecipazione al programma Horizon 2020. I dati riguardano i 2.399 progetti avviati a partire dal primo gennaio 2014, e le relative 10.200 partecipazioni, per un ammontare di circa 3 miliardi e 500 milioni di euro erogati (una media di circa 350.000 euro per ogni partecipazione). Su 94 paesi che hanno partecipato finora il Regno Unito precede tutti per numero di partecipazioni (1.406) ma è la Germania a contare il maggior numero di finanziamenti ricevuti.

Europa: è ora di puntare sulla scienza

Agli inizi del secolo scorso in ogni paese nascevano i Consigli Nazionale di Ricerca per favorire, anche attraverso lo sviluppo di nuova conoscenza e di tecnologie avanzate in campo militare, la difesa dei territori, ma, anche, per creare una ben più ampia comunità scientifica che potesse collaborare a una crescita complessiva della società e a un miglioramento delle condizioni di vita.

La terza missione dell’Università

Viviamo in una “società della conoscenza”, espressione che ha assunto importanza crescente a partire dal Consiglio Europeo di Lisbona del marzo 2000, che ha conferito all’Unione Europea l’obiettivo strategico di sviluppare un’economia basata sulla conoscenza, più competitiva e dinamica, in grado di realizzare una crescita sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale.

Non c’è alternativa alla sperimentazione animale

Una sede, l’Accademia dei Lincei a Roma, è prestigiosa, di quelle che portano già nel nome l’autorevolezza di secoli di storia. L’altra, nel contesto della convention Telethon a Riva del Garda, è suggestiva, coronata dalle montagne che si affacciano sul lago. Due splendidi scenari che hanno visto negli ultimi giorni nuovi tentativi di dialogare con la politica, i media, ma anche con il grande pubblico, per spiegare le conseguenze che avrà la direttiva europea 2010/63 sulla sperimentazione animale, così come è stata applicata in Italia.

Berlino insegna, senza ricerca non si mangia

“Politici e leader della maggior parte dei paesi del mondo hanno perso completamente i contatti con la realtà della ricerca” comincia così un commento di Amaya Moro-Martin, pubblicato su Nature qualche mese fa “sembrano non sapere che quanto più la ricerca  è forte tanto meglio andrà l’economia” e questo è specialmente vero per i paesi dove la crisi si sente di più. “I politici invece cosa fanno? Tagliano la ricerca e così rendono  questi paesi ancora più vulnerabili.

Ecco come frenare la “folle” corsa del cancro

E’ una storia questa che ha inizio negli anni ’90 quando Alberto Mantovani, oggi direttore scientifico Humanitas, scopre la molecola Ptx3: una proteina, appartenente a una nuova famiglia di pentrassine.
Da quel momento Mantovani ha incominciato a studiare ogni aspetto di questa proteina: dalla sua prima applicazione nelle diagnosi, alla scoperta del suo ruolo nelle infezioni contro il batterio Aspergillus fumigatus, al ruolo nella risposta immunitaria.

Conoscere per partecipare

Per molto tempo la scienza è stata erroneamente considerata come un contributo “tecnico”, più che culturale, alla società. È stata apprezzata perché ci forniva la capacità di “costruire cose” e di “risolvere problemi”, contribuendo al benessere e al progresso, ma è stata sottovalutata come strumento potente per capire, conoscere e spiegare il mondo. Si pensi al dibattito iniziato molti anni orsono con la pubblicazione del libro "Le due culture e la rivoluzione scientifica" di Charles Percy Snow.

L’Europa: il Robin Hood al contrario della conoscenza

L’Europa della conoscenza è sempre più frammentata. E i suoi 28 diversi frammenti invece che a convergere tendono a divergere. Il grande progetto di Antonio Ruberti – creare un’Area Europea della Ricerca – non si sta realizzando.
E nell’Unione anche la rete dell’alta formazione non solo non viene ulteriormente ordita, ma si sta sfilacciando, arrotolandosi intorno a un numero sempre più piccolo di grossi nodi.

La peer review funziona? Sì, ma con qualche riserva

La peer review lascia un'impronta nella scienza. Le riviste scientifiche, con i loro sì e con i loro no determinano le sorti delle ricerche che vengono loro sottoposte ogni giorno, filtrano quello che dominerà il panorama scientifico e di cui parleranno i giornali nei mesi e forse negli anni successivi, e condannano all'oblio i frutti di altre ricerche. Perché non tutto può essere pubblicato, o meglio, non tutto può venire pubblicato nelle pagine delle maggiori riviste di scienza del mondo.

La ricerca non è un limone. Smettetela di spremerla

Il Consiglio Europeo dello scorso 18 dicembre ha chiesto l’istituzione di un Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) nell’ambito del Gruppo BEI (Banca europea per gli investimenti) con l’obiettivo di mobilitare 315 miliardi di euro di nuovi investimenti “per la crescita” nel triennio compreso tra il 2015 e il 2017.
Il Consiglio ha accettato il piano del presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, che ha almeno due punti deboli.

In Europa sono a rischio le leggi per l'aria pulita

Dalle prime indiscrezioni provenienti da Bruxelles sembra che sia chiara la volontà di eliminare alcune proposte di nuove direttive e regolamenti per la tutela dell'ambiente. A rischio sono anche 23 nuove iniziative per il 2015 e altre 78 leggi non ancora approvate, che con ogni probabilità verranno scartate. I provvedimenti a rischio riguardano anche il miglioramento della qualità dell'aria in Europa e la gestione più sostenibile dei rifiuti.

I precari a vita dell’università

Giovedì scorso, 4 dicembre, è stata presentata a Roma, nell’ambito di un’iniziativa della Federazione Lavoratori della Conoscenza della Cgil, un’indagine sul lavoro precario nelle università italiane.
I precari nelle università sono lavoratori molto qualificati (hanno la laurea e spesso un PhD, molti hanno superato valutazioni e concorsi, tanti hanno lavori di prestigio su riviste scientifiche con peer review internazionali), che svolgono un lavoro di formazione e di ricerca.

Cina fra obesità e lotta al cancro

Mentre in alcuni paesi europei la ricerca scientifica trova sempre meno finanziamenti a disposizione e la stessa Europa sembra avere idee poco chiare sulle future scelte politiche in questo campo come dimostra la recente vicenda di Anna Glover, in Cina la scienza e lo sviluppo tecnologico stanno attraversando un vero e proprio “Rinascimento”.

La scienza in Europa. Un viaggio tra passato e futuro

Con il primo volume del trittico che Pietro Greco (La scienza e l’Europa. Dalle origini al XIII secolo, L’Asino d’Oro) sta dedicando alla scienza e all’Europa, ovvero, più in generale, alla relazione scienza-società nel corso della storia, si inaugura felicemente anche in Italia il filone pubblicistico in cui alta divulgazione scientifica e rigorosa saggistica si fondono senza mai confondersi.

Un consigliere strategico per l'Europa

Pare proprio che Jean-Claude Juncker, il nuovo Presidente della Commissione Europea, abbia deciso di chiudere l’ufficio del Chief Scientific Adviser (Csa), il consigliere scientifico capo. Così a fine gennaio prossimo la biologa molecolare scozzese Anne Glover non avrà più una posizione a Bruxelles. O, almeno, non una posizione all’altezza di quella occupata negli ultimi tre anni.

Rosetta e la politica italiana della ricerca scientifica

Nonostante la non sempre adeguata copertura che ne è stata data sui media italiani, la missione europea Rosetta, che ha effettuato nei giorni scorsi il primo accometaggio nella storia, ha tenuto il mondo con il fiato sospeso ed è stata, a tutti gli effetti, uno straordinario successo scientifico, tecnologico e organizzativo.

Quei fiori sulle macerie del muro di Berlino

Il crollo del muro di Berlino, il 9 novembre 1989, ha aperto un varco tra mondi fino ad allora incomunicanti: tra l’Est e l’Ovest del pianeta. Tra il blocco sovietico e il blocco occidentale. Tra le democrazie liberali a economia di mercato e le cosiddette “democrazie popolari” (in realtà insopportabili dittature) a economia centralmente pianificata.
E, anche, tra la grande comunità scientifica dei paesi liberi e la comunità scientifica dei paesi comunisti.

Idee per cambiare la gestione della ricerca italiana

Già da alcuni anni l’attività di gestione della ricerca scientifica e tecnologica ha preso alcune strade che probabilmente hanno fornito esempi di efficienza accanto a irrigidimenti che hanno alimentato sia lo sviluppo che la fossilizzazione di un ambiente di vitale importanza per la crescita del paese. Ma a questo punto, appoggiandosi alla buona letteratura già messa a disposizione da ottimi osservatori come Pietro Greco, Settimo Termini, Rino Falcone, Francesco Lenci e altri pensiamo sia possibile formulare un elenco di azioni conseguenti appropriate al momento storico e che molto spesso

La conoscenza scientifica per rilanciare l'economia

In che misura l’aumento esponenziale delle conoscenze scientifiche ha cambiato il DNA del mondo in cui viviamo e quali sono le importanti implicazioni che ne derivano? Questa domanda sta al cuore del breve (ma denso) saggio di Sergio Ferrari “Società ed economia della conoscenza” nel quale l’autore intende mettere a fuoco i processi che hanno portato a un sempre più fitto intreccio tra crescita delle conoscenze scientifiche e sviluppo economico e a una profonda trasformazione delle dinamiche che condizionano quest’ultimo.

L’Europa a quattro velocità

"Hanno scelto l’ignoranza", titola il manifesto appello che nove ricercatori europei, tra cui il nostro Francesco Sylos Labini (nostro nel senso sia di italiano che di collaboratore di Scienzainrete, oltre che fondatore e colonna di Roars) hanno pubblicato nei giorni scorsi anche su Nature, mettendo nero su bianco un’inquietudine che serpeggia nella comunità scientifica del Vecchio Continente.

Il nuovo Senato senza competenze

Nuovo Senato, nuova Repubblica. Il 9 agosto è passata in prima lettura la riforma costituzionale che vuole ridisegnare regole e funzioni del Senato, con 100 membri, cooptati dai consigli regionali, tranne i 5 senatori (non più a vita) nominati dal Presidente della Repubblica. Superato quindi il bicameralismo perfetto, con un Senato che diventa espressione dei poteri territoriali ma svuotato di funzioni legislative.
Che fine ha fatto l’idea del “Senato delle competenze”, promossa dal senatore Elena Cattaneo?

Genesi di un'idea controcorrente

Perché un Senato delle competenze

Gentile Presidente, gentili colleghi, è la prima volta che parlo all’Assemblea e per arrivare all’argomento in discussione oggi io sento di dovervi spiegare il percorso, le ragioni e le modalita` con cui vorrei mettere le mie competenze e il mio ruolo a disposizione di quest’Aula e del Paese.
Probabilmente alcuni di voi conoscono la mia storia e sanno come è accaduto che mi sia trovata a essere qui con voi dopo una per me inaspettata nomina giunta lo scorso anno.

Ricerca: la richiesta del Consiglio scientifico del Cnr

Nel luglio 1945, mentre la guerra si era appena conclusa in Europa ma continuava in Asia e nel Pacifico, Vannevar Bush – il consigliere scientifico del presidente  degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt, da poco defunto – rendeva pubblico un rapporto, Science. The Endless Frontier, che è considerato l’atto inaugurale sia della moderna politica della scienza, sia della moderna economia fondata sulla conoscenza.

Il testo è breve, poche decine di pagine, ma molto denso e molto articolato. È possibile riassumerlo in quattro punti.

Gli imperativi dell’open science

Molti dei principi che sono alla base della scienza moderna, come il modo più affidabile di acquisire conoscenze, sono stati definiti nei primi anni dell’Illuminismo. Molti storici della scienza ritengono che all’origine delle rivoluzioni scientifiche dei secoli XVIII e XIX ci sia stata quella che noi oggi chiameremmo open science, nata grazie alla diffusione dei primi giornali scientifici.

Gentil sesso, gentil scienza

L’espressione “gentil sesso” è definita un “modo tradizionale, oggi poco accettato, di designare globalmente il sesso femminile” . Si dice anche che è un modo “scherzoso” e, tutto sommato, questo trova riscontro nella quotidianità. Espressione simile, del tutto in disuso, è “sesso debole”. Il gergo giovanile le ignora entrambe.
Allora come si spiega il titolo di questo libro? Esprime un’idea ormai sorpassata o ancora attuale?

Enti di ricerca: Mettiamo più “R” nel MIUR

Affermazione paradossale e provocatoria, ma vera: il problema del riordino degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) italiani non ha niente a che fare con gli EPR stessi. È piuttosto la questione del sistema italiano della ricerca che vogliamo e dobbiamo affrontare e riordinare, partendo dalle radici, non dalle foglie (o fiori o frutti) dell’albero, anche se questi ultimi sono i suoi prodotti visibili e apprezzabili, prodotti che vengono dal lavoro appassionato di migliaia di ricercatori che sono rimasti in Italia (nonostante tutto).

Il riordino degli Enti Pubblici di Ricerca

Il Consiglio dei Ministri di venerdì 13 giugno si è occupato di Pubblica Amministrazione, ma ha rimandato a data ancora da definire quel progetto di riordino degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) di cui si parla da molto tempo.
Anche se la discussione, pur essendo di interesse generale, stenta a uscire fuori dall’ambito degli addetti ai lavori.

La fotonica in Italia: da PoliMi in direzione Horizon2020

La fotonica è una delle principali tecnologie individuate dalla Commissione Europea come chiave abilitante (KET, Key Enabling Technologies) per far fronte ad alcune delle più importanti sfide per migliorare la qualità di vita dei cittadini, per esempio nella progettazione di nuovi spazi urbani con le smart cities.

Lo strano caso dell’Abilitazione Scientifica Nazionale

Fra qualche mese saranno pubblicati i risultati della Abilitazione Scientifica Nazionale 2013.
Per avere la abilitazione, requisito per essere ammessi ai concorsi di professori di prima e seconda fascia, bisogna superare tre soglie stabilite dall’Anvur: numero di pubblicazioni, numero di citazioni e indice H o analogo.

Le vie tortuose dell’accreditamento dei dottorati

Da qualche settimana una sparuta minoranza di professori universitari è alle prese con un incubo. Si tratta di coloro che sono alle prese con il problema dell’accreditamento dei dottorati presso il ministero, in particolare i coordinatori dei dottorati stessi. Che cosa significhi bene questo accreditamento, non è chiaro, e soprattutto nessuno pare sappia rispondere alla domanda: che cosa succede a un dottorato che non viene accreditato?

Le competenze al servizio della Nazione

L’Italia soffre di un cronico deficit culturale e scientifico che negli ultimi due anni ha prodotto una serie di casi che hanno avuto grande risonanza internazionale e rimarcato le differenze tra il nostro e i paesi più avanzati. Sempre più spesso, infatti, assistiamo ad azioni politiche e giudiziarie che tradiscono una profonda ignoranza e in certi casi un vero e proprio rifiuto del metodo e delle conoscenze scientifiche, sacrificate di volta in volta in nome dell’emotività, di una malintesa compassione o del populismo.

I finanziamenti alla ricerca degli Enti pubblici

Il DEF, il Documento di economia e finanza che il governo è tenuto a presentare ogni anno al parlamento entro il 30 giugno, è ancora in bozze. È stato presentato dal Primo Ministro, Matteo Renzi, lo scorso 8 aprile, ma è ancora in fase di costruzione. Un capitolo importante di questo documento che, pur non avendo valore di legge, una volta approvato vincola il governo del paese e la spesa pubblica, riguarda l’università e la ricerca.

"Aprire il senato agli scienziati"

Un Senato delle competenze. Per avvicinare scienza e politica. Ma, soprattutto, per rendere più maturo il dibattito pubblico e rendere più solida la democrazia nel nostro paese. Elena Cattaneo, scienziata alla Statale di Milano, 51 anni, la più giovane senatrice a vita nella storia della Repubblica, ha un’idea forte e, per certi versi, spiazzante sulla riforma della Camera Alta. L’abbiamo intervistata.

Un viaggio nella governance della ricerca europea

La ricerca europea è fondamentale per garantire la competitività futura delle nostre economie, come riconosciuto da tutti gli Stati membri al momento dell'adozione dell’obiettivo 3% del PIL da investire in ricerca e sviluppo. A tutt’oggi, però, gli investimenti in ricerca dei 28 paesi dell’Unione sono sotto il 2% del PIL e anche i finanziamenti pubblici non superano la media dello 0,7%.

I Parlamenti danno i numeri

In tempi di riforme costituzionali, e in particolare della profonda mutazione cui dovrebbe andare incontro il Senato, ci è sembrato interessante indagare i parlamenti dei paesi europei a noi più prossimi per vedere somiglianze e differenze. Da un lato, quindi, riportiamo i dati del percorso di studi dei parlamentari di Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna. Dall’altro - in tempi di polemiche su quote rosa e gerontocrazia - abbiamo analizzato anche il peso di uomini e donne nelle camere e la distribuzione per età.

Stamina: quale etica sottende il decreto Balduzzi?

Con il mio team coltivo cellule staminali per uso clinico da più di vent’anni. Abbiamo curato centinaia di pazienti con gravi ustioni sia della pelle sia della cornea e dimostrato che è possibile trattare una rara malattia genetica della pelle con la terapia genica.
Questo fino al 2007, quando il regolamento europeo 1394 sulle terapie avanzate ci ha imposto di adeguare le nostre colture ai requisiti di qualità previsti dalla normativa che regola la produzione dei farmaci.

Sperimentazione animale: il gran pasticcio italiano

Il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2010/63 dell’Unione Europea, recentemente approvato dal consiglio dei ministri, fa acqua da tutte le parti. Il dettato europeo è uscito abbastanza malconcio dalle commissioni parlamentare italiane da cui ha avuto la cattiva ventura di passare, imbarcando in particolare un paio di topiche memorabili.

Il peso della ricerca scientifica nel governo Renzi

Che peso ha la ricerca scientifica nel governo Renzi e in Parlamento?

 

Sono giorni di polemica sulla scelta dei ministri e soprattutto dei sottosegretari. Lasciando da parte le controversie più politiche, e limitandoci a esaminare i CV dei neonominati alla ricerca scientifica e a quella sanitaria (elenco dei nuovi sottosegretari) non possiamo non osservare scarse competenze ed esperienze maturate in questo ambito. 

Sottosegretari alla Ricerca e all'istruzione:

Stefania Giannini, un'estremista della meritocrazia

Forse non tutti si sono ancora accorti che il ministro dell'istruzione e della ricerca Stefania Giannini rappresenterà una delle vere novità del governo Renzi. Novità che promettono di rivoluzionare il mondo dell'università e della ricerca, e non facili da digerire per molti. Come facciamo a saperlo? In occasione delle scorse elezioni di circa un anno fa il nuovo ministro della istruzione e ricerca Stefania Giannini ha risposto su Scienzainrete alle 10 domande del Gruppo 2003 su merito, trasparenza, Agenzia unica per il finanziamento e altre "fisse" del Gruppo.

L’anello che chiude il cerchio tra Ricordi e Medestea

Sul palcoscenico dove si rappresenta la tragedia camuffata da farsa del cosiddetto Caso Stamina, i riflettori non hanno ancora illuminato le protagoniste femminili, che per ora si tengono nell’ombra. O forse vi sono tenute dagli attori uomini: la star, Davide Vannoni; la spalla, Marino Andolina; il deus ex machina, Gianfranco Merizzi, presidente di Medestea, la società che detiene i diritti per lo sfruttamento del cosiddetto “metodo Stamina”.

Per Stamina tra gli scienziati volano parole grosse

Ognuno ha il suo carattere, anche tra gli scienziati. C’è chi fa dichiarazioni violente ai giornali, chi  irride ai colleghi su Facebook e chi prende posizioni ferme senza dargli troppa pubblicità, semplicemente rivolgendosi a chi di dovere. Alberto Mantovani, docente di patologia generale all’Università di Milano e direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas, non è tipo da schierarsi in cori da stadio pro o contro un collega.

Dieci domande e dieci risposte dal mondo della ricerca

Si è svolto a Roma presso il CNR il convegno SPERA - Sperimentare per curare. Il convegno ha l'obiettivo di far conoscere ai cittadini e presentare alle associazioni dei malati le ragioni della ricerca scientifica a sostegno della sperimentazione animale.

Nel documento sottostante (e in allegato) un gruppo di ricercatori risponde alle “Dieci domande a cui i vivisettori non rispondono” pubblicate recentemente dal dott.

Anche noi avremmo bisogno di una frontiera infinita

Sarebbe bello che un documento come "Scienza, la frontiera infinita" finisse nelle mani del capo del governo italiano. Sarebbe ancora più bello che questo avesse un effetto. Che so, l'aumento immediato del finanziamento della ricerca, una politica per incentivare i giovani a iscriversi all'università, la creazione di una Agenzia unica per la valutazione della ricerca e la promozione del merito.

Il bagnino e i samurai

Leggendo di slancio “Il bagnino e i samurai” e subendone tutto il fascino doloroso, il primo paragone che mi viene in mente è con un altro libro di Daniela Minerva (e Carlo Bernardini): “L’ingegno e il potere”, sul caso Ippolito. Nel campo dei farmaci oncologici, come della chimica farmaceutica in generale, per non dire della chimica e basta, si vive lo stesso senso di fallimento che per il nucleare, anche qui dopo una splendida partenza tutta italiana negli anni 60-70.

Università, turn over e polemiche: chi ha ragione?

Sta facendo molto discutere la tabella che il Ministero dell’Istruzione ha reso pubblica nei giorni scorsi che traduce in numeri le disposizioni contenute nel “Decreto criteri e contingente assunzionale delle Università statali per l’anno 2013” del 9 agosto scorso che regola il turn over dei docenti negli atenei pubblici.

E’ veramente “malata” la ricerca biomedica?

Un recente numero dell’Economist ha dedicato alla ricerca scientifica la copertina, dove figurava la scritta “How science goes wrong”, e un lungo articolo: ‘Trouble at the lab. Scientists like to think of science as self-correcting. To an alarming degree, it is not’; . Leggendolo, ci si rende conto che in realtà non si parla di ricerca scientifica in generale ma di ricerca biomedica, a parte un fugace cenno a “lavori” di psicologia cognitiva che anche a dire di uno dei padri (D.

La ricerca ai tempi della crisi

La ricerca, ai tempi della crisi. Secondo l’irlandese Patrick Cunningham, professore di genetica animale e già consigliere scientifico del governo di Dublino, occorre ripensarla. Rimodulandone le priorità. In un articolo pubblicato oggi, 24 ottobre, su Nature, Cunningham rileva che siamo nel pieno di una recessione economica. Che per uscirne occorre non diminuire, ma aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo. Soprattutto quelli pubblici.

Il compleanno del CNR

Il prossimo mese di novembre il CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, compie 90 anni. Lunedì 30 settembre presso la sede centrale a Roma, il Presidente, Luigi Nicolais, ingegnere chimico e membro del Gruppo 2003, ha voluto festeggiare il compleanno del nostro massimo Ente pubblico di ricerca con una cerimonia essenziale, ma molto significativa. La festa di compleanno si è risolta infatti nella presentazione di due opere di “comunicazione pubblica della scienza”, rivolte al grande pubblico.

Vita da ricercatore: privilegio e responsabilità

Diceva Albert Einstein “La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Senza crisi non ci sono sfide e non c’è merito. Lavoriamo duro e finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla” (1).

Un appello: Italia a rischio default culturale

Lo spread culturale con la Corea è salito a 430 punti. Crollano gli investimenti: – 14% in cinque anni. Crolla l’occupazione dei giovani nelle fabbriche della conoscenza: – 17%. Aumentano le tasse: + 50%. Il deficit commerciale nell’alta tecnologia ha raggiunto punte dell’1% del PIL. Siamo già oltre l’orlo del burrone. Così il Paese si è giocato il futuro. Le colpe dei padri già ricadono sui figli.[1]

Bioscienze in Europa, quale ruolo per l'Italia?

Adriano Buzzati Traverso sarà ricordato come studioso, docente ma soprattutto come manager d’una ricerca senza frontiere: i suoi frequenti soggiorni all’estero, al di qua e al di là dell’Atlantico, l’avevano rapidamente convinto della necessità di sprovincializzare lo studio delle bioscienze in Italia e quindi di potenziare gli scambi con Paesi più avanzati.

Animali e ricerca, stravolta la Direttiva UE: un appello

L’aula del Senato - n.d.r. votato successivamente anche alla Camera - ha appena approvato l’ex art. 9-bis ora art.13 (Criteri di delega al Governo per il recepimento della Direttiva 2010-63-EU del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici). L’articolo avrebbe dovuto recepire lo spirito e la sostanza della Direttiva EU, che non vieta l’utilizzazione degli animali ma indica i principi da rispettare nel loro uso e allevamento a fini sperimentali. L’Art.

FisMat 2013: la massa critica della fisica italiana

L'ultimo giorno di FisMat2013, a conclusione delle cinque giornate dedicate alla fisica della materia condensata, ha registrato numeri che tracciano il quadro di un successo: circa un migliaio d’iscritti in rappresentanza di quaranta istituzioni, tra università ed enti, e tremila ricercatori (la comunità dei fisici della materia, riuniti a congresso dopo la diaspora del 2004 - leggi qui, Pietro Greco su S

Elena Cattaneo senatore a vita: scienza, passione, merito

"Perché' buttarle via le cellule embrionali, quelle che vengono dalla fecondazione assistita e che non si useranno mai, non si dovrebbero invece impiegare per la ricerca? Buttarle non e' solo contro la scienza, è anche contro la logica e contro il senso comune. E poi come spiegarlo agli ammalati? " Loro, specialmente i più sfortunati, sanno benissimo che è proprio lo studio delle cellule embrionali a dirci se un domani potremo curarci con le staminali, eventualmente anche adulte.

Carlo Rubbia: Nobel dell’interazione e manager della scienza

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è una delle personalità politiche italiane più attente alla scienza e ai suoi valori. E più consapevoli del ruolo che la scienza e i suoi valori hanno nella società contemporanea. Per questo la nomina di Carlo Rubbia a senatore a vita era pressoché scontata. Intanto perché – dopo la scomparsa di Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini, a sua volta senatrice a vita – il fisico sperimentale nato a Gorizia il 31 marzo 1934 è l’unico premio Nobel scientifico “italiano” vivente.

Alla ricerca della qualità: il modello Telethon

Sono passati alcuni giorni da quando la Commissione medico scientifica di Telethon ha assegnato i nuovi finanziamenti relativi al bando 2013. La strada che porta alla selezione dei progetti è molto articolata e rigorosa. Il processo Telethon è lo stesso di quello adottato dal National Institute of Health degli Stati Uniti, considerato il migliore al mondo perché premia solo e unicamente il merito.

Troppi ricercatori in Cina?

Le università cinesi stanno avendo troppo successo. Dite loro di smetterla. Abbiamo bisogno più di operai, che di ricercatori col PhD. Gli operai mancano, mentre i dottori di ricerca non trovano lavoro. Il commento – quasi un appello – che Qiang Wang, direttore del Western Research Center for Energy and Eco-Environmental Policy presso lo Xinjiang Institute of Ecology and Geography dell’Accademia Cinese delle Scienze di Urumqi ha pubblicato nei giorni scorsi su Nature, con il titolo China needs workers more than academics, sembra un fulmine a ciel sereno.

Classifica ERC: giovani ricercatori in fuga

I nostri giovani, malgrado tutto e con crescente difficoltà, resistono. Ma l’Italia ha perso ogni residua capacità d’attrazione. Il responso della selezione 2013 della cosiddetta ERC junior, ovvero i grants appena assegnati dallo European Research Council ai giovani ricercatori dell’Unione e dei paesi associati non poteva essere più chiaro.

Ricerca: finanziare le persone, non i progetti

Oggi gli scienziati valgono anche e soprattutto per quanti soldi sanno attirare. Avere un buon finanziamento per la propria ricerca vuol dire far carriera, avere più persone che lavorano con te e più attrezzature e reagenti e soprattutto la possibilità di essere accolti nei migliori istituti di ricerca e nelle migliori Università. E come si fa ad avere un buon finanziamento? Serve come minimo un buon progetto. C’è il caso che siano cinquanta pagine o anche di più così il tempo degli scienziati se ne va quasi tutto per scriverli questi progetti di ricerca.

Vivere di cultura? Si può, ma soprattutto si deve

Vivere di cultura? Il mondo lo fa da sempre, e oggi più ieri. E’ questa l’ardita “provocazione” che Bruno Arpaia e Pietro Greco lanciano con il loro libro “La cultura si mangia!”: un ricco e complesso racconto traboccante di dati e riferimenti fattuali, che ci mostra come il motore dello sviluppo sia la cultura e non, come vorrebbero farci credere, la finanza.

La ricetta Lincoln per la ricerca italiana

Cento cinquant'anni fa precisi, il 22 aprile 1863, si tenne il primo meeting dell'Accademia Nazionale delle Scienze. L'anno prima, in piena guerra civile, il Presidente Lincoln aveva firmato il Morrill Act, un decreto che avrebbe proiettato l'America verso un futuro di prosperità. Quel decreto metteva le basi perché i giovani di talento potessero accedere all'educazione avanzata e promuoveva la ricerca nel campo delle scienze e della tecnologia.

I fisici italiani della materia ritornano a convegno

Lunedì 14 aprile scadono i termini della “call for paper” e, con essa, la possibilità di presentare una relazione o un poster a FisMat 2013, la prima riunione, per così dire, plenaria dei fisici della materia italiani fin da quando, nel luglio del 2005, l’Istituto Nazionale di Fisica della Materia fu praticamente sciolto e, in parte, assorbito del Consiglio nazionale delle Ricerche (CNR).

Le idee non si bruciano: intervista a Vittorio Silvestrini

Non vede l’ora di ricominciare. Ha già pronta la nuova sfida, inaugurare la prossima edizione di Futuro Remoto insieme a Corporea, il padiglione ancora in costruzione di Città della Scienza fatto salvo dalla fiamme ma non dalla burocrazia, che da due anni tiene fermi cantieri cui mancano solo otto mesi per essere chiusi.

Puntare sulla ricerca: ecco il Brain Activity Map di Obama

Chi ha detto che la ricerca non paga. Che non sia così lo dimostra il progetto Human Genome, lanciato dagli USA nel 1999 e costato un po’ meno di 4 miliardi di dollari in 10 anni ma che, a tutt’oggi, ha fruttato 796 miliardi di dollari in attività economiche ed ha generato 310.000 posti di lavoro.

Le ambizioni del Brain Activity Map Project

Lo scorso 12 febbraio, nel Discorso sullo stato dell’Unione, Barack Obama ha annunciato di voler intraprendere un nuovo colossale progetto scientifico, non dissimile per metodo e grandiosità da quelli che, nei decenni passati hanno permesso agli Stati Uniti di arrivare sulla Luna, e agli scienziati di tutto il mondo, sotto la guida dei National Institutes of Health, di decifrare il genoma umano.

Un fiore di scienza nel deserto

Jean-Lou Chameau ha lasciato il suo posto di presidente del California Institute of Technology di Pasadena, per diventare il nuovo direttore del King Abdullah University of Science and Technology (KAUST) in Arabia Saudita. Chameau che ha guidato il Caltech dal 2006, ha sempre cercato di promuovere la ricerca multidisciplinare e l’alta formazione nel campus americano. Grazie al suo operato è riuscito nel corso degli anni ha raccogliere circa 1 miliardo di dollari in finanziamenti.

Diamo un futuro alla ricerca scientifica italiana

Il tema della ricerca scientifica è assente dalla campagna elettorale che stiamo vivendo se non in termini rituali e generici. La ricerca scientifica italiana ha bisogno di un futuro migliore, fatto di investimenti strategici, di programmazione, di trasparenza e di incentivi al merito. Ma soprattutto l'Italia ha bisogno di ricerca scientifica produttiva e competitiva per uscire dal declino in cui l'attuale grave crisi economico-finanziaria la sta portando. Il nostro paese ha bisogno di nuovi posti di lavoro e di una economia che ritorni a crescere.

La ricerca è una cosa da professionisti

La maratona Telethon ha garantito anche quest'anno 30 milioni di euro (qualcosa in più è previsto a chiusura del bilancio a giugno) buona parte dei quali andranno a finanziare le ricerche di punta sulle malattie genetiche. Una buona conferma economica, dunque, con qualche preoccupazione dovuta alla crescita di quasi un terzo delle domande di grant, molte delle quali multicentriche.

Ci sarà una nuova rivoluzione russa?

Il 2013 sarà ancora un anno difficilissimo per tutto il mondo della ricerca. La crisi economica senza soluzione di continuità costringerà purtroppo molti governi a rivedere i budget destinati alla scienza, apportando drastiche modifiche. Questi enormi tagli riguarderanno anche le migliaia di docenti e studenti universitari russi, ma alcuni di loro sono ottimisti perché, nonostante le difficoltà, in Russia sta per iniziare la più grande revisione del sistema universitario che ci sia mai stata sotto il Cremlino.

Bioscienze in UE: eccellenze, giusti ritorni e coesione

Lettera aperta al Ministro della Ricerca Scientifica

Come quasi tutti i Paesi dell’UE l’Italia agonizza in una crisi economica superabile solo con una più equa distribuzione della ricchezza e soprattutto con una sua più efficiente produzione: a quest’ultima un forte contributo può arrivare dalle bioscienze, a patto che se ne ottimizzi il potenzialo innovativa e applicativo.

Rilancio della ricerca in Italia, da dove cominciare

Vogliamo insistere sulle considerazioni generali del nostro precedente appello, dato che molti di voi lo hanno letto e che i più coinvolti hanno anche sottoscritto. Ci sembra ora il momento di mettere a punto una riflessione su problemi molto concreti che nascono da un disagio che, negli anni, è andato via via lievitando per scarsa comprensione dei meccanismi di funzionamento dell’ambiente della ricerca, oltre che per negligenza.

SuperB factory, ammaina bandiera?

Si chiama SuperB factory, avrebbe dovuto produrre una grande quantità di particelle elementari, chiamate mesoni B pesanti, in un acceleratore circolare da 1,3 chilometri di circonferenza nel sottosuolo nei pressi dell’università Tor Vergata a Roma ed era uno dei dodici “progetti bandiera” del Ministero della Ricerca. Ma due giorni fa il ministro Francesco Profumo ha chiesto di ammainarlo. Costa troppo. Non possiamo permettercelo. 

Telethon torna a scuola

Le radici della ricerca sono nella scuola. «Si possono avere bravi ricercatori solo se ci sono bravi studenti» ha dichiarato il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Francesco Profumo alla presentazione della nuova campagna Telethon 2012, dallo slogan “Io esisto”.

Horizon 2020, il parlamento ne parla

Il 13 novembre alcuni membri del parlamento Europeo hanno discusso nella sede di Bruxelles, e anche in live streaming, del budget per la ricerca e sviluppo del prossimo programma quadro. L’argomento è molto attuale perché si teme che la crisi economica possa influenzare queste future spese per un settore che va ricevendo a livello nazionale sempre meno sostegno in vari paesi, tra cui l’Italia.

Ricerca, i tagli sono autogol

Il grido d’allarme del Professor Garattini “Se il Paese mette la scienza all’angolo” andrebbe raccolto subito, prima che sia troppo tardi. Con meno ricercatori di tutti i paesi avanzati (e quelli bravi di solito vanno all’estero), con molti meno soldi di Germania, Francia e Spagna, per non parlare di Svezia e Finlandia, l’Italia è già uscita dal giro dei paesi che contano.

Se il Paese mette la scienza all'angolo

In questo periodo c’è stata molta attenzione nel discutere la messa in moto da parte del MIUR di una Agenzia, l’ANVUR, destinata a valutare i risultati scientifici dei vari gruppi di ricerca italiani. Nessun dubbio sulla importanza di questa attività, come d’altra parte il Gruppo2003 ha indicato nel suo Manifesto costitutivo e ribadito in più occasioni. E’ giusto ritornare a premiare il merito, ma questo merito va valutato considerando che in Italia, a differenza di altri Paesi, esistono condizioni impari di competizione e povertà delle risorse disponibili. 

Un'agenzia per la ricerca

Quando si toccano le leve qualificanti il futuro, proprio e collettivo, come la conoscenza, la formazione, l’innovazione, occorre avere buon senso, capacità critica, autonomia di giudizio, umiltà, coraggio, immaginazione. Le future politiche scientifiche del Paese dovranno essere mosse da queste energie e non da visioni di parte, aspettative immediate, motivazioni tiepide. E dovranno poter contare su risorse significative.

Nasce la Libreria Digitale del Cnr

Il progetto ‘Science & technology digital library’, oggetto di un accordo siglato tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), si inserisce tra le iniziative dell’Agenda digitale italiana, che mirano a sfruttare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per favorire innovazione, crescita e competitività, in linea con l’Agenda digitale europea (Strategia Eu 2020).

L'omicidio della scienza e il suicidio degli scienziati

Nel corso degli ultimi mesi si sono verificati nella comunità scientifica internazionale alcuni eventi epistemologicamente preoccupanti. Il primo riguardava il divieto di pubblicare i metodi sperimentali relativi alla modificazione del virus N5H1, il secondo aveva a che fare con la pubblicazione di articoli scientifici in cui i dati erano totalmente o parzialmente non divulgati, mentre il terzo riguardava un passo indietro nelle politiche di libertà di accesso alle pubblicazioni scientifiche.

La torrida estate degli OGM

Tra pochi giorni è attesa la sentenza della Corte Europea di Giustizia per la causa n.C-­‐36/11, Pioneer Hi Bred Italia Srl c/MIPAF (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali), che verte sulla compatibilità tra le norme comunitarie e quelle italiane in materia di autorizzazione alla messa a coltura di varietà OGM iscritte al Catalogo comune europeo.

Da "Little" a "Big Science"

Nel XX secolo, in particolare dopo la fine della seconda guerra mondiale, si è verificata una transizione netta nel modo di fare scienza: se Ernest Rutherford all’inizio del ‘900 poteva esplorare le proprietà dell’atomo con una strumentazione che stava tutta sul suo tavolo, oggi per studiare i componenti della materia sono necessarie le enormi apparecchiature del Large Hadron Collider al CERN.

I nuovi progetti "Iniziativa per la Medicina Innovativa"

Il 7 giugno 2012 sono stati ufficialmente lanciati 7 nuovi grandi progetti da parte della Iniziativa per la Medicina Innovativa (IMI) di Bruxelles che avranno una durata di 5 anni e un costo di 215 milioni di euro. Inizia così la terza fase del parternariato pubblico-privato IMI che ha come missione quella di fornire ai pazienti medicine sempre più sicure ed efficaci in tempi brevi.

Come sempre i progetti vengono definiti con acronimi che si riferiscono ai titoli dei progetti.

L'imbarazzante vicenda del piezonucleare

L’INRiM (Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica) è un ente pubblico di ricerca vigilato dal MIUR (il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) le cui strategie sono descritte, come la legge prevede, in un documento cosiddetto di “visione strategica” che traccia le linee guida dell’attività dell’ente per il decennio a seguire. Questo documento viene stilato periodicamente e nella versione del 2010 si può leggere la seguente frase:

La ricerca è giovane e sempre più donna

A 48 anni Francesco Cecconi è il più anziano, si fa per dire, dei PI, i principal investigator, a bordo della nave della Royal Caribbean che ha ospitato la scorsa settimana il retreat del Dulbecco Telethon Institute. Ma in ambito accademico è giovanissimo, il più giovane dei professori ordinari del Dipartimento di Biologia dell'Università Tor Vergata, dove è docente di Biologia dello sviluppo dal 2006.

Perché in Germania l’economia va meglio che in Italia

Lo sappiamo, a Berlino sono un po’ egoisti e alquanto ossessionati dal “rigore dei bilanci”. Ormai, quel “fiscal compact” che pretendono i tedeschi con prussiana determinazione, sta un po’ stretto agli altri europei. Tuttavia dobbiamo riconoscere che in Germania l’economia va molto meglio che in Italia. Non solo – e forse non tanto – in termini di stabilità finanziaria. Ma anche – e forse soprattutto – in termini di economia reale. Nella produzione di beni e servizi.

La Germania è ancora la locomotiva della lenta Europa.

Crisi e crescita economica: Università e blue sky research

Quella che segue è la sintesi del discorso che  Sir Leszek Borysiewicz - Rettore dell’Università di Cambridge - pronuncerà il 10 Maggio in occasione della Conferenza che si terrà a Barcellona per il primo decennale della LERU, la Lega delle Università di Ricerca Europee che raggruppa 21 Atenei, fra cui l’Università Statale di Milano. "...Separare la ricerca applicata da quella 'non ancora applicata' non sarebbe certamente saggio, e forse neanche possibile.

Horizon’s horizon: science & society e lo shortermism

Nella prospettiva della knowledge society, il rapporto fra scienza e società è un punto critico fondamentale. Esaminare come lo si vuole affrontare vuol dire saggiare l’orizzonte nel quale stiamo elaborando la knowledge society. Eppure, nel profluvio di documentazione già prodotta dalla Commissione Europea per Horizon 2020 spicca l’assenza di un asse d’intervento dedicato, a differenza dei due precedenti Programmi Quadro.

La ricerca spagnola sull’orlo del baratro

Con una lettera aperta presentata ai membri del parlamento spagnolo e alla Accademia reale delle scienze di Madrid, la comunità scientifica spagnola dichiara la propria opposizione ai tagli alla ricerca, mettendo così in guardia il governo che i tagli di bilancio e il blocco delle assunzioni potrebbero essere fatali per il futuro della ricerca. Finora il documento è stato firmato da 65 organizzazioni, e più di 36.000 persone, tra cui tre premi Nobel.

L’Italia che non fa notizia e non vince nemmeno i concorsi

C’è un’Italia che lavora, e lavora bene. Un’Italia di studenti che si sono laureati in corso con il massimo dei voti, con i sacrifici di genitori che l’università, loro, non l’avevano neppure potuta frequentare. I migliori studenti hanno scelto di rimanere in università e hanno frequentato un dottorato di ricerca, e poi qualcuno si è specializzato all’estero per poi tornare,e altri sono rimasti nello stesso dipartimento per anni, e anni, dietro l’illusione di un concorso da ricercatore che non è arrivato mai. E che con la nuova legge Gelmini 240/2010 non arriverà mai.

L'Europa e la sostenibilità: verso Horizon 2020

“Il futuro può essere tuo, è l'ultima occasione!” Il motto di Jeffrey Goines, personaggio del film di fantascienza post-apocalittica Twelve Monkeys diretto nel 1995 da Terry Gilliam, è oggi più che mai attuale. Vediamo perché. Nel 1978, l'esploratore e oceanografo francese Jacques Costeau propose l'idea di tutelare gli interessi delle persone che dovevano ancora nascere, ovvero molti di quelli che stanno leggendo adesso questo articolo, per mezzo di una Carta dei diritti delle generazioni future.

Obama aumenta gli investimenti in ricerca

«Per essere competitivi nel XXI secolo e per creare un’economia americana solida e duratura non dobbiamo porre questa nazione solo su un cammino fiscale sostenibile, ma anche creare un ambiente dove l’invenzione, l’innovazione e l’industria possano fiorire. Il budget 2013 proposto dalla Presidenza supporta la visione di un’economia americana competitiva su scala globale fatta per durare.

I dubbi sul dottorato in alto apprendistato

E’ in corso il processo di approvazione del decreto MIUR sul nuovo “regolamento recante criteri generali per la disciplina del dottorato di ricerca”. Una delle novità del nuovo regolamento è la possibilità di formazione dei dottorandi all’interno di aziende.  Sono infatti equiparate alle borse di studio anche i contratti di apprendistato. Tali contratti sono regolati dal Decreto Legislativo 14 settembre 2011, n. 167, che prevede contratti di apprendistato per il conseguimento di titoli di studio universitari e di alta formazione, inclusi i dottorati di ricerca.

Come fare una domanda di finanziamento ad AIRC

Il 20 gennaio 2012 sono usciti i bandi per chiedere un finanziamento all’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (AIRC). Si tratta di un appuntamento annuale molto atteso da chi si occupa di ricerca sul cancro, data l’importanza dei quasi 100 milioni di Euro, erogati nel solo 2010 dal sistema AIRC-FIRC, per la comunità della ricerca oncologica italiana.

Rilanciamo insieme la ricerca in Italia

La prossima settimana Telethon si appresta alla sua ventiduesima maratona televisiva, che andrà in onda sulle reti Rai dal 16 al 18 dicembre: come direttore generale della Fondazione desidero cogliere questa occasione per riproporre una proposta concreta nata dalla nostra esperienza e condivisa anchecon Scienzainrete e il gruppo 2003 per rilanciare la ricerca scientifica nel nostro Paese.

Il rapporto incrinato fra scienzati e società in Italia

Discutere della storia della scienza nell’Italia unita conduce a ripensare al ruolo dell’intellettuale scientifico in Italia, richiamando anche gli esempi di scienziati che unendo alla competenza scientifica l'apertura alla dimensione pubblica, insieme politica e imprenditoriale, abbinata a una forte vocazione pedagogica, hanno contribuito non poco allo sviluppo italiano. Ne abbiamo parlato a Siena il 10 novembre insieme a Lucio Russo, Angelo Guerraggio, con il coordinamento di Roberto Barzanti.*

No embrionali in UE

La sentenza della Corte Europea riguarda un caso piuttosto intricato che cercherò di riassumere in breve. Nel 1997, lo scienziato Oliver Brüstle, attuale direttore dell’Istituto di Neurolobiologia Ricostruttiva dell’Università di Bonn, richiese all’ufficio brevetti tedesco il riconoscimento della proprietà intellettuale su una linea di precursori neurali derivata da embrioni umani (Anon. 2010). Negli anni successivi il Prof.

L'eclissi della scienza in Italia

Della morte di Cavour e del racconto che ne hanno fatto il Lancet, il British Medical Journal e negli Stati Uniti il New England Journal of Medicine tra il 15 giugno e il 17 agosto del 1861 s’è già scritto (Corriere 23 aprile). E dell’ammirazione incondizionata che emerge da quegli scritti “per l’eroe della libertà e per il letterato che sapeva di scienza”.

I dilemmi della ricerca all'europea

La proposta della Commissione europea sarà resa pubblica solo alla fine del prossimo mese di novembre. Ma la rivista Nature nei giorni scorsi è stata in grado di anticipare le principali novità che secondo il “governo di Bruxelles” dovrà contenere Horizon 2020, il programma di finanziamento europeo alla ricerca che, a partire dal 2014 e fino, appunto, al 2020 succederà a FP7, il Settimo Programma Quadro che scadrà con il 2013.

Crisi: ripartire dalla formazione per uscirne

Tempi duri per i profeti nostrani che, solo qualche mese fa, commentavano il tracollo della vicina Grecia con distacco: la crisi finanziaria- si diceva allora- non toccherà il nostro Paese. Il trend negativo di Piazza Affari ci ha ricordato, invece, che nessuno è immune dalla bancarotta; se non avessimo preso sul serio i segnali che provenivano dalla Borsa avremmo fatto presto compagnia a Portogallo, Islanda e Grecia. La maxi manovra da 76 miliardi di euro, approvata in tempi record, è solo cronaca di quest’ultimi giorni.

Parametri di valutazione, discutiamo di numeri

Recentemente sta avvenendo un vero e proprio braccio di ferro fra due componenti del mondo scientifico-accademico italiano. Riguarda il punto cruciale dei criteri e parametri valutativi per i prossimi concorsi di abilitazione nazionale. Da una parte abbiamo l’ANVUR, che ha proposto criteri relativamente stringenti per l’abilitazione, basati su parametri bibliometrici riconosciuti. Questa posizione viene condivisa da scienziati Italiani all’estero ed in Italia, fra cui il Gruppo 2003.

A cosa serve la ricerca?

La domanda "a cosa serve la ricerca?" è relativamente nuova, ma più recentemente e a causa della persistente crisi economica e industriale, è dilagata. Ci si chiede se gli investimenti in ricerca debbano essere indirizzati principalmente verso chiare ricadute e si considera rischioso finanziare ricerca fondamentale. A questo proposito è opportuno analizzare due punti: cosa si intende per ricadute della ricerca? E chi dovrebbe finanziare la ricerca pubblica?

Anche gli "umanisti" vanno misurati!

Si parla molto di valutazione e di merito anche qui su Scienza in rete dove, da poco, è intervenuto il Presidente dell’ANVUR. Sappiamo che in ambito internazionale il metodo valutativo è basato sull’impact factor: forse non il migliore in assoluto ma quello che abbiamo a disposizione per capire e valutare la validità di un ricercatore e di un prodotto di ricerca. E’ un metodo molto pragmatico e un po’ rozzo che si basa sull’idea sintetizzabile nel motto: “Tu sei ciò che la comunità scientifica cui appartieni ti riconosce”.

Piano nazionale della ricerca: tanto tuonò che piovve

1. Il ministro Gelmini ha presentato il PNR per il triennio 2011-2013. Agli 1,7 miliardi stanziati da qui al 2013 per realizzare i 14 «progetti bandiera» conta di aggiungerne altri 900 milioni tra fondi europei e non, per il finanziamento di due nuovi bandi su distretti e infrastrutture e una "fiche" aggiuntiva di 500 milioni sulla ricerca industriale. Ha dichiarato la Gelmini: ''Dopo molti anni finalmente l'Italia può avere uno strumento di pianificazione volto al rilancio della ricerca''. Secondo Lei è realmente così?

La ricerca italiana non sta tanto male nel mondo

Col suo recente rapporto Knowledge, networks and nations. Global scientific collaboration in the 21st  century, la Royal Society di Londra ci mostra quanto sia cambiato il “modo di lavorare degli scienziati” negli ultimi anni e quanto sia spiccato il processo di internazionalizzazione della loro attività. È un rapporto che riguarda, letteralmente, il mondo della ricerca e la sua recente evoluzione.

Dalle facoltà ai dipartimenti

Il 29 luglio scade il termine concesso dalla legge Gelmini alle università per elaborare il nuovo Statuto. Alcune sedi, come Genova e Roma, avevano modificato lo statuto ancor prima dell'approvazione della legge; altre, come Bologna, hanno un progetto organico e un target preciso; altre, invece, procedono a piccoli passi, emendando, articolo per articolo, il vecchio statuto, senza un faro, ma alla luce di una lanterna, ma non per cercare l'Uomo, come Diogene, ma per trovare il modo per mantenere lo status quo e conservare piccoli poteri personali e rendite di posizione.

Sette storie esemplari di scienza italiana

Il libro di Pietro Greco, I nipoti di Galileo (Dalai, 2011) - primo della collana Zenit del Gruppo 2003 - racconta come si può eccellere nella ricerca scientifica anche in Italia attraverso sette storie di scienziati: Alessio Figalli, dalla Normale agli USA; Lucia Votano e la via italiana alla fisica del futuro; Vincenzo Balzani e il sogno di imitare la fotosintesi delle piante; Bruno Siciliano e il futu

Le scienziate star del Premio Bellisario

In una settimana di accese polemiche per le parole di alcuni esponenti politici sui precari della pubblica amministrazione, e in una realtà segnata da percentuali tristemente alte sulla disoccupazione giovanile, il premio  Marisa Bellisario giunge come una ventata di aria fresca. Quest'anno il premio va anche alle scienziate, oltre che a donne che si sono distinte nei campi delle nuove tecnologie, la comunicazione, l’economia e la finanza, e della responsabilità sociale d'impresa. Il tema di quest’anno è infatti “Donne, innovazione e capitale umano” che Lella

Tasse per un'università più equa: risposta a Sylos Labini

Ringrazio Francesco Sylos Labini per i suoi commenti stimolanti, anche se critici, al mio tentativo di quadrare il cerchio: ossia di trovare una strada per rifinanziare gli atenei in un modo che sia equo per i meno abbienti, responsabilizzi i singoli e le istituzioni per evitare sprechi di risorse e sia sostenibile nel lungo periodo entro i margini ristretti dei nostri conti pubblici.

Meglio "trasformare conoscenza"

Trasformare conoscenza trasferire tecnologia, a cura di Andrea Bonaccorsi e Massimiano Bucchi, è un dizionario critico delle scienze sociali sulla valorizzazione della conoscenza pubblicato ad aprile 2011 da Marsilio per conto del Consiglio Italiano per le Scienze Sociali. Il volume raccoglie cinquantotto voci che approfondiscono il tema e si conclude con alcuni capitoli di riflessione critica.

Tasse più alte per studi migliori

Un gruppo di parlamentari (primo firmatario Pietro Ichino, più altri senatori PD, UDC e FLI) il 20 maggio hanno presentato un'interrogazione al governo invitandolo a contrastare la grave crisi organizzativa e  finanziaria che affligge le università seguendo l'esempio britannico sull'aumento delle tasse universitarie. A fine 2010 i Parlamento inglese ha approvato molto rapidamente una legge che consente alle università di aumentare le tasse annuali fino a un massimo di 9.000 sterline.

ANVUR, se ci sei batti un colpo

L’Osservatorio Università del Gruppo 2003 ha posto 10 domande ai sette membri dell'ANVUR, l’Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e della ricerca che sta per iniziare la sua attività operativa e la sua attività di programmazione. Pensiamo che l’ANVUR abbia un compito fondamentale nel portare il merito al centro del nostro sistema dell’alta educazione e della ricerca.

Università e società: qualche cifra

L’università è, finalmente, al centro di un dibattito pubblico sempre più esteso. Se ne parla sui media. Intervengono nella discussione politici, sociologi, economisti.

Se ne parla in termini quantitativi. E ci si chiede: gli atenei sono troppi o troppo pochi? I giovani laureati sono troppi o troppo pochi? E lo stato investe troppo o troppo poco nell’università?

La vera riforma per il Gruppo 2003

Nel 2005, quando si discuteva nel Parlamento la cosiddetta legge Moratti sull’Università, il Gruppo 2003 fu invitato a esprimere la sua opinione sul disegno di legge nel contesto di un’audizione presso la Commissione competente del Senato della Repubblica. Come presidente pro-tempore del Gruppo, presentai ai senatori le nostre proposte su come avrebbe dovuto essere la riforma: proposte basate su tre abolizioni e nove corollari esplicativi. E’ inutile dire che nessuna delle nostre proposte è stata recepita nella legge che fu successivamente approvata.

Innovazione e crisi

Anche in relazione ai recenti dibattiti sollevati dalla crisi economica internazionale e dalla specificità aggiuntiva della crisi italiana in materia di competitività e di produttività del lavoro, segnalata anche dalla questione Fiat, si sono andate recuperando questioni che sembravano sommerse nella storia. Tra queste: la caduta tendenziale del saggio del profitto di marxiana concezione e la misura della produttività del lavoro come indicatore della competitività tra sistemi produttivi.

Il ritorno della scienza araba

Gli scienziati stanno fornendo in queste settimane un contributo importante alla domanda di democrazia nei paesi arabi. Sia a livello collettivo: le università sono i centri della protesta. Sia a livello individuale: per esempio, l’unico premio Nobel islamico vivente, il chimico Ahmed Zewail, è ritornato dagli Stati Uniti nel suo paese natale, l’Egitto, e si è speso in prima persona per accelerare la fine alla dittatura di Mubarak e sostenere il processo di riforme democratiche.

I limiti della riforma

La riforma dell’Università è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 14 gennaio scorso. Come molti avevano denunciato è tutt’altro che una riforma epocale. In attesa della miriade di decreti attuativi (quasi 50) che dovranno essere emanati per darle una fisionomia definitiva, si evidenziano gli enormi limiti di una stesura approssimativa, confusa e pasticciata.

L'aereo USA è troppo pesante, ma non buttate giù il motore

Il budget per la ricerca dei National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti d’America è, per quest’anno, di 31,1 miliardi di dollari. La maggioranza repubblicana al Congresso ha proposto lo scorso 11 febbraio di tagliarlo del 9,5% portandolo a 29,5 miliardi. Tre giorni dopo, nel giorno di San Valentino, il presidente Barack Obama ha proposto di aumentarlo del 2,3% per l’anno 2012, portandolo a 31,8 miliardi di dollari.

Libertà di ricerca e responsabilità

La libertà è un elemento fondamentale della ricerca. E' connaturata alla scienza e all'indagine scientifica. La nostra stessa Costituzione recita, all'articolo 33: "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento". Proprio la "libertà accademica" è il tema di un documento diffuso a fine 2010 da LERU, la Lega Europea delle Università di Ricerca che riunisce 22 Università europee tra le più prestigiose e gloriose come Cambridge, Oxford, Lovanio (http://www.leru.org), a elevata intensità di ricerca (vedi documento correlato).

OCSE: l'antidoto alla crisi sono ricerca e innovazione

Quali sono i punti di forza intorno a cui dovrebbe prendere forma una exit strategy dalla crisi internazionale? La risposta che l’Ocse ci fornisce con l’uscita il 14 dicembre scorso del suo biennale “Science, Technology and Industry Outlook”, non sembra lasciare spazio a dubbi di sorta: se si vuole garantire un processo di crescita durevole, è necessario mantenere elevato il livello degli investimenti in ricerca ed innovazione.

Gli studenti inglesi e il destino dell'Europa

Qualcuno già parla, forse un po’ affrettatamente, di un “nuovo ‘68”. Ma certo la protesta, la scorsa settimana, degli studenti inglesi contro l’aumento delle tasse di iscrizione all’università, decisa dal governo di sua Maestà britannica ha colpito l’attenzione dei media e ha fatto il giro del mondo. Non sappiamo se le manifestazioni studentesche a Londra sono l’inizio di una opposizione sociale alle severe politiche di bilancio varate dai governi di tutt’Europa.

Università. Una riforma benvenuta

La scorsa estate, il DDL della riforma universitaria è passato in Senato, ed è ora al vaglio della Camera dei Deputati. Di questa riforma, necessaria, si è tanto discusso, ma ad oggi l’aspetto che ha avuto maggiore visibilità e senza dubbio clamore è quello relativo al pensionamento dei professori. Tuttavia, non è questo il cuore della riforma, né di essa l’aspetto più rilevante.

Indisponibilità

La conoscenza è concetto che richiama consapevolezza, comprensione, un’instancabile tensione verso la ricerca di verità condivise. E rappresenta l’impresa collaborativa umana più straordinaria e  ambiziosa. Senza “gli altri” (collocati tanto nella dimensione spaziale quanto in quella temporale), sarebbe un’impresa senza senso. E’ quindi del tutto innaturale associarla, se intesa nel significato profondo e sociale che primariamente essa assume, al concetto di “indisponibilità”.

CERN: tagli al budget, ma nessun pericolo per la ricerca

La ricerca al CERN è in pericolo? Il dubbio è venuto a molti vedendo che questo era uno degli slogan ricorrenti nella manifestazione organizzata dalla Associazione del Personale CERN (APC), lo scorso 25 Agosto, in occasione di una sessione speciale del comitato scientifico e del comitato finanze del Consiglio del CERN. Facciamo un salto all’indietro per capirne le ragioni …

Il "criterio Asimov" non funziona

L’articolo di Michele Salvati sul Corriere del 23 luglio (“Se tutti i mali dell’Università fossero gli ultrasessantenni”), ripreso da Gaetano di Chiara su Scienzainrete mette in campo argomenti su cui il Ministro Gelmini e Meloni, il giovane responsabile del PD per l’Università, per una volta (stranamente?) d’accordo, dovrebbero meditare. Su cosa dovrebbero meditare entrambi?

Dove va l'università?

Dove vogliamo che vada l’università italiana? Che ruolo deve assolvere nella cultura e nella società del nostro paese? Le domande sono da molto tempo sul tappeto, ma rese di stringente attualità dall’ipotesi di riforma del «decreto Gelmini», dai giudizio della Corte dei Conti sul “3+2” e, più in generale, da un «modello di sviluppo economico senza ricerca e senza alta qualificazione» che da almeno vent’anni non regge più, che ha precipitato l’Italia in una condizione di stabile declino e che negli ultimi mesi è entrata in una fase più acuta di crisi.

Alcune note sul progetto Gelmini di riforma dell'università

Per capire da un lato lo spirito e dall’altro i limiti dell’attuale progetto governativo di riforma dell’Università (ddl Gelmini), è necessario superare un vizio storico del dibattito politico e accademico italiano: quello del provincialismo. Negli ultimi 30 anni, tutti i sistemi universitari dell’Europa continentale si sono trovati esposti a problemi simili e a sfide largamente comuni, a cui governi di qualunque colore hanno fornito risposte analoghe, anche se con modalità e con gradi di efficacia differenti.

L'innovazione viaggia a motore spento

Ultimamente l'innovazione sembra suscitare un rinnovato interesse nella discussione pubblica. Ritengo, tuttavia, che se vogliamo segnare un reale cambiamento e compiere un'operazione verità dobbiamo aggredire il cuore del problema. Nel rapporto con gli altri paesi industrializzati al nostro sistema formativo manca forse una vera cultura dell'innovazione?

A Milano, una megasinergia per la nanomedicina

A dirigere il programma di ricerca neurologica del nuovo Centro europeo di nanomedicina (CEN) presso il Campus IFOM-IEO di Milano sarà un ingegnere. E non è l’unico aspetto inconsueto di questa vicenda. Di curioso, per la realtà italiana, c’è anche che Francesco Stellacci abbia solo 37 anni e quindi, a un’età in cui i suoi colleghi si dibattono tra borse di studi e contratti a progetto, torni in Europa rinunciando alla conferma a vita come docente del Massachussetts Institute of Technology di Boston, dove lavora da più di dieci anni.

Università, liberiamola dagli azzeccagarbugli

Lo stato attuale dell'università è il frutto di un quindicennio sbagliato. Gli obiettivi riformatori elaborati alla metà degli anni Novanta sono stati distorti in aspetti essenziali: la didattica è stata riorganizzata senza badare alla qualità, l'autonomia si è sviluppata senza responsabilità e senza valutazione, l'avvento della società della conoscenza si è accompagnato all'indebolimento della ricerca, l'apertura verso la società e il territorio è stata catturata dai corporativismi e dai campanilismi.

Quei creazionisti del CNR

E così apprendiamo che il massimo ente di ricerca scientifica italiano ha come vicepresidente un creazionista - Roberto De Mattei,  storico del cristianesimo, presidente della Fondaazione Lepanto - che dopo aver organizzato un convegno di antidarwiniani, ora ne pubblica gli atti in un libro (Evoluzionismo. Il tramonto di un'ipotesi, Cantagalli, 2009). «Dal punto di vista della scienza sperimentale entrambe le ipotesi sulle origini, sia l’evoluzionista che la creazionista, sono inverificabili.

L'incubo della "bureau-crazy"

Che la burocrazia in Italia non sia agevole ed efficiente non è una novità, ma quando riguarda gli stranieri le cose si complicano ancora di più. E scienziati e ricercatori non fanno eccezione. L’ingresso in Italia è ovviamente il primo problema da affrontare, ma le difficoltà spesso si rivelano così grandi da scoraggiare i ricercatori nella scelta del nostro Paese come sede in cui svolgere il loro lavoro. di LAURA FEDRIZZI

In Europa la politica si farà consigliare dalla scienza

Siamo (forse) ad una svolta importante per l’Europa. Il neo-presidente Barroso sarà il frutto di un compromesso politico in una Unione ancora debole, ma ha annunciato il suo impegno a creare un Consigliere Scientifico. In pratica, un ufficio destinato a fornire supporto scientifico alle decisioni politiche della Commissione.
Se verranno fatte seguire alle parole i fatti, l’Europa avrà la possibilità di cominciare a raccogliere i frutti seminati 15 anni fa da Tonino Ruberti, il Commissario (1993-1994) che inventò il concetto di Area Europea della Ricerca.

I centri italiani che vincono in Europa

La ricerca italiana si difende bene in Europa. A dimostrarlo, tra l’altro, è sia la partecipazione sia la capacità di vincere i bandi dell’European Research Council (ERC). Gli italiani, per esempio, sono stati primi assoluti per partecipazione e quarti assoluti per borse vinte all’ERC Advanced Grant 2008. Il bando era aperto a tutti e che, quindi, ha premiato il merito assoluto. Tuttavia la qualità della ricerca italiana non è uguale in tutti i settori e in tutte le discipline e in tutti i centri. I più brasi sono risultati ... di PIETRO GRECO

Vita da precari

I laboratori di ricerca non sono luoghi di lavoro qualsiasi. In tutto il mondo sono frequentati da ricercatori che vi lavorano stabilmente, con contratti a tempo indeterminato, o meno stabilmente, con progetti a termine. Le figure di coloro che fanno ricerca a tempo determinato sono le più varie: studenti, borsisti, assegnisti, ricercatori a progetto. L'Italia non fa eccezione. Tranne, forse, nella dimensione temporale del fenomeno. Alcuni (forse troppi) ricercatori sono "stabilmente" a tempo indeterminato.

Che cosa pensano gli insegnanti di scienze della riforma?

In un documento, l'Associazione nazionale insegnanti di scienze naturali (ANISN), ha analizzato la riforma delle scuole secondarie superiori per quanto riguarda le materie scientifiche. La diminuzione complessive delle ore dedicate a queste discipline e la poca attenzione per le innovazioni didattiche e la parte sperimentale non faranno certo uscire i giovani italiani dall'emergenza educativa scientifica ben sottolineata dai risultati dell'indagine Pisa.

Italia: pochi fondi per la biomedicina

L'Università Bocconi ha pubblicato un rapporto sui finanziamenti alla ricerca sanitaria in Italia. Il risultato, almeno nei suoi aspetti quantitativi, conferma: spendiamo troppo poco. Non solo rispetto agli altri grandi paesi europei. Ma anche rispetto alle legge italiana, che imporrebbe di investire in ricerca almeno l'1% della spesa totale del sistema sanitario nazionale. di PIETRO GRECO

Quale cura per l'università malata?

L'università è un tema centrale per discutere il futuro di un paese. Anche e soprattutto in Italia. Dove l'università ha più problemi che altove. ma dove, anche, la domanda di laureati da parte della società civile è minore. Per questo intendiamo aprire un forum di discussione che affronti il tema dell'alta educazione in Italia da molti punti di vista. Iniziando lì dove la scarpa, forse, fa più male: il grado di internazionalizzazione degli atenei del paese.

Nomine scientifiche o arbitrarietà politica?

Venerdì scorso, su indicazione del Ministro dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca, il Consiglio dei Ministri ha avviato la procedura per la nomina del Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che era stata commissariata nell'agosto del 2008, a poco più di un anno dall'insediamento del precedente presidente. All'epoca, Scienzainrete aveva espresso preoccupazione sulla decisione politica, esclusivamente per considerazioni di metodo . La critica verteva sul fatto che la nomina del commissario straordinario veniva a interrompere sul nascere una buona pratica messa in campo dal precedente Ministro per la nomina dei presidenti degli enti pubblici di ricerca: la politica che si spoglia del proprio potere unilaterale di nomina e interpella la comunità scientifica mediante un search committee.

Per un liceo (più) scientifico

Il mondo della ricerca deve prendere atto di un dato ormai irreversibile: la società è retta da un crescente bisogno democratico, e persino da un nuovo assetto democratico. E' la società "dei più" non dei pochi. E "i più" oggi rivendicano diritti, nel passato sconosciuti, fra i quali l'accesso alla conoscenza. Ciò cambia le cose anche nel campo scientifico, perché postula che le conquiste della scienza siano socializzate in misura (e forma) finora inedite. Sono due i profili interessati: gli studenti e i cittadini, l'insegnamento e la comunicazione della scienza. Le dimensioni numeriche del fenomeno sono ormai macroscopiche, perché la domanda sociale di conoscenza è enorme rispetto al passato. In tema di insegnamento scientifico abbiamo voluto assumere un simbolo: il liceo scientifico. L'Italia, da cento anni, non ne ha mai avuto uno adeguato. Ha avuto un liceo considerato di serie B, un "liceo classico senza il greco"!

L’università tradita

Di libri sull’Università e i suoi problemi ne sono stati scritti parecchi negli ultimi anni. Basti ricordare L’università dei tre tradimenti (1994, Raffaele Simone, Laterza), Tre più due uguale a zero (2004, a cura di Gian Luigi Beccaria, Garzanti) e il più recente L’università truccata (2008, Roberto Perotti, Einaudi).