Michele Bellone

Michele Bellone si occupa di comunicazione della scienza e giornalismo scientifico, ed è membro dell'associazione SWIM. Collabora come freelance con l'agenzia di giornalismo scientifico Zadig e con diverse testate - Pagina 99, Pikaia, Wired.it, Micron, Oggiscienza, Le Scienze.Laureato in biologia, ha fatto ricerca per alcuni anni nelle università di Pavia, Alessandria e Nizza/Sophia Antipolis su temi che spaziano dalla biologia dello sviluppo all’evoluzione. Ha partecipato all’European Academy for Scientific Explainers (EASE) nel 2012 e alla Erice International School of Science Journalism nel 2013. Sta frequentando il Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste. Ha un blog dove parla di scienza, narrativa e comunicazione.

Evoluzione: i geni condivisi da invertebrati e mammiferi

Apostichopus japonicus al Suma Aquarium, Kobe, Giappone - Credit: Photo by harum.koh - Licenza: CC BY-SA 2.0.

Le idre sono minuscoli invertebrati acquatici con una forma simile a un vaso e un’apertura circondata da tentacoli. Sono famosi per la loro formidabile capacità rigenerativa, che consente loro di ricostruire parti del corpo perse senza alcuna cicatrice e a qualsiasi età, tanto da essere considerati pressoché immortali. Sebbene non così efficienti, anche le planarie come Schmidtea mediterranea possiedono elevate doti rigenerative, dovute a una popolazione di cellule staminali adulte presenti in tutto il loro organismo.

Struttura e complessità, dai biopolimeri al citoscheletro cellulare

Jeff Urbach, professore alla Georgetown University e coordinatore del Dynamics Imaging Laboratory in Regents Hall. Photo di Kuna Malik Hamad.

Cosa succede quando un oggetto viene sottoposto a una forza, per esempio una compressione o una spinta? Che eventi si verificano nella sua struttura interna? In che modo materiali diversi si piegano, deformano, spezzano? Domande, queste, al centro dell’attenzione di chi studia fisica dei materiali. Per rispondere alle quali lo studio della complessità è di grande aiuto.

Il micromondo complesso all’interno delle cellule

Jack D. Griffith, professore di microbiologia e immunologia e direttore di facoltà dell'Electron Microscopy Facility, University of North Carolina. Fra le sue passioni i cavalli, guidare aeroplani e le auto d'epoca.

L’interno di una cellula è un perfetto esempio di biosistema complesso, nel quale entrano in scena diversi attori: organelli, enzimi di vario tipo, complessi proteici, RNA messaggeri, lisosomi, proteine strutturali. Jack D. Griffith, professore all’Università della North Carolina, si occupa di studiare questo micromondo cellulare e le complesse interazioni che lo fanno funzionare.

Dalla comunicazione medica all’invecchiamento cellulare

Luis A. Nunes Amaral, co-direttore del Northwestern Institute on Complex Systems, durante la Flexner Dean's Lecture Series del 13 giugno 2016 alla Vanderblit University - School fo medicine.

Ecosistemi, Internet, i processi interni di una cellula, l’attività di un’azienda. Tutti questi sono esempi di sistemi di tipo complesso, dotati cioè di un grande numero di componenti regolati da leggi che possono variare e dalle interazioni fra di loro, a diversi livelli. Questi sistemi sono adattativi, perché si comportano in maniera diversa in contesti e condizioni diverse.

Reti di geni e cellule: la complessità dei sistemi biologici

Sui Huang, professore presso l'Institute for Systems Biology di Seattle. Credit: Institute for Systems Biology.

Ventitremila geni che interagiscono fra di loro, generando una rete migliaia di diversi stati di attività. Rete che a sua volta è attiva in tutte le migliaia di miliardi di cellule che compongono il nostro organismo, anch’esse impegnate in un’intesa interazione fra di loro. Il risultato è un sistema complesso, nel quale la relazione fra l’informazione genetica e i vari fenotipi che caratterizzano l’individuo è tutt’altro che lineare, condizionata dal fatto che i suoi singoli componenti non sono indipendenti l’uno dall’altro, ma immersi in una rete di interazioni reciproche.

Rotture

Piani ondulati attraversati da fenditure dai contorni slabbrati. Sfere dalla superficie solcata da crepe. Aree segnate da grinze e increspature. Sono immagini che evocano paesaggi – se non addirittura pianeti – surreali, ma che in realtà simulano mondi microscopici, strutture molecolari che si deformano, si piegano e, in alcuni casi, si rompono.

La rinascita della ricerca passa da una nuova agenzia?

Una nuova agenzia per promuovere la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione in Spagna. Il suo obiettivo sarà quello di assicurare una maggiore efficacia e flessibilità dei finanziamenti alla ricerca, e al tempo stesso di garantire un sistema di controllo della sua qualità. Soraya Sáenz de Santamaría, vice-presidente del governo spagnolo uscente, ha definito questa iniziativa “una delle più significative riforme della legislatura in questo campo”.

The epigenetic link between inflammation and socioeconomic status

Health and wellbeing are complicated matters. The list of factors that may influence them is long, with social and economic circumstances being far from its bottom. It is well established that people from disadvantaged subgroups of the population are more prone to diseases and unhealthy ageing, especially now, under the ongoing economic crisis.

Ebola visto da vicino | Il primo impatto

“Fin dall’arrivo in aeroporto si vedono segnali e cartelli che spiegano cosa fare per evitare il contagio di Ebola e per riconoscerne i sintomi. Sono illustrati, perché qui molta gente non sa leggere, e le vignette mostrano il vomito e la diarrea sparsi direttamente al suolo: probabilmente se si mostrasse una latrina il messaggio non sarebbe credibile.”

Evolving robots

Using robots to test evolutionary hypothesis. This is the main purpose of John Long's research. In his laboratory, he and his colleagues build robots with essential bio-realistic animal features, like the ability to behave autonomously. We interviewed him before his lecture at the Festival della Scienza in Genoa.

Pathogens and fear: the double epidemics

From bats to horses, from insects to chimpanzees, a lot of deadly viruses originated in an animal host. In his last book, Spillover, the American science writer David Quammen tells the stories of some of these viruses. We reached him at the Festival della Scienza in Genoa, where he was going to present the book, and asked him some questions.

Ebola, un problema anche di comunicazione

Ogni epidemia offre una lezione da imparare a quanti siano coinvolti nella gestione della crisi sanitaria, specialmente in termini di comunicazione del rischio. Ogni malattia infettiva, infatti, può diventare molto più pericolosa se supportata da informazioni sbagliate o incomplete. Da un lato, la disinformazione va veloce e va lontano, spesso attraversando i confini geografici prima che le organizzazioni locali abbiano attivato la loro risposta all’epidemia.

What Ebola taught us about risk communication

Each outbreak has some lessons to teach to those involved in health crisis management, especially in terms of risk communication. In fact, any infectious disease can become much more dangerous when supported by wrong or missing information. On the one hand, misinformation can spread far and fast, especially online, often crossing geographic borders before local organisations have ramped up their response to an outbreak. On the other hand, the lack of proper information about, for instance, how people get infected, may slow down efforts to contain the diffusion of the disease.

A tour through European scientific governance

European research is fundamental for guaranteeing future competitiveness to our economies, as acknowledged by all EU member States that committed to reach investments in research and development equal to 3% of GDP. Up to date, however, the funds allocated by the 28 Countries of the Union remain below the 2% of GDP and on average do not exceed 0.7% (Fig. 1). Some Nations, however, are reversing their route.

Un viaggio nella governance della ricerca europea

La ricerca europea è fondamentale per garantire la competitività futura delle nostre economie, come riconosciuto da tutti gli Stati membri al momento dell'adozione dell’obiettivo 3% del PIL da investire in ricerca e sviluppo. A tutt’oggi, però, gli investimenti in ricerca dei 28 paesi dell’Unione sono sotto il 2% del PIL e anche i finanziamenti pubblici non superano la media dello 0,7%.

La ricerca italiana in Europa: una sfida da vincere

Ricerca italiana in Europa: come è andata negli scorsi anni? Come prepararci ai prossimi appuntamenti?
Erano queste le due domande sul tavolo del workshop che si è tenuto l’11 febbraio scorso presso la sede del CNR di Roma, sotto l’egida del Gruppo 2003.

Waiting for Horizon 2020: some data from FP7

The kick-off of Horizon 2020 offers a good opportunity for evaluating the 7th Framework Programme (FP7). We will do this through a report that will be published during the CNR’s workshop held in Rome, on February 11th. This report will be mainly focused on the performance and numbers of Italian contractors that, in the last seven years, manage to get a European grant. Such data will be updated to December 2013, thus close to the end of the Programme.

Febbre per Horizon 2020: ecco alcuni dati del 7PQ

Il lancio di Horizon 2020 è una buona occasione per tracciare un bilancio del 7° Programma Quadro.
Lo faremo compiutamente attraverso un report che verrà reso pubblico l'11 febbraio prossimo, incentrato soprattutto sulle performance italiane, entrando nel merito dei numerosi contractors che negli ultimi sette anni sono riusciti a aggiudicarsi progetti europei.
I dati saranno aggiornati a dicembre 2013, e quindi quasi coincidenti con la fine del Programma.
Per chi fosse interessato ad approfondire questi temi si consiglia di partecipare al conferenza iscrivendosi

Ricostruire la ricerca italiana

Le condizioni della ricerca italiana sono ben lontane dall’essere positive. Per certi aspetti, anzi, sono decisamente drammatiche. La mancanza di risorse finanziarie, aggravata dai tagli indiscriminati che la ricerca pubblica continua a soffrire, non è il solo problema del nostro sistema della ricerca, più che mai bisognoso di un radicale intervento per salvarlo dal declino al quale sta correndo incontro.

Rebuilding Italian research

The condition of Italian research is far from being positive. From some perspectives, it may be described as dramatic. The lack of financial resources, aggravated by the indiscriminate cuts that public research continues to suffer, is not the only issue of the Italian research system, which clearly needs a strong intervention in order to save it from the decline it is running towards. But how and where to intervene?

Science and innovation in Italy: some figures to understand

Despite Italy investing so little in research, Italian researches are holding on, at least if we consider the number of cited publications at international level. What is critical, however, is the following step: from research to industrial applications, as shown from patents, start-ups and other indicators statistics. Yet, it is the combination of research, innovation, industrial dynamism and capability of winning new markets that can really “re-start” our Country, recovering employment and withstanding the more and more intense international competition.

Scienza e innovazione in Italia: 
qualche numero per capire

Nonostante l'Italia investa poco in ricerca, i suoi ricercatori si difendono, almeno a giudicare dal numero di pubblicazioni citate a livello internazionale. Critico è invece il passaggio dalla ricerca alle applicazioni industriali, almeno a leggere le statistiche di brevetti, start up e altri indicatori. Eppure è proprio il combinato di capacità di ricerca, innovazione, dinamismo industriale e capacità di conquistare nuovi mercati che può riavviare il Paese, recuperare occupazione e reggere una competizione internazionale sempre più intensa. 

Il ritorno dell'aviaria

L'influenza aviaria torna al centro dell'attenzione, dopo il recente caso dell'allevamento di galline colpite dall'influenza aviaria a Ferrara e il primo caso, riportato da uno studio pubblicato dal British Medical Journal, di probabile passaggio da uomo a uomo del virus H7N9 che ha colpito la Cina, causando finora 44 morti su 135 casi accertati. Si tratta di un sotto

Horizon 2020? Better be ready

A competition was launched by the European Commission in order to find the proper name for the new integrated funding system that will follow the Seventh Framework Programme (FP7) for the funding of research and technological development. The chosen name, Horizon 2020, aims to represent a new perspective towards simplification and the necessity to break down those barriers that still constitute and obstacle for a single market for knowledge, research and innovation within Europe.

Important case study of bad communication in flu prevention

On Oct 17th, 2012, on the verge of the 2012 seasonal flu vaccine campaign, the Italian Ministry of Health suddenly announced the recall of 2.3 million doses of the Inflexal V flu vaccine, produced by the Dutch company Crucell. "Potential danger" to health was claimed for the recall. This news rapidly spread with alarm.
The Ministry of Health reassured the population that security problem should not be expected because no dose was put into circulation.

Intervista a Vittorio Bo

Tempo di bilanci per il Festival della Scienza, che oggi chiude la sua decima edizione. Bilanci decisamente positivi, che Manuela Arata e Vittorio Bo, rispettivamente Presidente e Direttore del Festival, citano durante la conferenza stampa: 220.000 visite – con un incremento del 10% rispetto all’anno scorso nonostante una durata minore e le avverse condizioni climatiche – 350 eventi, 75 location.

I vincitori della Start Cup CNR - Sole24Ore

Fra i tanti eventi che hanno caratterizzato il Festival della Scienza di Genova merita una menzione la cerimonia di premiazione della Start Cup CNR – Sole 24 Ore che, giunta alla sua terza edizione, mira a sostenere le migliori idee imprenditoriali generate dalla comunità scientifica italiana. Noi di Scienzainrete abbiamo avvicinato i quattro vincitori, chiedendo loro di raccontarci le loro idee vincenti. Eccole, in rigoroso ordine alfabetico.

Andrea Cherubini, CNR, Istituto di Scienze Neurologiche – Premio Information and Communication Technology

Intervista a Fritjof Capra

Fisico e teorico dei sistemi nonché saggista di fama internazionale, Fritjof Capra divenne famoso nel 1975 grazie al suo bestseller “Il Tao della fisica” e si è occupato, nel corso della sua carriera, di sviluppo sostenibile, ecologia e teoria della complessità. È venuto al Festival della Scienza per parlare di Leonardo da Vinci, sul quale ha scritto diversi libri fra cui l’ultimo, “L’anima di Leonardo”, appena uscito in Italia.

Fame di denuncia: perché il cibo non basta

Nei paesi in via di sviluppo la malnutrizione colpisce quasi 200 milioni di bambini sotto i 5 anni, ed è ancora oggi una delle principali cause di mortalità infantile. L’Unicef la definisce come un'emergenza invisibile, pochissimi ne parlano, pochissimi se ne interessano. Ma c’è stato spazio per parlarne qui al Festival della Scienza di Genova, durante l’incontro “Fame di denuncia”.

Cooperazione e condivisione, intervista a Stephen Peedell

La coordinazione è una conditio sine qua non per la ricerca scientifica europea. Un ottimo esempio di tale coordinazione è rappresentato dal Centro Comune di Ricerca (CCR), una direzione generale della Commissione Europea nella quale sono coinvolti sette istituti di ricerca, fra i quali spicca l’italiana Ispra. E proprio all’Ispra lavora Stephen Peedell, Senior Scientific Officer dell’Unità di Gestione delle Risorse Ambientali.

Two sides of the same coin

Everything started at the beginning of September in San Francisco, at the Interscience Conference on Antimicrobial Agents and Chemotherapy, when Dr. Danuta Skowronski, an influenza expert at the B.C. Centre for Disease Control, took the floor to speak about her work. A work that ground its roots during the 2009 flu pandemic, when people who got a flu shot for the 2008-09 winter seemed to be more likely to get infected with the pandemic virus than people who hadn't received a flu shot. Dr.

Nelle api il segreto dell'esplorazione

Potrebbe una società esistere senza esploratori? Probabilmente no. È grazie a loro che nuove terre, nuove medicine e nuove forme di pensiero vengono scoperte. Sono loro che si avventurano nel mondo in cerca di nuovi stimoli, contribuendo così ad arricchire la comunità di cui fanno parte e favorendone il progresso. Ciò è vero per noi esseri umani così come per altri animali sociali. Fin qui, nulla di nuovo. La cosa interessante è che certi meccanismi molecolari alla base del comportamento esplorativo sono simili anche in specie molto distanti come uomini e api.

Scintille nella palude

Non studiate!, esclamava Ilvo Diamanti dalle pagine di Repubblica, alcuni mesi fa. Non perdete tempo con un’attività che nel nostro paese non serve a nulla. Una provocazione diretta contro una società che sempre più pare disprezzare istruzione e cultura, come fotografa impietosamente l’ultima indagine Almalaurea: il numero dei laureati, triennali o quinquennali che siano, che trovano lavoro entro un anno dal conseguimento della laurea cala di anno in anno, come pure il loro guadagno mensile.