Giovanni Boniolo

Giovanni Boniolo (laurea in Fisica e laurea in Filosofia). Cattedra di Filosofia della scienza e Medical Humanities (Dipartimento di Scienze Biomediche e Chirurgico Specialistiche; Università di Ferrara); Honorary Ambassador della Technische Universität München. Presidente dell’Accademia dei Concordi (Rovigo). Alumnus dell’Institute for Adanced Study (Technische Universität München). Coordinatore del “Gruppo Scienza e Società” della Federazione Italiana Scienze della Vita (FISV). Core Faculty Member dell’European School of Oncology. Ethics Advisor di progetti europei (Horizon2020). Membro del Comitato per il benessere animale dell’Università di Ferrara. Membro dell’Accademia Olimpica Nazionale Italiana. I suoi interessi di ricerca riguardano i) decision-making pubblico e individuale, specie quando vi sono temi eticamente sensibili; ii) i fondamenti filosofici della ricerca biomedica e della pratica clinica. Responsabile editoriale di Springer Briefs on Ethical and Legal Issues in Biomedicine and Technology.

Il suo lavoro è testimoniato da circa 13 libri (più 12 curati) e da circa 230 saggi pubblicati su riviste internazionali con arbitraggio. Ultimi libri: i) G. Boniolo, "Conoscere per vivere. Istruzioni per sopravvivere all’ignoranza", Meltemi; ii) G. Boniolo, M. Nathan (eds.), "Philosophy of Molecular Medicine: Foundational Issues in Research and Practice", Routledge; iii) G. Boniolo, V. Sanchini (eds.), "Ethical counselling and medical decision-making in the era of personalized medicine", Springer; trad. it. "Consulenza etica e decision-making clinico in ambito di medicina personalizzata. Per comprendere e agire", Pearson; iv) G. Boniolo, P. Maugeri (a cura di), "Etica ai confine della biomedicina. Per una cittadinanza consapevole", Mondadori Università.

Anche gli "umanisti" vanno misurati!

Si parla molto di valutazione e di merito anche qui su Scienza in rete dove, da poco, è intervenuto il Presidente dell’ANVUR. Sappiamo che in ambito internazionale il metodo valutativo è basato sull’impact factor: forse non il migliore in assoluto ma quello che abbiamo a disposizione per capire e valutare la validità di un ricercatore e di un prodotto di ricerca. E’ un metodo molto pragmatico e un po’ rozzo che si basa sull’idea sintetizzabile nel motto: “Tu sei ciò che la comunità scientifica cui appartieni ti riconosce”.