Ma qui, dal presente, si passa a scenari futuribili. Scenari che fanno paura a molti. Strano a dirsi, riflette Broers, ma proprio oggi serpeggia un atteggiamento antitecnologico che si manifesta sotto forma di diffidenza verso i progressi di singole discipline. «La spiegazione più immediata della mancanza di apprezzamento per le tecnologie moderne è che queste siano così complesse da poter essere capite solo dagli esperti. Ma ciò è vero solo se cerchiamo di comprenderne tutti i dettagli. È compito di chi crea queste tecnologie - avverte il tecnologo inglese - spiegare con un linguaggio semplice ciò che è stato fatto, in modo che possa essere compreso anche dai non esperti. Siamo noi, gli scienziati, quelli da rimproverare». Richiamo alla semplicità e pure autocritica, chiedere di più davvero non si può a chi dall’alto della scienza e della tecnologia cerca di spiegarci come la scienza e la tecnologia ci hanno resi quelli che siamo.
Il trionfo della tecnologia
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Quando nasce davvero l’ambientalismo?

"Silent Spring", di Rachel Carson, è diventato nel 1962 il simbolo della nascita dell’ambientalismo moderno. Ma già prima una serie di esperienze aveva cominciato a mettere in discussione la fiducia illimitata nella crescita economica e nel progresso tecnologico. Le ripercorre Stefano Nespor: dal movimento antinucleare alla nascita della IUCN e del WWF, dall’Anno geofisico internazionale al primo romanzo ecologista. Esperienze in cui scienziati, intellettuali e associazioni contribuirono (spesso indipendentemente gli uni dagli altri) a costruire una nuova consapevolezza: la natura non era soltanto una risorsa da sfruttare, ma un patrimonio da conoscere e proteggere.
Negli anni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale, entrambi i blocchi dei Paesi vincitori, i Paesi a economia di mercato e i Paesi socialisti, hanno posto in primo piano, anche se per diverse finalità, il medesimo obiettivo: la crescita economica e lo sviluppo. L’obiettivo per i primi era la realizzazione di un ordine economico internazionale basato sul libero mercato. Per i Paesi del blocco socialista era la realizzazione della futura società socialista.