Chi ha ragione sul cambiamento climatico?
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In un recente articolo apparso sulla rivista scientifica Climate Change, il noto climatologo americano Richard Somerville ha commentato quale sia la percezione del pubblico riguardo al cambiamento climatico. Dopo il climategate e le polemiche sull'IPCC dello scorso anno, in effetti l'opinione pubblica è molto disorientata. Sui media posizioni scettiche/negazioniste sulla componente antropica del cambiamento climatico si disputano la scena con posIzioni che invece danno per consolidato la "realtà" del riscaldamento globale per mano dell'uomo.
Anche in Scienza in rete riecheggia questo dibattito con il recente "botta-e-risposta" fra Ernesto Carafoli e Vincenzo Balzani, a partire dalla ritrattazione di Al Gore sui biocarburanti.
Richard Sommerville ha voluto fare il punto sulla questione ponendosi la questione della distorta percezione pubblica dei dati scientifici, arrivando a proporre alcuni messaggi sintetetici e a suo dire difficilmente contestabili riguardo al cambiamento climatico e al modo di procedere della scienza. Eccoli:
Le conoscenze scientifiche riguardo i cambiamenti climatici sono ben dimostrate e indiscutibili. Il pianeta terra si sta surriscaldando, questo è dimostrato da un aumento medio globale delle temperature dell'aria e delle acque, dallo scioglimento dei ghiacci e dall'aumento del livello del mare. È stato inoltre dimostrato che la principale causa del riscaldamento globale è l'attività umana, ed in particolare è la diretta conseguenza di un aumento nell'atmosfera di CO2 prodotta in seguito alla combustione di carburanti fossili.
L'effetto serra è un fenomeno ben compreso. La CO2 agisce intrappolando il calore sulla superficie terrestre. Noi siamo in grado di misurare la concentrazione di CO2 e di dimostrare che la concentrazione di CO2 nell'atmosfera sta aumentando a causa delle attività umane.
Le nostre previsioni riguardo ai cambiamenti climatici si stanno avverando. Questo è vero ad esempio per lo scioglimento dei ghiacci o per l'aumento del livello del mare. È altrettanto vero che se non verranno presto presi provvedimenti in tal senso un cambiamento climatico grave e irreparabile è inevitabile.
Le tesi scettiche sui cambiamenti climatici sono più volte state smentite in articoli specializzati e libri.
La scienza ha una sua etica interna e una serie di controlli di veridicità. La scienza è una ricerca continua che si pone delle domande e trova le risposte attraverso osservazione delle realtà e dimostrazioni. Ogni articolo che viene pubblicato viene sottoposto a verifica da parte di esperti del settore e criticato prima di essere accettato e reso pubblico.
Le organizzazioni scientifiche del mondo hanno esaminato e confermato i risultati delle scienze climatiche. Oggi la cosa più importante da fare nell'affrontare la sfida del cambiamento climatico è informarsi, conoscere ciò che la scienza ha scoperto e accettarlo. In tal senso un buon punto di partenza è rappresentato dai resoconti che annualmente l'IPCC pubblica sul suo sito http://www.ipcc.ch
Richard Sommerville. How much should the public know about climate science?. Climatic Change 2011; 104: 509 (leggi)
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#1 contestabilissimi
#2 meglio le foto
#3 parole e fotografia
#4 Tipico, tipico…
#5 i non-argomenti
#6 Entriamo nel merito, allora
Dunque, lasciamo da parte i toni da crociata e soffermiamoci su alcuni fatti su cui mi piacerebbe che lei si esprimesse. Fatti, appunto, non opinioni.
Fatto n° 1: il rapporto TALDICE, che lei bellamente ignora.
Fatto n° 2: la inqualificabile ritrattazione di Albert Gore, che ad un convinto sostenitore della esclusiva importanza del fattore antropico nei cambiamenti climatici qualcosa dovrebbe pur dire.
Fatto n° 3: e qui mi scuso per la scivolata nel demagogico: ma si è mai chiesto come mai, se era tutta una "questione di bombolette spray", 1500 anni fa la Groenlandia era ricoperta di lussureggianti foreste ?
Fatto n° 4: possibile che non le dicano nulla i numerosi carotaggi nell’Antartide, ad esempio quelli di Orombelli?
Fatto n° 5: ha letto l’intervento di Guido Visconti (Guido Visconti, non uno qualunque) sul Corsera del 16 Febbraio dell’anno scorso? Qui sarò un po’ lunghetto ma è un punto importante: in soldoni, il riscaldamento del pianeta negli ultimi 100 anni non è stato un fenomeno costante, ma ha visto rapide salite seguite da stasi prolungate. Ad esempio, un episodio di rallentamento si è avuto subito dopo la seconda guerra mondiale, in pieno boom industriale (!) e l’ultimo negli anni dal 1998 in avanti.
Fatto n° 6: un anno fa è stato pubblicato un rapporto di un gruppo di scienziati della NOAA Americana guidato da Susan Solomon - uno dei Vice-presidenti dell’ IPCC che lei così appassionatamente ama - sulle cause dell’arresto dell’aumento della temperatura negli ultimi dieci anni. La Solomon conclude che l’arresto è dovuto al calo del vapor acqueo nella stratosfera, che ha aumentato la “trasparenza” dell’atmosfera e favorito la perdita di radiazione infrarossa e quindi il raffreddamento del pianeta.
Fatto n° 7: un articolo di Carlo Baroni su Geoitalia di qualche mese fa riporta un grafico dei ghiacciai in avanzata ed in ritiro nelle Alpi Italiane trai il 1925 ed il 2004. Si nota una fase di ritiro generalizzato sino agli anni 50, seguita da una fase di grande avanzata sino ai primi anni 80 (di nuovo, in pieno boom industriale), e da un nuova fase di ritiro generalizzato che si è stabilizzata alla metà degli anni 90.
Ecco, sono entrato nel merito, come vede. E mi pare che di fatti come questi occorrerebbe tener conto se si vuole alimentare un dibattito non fatto solo di paglia di parole. Perché, vede, caro Della Volpe, rifugiarsi nell’urlo, negli slogans, è facile e può anche pagare mediaticamente, ma non rende giustizia alla verità, che di fatti, appunto, è fatta. Mi perdonerà se le dico che il suo intervento sapeva di propaganda , e di propaganda potrei d’altronde fare ampio uso anch’io. Citando ad esempio la recente presa di posizione di alcuni scienziati della NASA che hanno giudicato “antiscientifico” un recente film molto simile a quello che ha pilotato Gore al Premio Nobel . E spero lei non se la prenda se le dico che ho trovato il DVD di Gore del tutto propagandistico, fatto solo di frasi e scene ad effetto. Era chiaramente teso, come si è poi purtroppo visto, ad ottenere un vantaggio politico. E vorrei anche, ad esempio, che si dicesse chiaro e forte che l’immagine così sbandierata dei crolli in mare delle fronti dei ghiacciai non ha nulla a che fare con il riscaldamento, ma è il normale comportamento di un ghiacciaio che si spinge sino al mare e crolla semplicemente perché non trova più sostegno. Caro Della Valle, chiunque ragioni senza pregiudizi, e io penso di essere uno di questi, sa che l’attività antropica contribuisce al cambiamento del clima, e pensa quindi che debbano essere messi in campo mezzi che ne limitino gli effetti dannosi. Io ne sono convinto, ma, come molti, penso anche che qui vi sia in ballo qualcosa di ben più importante, quantitativamente, che l’effetto antropico, ed i fatti che ho citato sopra mi sostengono. Non negazionismo, quindi, ma buon senso. E se poi gli atteggiamenti di crociata e le urla mediatiche mi danno gande fastidio personale, pazienza. Lei questo me lo concederà, spero.
#7 se l'acqua è poca la "papera" non galleggia
Rispondo volentieri:
Fatto n° 1: il rapporto TALDICE, che lei bellamente ignora. -il progetto TALDICE è una perforazione , simile ad altre già fatte altrove in antartide e finora non ha prodotto grandi risultati in quanto non mi risulta ancora completamente finito; sul sito ufficiale di TALDICE (http://www.taldice.org/project/index.php) non c'è alcun rapporto finale ma solo alcune info di base e alcune pubblicazioni la più prestigiosa delle quali su nature geoscience, ma non mi pare diano contributi che cambiano la descrizione comunemente accettata; a cosa si riferisce esattamente? dove si trova un rapporto finale? lo indichi per favore
Fatto n° 2: la inqualificabile ritrattazione di Albert Gore, che ad un convinto sostenitore della esclusiva importanza del fattore antropico nei cambiamenti climatici qualcosa dovrebbe pur dire. -le rispondo con la frase di Vincenzo Balzani: Il fatto che Al Gore abbia cambiato idea sull'utilità dei biocombustibili di prima generazione per combattere i cambiamenti climatici (cosa che hanno fatto anche molti scienziati negli ultimi anni), non ha nulla a che vedere con le conclusioni raggiunte dagli scienziati dell'IPCC, e divulgate dallo stesso Al Gore, riguardo i cambiamenti climatici stessi. come si dice : la lingua batte dove il dente duole; lei vuole trovare un varco, ma i risultati di IPCC sono al momento inattaccabili.
Fatto n° 3: e qui mi scuso per la scivolata nel demagogico: ma si è mai chiesto come mai, se era tutta una "questione di bombolette spray", 1500 anni fa la Groenlandia era ricoperta di lussureggianti foreste ?. -Carafoli questa mi consenta lei è una boiata pazzesca per dirla con un famoso comico; non c'è alcuna prova scientifica di quel che lei afferma; che nel 500 dc la groenlandia fosse ricoperta di lussureggianti foreste ed ora di chilometri di ghiacchio mi appare un suo sogno nel cassetto, ma lei non può portare alcuna prova di ciò; nè lei nè nessun altro al momento; inoltre come lei dovrebbe sapere le bombolette spray , ossia le sostanze che bucano l'ozono NON hanno a che fare direttamente in modo rilevante con la variazione climatica; questa confusione lasci farla ai giornalisti ignoranti per favore
Fatto n° 4: possibile che non le dicano nulla i numerosi carotaggi nell’Antartide, ad esempio quelli di Orombelli? -i carotaggi in antartide dicono quello che l'IPCC ci ha visto; al momento siamo ad un livello di CO2 e metano mai raggiunti prima nei precedenti 800.000 anni; Orombelli conferma questa interpretazione e ha rilasciato una lunga intervista che puo' leggere qua: http://www.scienzaonline.com/ambiente/zone-polari.html del 2005 e qui nel 2009 http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2010/6/4/AMBIENTE-Il-geofisico... in cui le da sostanzialmente torto; se le legga.
Fatto n° 5: ha letto l’intervento di Guido Visconti (Guido Visconti, non uno qualunque) sul Corsera del 16 Febbraio dell’anno scorso? Qui sarò un po’ lunghetto ma è un punto importante: in soldoni, il riscaldamento del pianeta negli ultimi 100 anni non è stato un fenomeno costante, ma ha visto rapide salite seguite da stasi prolungate. Ad esempio, un episodio di rallentamento si è avuto subito dopo la seconda guerra mondiale, in pieno boom industriale (!) e l’ultimo negli anni dal 1998 in avanti. -Certo Visconti non è "uno" qualunque; ha ragione, ma se invece di rilasciare interviste al Corriere mandasse articoli a Nature sarebbe più efficace; comunque sul tema che lei pone c'è un interessante articolo su LeScienze di qualche tempo fa di Zecca e Chiari che le spiegano perchè ci fu quella variazione, in parte legata alla superproduzione di polveri ed in parte ad errori di misura; A. Zecca, L. Chiari, "La discontinuità del 1945" in LE SCIENZE, v. 488, (2009), p. 72-79 -; vede il sistema climatico è NON LINEARE e quindi comportamenti complessi sono ovvii.; la supposta linearità è solo una scusa per attaccare le conclusioni IPCC
Fatto n° 6: un anno fa è stato pubblicato un rapporto di un gruppo di scienziati della NOAA Americana guidato da Susan Solomon - uno dei Vice-presidenti dell’IPCC che lei così appassionatamente ama - sulle cause dell’arresto dell’aumento della temperatura negli ultimi dieci anni. La Solomon conclude che l’arresto è dovuto al calo del vapor acqueo nella stratosfera, che ha aumentato la “trasparenza” dell’atmosfera e favorito la perdita di radiazione infrarossa e quindi il raffreddamento del pianeta. -stiamo parlando di una concentrazione di vapore di pochi ppmv; nella stratosfera come capirà a causa della temperatura bassa la tensione di vapore acqueo è bassissima e il gas dominante è di gran lunga la CO2; una variazione come quella indicata da Solomon è probabilmente legata agli effetti delle reazioni da metano da cui quell'acqua si origina e comunque non potrebbe essere responsabile direttamente di quel che lei dice; anche perchè si sta parlando NON di forzanti climatiche , ma di meccanismi interni del sistema climatico; è interessante notare che l'articolo di Solomon ha avuto una sola citazione finora;
Fatto n° 7: un articolo di Carlo Baroni su Geoitalia di qualche mese fa riporta un grafico dei ghiacciai in avanzata ed in ritiro nelle Alpi Italiane trai il 1925 ed il 2004. Si nota una fase di ritiro generalizzato sino agli anni 50, seguita da una fase di grande avanzata sino ai primi anni 80 (di nuovo, in pieno boom industriale), e da un nuova fase di ritiro generalizzato che si è stabilizzata alla metà degli anni 90. -va beh e allora? cosa facciamo portiamo a livello mondiale conclusioni tratte su uno spicchietto di territorio? il sistema climatico è non lineare; nel frattempo i ghiacci artici stanno scomparendo con un impatto enorme sul clima mondiale; le ripeto forse non le è chiaro che il boom industriale ha prodotto anche molte polveri e quelle polveri hanno mascherato l'aumento di CO2.
Carafoli mi lasci dire che il suo ingresso nel merito non cambia un'acca delle cose fondamentali: ci sono ancora mille cose da scoprire è vero ma al momento rimane che l'ipotesi al 95% è che stiamo modificando il clima in modo pericoloso; agiamo di conseguenza; nel frattempo approfondiamo la conoscenza dei meccanismi, ma finchè non interverranno fatti nuovi e rivoluzionari mi lasci dire occorre ridurre l'impatto umano sulla biosfera riducendo i nostri consumi di ricchi e migliorando le condizioni di vita dei più poveri; io personalmente non vedo la crisi climatica se non nel quadro descritto da LTG, limits to growth; voluta da Peccei: l'atmosfera è una discarica a dimensioni limitate, come sono limitate le sorgenti di tutte le materie prime inclusi i combustibili fossili; dobbiamo fare i conti con questo; il mondo non è infinito come pretende la vulgata dell'economia dominante. e in questa radice economica sta tutta l'opposizione al cambiamento.
#8 Su temi come questi non è possibile discutere
#9 no no siamo precisi
#10 Ohibò
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