Covid-19/

Eugenio Santoro

Eugenio Santoro si è laureato in Scienze dell’Informazione nell’anno accademico 1988-1989 presso l’Università degli Studi di Milano con una delle prime tesi sugli ipertesti. Nel 1985 inizia a lavorare con una borsa di studio presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano dove dove oggi guida il Laboratorio di Informatica Medica del Dipartimento di Epidemiologia. La sua attività si è concentrata prevalentemente nella produzione di software per la gestione e l’analisi statistica di studi clinici di grandi dimensione. In questa veste ha gestito diversi studi nazionali e internazionali in ambito cardiologico, tra i quali la serie di studi denominati GISSI (Gruppo Italiano per lo Studio della Sopravvivenza nell'Infarto miocardico. Dal 1995 si occupa di Internet, e più di recente di web 2.0, di social media e delle loro applicazioni in ambito medico nella formazione degli operatori sanitari e nella  informazione ai cittadini.

Autore e coautore di oltre 180 articoli apparsi sulle maggiori riviste mediche e informatiche nazionali e internazionali e di 80 relazioni presentate ai principali congressi internazionali di informatica e di cardiologia, ha pubblicato per il Pensiero Scientifico di Roma quattro volumi dai titoli “Web 2.0, social media e medicina. Come social network, wiki e blog trasformano la comunicazione, l’assistenza e la formazione in sanità” (2a edizione, Roma 2011), “Facebook, Twitter e la medicina” (Roma, 2011), “Guida alla medicina in rete” (Roma 2002, 2° edizione) e  “Internet in medicina. Guida all’uso e applicazioni pratiche” (Roma 2000, 2° edizione), e curato per conto della stessa casa editrice la traduzione dall’inglese di altri volumi di informatica e di medicina. Ha inoltre contribuito alla stesura del capitolo “Clinical Trials Data Management” del volume “Clinical Trials Handbook” (Wiley 2009, Edited by Gad S.C.), della voce “Internet e medicina” per l’aggiornamento III della Enciclopedia Medica Italiana (UTET 2007) e del dossier “Internet e Medicina - Etica, Salute e Nuove Tecnologie dell’Informazione” curato dalla Commissione Nazionale per la Bioetica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Membro di diverse società scientifiche nazionali e internazionali, cura per conto di alcune riviste mediche italiane alcune rubriche sull’uso di Internet, fa parte del comitato editoriale del portale Partecipasalute (www.partecipasalute.it) e del comitato scientifico del portale FamilyHealth (www.familyhealth.it).

Digital health e Covid-19: la tecnologia al potere?

La pandemia di Covid-19 ha fatto registrare una domanda crescente di strumenti tecnologici, compresi quelli impiegati per la medicina: l'impiego di televisite e telemonitoraggi, affiancati da altri strumenti (come per esempio gli strumenti di contact tracing), è cresciuto in maniera disordinata all’inizio della pandemia, è stato nel tempo appoggiato da società scientifiche e istituzioni sanitarie. Ma la diffusione di queste tecnologie è frutto solo dell'emergenza? E quali sono i loro limiti e prospettive?
Crediti immagine: marijana1/Pixabay

La domanda di nuove tecnologie è stata crescente in questo periodo di pandemia da Covid-19, soprattutto durante il lockdown. Si stima, per esempio, che il numero di utenti giornalieri attivi su Zoom sia passato in poco tempo da 20 a 300 milioni, così come che sia cresciuto del 300% il suo valore in borsa. Di pari passo sono cresciute le applicazioni della telemedicina, cioè di tutti quegli strumenti che hanno permesso (e che oggi permettono) di erogare prestazioni sanitarie a distanza. Negli Stati Uniti le visite virtuali si sono decuplicate nel corso di poche settimane.

Il facebook degli scienziati

La collaborazione e la condivisione delle idee sono da sempre valori sui quali è incentrata la professione del ricercatore. D’altra parte non bisogna dimenticare che Internet e il web sono nati come progetti accademici e a lungo sono stati strumenti a disposizione dei ricercatori prima di vedere il loro uso esteso al pubblico.