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Maria Grazia Petronio

Maria Grazia Petronio è laureata in Medicina e chirurgia e specializzata in Nefrologia ed in Igiene e medicina preventiva, Epidemiologia e sanità Pubblica e perfezionata in Igiene ambientale.
È stata direttore dell’Unita Operativa di  Igiene e Sanità Pubblica della Az.USL Toscana centro e membro della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA –VAS presso il Ministero dell’Ambiente.
Dal 2004 al 2011 ha insegnato igiene generale e applicata e statistica medica nel Corso di Laurea per tecnici della prevenzione dell’Università degli Studi di Firenze.
Dal 2002 a tutt’oggi è professoressa a contratto nella materia “Organizzazione della prevenzione e promozione della salute” nella Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina preventiva  della Facoltà di Medicina dell’Università di Pisa.
Esperta nelle problematiche ambiente-salute ha fatto parte di varie commissioni/gruppi di lavoro e di ricerca regionali, nazionali ed internazionali tra cui il gruppo internazionale ISAAC (International Study of asthma and allergies in Childhood) che ha prodotto un report sull’andamento mondiale dell’asma e approfondimenti sulle cause. Con il gruppo di lavoro sull’edilizia bio-eco sostenibile della Società Italiana di Igiene ha prodotto delle linee di indirizzo nazionali che sono state pubblicate nel 2015.
Ha al proprio attivo più di 120 pubblicazioni tra monografie e articoli su riviste di rilevanza nazionale ed internazionale.
È membro dell’Organismo Toscano per il Governo Clinico della Regione Toscana. Presidente della sezione ISDE-Pisa.

 

Come mettere a fuoco il Recovery plan secondo gli esperti

La temperatura del pianeta continua a crescere e le proiezioni dicono che è molto probabile che tra il 2030 e il 2040 arriveremo ad un riscaldamento globale medio di 1,5°C. L’impatto del cambiamento è sempre più evidente, con gli eventi estremi che diventano più intensi e frequenti e con ulteriori rischi per la salute a cominciare da quello di pandemie. Non si può far finta di niente! Occorre definire politiche basate sulle evidenze scientifiche e sostenere la partecipazione alle decisioni che condizioneranno la nostra vita quotidiana sulla terra. Occorre un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che ci faccia uscire dalla catastrofe attuale, eviti quelle prevedibili per il futuro e punti sui co-benefici per il clima e la salute derivanti dalle azioni che riducono l’inquinamento.

Giulio Betti (meteorologo LAMMA-IBE/CNR), Fabrizio Bianchi (epidemiologo CNR),  Antonio Bonaldi (medico Slow medicine), Roberto Buizza (fisico Scuola Superiore Sant’Anna), Mario Carmelo Cirillo (ingegnere già ISPRA), Daniela D’alessandro (medico Sapienza UNI Roma), Gianluigi De Gennaro (chimico UNI BA), Aldo Di Benedetto (medico Ministero Salute), Francesco Forastiere (epidemiologo CNR), Paolo Lauriola (epidemiologo RIMSA), Carmine Ciro Lombardi (chimico e tecnologo farmacologo Tor vergata UNI Roma), Alberto Mantovani (tossicologo ISS), Vitalia Murgia (medico CESPER), Francesca Pacchi