fbpx Horizon 2020, il parlamento ne parla | Scienza in rete
Covid-19/

Horizon 2020, il parlamento ne parla

Tempo di lettura: 3 mins

Il 13 novembre alcuni membri del parlamento Europeo hanno discusso nella sede di Bruxelles, e anche in live streaming, del budget per la ricerca e sviluppo del prossimo programma quadro. L’argomento è molto attuale perché si teme che la crisi economica possa influenzare queste future spese per un settore che va ricevendo a livello nazionale sempre meno sostegno in vari paesi, tra cui l’Italia. Fino a ora la posizione degli stati membri espressa in sede di Consiglio Europeo riguardo alla proposta della Commissione è stata chiara: è necessario elevare a € 80 miliardi la spesa per la R & S per il periodo 2014-2020 dai € 53 miliardi del 7°Programma Quadro per il periodo 2007-2013. Ma il perdurare e l’acuirsi della crisi economica, ormai grave in alcuni stati membri, ha indotto riconsiderazioni e proposte di restringimento del budget. Per il parlamento europeo questo non è accettabile. In generale resta la convinzione che il denaro investito in ricerca sia ben speso e porti alla crescita e all'occupazione. Ciò è stato più volte sottoscritto nei maggiori documenti delle istituzioni europee negli ultimi 2 anni. Così l’Europa deve saper cogliere seriamente l’opportunità di realizzarsi  come una economia basata sulla conoscenza e sulla innovazione tramite una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva dei mutamenti storici e sociali recenti. In altre parole gli € 80 miliardi per il nuovo programma di ricerca non sono negoziabili.

Infatti Il bilancio della Commissione Europea serve principalmente per coordinare e rafforzare gli sforzi degli stati membri per riconquistare la crescita e creare occupazione in Europa, poiché gli stati membri non sarebbero in grado di sostenere individualmente la competitività con i paesi emergenti. Il capitale umano, l’istruzione a favore di una società basata sulla conoscenza, il potenziamento delle infrastrutture, della ricerca, dell’innovazione, delle nuove tecnologie devono diventare gli elementi caratterizzanti di un continente che guarda al futuro. E la conoscenza acquisita dovrà essere messa al servizio delle industrie europee, tenendo in mente che le piccole e medie imprese (PMI) saranno le protagoniste della ripartenza verso la crescita e lo sviluppo. Così gli investimenti in ricerca e sviluppo dovranno tenere in forte considerazione l’applicazione dei risultati e lo sviluppo del manifatturiero avanzato.

Riguardo l'importanza strategica dei grandi progetti infrastrutturali europei non si discute: ITER (il progetto International Thermonuclear Experimental Reactor che si propone di realizzare un reattore a fusione nucleare in grado di produrre più energia di quanta ne consumi per l'innesco e il sostentamento della reazione di fusione), Galileo (il sistema di navigazione satellitare europeo) e  GMES (il progetto Global Monitoring for Environment and Security che dovrà monitorare i cambiamenti che rigardano il nostro pianeta) sono stati concepiti per assicurare il futuro della competitività dell’Unione Europea. Ma il finanziamento di tali progetti deve rimanere separato e garantito perché altrimenti minaccerebbe la corretta attuazione di Horizon 2020. Non c'è più tempo per rivedere l'architettura e le analisi profonde che hanno portato a realizzare Horizon2020. Così il parlamento europeo dovrà esercitare un maggior controllo su come verranno destinate le risorse scegliendo da subito le priorità nell'ambito di Horizon 2020 a seguito del perdurare della crisi. Vi sono poi una serie di implicazioni politiche da tenere in considerazione che riguardano i rapporti tra il Consiglio Europeo, il parlamento e i partiti che lo compongono. Tra questi ultimi si fa strada la posizione di mantenere il budget per RS del 2013 separato da tutti i discorsi futuri. Questo sarà di € 11 miliardi, che potrebbe anche far pensare che gli €80 miliardi di Horizon 2020 non siano poi tanto diversi dal budget 2013 moltiplicato per 7 anni. Ma per chi fa affidamento sui finanziamenti europei per portare avanti il proprio lavoro di ricerca un problema serio si sta profilando mentre si discute ad alto livello del futuro. Gli ultimi progetti del 7° Programma Quadro sono in valutazione ora e chi vincerà verrà finanziato il prossimo anno nell’ambito del budget 2013. Per avere poi dei nuovi finanziamenti per i progetti che verranno lanciati nel corso del 2014 bisognerà attendere la fine del 2015. Ci sarà dunque un intero anno senza finanziamenti e questo sarà un bel problema in tempi di crisi.

Aiuta Scienza in Rete a crescere. Il lavoro della redazione, soprattutto in questi momenti di emergenza, è enorme. Attualmente il giornale è interamente sostenuto dall'Editore Zadig, che non ricava alcun utile da questa attività, se non il piacere di fare giornalismo scientifico rigoroso, tempestivo e indipendente. Con il tuo contributo possiamo garantire un futuro a Scienza in Rete.

E' possibile inviare i contributi attraverso Paypal cliccando sul pulsante qui sopra. Questa forma di pagamento è garantita da Paypal.

Oppure attraverso bonifico bancario (IBAN: IT78X0311101614000000002939 intestato a Zadig srl - UBI SCPA - Agenzia di Milano, Piazzale Susa 2)

altri articoli

Pietro Greco e la meccanica quantistica per neofiti

Gianni Battimelli, professore di fisica a La Sapienza, recensisce "Quanti", di Pietro Greco: il libro che al momento è molto probabilmente l’unica esposizione pensata per un pubblico generalista della storia della meccanica quantistica.

Bruno Touschek diceva che, in confronto allo sviluppo abbastanza lineare che ha condotto dall’elettromagnetismo alla teoria della relatività, il processo attraverso cui ha preso forma la meccanica quantistica assomiglia “a una corda attorcigliata piena di nodi”. Districare la matassa per estrarne una narrazione consistente è dunque un’operazione non banale.