Conversazioni fuzzy

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Come Scienzainrete aveva già annunciato, il 15 maggio scorso a Gijon (Asturie, Spagna) si è svolta la prima edizione delle Conversazioni Scientifiche del Sabato, un incontro promosso dal Centro Europeo per il Soft Computing (ECSC) in collaborazione con CajAstur.

Lo scopo dell’incontro è catalizzare la creazione di nuove idee per il mondo del Soft Computing, e per farlo propone una forma di comunicazione innovativa ma radicata nella tradizione: le conversazioni.

Il convegno, la modalità dominante di incontro scientifico, assolve quasi alla perfezione il compito di comunicazione e discussione dei nuovi risultati e di incontro tra membri della comunità scientifica. Eppure, forse a causa dei ritmi serrati dovuti alla necessità di ottimizzare i tempi ed i costi, forse a causa della crescente mole di informazioni da scambiare testimoniata dal sempre più evidente predominio delle tracce parallele, nei convegni recenti lo spazio per un dibattito di idee che non sia confinato alla domandina dal pubblico ed alla sintetica risposta data sotto gli occhi severi del moderatore e del suo cronometro si riduce a spazi marginali.

Per questo l’ECSC ha deciso di organizzare un incontro completamente avulso dalle caratteristiche del convegno, ma che puntasse a stimolare il dibattito e a catalizzare nuove idee e percorsi nel Soft Computing. Le conversazioni si sono svolte per l’intera giornata del sabato, mettendo a confronto tre generazioni di ricercatori: un ristretto numero di partecipanti, selezionati per curriculum e provenienti da sei paesi europei ed un panel composto da quattro ‘nomi noti’ del panorama del Soft Computing europeo: lo storico della scienza Rudolf Seising, l’informatico Settimo Termini, il fisico Giampiero Cattaneo ed il matematico Enric Trillas. I membri del panel si sono alternati nei ruoli di moderatore e conversatori in quattro dibattiti sulle radici della Logica Fuzzy, e sul suo rapporto con la Fisica e la Logica, la Tecnologia e la Filosofia. Qualche tempo prima dell’incontro i conversatori si sono scambiati per posta elettronica alcune domande inerenti al tema, in maniera da predisporre una traccia di conversazione, ma queste sono servite solo come spunti: il dibattito è stato infatti guidato dall’interlocuzione costante con l’uditorio, che ha fornito ulteriori elementi di riflessione, posto domande ed incalzato i conversatori per l’intera durata delle conversazioni. La giornata si è conclusa quindi con una tavola rotonda nella quale si è discusso delle direzioni intraprese dalla Logica Fuzzy e più in generale dal Soft Computing.

La formula delle conversazioni funziona? È forse troppo presto per dirlo: il successo di questa iniziativa andrà misurato nel tempo dalla sua capacità di generare nuove linee di ricerca, di mantenere attivo il dibattito, in sintesi di produrre nuove idee. Certo è che l’atmosfera che si è respirata durante le conversazioni, aiutata forse dal luogo che le ha ospitate, ha meno in comune con la rigida formalità dei convegni, e molto più con quel modello ideale di scuola filosofica nella quale la conversazione fluisce libera e le idee sono generate dal confronto tra persone di diversa estrazione scientifica, tralasciando le abituali convenzioni del mondo scientifico. E questo non può che essere un risultato positivo.

La seconda edizione delle conversazioni si terrà la prossima primavera, in una località del sud Italia (non vi diciamo quale, ma sarà una capitale del regno delle due sicilie); cercheremo di pubblicizzare l’evento con largo anticipo, anche attraverso questo sito.

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Filamenti cosmici e materia mancante

Istantanea di una tipica simulazione computerizzata dell’evoluzione dell’Universo in cui appare la misteriosa struttura spugnosa del Cosmo. Di questa immensa ragnatela tridimensionale è artefice la materia oscura (in viola nell’immagine) che, con la sua azione gravitazionale, plasma i lunghi filamenti, li collega tra loro con nodi e obbliga la materia ordinaria a concentrarsi nelle regioni con densità più elevata. Le galassie (in bianco) si trovano dunque nei punti più densi della struttura e sono maggiormente concentrate nei nodi, dove si raggruppano in ammassi e superammassi. Interessante osservare come gran parte del “volume” dell’Universo sia occupato dalle immense regioni desolatamente vuote che si estendono tra i filamenti. - Visualizzazione: Frank Summers, Space Telescope Science Institute.

Tra i molti problemi che astronomi e cosmologi si trovano a dover districare vi è anche quello della materia mancante. Le attuali teorie e i dati provenienti dallo studio della radiazione cosmica di fondo, il cosiddetto eco fossile del Big Bang, hanno suggerito quale potrebbe essere la composizione del Cosmo.