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Michele Ciavarella

Classe 1970, ha studiato ingegneria meccanica al Politecnico di Bari e alla Università di Oxford. Oggi Full Professor presso Politecnico di Bari. Precedentemente Research assistant presso University of Michigan, Research fellow presso University of Southampton, Primo Ricercatore presso CNR, è stato Humboldt Research fellow presso TUHH-Hamburg , e maitre de conference presso École Polytechnique Parigi.

Elogio del genio e della sua utilità

Quattro lauree in quattro mesi. Il caso dello studente “genio” di Pisa, Giulio Deangeli è interessante ed è rimbalzato su molti quotidiani, ma la prima reazione che suscita in chi frequenta l’università italiana è: come ha fatto? Tecnicamente, in Italia è vietato iscriversi a più di una laurea alla volta secondo il Regio Decreto n.1592 del 1933. Esistono le doppie lauree con accordi con l’estero, e anche triple e quadruple, ma quadruple italiane è un caso davvero singolare, forse il primo e unico, e frutto di un insieme di circostanze che fa riflettere.

Ricerca in Italia: non piangiamoci addosso

Il gusto di piangersi addosso sull’aumento delle auto-citazioni, mentre le valutazioni bibliometriche sull’impatto della ricerca italiana mostrano dati confortanti. Crediti: Università di Granada.

Il recente articolo di Baccini et al. [‘Citation gaming induced by bibliometric evaluation: A country-level comparative analysis’, PLoS ONE, vol. 14, no. 9, Sep. 2019] sta facendo molto discutere la stampa italiana ed estera. Ancora oggi è uscito l’ennesimo articolo su The Times che, dopo Le Monde, Corriere della Sera, Nature e altri ancora, salta a cavallo della notizia di uno scandalo “doping” delle citazioni.