Gilberto Corbellini

Gilberto Corbellini insegna storia della medicina e bioetica alla Sapienza Università di Roma ed è direttore del Museo di storia della medicina - Dipartimento di medicina molecolare. Scrive sull'inserto culturale Domenica de Il Sole 24 Ore e ha pubblicato diversi libri, tra cui: Perché gli scienziati non sono pericolosi (Longanesi, 2009), Scienza, quindi democrazia (Einaudi 2011), Scienza (Bollati Boringhieri 2013)

Animalismo e pallottole

La sperimentazione sugli animali è un tema fortemente divisivo da tempo, ma in questo periodo particolarmente sentita a causa del progetto torinese che impiega i macachi per studiare il blindsight. I ricercatori che conducono lo studio hanno subito insulti e minacce, tra cui una lettera accompagnata da un proiettile. Enrico Bucci e Gilberto Corbellini, che hanno riflettuto sulla vicenda in un articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore, rispondono ora alle critiche suscitate, e in particolare a quella del filosofo Leonardo Caffo, pubblicata dalla LAV. Ricordando che, in conclusione, nella sua massima parte la sperimentazione animale è ancora, purtroppo, irrinunciabile.

La crisi delle humanities

Wanderer Above the City of Fog. Digital adaption by Simon Max Bannister 2012 (Original painting by Caspar David Friedrich).

Le humanities, le discipline umanistiche quali letteratura, filosofia, storia, storia dell’arte, semiotica, arti visive e performative, sono in crisi nei Paesi occidentali. Le immatricolazioni universitarie a questi corsi sono calate o addirittura precitate, e nel giugno 2015 il governo giapponese ha varato una riforma delle università che avrebbe chiuso metà dei dipartimenti di humanities e social sciences. Ma a cosa si deve questo declino? E soprattutto, ha ancora senso finanziare e studiare le humanities? Forse, la tesi più interessante e probabilmente la più valida in difesa dell’utilità, nel passato e oggi, delle humanities è quella del linguista computazionale e storico olandese Rens Bod, per la quale le le discipline umanistiche hanno concorso al progresso umano, catturando, con i loro metodi, dimensioni strutturate della realtà, affrontando problemi concreti e trovando applicazioni in campi del tutto inattesi.

Lo strano patto Grillo-Burioni

Beppe Grillo si diverte e prendere in giro gli scienziati e a pontificare di “cervelli che non fuggono”. Lo ha fatto con un post in cui dice che parteciperà al convegno dei terrapiattisti, a Palermo, perché lì incontrerà “cervelli che non scappano davanti a nulla, nessun pregiudizio, nessuna legge della fisica è definitiva”. Grillo non difende il terrapiattismo, ma elogia l’anticonformismo, trovando un esempio tutt’altro che edificante, e non solo sul piano epistemologico.

Come dire che i vaccini servono a tutti

Nel Paese più liberale del mondo e più rispettoso della libertà individuale, gli Stati Uniti, stiamo assistendo a un irrigidimento delle regole relative alla obbligatorietà dei vaccini.
In Stati che sono agli estremi come benessere e atteggiamenti sociali (California e Mississipi) si è reintrodotto l’obbligo di vaccinazione per l’ammissione alle scuole: non sono più possibili eccezioni basate  su credenze personali e non fondate su certificati problemi medici (New England Journal of Medicine, 14 Agosto 2015).

Un’ipotesi naturalistica

La scienza è implicata in diversi aspetti del funzionamento sociale del mondo moderno.
L’educazione, la sanità, la difesa, la comunicazione, i trasporti, il lavoro e i rapporti internazionali di un paese economicamente competitivo sono resi possibili e condizionati dalla presenza della scienza come attività umana: grazie alle conoscenze scientifiche è possibile esercitare il controllo su processi naturali che, spontaneamente, non darebbero certo luogo agli ambienti in cui viviamo e, più in generale, a “come” viviamo.