I dati satellitari indicano che negli
ultimi 15 anni si è accumulata nell'Oceano Artico una grande
quantità d'acqua dolce che, se dovesse mutare la circolazione dei
venti, finirebbe col riversarsi nel nord Atlantico raffreddando le
regioni Europee.
Stando ai rilevamenti del Gruppo di Climatologia storica del CNR, anche quello appena concluso si è mostrato un anno piuttosto caldo, occupando addirittura il terzo posto, al pari del 2000, della particolare graduatoria che classifica gli anni più caldi degli ultimi due secoli.
I ricercatori dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima (ISAC) del CNR di Bologna hanno indicato come ciò sia in larga parte da imputare a una primavera e a un autunno (in particolare i mesi di aprile e settembre) ben al di sopra della media, soprattutto al Nord.
Mai tante crisi tutte insieme: clima, ambiente, energia, risorse naturali, cibo, rifiuti, economia. Eppure la minaccia della catastrofe non fa paura a nessuno. Come fare? Ci vuole una nuova intelligenza collettiva. Stop a dibattiti tra politici disinformati o in conflitto d'interessi. Se aspettiamo loro sarà troppo tardi, se ci arrangiamo da soli sarà troppo poco, ma se lavoriamo insieme possiamo davvero cambiare. Luca Mercalli racconta il suo percorso verso la resilienza, ovvero la capacità di affrontare serenamente un futuro più incerto. Come?
Forse fra qualche anno si ricrederà, senza farlo vedere, come su Berlusconi. Ma per ora conviene cavalcare la tigre del negazionismo (o scetticismo) climatico. E cosi' "Pigi" Battista commenta con compiacimento la delusione del Summit climatico di Durban, dicendo che che "il global warming, forse anche a causa dei dati incautamente imprecisi forniti da una comunità scientifica inaffidabile e manovriera, non e' piu' in cima all'agenda psicologica del mondo".
Conclusa con un
accordo, dopo estenuanti e frenetiche trattative, la Conferenza per
il Clima di Durban in Sudafrica. Per qualcuno il bicchiere è mezzo
vuoto, ma da più parti si sottolinea che, seppur lentamente, ci si
sta muovendo nella corretta direzione.
Da quando nel 1997 è stato approvato il Protocollo di Kyoto, e ancor di più dopo la sua entrata in vigore nel febbraio del 2005, “Kyoto” è stata una parola che ha accompagnato numerose azioni di enti pubblici o individuali di riduzione delle emissioni; una parola inserita nel nome di organizzazioni e progetti, osservatori, master, sportelli per le aziende, dichiarazioni e impegni concreti. Insomma, una parola simbolo delle politiche sul clima.
Uno studio pubblicato su Nature
suggerisce che nel corso degli ultimi cinquant'anni i ghiacci del
Mare Artico hanno subito la maggior riduzione mai registrata da 1450
anni a questa parte.
Le disastrose alluvioni a Genova e nel Levante ligure rendono legittima la domanda che riecheggia nei media: l’uomo sta interferendo con la forza della natura, aumentando la frequenza dei fenomeni di precipitazione intensa? Non è una domanda nuova: negli Stati Uniti è stata asp