Conoscere il proprio
pubblico è fondamentale: nessuno parlerebbe di relatività generale ai bambini
dell’asilo. Uno studio pubblicato
recentemente sulla rivista Current
biology suggerisce che anche gli scimpanzé possiedono la capacità di comprendere
cosa sappia e cosa non sappia il pubblico che si trovano davanti e agiscano di
conseguenza.
Esperimenti come quelli di OPERA producono risultati inaspettati e contemporaneamente offrono l'occasione per riflettere sulla comunicazione scientifica rivolta, non tanto al grande pubblico, ma agli scienziati stessi. Per analizzare le tendenze in atto in questo ambito può essere utile prestare attenzione a due momenti di questo particolare processo comunicativo.
Il primo, datato 22 settembre, corrisponde alla pubblicazione dei risultati originali del team guidato da Ereditato su arXiv.
Sempre più utenti si affidano a Facebook, Twitter, blog, reti di annunci come Craiglist non solo per rintracciare amici, mantenersi in contatto, cercare informazioni e condividere esperienze, ma anche per trovare soluzioni pratiche ai propri problemi di salute o addirittura per salvarsi la vita. È il caso di messaggi postati sulla bacheca online di persone in attesa di un trapianto di rene; donne e uomini che dipendono da anni dalla dialisi e la cui cerchia non virtuale di amici e parenti non annovera candidati compatibili o disponibili alla donazione da vivente.
Immediatamente dopo la fine del Summit di Durban, l'editorialista del Corriere della Sera Pierluiigi Battista aveva ironizzato sul cambiamento climatico, sul clima di catastrofismo che accompagnerebbe le campagne per la mitigazione del cambiamento climatico e la comunità scientifica dei climatologi, a suo avviso "inaffidabile e manovriera" (vedi anche il post su Scienzainrete). Ma la comunità dei climatologi non ha porto l'al
La collaborazione e la condivisione
delle idee sono da sempre valori sui quali è incentrata la professione del
ricercatore. D’altra parte non bisogna dimenticare che Internet e il web sono
nati come progetti accademici e a lungo sono stati strumenti a disposizione dei
ricercatori prima di vedere il loro uso esteso al pubblico.
Domani apre a Milano la mostra “Eureka!
Le intuizioni geniali di Archimede” al Museo Nazionale della
Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. E’ una mostra interattiva dedicata
alle invenzioni del più grande scienziato dell’Antica Grecia,
risultato della collaborazione tra il Museo e Agorosophia (collaborazione tra Novamusa e il Consiglio Nazionale delle Ricerche).
«Più veloce della luce?» è il titolo
dell’intera giornata che Futuro Remoto, l’annuale manifestazione
che si tiene alla Città della Scienza di Napoli, dedicherà sabato
prossimo, 12 novembre, ai neutrini e all’inattesa misura della
velocità, superluminale appunto, con cui sembra abbiano viaggiato
tra il CERN di Ginevra e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso.
Siamo abituati a pensare al Medioevo come all’epoca in cui la ragione era offuscata da leziose dispute teologiche, avulse da qualunque tentativo di conoscenza della natura. Ma chi si occupa di scienza e si imbatte nel percorso della Divina Commedia scopre che Dante dimostra una sorprendente attenzione alla descrizione dei fenomeni naturali, dal movimento degli astri alle macchie della luna, dai fenomeni geologici al comportamento degli animali, dal moto relativo alle molteplici manifestazioni associate alla luce.
“L’immagine elettronica lo conferma: una civiltà in preda
all’incubo della memoria visiva non ha più bisogno del cinema” osservava Paolo
Cherchi Usai nel 1999 (L’ultimo
spettatore. Sulla distruzione del cinema), constatando l’inesorabile destino di estinzione della
pellicola ad opera dei supporti digitali.