fbpx Consulenza scientifica: la Spagna ne ha bisogno | Scienza in rete

La consulenza scientifica alla prova di Covid-19: il caso spagnolo

Primary tabs

Tempo di lettura: 4 mins

Con l’emergenza Covid-19, in Spagna (come in Italia) ci si rende nuovamente conto di quanto sia importante una forma di consulenza scientifica indipendente come base dell’agire politico. Consapevolezza, tuttavia, già presente dal 2018, quando alla Camera dei Deputati spagnola passò all’unanimità una mozione che impegnava l’istituzione di un ufficio permanente. Ufficio che avrebbe svolto un ruolo analogo all’omologo britannico Parlamentary Office on Science and Tecnology. Purtroppo, l’instabilità politica spagnola ha rallentato e arenato il progetto che, anche alla luce del ruolo della scienza nella gestione politica della pandemia, resta più che mai vitale.

Articolo originale sulla consulenza scientifica in Spagna in Evidence&Policy Blog a questo link (traduzione: Jacopo Mengarelli, supervisione: Alessandro Allegra). Immagine: Congreso de los Diputados; licenza: CC BY 2.0; attribuzione: Luis Javier Modino Martínez.

I dati dell'Eurobarometro (2014) sulla percezione pubblica della scienza, della ricerca e dell'innovazione hanno rivelato che la popolazione spagnola ha grandi aspettative circa il ruolo che lo sviluppo scientifico e tecnologico può svolgere nel migliorare le politiche pubbliche fondamentali (ad esempio: sanità e assistenza medica, istruzione e competenze, trasporti e infrastrutture). Tuttavia, a differenza della Norvegia, del Regno Unito o della Francia, il Parlamento nazionale spagnolo non ha nessun meccanismo permanente di consulenza scientifica e tecnologica legislativa che agisca da fonte indipendente, interpartitica, proattiva e accessibile per informare il dibattito e il processo legislativo. Forse sorprendentemente, tutti i partiti politici spagnoli sembrano d'accordo sia sul ruolo positivo che l'evidenza scientifica può svolgere nell'informare un processo legislativo efficace, sia sulla necessità di implementare un meccanismo di consulenza indipendente. Questo è risultato evidente durante i molteplici dibattiti pubblici attorno all'iniziativa #CienciaenelParlamento (#ScienzainParlamento), che emerse nel gennaio 2018, con l'obiettivo di colmare il divario tra scienza e società e di coinvolgere meglio scienziati e parlamentari.

Inizialmente, da discussione informale su Twitter tra scienziati (vedi @cienciamento), #CienciaenelParlamento si è rapidamente evoluta in un movimento di base, ampiamente sostenuto dai cittadini e dalle istituzioni, che ha coinvolto con successo il Congresso dei Deputati Spagnolo. Nel giro di un anno, ha iniziato a fungere da meccanismo di consulenza scientifica ad interim: (i) innescando un dibattito pubblico sul valore della scienza su questioni politiche chiave, tra cui il cambiamento climatico, il suicidio e la migrazione; (ii) fornendo formazione scientifica e costruendo fiducia tra i membri dei gruppi parlamentari; e (iii) organizzando congiuntamente una conferenza di successo di due giorni con più di 200 scienziati e quasi 100 deputati. Nel complesso, queste azioni hanno innescato una mozione approvata all'unanimità dall’Ufficio di Presidenza del Congresso per istituire un ufficio indipendente di consulenza scientifica.

L'idea era che questa unità avrebbe preparato brevi rapporti su argomenti per i quali è necessaria l’evidenza scientifica per legiferare, stimolando al contempo le interazioni tra gli esperti di scienza e tecnologia, i decisori politici e la società. Purtroppo, il contesto politico instabile della Spagna negli ultimi anni ha rallentato gli sviluppi. Di conseguenza, la costituzione formale dell'organo consultivo spagnolo, che è stato informato da organismi simili già esistenti altrove in Europa (ad esempio il POST del Regno Unito) e il panel europeo STOA, è stata ritardata.

Pur mantenendo la nostra convinzione di poter fare ancora di più per migliorare le relazioni tra scienza, politica e società, notiamo anche che, in tutto il mondo, queste relazioni hanno subito importanti attriti con la gestione della crisi COVID-19. Ciò riflette in parte le sfide ampiamente discusse nel fornire consulenza scientifica laddove esistono alti livelli di incertezza, ma altre questioni (vedi qui), come una mancanza di trasparenza e indipendenza nei comitati consultivi, si riferiscono più alla “buona governance” dell’evidenza.
Ciò sottolinea la necessità per le evidenze di ricerca che alimentano i parlamenti di essere esaminate, come fa un recente studio Evidence & Policy dei nostri [degli autori del pezzo originale, ndr] colleghi britannici. Se avessimo trovato modi migliori per sostenere la comunicazione tra scienza e politica, le ricadute sanitarie ed economiche per COVID-19 avrebbero potuto essere meglio attenuate, con conseguenti minori tragedie personali e disuguaglianze.

Eppure, mentre la mancanza di una leadership pubblica coordinata per combattere COVID-19 è stata deludente, il coordinamento delle organizzazioni scientifiche internazionali e degli scienziati di base ci dà speranza. Ad esempio, l'EUvsVirus Hackathon organizzato dalla Commissione Europea, dimostra come le collaborazioni tra scienza e società possano funzionare bene. Sono le collaborazioni tra politica e scienza che sembrano essere in ritardo.

Anche se tutto questo non è niente di nuovo per chi di noi lavora per collegare meglio la scienza, la società e la politica, le questioni emergenti sono in qualche modo diverse:

  • Quali sono le strategie che possono permettere all'evidenza scientifica di penetrare meglio nei settori politici?
  • Come potremmo bilanciare meglio le evidenze disponibili attraverso i vari settori (ad esempio, salute pubblica e socioeconomia) per offrire una migliore consulenza?
  • Come possiamo migliorare i canali di comunicazione tra la comunità scientifica, i governi e le legislature?
  • Quali lezioni si possono trarre dagli organi consultivi scientifici esistenti per i parlamenti di altri paesi?

Crediamo che gli organi di consulenza scientifica per i parlamenti possano potenzialmente aumentare il livello del dibattito politico su questioni complesse facendo un uso migliore delle prove, ma siamo ansiosi di ascoltare la comunità Evidence & Policy [il blog in cui è stato pubblicato l’articolo originale, ndr]. Siamo particolarmente interessati ad ascoltare chiunque abbia esperienza di organismi simili in altre parti del mondo e coloro che abbiano conoscenza del ruolo degli organi consultivi scientifici durante l'attuale pandemia COVID-19.

Immagine tratta dall'articolo originale sulla consulenza scientifica

Articoli correlati

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Piante OGM, quando l’ideologia schiaccia la scienza

Una mano maschile che sostiene una piantina sradicata e danneggiata

La distruzione della prima sperimentazione in campo di riso TEA sottolinea come persista una forte resistenza ideologica alle piante OGM. Ed è quindi più importante che mai discutere, su base scientifica, le potenzialità delle piante geneticamente modificate per il benessere umano e ambientale, anche a fronte delle sfide che la crisi climatica pone all'agricoltura. 

Crediti immagine: Lombardia Notizie online - Regione Lombardia

Il 13 maggio scorso, previo parere tecnico di ISPRA, è stata avviata in Lombardia una sperimentazione con piante ingegnerizzate - o meglio editate con le Nuove Tecniche Genomiche (NGT), in Italia chiamate TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita) che in UE sono ancora considerate OGM. Era la prima sperimentazione in campo aperto e, come ha riportato Scienza in rete, rappresentava una conquista per la libertà di ricerca.