fbpx Ricerca in Europa: oltre il settimo programma quadro | Scienza in rete

Ricerca in Europa: oltre il settimo programma quadro

Primary tabs

Tempo di lettura: 4 mins

Finanziamenti erogati dal FP7 in milioni di euro
Figura 1. Finanziamenti erogati dal 7FP in milioni dieuro

L’Europa promuove la ricerca, lo sviluppo, la crescita e l’occupazione attraverso finanziamenti comunitari che prendono il nome di programmi quadro. Il settimo programma quadro 7FP si sviluppa in sei anni, dal 2007 al 2013, e sta pertanto volgendo al termine. Si stanno già definendo i criteri dell’ottavo programma quadro che gestirà i finanziamenti nel periodo 2014-2020.

Il 7FP si sviluppa in quattro programmi specifici, sulla base dei quali sono strutturate le attività europee nel settore della ricerca: Cooperazione; Idee; Persone; Capacità. In aggiunta, il 7FP finanzia le azioni dirette del Centro Comune di Ricerca JRC, che agisce come direzione generale della commissione europea e coordina le azioni degli stati membro, e le azioni previste dal programma quadro EURATOM per la ricerca sull’energia di fusione, di fissione nucleare e di radioprotezione. La somma totale dei finanziamenti del 7PF è di 53 miliardi di euro di cui più del 50% riguarda i progetti di cooperazione (32 miliardi). Questo programma specifico mira essenzialmente a rafforzare la cooperazione tra i diversi operatori del mondo della ricerca al fine di trasformare in applicazioni concrete le tecnologie e le conoscenze per la società. Uno dei principali obiettivi del 7PF infatti è quello di fare dell'Europa il primo polo scientifico e tecnologico mondiale. In tal senso, il programma specifico Cooperazione mira a sostenere la cooperazione tra università, industrie, centri di ricerca e enti pubblici sia in seno all'Unione europea che con il resto del mondo. Il progetto cooperazione si occupa di 9 tematiche tra cui ambiente, salute, nanotecnologie, informatica, alimentazione, sicurezza e trasporti.

Idee è un progetto di finanziamento rivolto prevalentemente alla ricerca di frontiera" destinata a realizzare progressi fondamentali nei settori scientifici, tecnologici e universitari, senza tenere conto dei confini tra le discipline e delle frontiere geografiche”. Il programma segue un approccio fondato sull’iniziativa dei ricercatori: è stato studiato per sostenere i progetti di “ricerca alle frontiere della conoscenza” realizzati su soggetti scelti dai ricercatori stessi: viene promossa la ricerca di base e l’indipendenza di giovani ricercatori o il consolidamento di percorsi già avviati e viene premiata la multidisciplinarietà e il dialogo tra diverse discipline. Nel 2012 ai finanziamenti esistenti si è aggiunto il progetto Synergy (scadenza 25 Gennaio 2012), che si promuove la collaborazione tra giovani ricercatori allo scopo di integrare diverse discipline nell’affronatre tematiche comuni (http://erc.europa.eu/funding-schemes/synergy-grants). Il nucleo centrale del progetto è rappresentato dal Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) che coordina le azioni e i finanziamenti.

Il programma Persone è dedicato a promuovere la formazione e la mobilità e migliorare le prospettive di carriera dei ricercatori, allo scopo di attirare giovani ricercatori di eccellenza in Europa. Il programma in questione sfrutta il successo delle azioni "Marie Curie", che da anni offrono opportunità di mobilità e formazione ai ricercatori europei.

Con il programma Capacità si mira alla creazione di nuove infrastrutture di ricerca e innovazione in tutta l’Europa, attraverso l’ottimizzazione e lo sviluppo di infrastrutture di ricerca, il rafforzamento delle capacità di innovazione delle piccole e medie imprese, lo sviluppo di aggregati di ricerca regionali e la cooperazione tra le politiche di ricerca e i programmi comunitari. Inoltre, viene prestata particolare attenzione ai rapporti tra scienza e società e alla comunicazione della scienza.

È in fase di delineazione la proposta della Commissione europea per l’ottavo programma quadro che coprirà i finanziamenti in ricerca e sviluppo tecnologico fino al 2020. In accordo agli obiettivi Europa 2020, la Commissione conferma l’impegno di raggiungere un investimento in Ricerca e Sviluppo pari al 3% del PIL dell'Unione Europea, con uno sforzo particolare nel coniugare gli ambiti di ricerca e sviluppo con quelli di innovazione e di commercializzazione dei progetti in modo da stimolare la crescita e l’occupazione. Questo obiettivo verrà realizzato attraverso lo sforzo congiunto di investimenti pubblici e privati. Le sfide che verranno affrontate saranno orientate ai problemi della società in cui viviamo con particolare attenzione al cambiamento climatico, all’uso efficiente delle risorse e delle energie, alla salute e al cambiamento demografico.

Inoltre, nell’ottavo programma quadro si cercherà di procedere verso una semplificazione delle misure, delle regole e delle procedure del programma stesso, con particolare riguardo alle procedure giuridiche e normative e agli accorgimenti finanziari. Infine, per ciò che concerne le rendicontazione delle spese, verrà introdotta una norma che prevede un orientamento verso “pagamenti in funzione dei risultati”, secondo il quale i beneficiari dei finanziamenti, invece di notificare le singole voci di spesa, riceverebbero somme forfettarie per svolgere la propria ricerca e dovrebbero dimostrare di averla svolta in maniera efficace ed efficiente.


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Piante OGM, quando l’ideologia schiaccia la scienza

Una mano maschile che sostiene una piantina sradicata e danneggiata

La distruzione della prima sperimentazione in campo di riso TEA sottolinea come persista una forte resistenza ideologica alle piante OGM. Ed è quindi più importante che mai discutere, su base scientifica, le potenzialità delle piante geneticamente modificate per il benessere umano e ambientale, anche a fronte delle sfide che la crisi climatica pone all'agricoltura. 

Crediti immagine: Lombardia Notizie online - Regione Lombardia

Il 13 maggio scorso, previo parere tecnico di ISPRA, è stata avviata in Lombardia una sperimentazione con piante ingegnerizzate - o meglio editate con le Nuove Tecniche Genomiche (NGT), in Italia chiamate TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita) che in UE sono ancora considerate OGM. Era la prima sperimentazione in campo aperto e, come ha riportato Scienza in rete, rappresentava una conquista per la libertà di ricerca.