Il micromondo complesso all’interno delle cellule

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Jack D. Griffith, professore di microbiologia e immunologia e direttore di facoltà dell'Electron Microscopy Facility, University of North Carolina. Fra le sue passioni i cavalli, guidare aeroplani e le auto d'epoca.

L’interno di una cellula è un perfetto esempio di biosistema complesso, nel quale entrano in scena diversi attori: organelli, enzimi di vario tipo, complessi proteici, RNA messaggeri, lisosomi, proteine strutturali. Jack D. Griffith, professore all’Università della North Carolina, si occupa di studiare questo micromondo cellulare e le complesse interazioni che lo fanno funzionare.

Nel suo laboratorio vengono portate avanti diverse linee di ricerca, dallo studio dei telomeri all’organizzazione spaziale dei cromosomi, dai meccanismi di riparazione del DNA alla caratterizzazione biofisica e strutturale di diversi tipi di virus e alle loro capacità di interazione con il genoma.

Jack D. Griffith (Università della North Carolina) – Intervista realizzata durante il corso Advances in Complex Systems, organizzato a Como dal Centro per la Complessità e i Biosistemi dell’Università di Milano.

Combinando tecniche di biologia cellulare e biochimica con una grande esperienza nella microscopia elettronica, Griffith e i suoi colleghi possono osservare da vicino molti processi molecolari e le loro interazioni reciproche, ricostruendo parti della complessa architettura interna delle cellule.

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Tra le tante imprecisioni che si sentono e si leggono in questi giorni, purtroppo anche da parte di addetti ai lavori, una riguarda l’uso piuttosto disinvolto di letalità e mortalità come sinonimi. La così detta letalità, una abbreviazione usata per il tasso di letalità, è il rapporto tra morti per una malattia e il numero totale di soggetti affetti dalla stessa malattia.