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Home » Campi del sapere » Scienze della Terra

Chi ha ragione sul cambiamento climatico?

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Dibattito

In un recente articolo apparso sulla rivista scientifica Climate Change, il noto climatologo americano Richard Somerville ha commentato quale sia la percezione del pubblico riguardo al cambiamento climatico. Dopo il climategate e le polemiche sull'IPCC dello scorso anno, in effetti l'opinione pubblica è molto disorientata. Sui media posizioni scettiche/negazioniste sulla componente antropica del cambiamento climatico si disputano la scena con posIzioni che invece danno per consolidato la "realtà" del riscaldamento globale per mano dell'uomo.

Anche in Scienza in rete riecheggia questo dibattito con il recente "botta-e-risposta" fra Ernesto Carafoli e Vincenzo Balzani, a partire dalla ritrattazione di Al Gore sui biocarburanti.

Richard Sommerville ha voluto fare il punto sulla questione ponendosi la questione della distorta percezione pubblica dei dati scientifici, arrivando a proporre alcuni messaggi sintetetici e a suo dire difficilmente contestabili riguardo al cambiamento climatico e al modo di procedere della scienza. Eccoli:

Le conoscenze scientifiche riguardo i cambiamenti climatici sono ben dimostrate e indiscutibili. Il pianeta terra si sta surriscaldando, questo è dimostrato da un aumento medio globale delle temperature dell'aria e delle acque, dallo scioglimento dei ghiacci e dall'aumento del livello del mare. È stato inoltre dimostrato che la principale causa del riscaldamento globale è l'attività umana, ed in particolare è la diretta conseguenza di un aumento nell'atmosfera di CO2 prodotta in seguito alla combustione di carburanti fossili.

L'effetto serra è un fenomeno ben compreso. La CO2 agisce intrappolando il calore sulla superficie terrestre. Noi siamo in grado di misurare la concentrazione di CO2 e di dimostrare che la concentrazione di CO2 nell'atmosfera sta aumentando a causa delle attività umane.

Le nostre previsioni riguardo ai cambiamenti climatici si stanno avverando. Questo è vero ad esempio per lo scioglimento dei ghiacci o per l'aumento del livello del mare. È altrettanto vero che se non verranno presto presi provvedimenti in tal senso un cambiamento climatico grave e irreparabile è inevitabile.

Le tesi scettiche sui cambiamenti climatici sono più volte state smentite in articoli specializzati e libri.

La scienza ha una sua etica interna e una serie di controlli di veridicità. La scienza è una ricerca continua che si pone delle domande e trova le risposte attraverso osservazione delle realtà e dimostrazioni. Ogni articolo che viene pubblicato viene sottoposto a verifica da parte di esperti del settore e criticato prima di essere accettato e reso pubblico.

Le organizzazioni scientifiche del mondo hanno esaminato e confermato i risultati delle scienze climatiche. Oggi la cosa più importante da fare nell'affrontare la sfida del cambiamento climatico è informarsi, conoscere ciò che la scienza ha scoperto e accettarlo. In tal senso un buon punto di partenza è rappresentato dai resoconti che annualmente l'IPCC pubblica sul suo sito http://www.ipcc.ch

Richard Sommerville. How much should the public know about climate science?. Climatic Change 2011; 104: 509 (leggi)

8 febbraio, 2011 da Ilaria Canobbio


Commenti

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#1 contestabilissimi

ritratto di Alberto Majrani
11 febbraio, 2011 - 18:35 da Alberto Majrani (non verificato)
I sei punti difficilmente contestabili sono facilmente contestabili: potete averne un'idea su questo link http://www.queryonline.it/2010/05/30/puo-uno-scettico-ragionevole-sostenere-la-legge-sul-cambiamento-climatico/ il fatto stesso che prima l'ippc parlasse di "riscaldamento globale" e ora più prudentemente di indagini sul "cambiamento climatico" dovrebbe far sorgere qualche sospetto Cordiali saluti Alberto Majrani
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#2 meglio le foto

ritratto di claudio della volpe
16 febbraio, 2011 - 09:54 da claudio della volpe (non verificato)
L'espressione cambiamento climatico è più forte di riscaldamento globale; come definito nel glossario IPCC accluso a tutte le relazioni questo termine indica che ci sono non solo aumenti della temperatura media, ma variazioni della piovosità, dei venti, delle tempeste, delle percipitazioni in genere; ed altro ancora ne segue che il termine che lei Majrani indica come più debole è più forte; più impattante non esprime dubbio ma crescente certezza; non ho poi capito a cosa si riferisce nella sua citazione; quel documento termina con questa frase: "Che ci sia una grande e crescente controversia sulle radici antropiche del riscaldamento globale è quasi indubbiamente falso", e dimostra che fra i firmatari di un documento di critica presentato al senato americano gli esperti o presunti tali erano solo il 15%. Caro Majrani lei è un fotografo e le parole non le portano fortuna.
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#3 parole e fotografia

ritratto di devoldev
15 febbraio, 2011 - 21:08 da devoldev (non verificato)
il fotografo naturalista Alberto Majrani (che non è un climatologo ma si fotografa tale) forse ignora: 1) che l'IPCC ossia international panel on climate change esiste con questo nome dal 1998 e non l'ha mai cambiato 2) nel glossario delle relazioni IPCC la definizione è precisa: Note that the United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC), in its Article 1, defines “climate change” as: “a change of climate which is attributed directly or indirectly to human activity that alters the composition of the global atmosphere and which is in addition to natural climate variability observed over comparable time periods.” 3) cambiamento climatico è PIU' di riscaldamento globale NON MENO: non si tratta SOLO di un riscaldamento ma di una variazione indotta dall'uomo dei principali parametri climatici: temperatura, regime di piovosità, venti, forza delle tempeste etc etc 4) che pretendere di negare migliaia di articoli scientifici con qualche affermazione distorta su internet è risibile; citi per favore qualche articolo su giornali scientifici di alto livello che neghi il riscaldamento globale o qualcuno dei 6 punti e buona fortuna la sua fotografia dei fatti è alquanto scadente Majrani; non conosco la sua comptetenza in fatto di foto ma con le parole non mi pare riesca molto bene
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#4 Tipico, tipico…

ritratto di Ernesto Carafoli
19 febbraio, 2011 - 18:26 da Ernesto Carafoli
Tipico, tipico… Il povero Majrani ha osato mettere in discussione il DOGMA, e si è beccato una sfilza di insulti e sarcasmi. E gli è andata anche bene: con simili accusatori, 400 anni fa sarebbe finito in Campo dei Fiori ! Ah, il conformismo…
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#5 i non-argomenti

ritratto di claudio della volpe
20 febbraio, 2011 - 10:10 da claudio della volpe (non verificato)
Carafoli ma quali insulti e sarcasmi? Insulti nessuno; un po' di sfotto' ci sta quando uno non si rende conto nemmeno delle definizioni di base; e Majrani interpreta le parole del clima in modo inesatto; pensa che cambiamento climatico sia meno di riscaldamento globale, ma la cosa è talmente eclatante che fa ridere. Sono concetti scritti nelle carte, nei documenti fondanti. Lei a uno studente che confondesse il DNA con gli enzimi cosa direbbe? Il livello è il medesimo. Mi spiace il suo è un non-argomento. Perchè invece di gridare al lupo non risponde nel merito?
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#6 Entriamo nel merito, allora

ritratto di Ernesto Carafoli
25 febbraio, 2011 - 18:26 da Ernesto Carafoli

Dunque, lasciamo da parte i toni da crociata e soffermiamoci su alcuni fatti su cui mi piacerebbe che lei si esprimesse. Fatti, appunto, non opinioni.

Fatto n° 1: il rapporto TALDICE, che lei bellamente ignora.
Fatto n° 2: la inqualificabile ritrattazione di Albert Gore, che ad un convinto sostenitore della esclusiva importanza del fattore antropico nei cambiamenti climatici qualcosa dovrebbe pur dire.
Fatto n° 3: e qui mi scuso per la scivolata nel demagogico: ma si è mai chiesto come mai, se era tutta una "questione di bombolette spray", 1500 anni fa la Groenlandia era ricoperta di lussureggianti foreste ?
Fatto n° 4: possibile che non le dicano nulla i numerosi carotaggi nell’Antartide, ad esempio quelli di Orombelli?
Fatto n° 5: ha letto l’intervento di Guido Visconti (Guido Visconti, non uno qualunque) sul Corsera del 16 Febbraio dell’anno scorso? Qui sarò un po’ lunghetto ma è un punto importante: in soldoni, il riscaldamento del pianeta negli ultimi 100 anni non è stato un fenomeno costante, ma ha visto rapide salite seguite da stasi prolungate. Ad esempio, un episodio di rallentamento si è avuto subito dopo la seconda guerra mondiale, in pieno boom industriale (!) e l’ultimo negli anni dal 1998 in avanti.
Fatto n° 6: un anno fa è stato pubblicato un rapporto di un gruppo di scienziati della NOAA Americana guidato da Susan Solomon - uno dei Vice-presidenti dell’ IPCC che lei così appassionatamente ama - sulle cause dell’arresto dell’aumento della temperatura negli ultimi dieci anni. La Solomon conclude che l’arresto è dovuto al calo del vapor acqueo nella stratosfera, che ha aumentato la “trasparenza” dell’atmosfera e favorito la perdita di radiazione infrarossa e quindi il raffreddamento del pianeta.
Fatto n° 7: un articolo di Carlo Baroni su Geoitalia di qualche mese fa riporta un grafico dei ghiacciai in avanzata ed in ritiro nelle Alpi Italiane trai il 1925 ed il 2004. Si nota una fase di ritiro generalizzato sino agli anni 50, seguita da una fase di grande avanzata sino ai primi anni 80 (di nuovo, in pieno boom industriale), e da un nuova fase di ritiro generalizzato che si è stabilizzata alla metà degli anni 90.

Ecco, sono entrato nel merito, come vede. E mi pare che di fatti come questi occorrerebbe tener conto se si vuole alimentare un dibattito non fatto solo di paglia di parole. Perché, vede, caro Della Volpe, rifugiarsi nell’urlo, negli slogans, è facile e può anche pagare mediaticamente, ma non rende giustizia alla verità, che di fatti, appunto, è fatta. Mi perdonerà se le dico che il suo intervento sapeva di propaganda , e di propaganda potrei d’altronde fare ampio uso anch’io. Citando ad esempio la recente presa di posizione di alcuni scienziati della NASA che hanno giudicato “antiscientifico” un recente film molto simile a quello che ha pilotato Gore al Premio Nobel . E spero lei non se la prenda se le dico che ho trovato il DVD di Gore del tutto propagandistico, fatto solo di frasi e scene ad effetto. Era chiaramente teso, come si è poi purtroppo visto, ad ottenere un vantaggio politico. E vorrei anche, ad esempio, che si dicesse chiaro e forte che l’immagine così sbandierata dei crolli in mare delle fronti dei ghiacciai non ha nulla a che fare con il riscaldamento, ma è il normale comportamento di un ghiacciaio che si spinge sino al mare e crolla semplicemente perché non trova più sostegno. Caro Della Valle, chiunque ragioni senza pregiudizi, e io penso di essere uno di questi, sa che l’attività antropica contribuisce al cambiamento del clima, e pensa quindi che debbano essere messi in campo mezzi che ne limitino gli effetti dannosi. Io ne sono convinto, ma, come molti, penso anche che qui vi sia in ballo qualcosa di ben più importante, quantitativamente, che l’effetto antropico, ed i fatti che ho citato sopra mi sostengono. Non negazionismo, quindi, ma buon senso. E se poi gli atteggiamenti di crociata e le urla mediatiche mi danno gande fastidio personale, pazienza. Lei questo me lo concederà, spero.

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#7 se l'acqua è poca la "papera" non galleggia

ritratto di claudio della volpe
27 febbraio, 2011 - 10:43 da claudio della volpe (non verificato)

Rispondo volentieri:

Fatto n° 1: il rapporto TALDICE, che lei bellamente ignora. -il progetto TALDICE è una perforazione , simile ad altre già fatte altrove in antartide e finora non ha prodotto grandi risultati in quanto non mi risulta ancora completamente finito; sul sito ufficiale di TALDICE (http://www.taldice.org/project/index.php) non c'è alcun rapporto finale ma solo alcune info di base e alcune pubblicazioni la più prestigiosa delle quali su nature geoscience, ma non mi pare diano contributi che cambiano la descrizione comunemente accettata; a cosa si riferisce esattamente? dove si trova un rapporto finale? lo indichi per favore 
Fatto n° 2: la inqualificabile ritrattazione di Albert Gore, che ad un convinto sostenitore della esclusiva importanza del fattore antropico nei cambiamenti climatici qualcosa dovrebbe pur dire. -le rispondo con la frase di Vincenzo Balzani: Il fatto che Al Gore abbia cambiato idea sull'utilità dei biocombustibili di prima generazione per combattere i cambiamenti climatici (cosa che hanno fatto anche molti scienziati negli ultimi anni), non ha nulla a che vedere con le conclusioni raggiunte dagli scienziati dell'IPCC, e divulgate dallo stesso Al Gore, riguardo i cambiamenti climatici stessi. come si dice : la lingua batte dove il dente duole; lei vuole trovare un varco, ma i risultati di IPCC sono al momento inattaccabili. 
Fatto n° 3: e qui mi scuso per la scivolata nel demagogico: ma si è mai chiesto come mai, se era tutta una "questione di bombolette spray", 1500 anni fa la Groenlandia era ricoperta di lussureggianti foreste ?. -Carafoli questa mi consenta lei è una boiata pazzesca per dirla con un famoso comico; non c'è alcuna prova scientifica di quel che lei afferma; che nel 500 dc la groenlandia fosse ricoperta di lussureggianti foreste ed ora di chilometri di ghiacchio mi appare un suo sogno nel cassetto, ma lei non può portare alcuna prova di ciò; nè lei nè nessun altro al momento; inoltre come lei dovrebbe sapere le bombolette spray , ossia le sostanze che bucano l'ozono NON hanno a che fare direttamente in modo rilevante con la variazione climatica; questa confusione lasci farla ai giornalisti ignoranti per favore 
Fatto n° 4: possibile che non le dicano nulla i numerosi carotaggi nell’Antartide, ad esempio quelli di Orombelli? -i carotaggi in antartide dicono quello che l'IPCC ci ha visto; al momento siamo ad un livello di CO2 e metano mai raggiunti prima nei precedenti 800.000 anni; Orombelli conferma questa interpretazione e ha rilasciato una lunga intervista che puo' leggere qua: http://www.scienzaonline.com/ambiente/zone-polari.html del 2005 e qui nel 2009 http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2010/6/4/AMBIENTE-Il-geofisico... in cui le da sostanzialmente torto; se le legga. 
Fatto n° 5: ha letto l’intervento di Guido Visconti (Guido Visconti, non uno qualunque) sul Corsera del 16 Febbraio dell’anno scorso? Qui sarò un po’ lunghetto ma è un punto importante: in soldoni, il riscaldamento del pianeta negli ultimi 100 anni non è stato un fenomeno costante, ma ha visto rapide salite seguite da stasi prolungate. Ad esempio, un episodio di rallentamento si è avuto subito dopo la seconda guerra mondiale, in pieno boom industriale (!) e l’ultimo negli anni dal 1998 in avanti. -Certo Visconti non è "uno" qualunque; ha ragione, ma se invece di rilasciare interviste al Corriere mandasse articoli a Nature sarebbe più efficace; comunque sul tema che lei pone c'è un interessante articolo su LeScienze di qualche tempo fa di Zecca e Chiari che le spiegano perchè ci fu quella variazione, in parte legata alla superproduzione di polveri ed in parte ad errori di misura; A. Zecca, L. Chiari, "La discontinuità del 1945" in LE SCIENZE, v. 488, (2009), p. 72-79 -; vede il sistema climatico è NON LINEARE e quindi comportamenti complessi sono ovvii.; la supposta linearità è solo una scusa per attaccare le conclusioni IPCC 
Fatto n° 6: un anno fa è stato pubblicato un rapporto di un gruppo di scienziati della NOAA Americana guidato da Susan Solomon - uno dei Vice-presidenti dell’IPCC che lei così appassionatamente ama - sulle cause dell’arresto dell’aumento della temperatura negli ultimi dieci anni. La Solomon conclude che l’arresto è dovuto al calo del vapor acqueo nella stratosfera, che ha aumentato la “trasparenza” dell’atmosfera e favorito la perdita di radiazione infrarossa e quindi il raffreddamento del pianeta. -stiamo parlando di una concentrazione di vapore di pochi ppmv; nella stratosfera come capirà a causa della temperatura bassa la tensione di vapore acqueo è bassissima e il gas dominante è di gran lunga la CO2; una variazione come quella indicata da Solomon è probabilmente legata agli effetti delle reazioni da metano da cui quell'acqua si origina e comunque non potrebbe essere responsabile direttamente di quel che lei dice; anche perchè si sta parlando NON di forzanti climatiche , ma di meccanismi interni del sistema climatico; è interessante notare che l'articolo di Solomon ha avuto una sola citazione finora; 
Fatto n° 7: un articolo di Carlo Baroni su Geoitalia di qualche mese fa riporta un grafico dei ghiacciai in avanzata ed in ritiro nelle Alpi Italiane trai il 1925 ed il 2004. Si nota una fase di ritiro generalizzato sino agli anni 50, seguita da una fase di grande avanzata sino ai primi anni 80 (di nuovo, in pieno boom industriale), e da un nuova fase di ritiro generalizzato che si è stabilizzata alla metà degli anni 90. -va beh e allora? cosa facciamo portiamo a livello mondiale conclusioni tratte su uno spicchietto di territorio? il sistema climatico è non lineare; nel frattempo i ghiacci artici stanno scomparendo con un impatto enorme sul clima mondiale; le ripeto forse non le è chiaro che il boom industriale ha prodotto anche molte polveri e quelle polveri hanno mascherato l'aumento di CO2.

Carafoli mi lasci dire che il suo ingresso nel merito non cambia un'acca delle cose fondamentali: ci sono ancora mille cose da scoprire è vero ma al momento rimane che l'ipotesi al 95% è che stiamo modificando il clima in modo pericoloso; agiamo di conseguenza; nel frattempo approfondiamo la conoscenza dei meccanismi, ma finchè non interverranno fatti nuovi e rivoluzionari mi lasci dire occorre ridurre l'impatto umano sulla biosfera riducendo i nostri consumi di ricchi e migliorando le condizioni di vita dei più poveri; io personalmente non vedo la crisi climatica se non nel quadro descritto da LTG, limits to growth; voluta da Peccei: l'atmosfera è una discarica a dimensioni limitate, come sono limitate le sorgenti di tutte le materie prime inclusi i combustibili fossili; dobbiamo fare i conti con questo; il mondo non è infinito come pretende la vulgata dell'economia dominante. e in questa radice economica sta tutta l'opposizione al cambiamento.

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#8 Su temi come questi non è possibile discutere

ritratto di Ernesto Carafoli
28 febbraio, 2011 - 18:32 da Ernesto Carafoli
Vede, Della Volpe, il suo intervento è proprio tipico, e mi conferma nella convinzione che, su temi come questi, non è evidentemente possibile discutere. Non provo alcun desiderio di continuare questo botta e risposta: lei forse non se ne rende conto, ma da tutto il suo discorso traspare con somma evidenza il desiderio della bacchettata a chi osi discutere il DOGMA: ha in mente il “Gott mit Uns”? Io avevo cercato di evitare i toni manichei e di discutere pacatamente. E quando ho fatto una concessione alla demagogia, me ne sono scusato anticipatamente: veda la questione delle foreste Groenlandiche. Chiaro che né lei né io eravamo là 1500 anni fa, ma assumevo che le sue conoscenze linguistiche le consentissero di capire che “Groenlandia” significa “Terra Verde”: vabbè, sarà leggenda, o forse la definizione si riferiva al ghiaccio verde… Comunque, anche se discutere mi sembra inutile, qualche osservazione devo pur farla. Una riguarda Albert Gore, che tutti avete osannato come un nuovo Messia ambientalistico: non le pare che, ora che si è rivelato un mentitore, i sostenitori dell’esclusiva importanza dell’effetto antropico avrebbero dovuto, se non altro, provare un sentimento di disagio? Ed invece, mille distinguo…. Tra l’altro, non pensa che il discorso sui 7.5 miliardi di dollari per l’etanolo del pacchetto bi-partisan Americano avrebbero meritato un commento ? Ed un’altra osservazione riguarda Orombelli e Visconti: mi perdoni se glielo dico, ma mi sfugge quale logica lei usi quando biasima Visconti perché rilascia interviste anziché mandare articoli a Nature, ed allo stesso tempo, per sostenere il punto che le sta a cuore, usa trionfalmente le interviste di Orombelli. E ci sarebbe ancora qualcosa da dire sul Club di Roma e su Limits to Growth: lei certo sa che i concetti che Peccei sosteneva e propagandava (che, tra l’altro, non erano proprio tutti -diciamo così- accettabili: ricorda l’uso che se ne è fatto per sostenere che non aveva senso soccorrere le popolazioni affamate del terzo mondo?) hanno suscitato un mare di polemiche, anche perché alcune delle previsioni catastrofiche che annunciavano si sono rivelate del tutto inattendibili: veda ad esempio le previsioni di Arrhenius sul rapporto tra la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera e l’aumento della temperatura terrestre. Ed anche sull’accusa di voler cercare un varco per sfuggire alle conclusioni “inattaccabili” dell’IPCC, avrei qualcosa da ridire. Saranno inattaccabili per lei, ma certo per molti altri non lo sono. O vogliamo dire che erano inattaccabili anche le gustosissime dichiarazioni del suddetto IPCC sui ghiacciai Himalaiani? E poi, vede, anche la sua dichiarazione sui ricchi e sui poveri la dice lunga. Come si sa, e come ho scritto poco fa sul Blog, i ricchi sono tutti affamatori che vogliono distruggere il pianeta: non sarà che è quello che lei, sotto sotto, pensa? Bene, Della Volpe, lei si tiene le sue opinioni, ed io mi tengo le mie. Discutere è utile, ma a patto che ci sia un minimo di desiderio di comprendere anche le ragioni degli altri: cosa che con i pasdaran ambientalisti non è proprio possibile. Tempo fa discutendo con un amico ambientalista mi son sentito dire che sì, alcune cose che l’IPCC diceva erano panzane, ma che bisognava egualmente sostenerle perché altrimenti saremmo andati incontro alla catastrofe…. Eh, no, Della Volpe, qui non ci siamo. Non ci siamo proprio. E mi lasci chiudere ribadendo quello che ho detto e ridetto: la nostra attività contribuisce a deteriorare il clima, e quindi è auspicabile che i nostri comportamenti migliorino. Non so se lei ci crederà, ma io non guido un SUV e cerco di usare il meno possibile le bombolette spray. Però ho in gran dispitto il catastrofismo, specie se gridato.
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#9 no no siamo precisi

ritratto di claudio della volpe
28 febbraio, 2011 - 19:13 da claudio della volpe (non verificato)
che Visconti esprima opinioni su un giornale è legittimo; meno che lei e altri le considerino scienza (e non opinione) a tutti gli effetti; analogamente lei ha citato Orombelli, e io le ho fatto notare che Orombelli ha più volte espresso il parere contrario al suo, in interviste a giornali e riviste; ora se non le esprime nelle interviste, dove si ha certo più libertà, (come si vede dal caso Visconti), si figuri se Orombelli esprime idee critiche all'IPCC nei lavori scientifici è questa confusione fra i due livelli che è pericolosa; se accadesse nel suo settore, se un giornale quotidiano pubblicasse un intervista in cui si criticasse una delle conclusioni dominanti della biochimica e altri ne facessero base di polemica scientifica senza basi sperimentali lei come reagirebbe? distinguiamo opinioni e scienza ; Erik il rosso scriveva: “terra verde” secondo la saga originale, “Because,” said he, “men will desire much the more to go there if the land has a good name.”, insomma per pubblicità e contrariamente agli inuit che continuarono a frequentare quelle plaghe prima e dopo di lui, volle introdurre colà i metodi agricoli e di vita di terre più calde. I suoi discendenti ovviamente abbandonarono quelle terre agli inuit. http://www.gutenberg.org/etext/17946 sognare è un diritto; svegliarsi un dovere!
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#10 Ohibò

ritratto di Alberto Majrani
4 luglio, 2011 - 17:27 da Alberto Majrani (non verificato)
Ohibò, mi accorgo or ora che io sarei solo un misero fotografo naturalista, e quindi indegno di proferir verbo sulla climatologia. Così affermano un certo Devoldev o il signor Della Volpe, che certamente, da scienziato astuto quale il suo omonimo quadrupede, si sarà documentato accuratamente prima di atteggiarsi a ... tordo beffeggiatore. Peccato però, che se solo si fosse premurato di leggere bene, si sarebbe accorto che io sono laureato in Scienze Naturali, con una tesi sulla paleoclimatologia, di cui era relatrice la professoressa Maria Bianca Cita Sironi. Per somma sfortuna, tra i miei esami, oltre a quelli di chimica, fisica, botanica, ecologia eccetera risulta pure che ho superato a pieni voti anche le prove di Fisica terrestre e Climatologia, guarda caso con il professor Giuseppe Orombelli. Con il quale ho avuto poi ulteriori occasioni di discutere di questioni climatiche; l’ultima volta, alla mia domanda “Allora, c’è o non c’è questo riscaldamento globale?” mi ha risposto “Per fortuna ora sono in pensione”. Aggiungo poi che da trent’anni mi occupo di divulgazione scientifica, e sono membro dell’UGIS (Unione dei Giornalisti Scientifici Italiani). Ma il signor Della Volpe deve essere anche un Accademico della Crusca, in grado di poter cambiare il significato delle parole, tanto che per lui il vocabolo “riscaldamento”, lungi dall’indicare un aumento di temperatura, è un termine più generico di “cambiamento” che per tutti noi profani dovrebbe indicare una variazione sia in un senso che nell’altro. Noto poi che il “mitico” Della Volpe ha letto il link che avevo indicato, ma distrattamente si è guardato bene dal leggere tutte le osservazioni e la discussione successiva. Ha soltanto trionfalmente estrapolato la frase "Che ci sia una grande e crescente controversia sulle radici antropiche del riscaldamento globale è QUASI indubbiamente falso" che mi ricorda molto la frase della canzone di Jannacci “commissario ‘sto coltello non lo nego e' roba mia ma c'ho l'alibi a quell'ora sono QUASI sempre via”. Oltretutto a quanto pare questo signore è un chimico, quindi per sua stessa definizione dovrebbe appartenere all’ampia categoria dei non-climatologi. Forse sarebbe meglio se lasciasse perdere la climatologia e continuasse a fare il chimico, magari potrebbe scoprire la pietra filosofale, l’arcivernice e la polvere di pirimpimpina. Non continuo ma preferisco che certi miei detrattori si sbizzarriscano nel trovare nuovi argomenti per fare brutta figura, visto che la loro fantasia sembra inesauribile. Una sola osservazione, da fotografo professionista: la sua immagine sul suo sito è proprio brutta, forse dovrebbe cambiare fotografo. Come dite? Non è colpa del fotografo? Ohhhh, mi dispiace...
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Ilaria Canobbio
ritratto di Ilaria Canobbio
Biologia e biochimica
Università di Pavia

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