fbpx DIY Nano nanotecnologie fai da te | Scienza in rete

DIY Nano nanotecnologie fai da te

Primary tabs

Tempo di lettura: 1 min

DIY Nano è stata realizzata per far vivere e conoscere a tutti le nanotecnologie.
L'app è nata da una collaborazione tra il Lawrence Hall of Science, museo scientifico della University of California Berkeley, il SciencenterEmily Maletz Graphic Design e il Nanoscale Informal Science Education Network (NISE Network).
L'app è stata finanziata dalla National Science Foundation.

[video:http://www.youtube.com/watch?v=cJ1wUytZlX4]

DIY Nano è facile da usare e contiene istruzioni dettagliate passo-passo per effettuare alcune attività che conducono alla scoperta delle nanotecnologie. I materiali utilizzati negli esperimenti sono facilmente reperibili e di poco costo.

[video:http://vimeo.com/32870203]

[video:http://vimeo.com/42373588]

Il Lawrence Hall of Science è presente su YouTube, TwitterFacebook e Flickr.

Previews of the app:

DIY Nano DIY Nano DIY Nano DIY Nano

Articoli correlati

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Le liste d'attesa spiegate al popolo

Persone in attesa in ospedale

Qualche settimana fa l’annuncio trionfante di un miglioramento delle liste d’attesa, cui non sembra tuttavia corrispondere l’esperienza di tante persone. Il fatto è che ci si riferisce alle sole liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, mentre rimangono sterminati i tempi per esempio per le ammissioni alle strutture socioassistenziali o per la definizione delle disabilità. E comunque appare evidente che molto c’è da migliorare nella raccolta e trasferimento dei dati su quel che succede per davvero. Foto di Navy Medicine su Unsplash.

L’interesse per il tema delle liste di attesa non si attenua mai, ma ogni tanto questo interesse ha dei picchi come avvenuto di recente quando in base ai dati del primo quadrimestre 2026 confrontati con quelli del 2025 è sembrato che finalmente qualcosa si stesse muovendo, tanto da far titolare il Sole24 Ore “Liste di attesa, miglioramenti in 16 Regioni”.