Claudio Elidoro

Claudio Elidoro (1956), laureato in Astronomia all'Università di Bologna, divulgatore scientifico. Ha scritto numerosi articoli, pubblicati su riviste astronomiche italiane, circa i corpi minori del sistema solare.

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La lunga rincorsa di Hayabusa 2

All’immagine pittorica della sonda Hayabusa 2 è stata sovrapposta una panoramica di Ryugu, catturata lo scorso giugno, in cui sono già ben visibili molte caratteristiche superficiali (crateri, grossi macigni,…) dell’asteroide. L’insolita forma e la rapida rotazione del corpo celeste, completata in 7 ore e 38 minuti, lo rendono ancora più interessante per i planetologi. Crediti: Go Miyazaki – JAXA

Spinta per tre anni e mezzo dai suoi quattro motori a ioni di Xeno, la sonda giapponese ha percorso oltre tre miliardi di chilometri e alla fine non ha mancato il suo bersaglio: a partire da metà giugno Hayabusa 2 ci ha finalmente svelato il vero – e curioso – aspetto dell’asteroide Ryugu. Caratterizzato da composizione carboniosa e con dimensioni di circa un chilometro, Ryugu appartiene alla classe dei NEA, gli asteroidi che percorrono orbite che li conducono, periodicamente, ad avvicinarsi al nostro pianeta e attraversarne il cammino celeste.

Curiosity, il metano e altre sorprese

Selfie del rover Curiosity nel sito di campionamento chiamato Okoruso, sul Naukluft Plateau del Monte Sharp. L’autoritratto combina più immagini scattate l’11 maggio 2016. Davanti al rover, circondato da detriti grigiastri, è visibile il foro creato dalla trivella di Curiosity per raccogliere un campione di roccia da analizzare; nei pressi è visibile anche parte del materiale avanzato e scaricato al suolo dopo averne affidato la giusta quantità a CheMin, il laboratorio di analisi chimiche e mineralogiche di cui è dotato il rover. Crediti: NASA / JPL-Caltech / MSSS

Ufficialmente si chiama Mars Science Laboratory (MSL), ma per tutti quanti è Curiosity, il rover più complesso e tecnologico tra quelli che hanno gironzolato finora sulla superficie di Marte. Da quando è arrivato sul Pianeta rosso, il 6 agosto 2012, questo laboratorio mobile lungo 3 metri e pesante circa 900 kg ha percorso oltre 19 chilometri, collezionando dati accurati sulla composizione dell’atmosfera, trivellando rocce, raccogliendo campioni di suolo marziano e analizzandoli con la batteria di strumenti che compongono il SAM (Sample Analysis at Mars).

Marte, sfida anche psicologica

Gli astronauti Kate Rubins (a sinistra) e Jeff Williams (a destra) osservano dalla cupola della Stazione spaziale l’arrivo di una navetta SpaceX Dragon con i rifornimenti. Sullo sfondo si nota la rassicurante immagine della Terra, un elemento che contribuisce a rendere meno pesante (e stressante) la lontananza da casa imposta dalle lunghe missioni sulla ISS. Elemento sul quale gli equipaggi in rotta verso Marte non potranno certo contare. Credits: NASA.

Ulteriore campanello d’allarme per le future missioni verso il Pianeta rosso. Oltre alle ben note problematiche tecnologiche e ai rischi per la salute degli astronauti si dovranno mettere in conto anche i problemi di natura psicologica e le difficoltà connesse a un proficuo lavoro di gruppo.

A fare il punto su questo importante aspetto della sfida marziana ci ha pensato un dettagliato studio apparso sull’ultimo numero della rivista American Psychologist interamente dedicato agli aspetti scientifici del lavorare in team.