Giulio Peruzzi

Giulio Peruzzi si è laureato in Fisica presso l'Università di Firenze nel 1986. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Fisica a Genova nel 1990. È stato Research Associate presso il Mathematisches Institut der Universität München, con una borsa della Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG) e borsista post dottorato presso il Dipartimento di fisica nucleare e teorica di Pavia.

È professore associato di Storia della Fisica del Dipartimento di Fisica di Padova. Dal 1989 è membro della Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza (SILFS) e dal 1996 è socio fondatore e segretario della Società Italiana di Fondamenti della Fisica (SIFF). Nel 2002, insieme a Carlo Bernardini, Rino Falcone e Francesco Lenci, ha dato vita all'Osservatorio sulla ricerca.

In ricordo di Enrico Bellone a quattro anni dalla scomparsa

Quattro anni fa, il 16 aprile del 2011, ci lasciava Enrico Bellone. Storico e filosofo della scienza di valore, serio e impegnato divulgatore, intellettuale militante, Enrico Bellone è stato ed è un punto di riferimento per tutti coloro che hanno a cuore la scienza e il futuro del nostro Paese.

Milla Baldo Ceolin, la signora dei neutrini

millaIl 25 novembre scorso è morta a Padova Massimilla Baldo Ceolin, una personalità unica nel campo della cultura e dell’impegno civile. Milla, come tutti i suoi amici e collaboratori la chiamavano, era nata a Legnago il 12 agosto del 1924, figlia di un piccolo imprenditore proprietario di un’officina meccanica.

Perché l'ANVUR non convince

Le nostre istituzioni pubbliche ci hanno ormai abituato alla presentazione di plurime versioni di documenti relativi ad atti che richiederebbero, prima di essere resi pubblici, attenta ponderazione. Emblematica in questo senso è stata la manovra finanziaria estiva, presentata in diverse versioni, una peggio dell’altra, prima di essere approvata.

Osservare l'universo

L’autore di questo agile saggio, Paolo de Bernardis, è uno dei più noti astrofisici italiani. Professore di Astrofisica e Cosmologia Osservativa all’Università “La Sapienza” di Roma e Accademico dei Lincei, de Bernardis ha ricevuto prestigiosi premi internazionali, tra cui il Balzan nel 2006 e il Dan David nel 2009. I contributi del suo gruppo alle ricerche sul fondo di radiazione cosmica, una sorta di eco del Big Bang, sono all’avanguardia dell’attuale ricerca cosmologica.

I limiti della riforma

La riforma dell’Università è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 14 gennaio scorso. Come molti avevano denunciato è tutt’altro che una riforma epocale. In attesa della miriade di decreti attuativi (quasi 50) che dovranno essere emanati per darle una fisionomia definitiva, si evidenziano gli enormi limiti di una stesura approssimativa, confusa e pasticciata.

Incubi diurni

Un pamphlet per certi versi amaro e tragico come recita il titolo, e per altri versi pervaso da un afflato pedagogico maieutico come s’intravede nel sottotitolo. Stiamo parlando dell’ultimo libro di Carlo Bernardini pubblicato di recente da Laterza, che lui stesso definisce nella quarta di copertina come “l’invettiva di uno scienziato che si sente fuori dal coro”.

Premio Balzan 2009 per la storia delle scienze a Paolo Rossi

Dal 1961, anno dell’attribuzione del primo Premio Balzan, pochi sono gli italiani cui è stato conferito il prestigioso e ricco riconoscimento (660 mila euri, di cui metà andranno alla ricerca). E solo uno nell’ambito della storia della scienza (nel 1986 a Otto Neugebauer). È quindi duplice la soddisfazione di questo premio 2009: il riconoscimento a un grande studioso italiano, e il contestuale riconoscimento di un settore di ricerca che purtroppo nel nostro Paese non ha il credito che merita. di GIULIO PERUZZI

Università, troppi tagli e poco dialogo

Il tema dell'università si sta imponendo all'attenzione dei media, in attesa di conoscere i dettagli della riforma annunciata dal ministro Gelmini. Scienzainrete ha da tempo avviato una discussione, aperta con un editoriale di Alberto Mantovani (11 giugno) e continuata con gli interventi di Daniele Checchi (20 giugno), Carlo Bernardini (30 giugno) e Marino Regini (6 luglio). Oggi un nuovo intervento, che mette a fuoco tre problemi: il nostro paese non "crede" e quindi non "investe" nell'alta formazione, le riforme vengono elaborate senza dialogo con la comunità scientifica; spesso manca la coerenza tra l'annuncio dell'azione riformatrice e l'azione stessa. Come avviene nel caso degli strumenti di valutazione.

Il cervello del Paese

«Un Paese evoluto è quello in cui la popolazione nel suo complesso è convinta che la produzione di cultura in tutte le sue forme è l’investimento più importante che si possa fare». Così scrive Carlo Bernardini nel suo pamphlet Il cervello del Paese, mutuando il titolo da una rivisitazione del noto apologo di Menenio Agrippa: il cervello del “corpo” sociale di un Paese evoluto è l’Università.