Covid-19/

Cristian Fuschetto

Cristian Fuschetto è saggista e giornalista scientifico. Dottore di ricerca in bioetica, dal 2003 collabora alle attività didattiche e di ricerca delle cattedre di Filosofia Morale e di Antropologia Filosofica dell’Università di Napoli “Federico II”. È redattore di «Scienza&Società» (Pristem - Bocconi), e delle riviste telematiche «S&F_» (http://www.scienzaefilosofia.it) e «Scienza&Arte» (http://www.scienzaearte.it). E' socio della Cooperativa di Comunicazione Scientifica “CodiCS”. Ha pubblicato Fabbricare l’uomo. L’eugenetica tra biologia e ideologia (Armando, 2004), Darwin teorico del postumano. Natura, artificio, biopolitica (Mimesis, 2010) e, insieme a Pietro Greco, ha curato Robot. Scienza e Coscienza delle macchine (Cuen, 2009).

Perché i limiti delle ICT sono i limiti del nostro mondo

Secondo Heidegger è la parola che procura l’essere alle cose. Ma cosa accade quando sempre più cose ci appaiono attraverso uno schermo? L’implosione della socialità dettata dalla pandemia è il trionfo dell’infosfera. Nell'immagine, particolare di "Niente da vedere Niente da nascondere", di Alighiero Boetti, 1989. 

“Dove non c’è linguaggio non c’è alcuna apertura dell’ente. Il linguaggio nominando l’ente per la prima volta lo fa accedere alla parola e all’apparire”. Se questo rigo e mezzo non vi ha indotto alla resa, conviene andare oltre e riconoscere a Martin Heidegger, probabilmente il più reazionario, antiscientista e influente tra i filosofi del ‘900, il merito di aver colto un aspetto della vita che può darci un grande aiuto a capire il nostro rapporto con la tecnologia.

Distanti ma uniti. Le inquietudini di Einstein ai tempi del Covid-19

“Distanti ma uniti” è un refrain delle settimane di quarantena che avrebbe potuto infastidire parecchio Einstein, che non è mai riuscito a mandare giù l'idea dell'entaglement quantistico.

“Distanti ma uniti”. Poche cose avrebbero potuto infastidire Albert Einstein quanto il refrain consolatorio delle settimane di questa dannata quarantena. Oltre a essere un incoraggiamento, “Distanti ma uniti” potrebbe infatti benissimo essere il payoff di uno dei brand più affascinanti della fisica quantistica, disciplina verso cui lo scienziato nutrì un complesso “odi et amo”.

E se la minaccia ci facesse riscoprire la cooperazione?

Lo spillover che ha innescatola pandemia di Covid-19 ci offre una grande opportunità, quella d'innescare anche uno spillover cognitivo, morale e politico, sulla traccia di quel percorso che potrebbe (ri)portarci a essere la più collaborativa delle specie.
Crediti immagine: Gerd Altmann/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Se esiste un Altro esiste anche un Sé, un io che questa tragedia planetaria potrebbe finalmente insegnarci a declinare come un noi. Il mondo è in lockdown, le metropoli sospese, San Pietro un palcoscenico vuoto così come vuota rimarrà sulla Spianata delle moschee per il prossimo Ramadan anche Al Aqsa, uno dei luoghi più sacri dell’Islam. L’invisibile assedio, lo abbiamo capito, non conosce confini, attraversa popoli e condiziona culture. Il virus diventato pandemico non minaccia nazioni ma ci mette tutti alle strette.

Il vero atto di resistenza è stare a casa, non in scooter

"A differenza dei disciplinati sudditi del biopotere, l’intellettuale fa invece resistenza e compie il sacrificio di godersi per un paio d’ore lo spettacolo di una città deserta e bellissima". Ma può farlo solo grazie alla maggioranza disciplinata che prova proteggere anche la sua salute. Il commento di Cristian Fuschetto all'articolo di Edoardo Cicelyn sul Corriere del Mezzogiorno.
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Come la salute anche la libertà è una di quelle cose di cui ti accorgi davvero solo quando non ce l’hai più. Come mura dotate di uno strano senso dell’ironia, ci vai a sbattere contro solo quando scompaiono. Lo sperimentiamo in questi giorni, in cui ordinanze di ministri, governatori, sindaci hanno ridotto a tal punto le libertà personali che il gesto di andare a buttare l’immondizia comincia con l’essere vissuto con spirito clandestino.

E Majorana divenne un gatto

Trasformare Majorana nel gatto di Schrödinger è un effetto speciale probabilmente preterintenzionale, eppure l'azzardo di Giorgio Agamben va premiato. Controverso principe della filosofia italiana, outsider dell’accademia (“Si è dimesso dall’insegnamento di filosofia teoretica nell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia” fa scrivere nei quarti di copertina dei suoi ultimi libri), amatissimo fuori confine, relatore nelle università di mezzo mondo ma schivo come nemmeno Lucio Battisti dopo il ritiro dalle scene, con Che cos'è reale?

Risorsa o minaccia? Shale Gas, italiana la ricerca per valutare pro e contro

Promessa di felicità energetica del nuovo millennio, gli shale gas sono l'esempio perfetto dell’insopprimibile conflitto tra tecnofili e tecnofobi. E a ragione. Gli shale gas provengono infatti dallo sfruttamento di giacimenti “shale”, rocce argillose a bassissima permeabilità da cui fino a poco tempo fa era di fatto impossibile estrarre idrocarburi.

Darwin tra Einstein e la cibernetica: dalla selezione naturale alle smart things

Nel mese in cui il mondo celebra Darwin si è parlato, giustamente, di Einstein. A rubare la scena al padre dell’evoluzionismo, lo sappiamo tutti, l’osservazione diretta delle onde gravitazionali che, esattamente a un secolo dalla loro predizione, conferma in via definitiva la teoria della relatività generale. Incarnazione pura dell’understatement britannico, Darwin non amava granché mettersi in mostra e, pace all’anima sua, certo non lo avrà infastidito più di tanto l’overlooking del collega. Eppure un piccolo risarcimento lo merita.

Pompei, santuario ritrovato grazie al 3D

E' stato ritrovato un nuovo santuario nascosto nel sito archeologico più studiato al mondo. Il tutto grazie a una “nuvola” di milioni di pixel.
A tracciarla sono stati gli scanner 3D dei ricercatori dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, tra i primi in Italia a dotarsi di strumenti per il rilievo tridimensionale con fini di analisi, restauro e valorizzazione dei beni culturali.

Stamina, levata di scudi della Stem Cell Research

Tutto fa pensare a un nuovo “caso di Bella”. Guidata dalla Stem Cell Research Italy (Scr Italy) è la comunità scientifica internazionale delle “cellule bambine” ad alzare gli scudi contro il cosiddetto decreto Stamina. “Usano i pazienti come cavie”, afferma senza mezzi termini Umberto Galderisi, docente di Biologia molecolare alla Seconda Università di Napoli e presidente di Scr.

Le idee non si bruciano: intervista a Vittorio Silvestrini

Non vede l’ora di ricominciare. Ha già pronta la nuova sfida, inaugurare la prossima edizione di Futuro Remoto insieme a Corporea, il padiglione ancora in costruzione di Città della Scienza fatto salvo dalla fiamme ma non dalla burocrazia, che da due anni tiene fermi cantieri cui mancano solo otto mesi per essere chiusi.

Il Papa (dimissionario) e Charles Darwin

L’uomo è voluto e non evoluto. Basta una lettera a misurare tutta la distanza che passa tra il dimissionando Papa e gran parte della scienza moderna. Per forza di cose in tono mediaticamente minore, oggi si festeggia in tutto il mondo il Darwin Day, l’anniversario della nascita di Charles Darwin, padre di una teoria che come poche ha aperto uno squarcio nella già piuttosto lacerata coscienza moderna.

Open internet: America chiama, Napoli risponde

E’ partenopeo l’unico progetto di ricerca europeo scelto per la competizione lanciata dall’Autorità Garante americana (FCC) sulla “Open Internet”. Si chiama BISMark, e a lavoro c’è un gruppo di ingeneri dell’Ateneo Federiciano insieme a un team dell’Università d’Atlanta. “Internet – dicono – è come l’aria: tutti abbiamo gli stessi diritti di usarla”.

Modernità e ambivalenza

Se lo dice e lo scrive Zygmunt Bauman sarà vero. Eppure, anche con Bauman, occorre andarci piano. Come tutti sappiamo, Bauman è un intellettuale di grandissimo spessore. Le sue analisi sociologiche e filosofiche fanno scuola nelle accademie di tutto il mondo e, soprattutto, riescono a fare breccia anche nella pubblica opinione. Tradotti in tutto il mondo, i saggi di Bauman scalano infatti puntualmente le classifiche dei libri più venduti.

Memoria e Progetto

Ogni serio obiettivo di rilancio, del Mezzogiorno come dell’intero Paese, non può prescindere dalla memoria. Si fa presto oggi a parlare di innovazione e interdisciplinarità. Sono parole che corrono sulla bocca di tutti. Suonano bene, sembrano addirittura godere di effetti taumaturgici: basta dire di un’iniziativa, anche la più claudicante, che è innovativa e multidisciplinare e, statene certi, guadagnerà d’un tratto tutte le credenziali del caso.

La medicina nazista

Non c’è stato regime politico che abbia esaltato e idolatrato la medicina come l’ha esaltata e idolatrata il nazismo. Nel 1934 un intellettuale assai apprezzato dal regime, Hans Weinert, scrive: “Ci troviamo all’inizio di una nuova epoca, l’uomo stesso riconosce le leggi del vivente che lo modellano individualmente e collettivamente; e lo Stato nazionalsocialista si è dato il diritto per quel che è in suo potere, d’influenzare il divenire umano come esigono il benessere del popolo e dello Stato”.

I media e la mistica del DNA

C’è quello depresso, quello obeso, quello insonne e pure quello brillo. Nelle ultime settimane la genetica ha aggiunto altri identikit all’ormai lunghissima lista di geni sospetti. Ora conosciamo i nomi, ma sarebbe meglio dire i “loci”, dei geni responsabili della depressione, dell’obesità, dell’insonnia e persino di quello che ci rende euforici già al primo drink. A dire il vero, dal Progetto Genoma (1990) in poi siamo ci siamo ormai abituati ad annunci di questo tipo.

Costruire la razza nemica

Se è vero che denazificare la Shoah avrebbe il sapore irrimediabilmente vacuo della filosofia della storia, dove ogni evento viene ridotto all’inveramento di una legge che inesorabile muove le sorti delle umane gesta (alcuni la chiamano “Provvidenza”, altri “Spirito”, altri ancora “Struttura”), è altrettanto vero che addebitare la violenza genocidiaria dispiegata ad Auschwitz alla sola ideologia nazista o magari alla lucida follia di un solo uomo, attribuire il male assoluto al demonio incarnato in quell’”imbianchino” che sognava di trasformare la Germania in un “Impero millenario”, avrebbe

La vita, un'invenzione recente

Sul fatto che viviamo non c’è tanto da discutere. Al di là dei capricci di qualche genio maligno, che il mondo sia pieno di «infinite forme bellissime e meravigliose» è un’evidenza contro cui anche il più incallito degli scettici avrebbe poco da ribattere. Si dirà, se è vero che ci sono dei viventi è altrettanto vero che c’è della vita. Se è un’ovvietà dire che esistono delle forme viventi sarà un’ovvietà ancora più grossolana dire che esiste la vita. Eppure no.

La tendenza fondamentale del nostro tempo

Sono pochi i pensatori in grado di condizionare la mentalità di un’epoca, di orientarne giudizi e pregiudizi. Emanuele Severino è senz’altro uno di questi. Da più di cinquant’anni i suoi libri sono come dei “segnavia” lungo la strada del pensiero filosofico italiano e basta forse il nome di qualche suo allievo un po’ più esposto (suo malgrado?) al sistema mediatico per testare l’impatto e l’influenza delle sue idee. Massimo Cacciari e Umberto Galimberti, tanto per fare qualche esempio, sono due severiniani di ferro e, ognuno a suo modo, ne perpetuano l’impareggiabile lezione.

Scienza, diamo ritmo alla sua storia

Virulenta come un accesso febbrile, una dilagante fede positivistica contagiò gran parte dei suoi contemporanei. Stizzito da tanta semplicioneria, Victor Hugo pensò allora bene di scuoterne le fondamenta con una delle sue solite geniali osservazioni: «la scienza è l’asintoto della verità». La conoscenza scientifica si avvicina indefinitamente alla verità, costantemente la sfiora, ma per quanto possa arrivarle vicino, proprio non le è dato di possederla. E non certo perché la verità sia un concetto metafisico, trascendente, accessibile solo a chi abbia avuto il dono della vera fede.

Scelta dell'embrione si può, se si evitano gravi malattie

Sono trascorsi quasi sei anni dalla sua approvazione, è sopravvissuta a uno dei più vivaci referendum della Seconda Repubblica, è stata fatta oggetto di innumerevoli istanze di legittimità costituzionale da giudici e avvocati e, l’anno scorso, anche di una importante sentenza della Suprema Corte, ma la legge sulla procreazione assistita non smette di far discutere. Di recente la sentenza di un giudice di Salerno ha innescato l’ultimo vespaio di polemiche.

L'antropologo che aveva scambiato Darwin per un cappello

In tempi non sospetti è stato Edgar Morin a puntare l’indice contro la deleteria sottovalutazione dell’elemento naturale operata da molta, moltissima antropologia della seconda metà del Novecento. Nel suo celebre libro dedicato al Paradigma perduto (1976) egli definì «antropologia insulare» tutti quei modi di teorizzare intorno all’uomo che in qualche modo ne disconoscessero l’ascendenza naturale.

Il trionfo della tecnologia

Una delle più affermazioni più acute mai pronunciate sull’importanza dell’innovazione scientifica l’ha fatta uno dei filosofi più sottovalutati in assoluto, Ralph Waldo Emerson, pensatore atipico e geniale. «Costruisci una trappola per topi migliore e il mondo ti verrà a cercare».