Caso Stamina

Caro Red Ronnie torna al Roxy Bar!

Red Ronnie, nome d'arte di Gabriele Ansaloni (Pieve di Cento, 15 dicembre 1951), è un conduttore televisivo italiano. Ecco, cosa recita la pagina Wikipedia dedicata allo storico conduttore del Roxy Bar ma sicuramente c’è un errore. Scorrendo velocemente, infatti, la biografia di Red non troviamo scritto che è anche un immunologo e divulgatore scientifico. Un dimenticanza grave dato che il buon Red, in diretta su Rai Due, è stato il protagonista di una “lectio” sui vaccini.

Chi decide dell’eredità di Stamina?

L’eredità lasciata dal caso Stamina dovrebbe essere costituita da un bagaglio di nuove consapevolezze acquisite dalla ricerca, dalla politica, dalla stampa, dalla magistratura e dal grande pubblico, ma di certo comprende anche una voce molto concreta: 3 milioni di euro del Fondo sanitario nazionale stanziati nel 2013 dal cosiddetto decreto Balduzzi (legge 23 maggio 2013, n.

Articolo di Bach e Villanova sul metodo Stamina, quanti dubbi

Sono un medico ricercatore con oltre 35 anni di esperienza, molti anni passati in prestigiose istituzioni di ricerca in Italia e all’estero, moltissimi lavori scientifici pubblicati sempre su riviste internazionali, attualmente dirigo il Centro di Terapia Cellulare “G.Lanzani” della Ematologia dell’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo, un laboratorio autorizzato dalla AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) per la produzione di cellule a uso clinico.

Una democrazia cognitiva, per una cittadinanza scientifica

È un dato fattuale incontestabile, consolidatosi attraverso millenni di storia: la conoscenza e il sapere portano alla società benefici culturali, economici, di benessere e sanità, e si pongono oggi come motore dell’evoluzione sociale ed economica.
Nel corso di circa 150.000 anni l’essere umano ha creato arte, conoscenza, tecnica, e nelle varie epoche la riflessione filosofica, la creazione artistica e l’innovazione scientifica hanno permesso uno sviluppo sociale e un’evoluzione culturale unici della nostra specie.

Il no del Comitato, nuove speranze per le famiglie

Era già tutto previsto: che il secondo Comitato chiamato a valutare la sperimentazione sul cosiddetto Metodo Stamina desse un parere contrario, vista l’assoluta mancanza di presupposti scientifici per proporla; che Davide Vannoni, “ideatore”, a suo dire, del suddetto metodo, annunciasse un nuovo ricorso al TAR.

Lo strano caso delle cellule STAP

Un gruppo di ricercatori annunciano di aver trovato un modo molto semplice di differenziare cellule staminali in vitro. Grandi speranze e clamore da parte dell’opinione pubblica. Stiamo parlando di nuovo del metodo Stamina? No, parliamo della procedura nota come STAP (Stimulus-triggered acquisition of pluripotency) messa a punto recentemente da un gruppo di ricerca giapponese del CDB di Kobe, uno dei migliori centri di ricerca di base in Giappone.

Scienza e tv: quando la bufala è servita

L'ultimo caso è scoppiato il 28 maggio scorso, dopo una puntata dedicata al tema dei risarcimenti per danni causati da vaccinazioni obbligatorie. Parliamo della popolare trasmissione tv Le Iene, ormai da tempo accusata dalla comunità scientifica e da molti giornalisti e commentatori di fare disinformazione pericolosa su delicate questioni legate alla salute, rincorrendo l'audience sulla pelle dei malati.

Il TAR e la pseudoscienza

Guardo in cielo in una serena giornata invernale, l’aria è tersa e da Milano si vede il profilo inconfondibile del Resegone. In cielo si notano alcune scie lasciate da aerei che volano ad alta quota. Ho sempre pensato che fossero il risultato della condensazione e successiva solidificazione di vapor acqueo che, in base alle diverse condizioni ambientali (pressione, temperatura e umidità dell’aria ad esempio) assumono forme e hanno evoluzioni e durate diverse. Cristalli di ghiaccio, in parole povere.

Stamina: quale etica sottende il decreto Balduzzi?

Con il mio team coltivo cellule staminali per uso clinico da più di vent’anni. Abbiamo curato centinaia di pazienti con gravi ustioni sia della pelle sia della cornea e dimostrato che è possibile trattare una rara malattia genetica della pelle con la terapia genica.
Questo fino al 2007, quando il regolamento europeo 1394 sulle terapie avanzate ci ha imposto di adeguare le nostre colture ai requisiti di qualità previsti dalla normativa che regola la produzione dei farmaci.

Andolina era Andolina anche prima di Vannoni

La classica etichetta che accoppia genio e sregolatezza gli piace molto. Ha forse danneggiato la sua brillante carriera di ematologo pediatra e compromesso i rapporti con il suo Istituto e molti colleghi, ma se di questa immagine sopra le righe Marino Andolina non fosse anche compiaciuto non ne avrebbe fatto il registro su cui si gioca la sua autobiografia (“Marino Andolina, un pediatra in guerra”, Mursia, 2014).

Stamina a Brescia, tra audizioni e contraddizioni

Quasi un milione di euro solo in spese legali, senza parlare dell’impegno di personale e strutture sottratte ad altre necessità, o della ricaduta in termini di immagine su un centro di eccellenza dichiarato dall’AgeNaS nel 2013 il secondo miglior ospedale italiano dopo il San Raffaele di Milano, il primo quindi in Italia tra le strutture pubbliche.

Chi ha messo a punto il "metodo Stamina"?

Il “padre” ucraino della tecnica Stamina è un esperto nella clonazione del baco da seta e non ha mai pubblicato nulla sulle staminali; la sua collega, autrice di due delle foto contenute nella richiesta di brevetto di Vannoni, ha firmato due soli lavori sull’argomento; l’italiana che ne ha raccolto il testimone non è nemmeno iscritta all’albo dei biologi; l’unico PhD coinvolto svolgeva solo funzioni da tecnico di laboratorio ed era tenuto all’oscuro di tutto.

L’anello che chiude il cerchio tra Ricordi e Medestea

Sul palcoscenico dove si rappresenta la tragedia camuffata da farsa del cosiddetto Caso Stamina, i riflettori non hanno ancora illuminato le protagoniste femminili, che per ora si tengono nell’ombra. O forse vi sono tenute dagli attori uomini: la star, Davide Vannoni; la spalla, Marino Andolina; il deus ex machina, Gianfranco Merizzi, presidente di Medestea, la società che detiene i diritti per lo sfruttamento del cosiddetto “metodo Stamina”.

Tutte le leggi violate sul caso Stamina

"Udite, o rustici attenti: io sono quel gran medico dottore enciclopedico chiamato Dulcamara, la cui virtù preclara e portenti infiniti son noti in tutto il mondo... e in altri siti. Benefattor degli uomini, riparator dei mali in pochi giorni io sgombero io spazzo gli spedali e la salute a vendere per tutto il mondo io vo. Compratela, compratela per poco io ve la do. E' questo l'odontalgico mirabile liquore ... ei move i paralitici, spedisce gli apopletici, gli asmatici i diabetici e cura il mal di fegato ...".

Per Stamina tra gli scienziati volano parole grosse

Ognuno ha il suo carattere, anche tra gli scienziati. C’è chi fa dichiarazioni violente ai giornali, chi  irride ai colleghi su Facebook e chi prende posizioni ferme senza dargli troppa pubblicità, semplicemente rivolgendosi a chi di dovere. Alberto Mantovani, docente di patologia generale all’Università di Milano e direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas, non è tipo da schierarsi in cori da stadio pro o contro un collega.

Stamina Storify

Ogni giorno la vincenda Stamina si arricchisce di nuovi particolari e colpi di scena. Scienza in Rete ha deciso di realizzare un storify per raccontare le novità e le evoluzioni di questo caso.

Il Professor Ricordi non è credibile

Il Professore Camillo Ricordi l'ho incontrato una sola volta. Come nella vita anche nella professione non ho nemici da colpire né amici da scusare. Ma i comportamenti pubblici e la coerenza delle azioni dentro e fuori il nostro lavoro sono tutto affinché si possa essere credibili. Ricordi, per me, non lo è. Il suo comportamento pubblico "né pro né contro" una truffa di Stato ai danni dei malati non è scusabile nemmeno (ancor di più direi) se si è un "grosso nome".

Roncarolo: ora il Ministro pubblichi le carte di Stamina

"La sentenza del TAR del Lazio mi sorprende e mi rattrista perché una volta di più dimostra che in Italia non esiste una cultura scientifica ed una informazione adeguata ai tempi moderni. Il comitato scientifico di cui ho fatto parte è composto da esperti autorevoli, per lo più medici, che hanno attentamente esaminato il materiale fornito e che hanno concluso che non è possibile utilizzare il metodo Stamina, neanche per uso compassionevole, per garantire la sicurezza dei pazienti.

Stamina e politica della scienza: tempo di cambiamenti

Per certi versi il caso Stamina è un caso tipicamente italiano. Basta ricordare la vicenda Di Bella per far sorgere il sospetto che gli Italiani siano un popolo vulnerabile alle illusioni in campo scientifico. Purtroppo le decisioni politiche prese finora in relazione a questa vicenda sono spesso in contraddizione le une con le altre, quasi mai sono il risultato di un serio e argomentato dibattito, e in nessun caso derivano da un’idea chiara del rapporto tra scienza, cittadini e istituzioni democratiche nel nostro paese.

Stamina crudele

Li abbiamo visti martedì scorso e li rivedremo: i malati mobilitati dall’esperto di marketing Davide Vannoni che promette loro una cura senza accettare che nessuno la giudichi. Lui ha l’aspetto del guru: capello lungo con codino, sguardo maliardo e la furia ottusa di chi pensa di poter gabbare la medicina scientifica con qualche furbata.

Standard, controversie e frodi scientifiche

Negli ultimi anni ho avuto la possibilità di osservare da vicino il fare scienza in un laboratorio leader in Italia (e sul piano internazionale) che opera nel campo della biologia cellulare e molecolare, con particolare riferimento a una malattia neurodegenerativa. Lo stesso laboratorio da anni porta avanti, anche in collaborazione con altri laboratori europei e americani, progetti di ricerca legati all’uso delle staminali per la produzione dei neuroni che si ammalano nella malattia.

Caso Stamina: riflessioni su un’emergenza

Non è facile riprendere le fila di una discussione razionale sul cosiddetto metodo Stamina: dopo che il caso è arrivato sulle prime pagine dei giornali, è diventato oggetto di programmi televisivi di intrattenimento, ha spinto Governo e Parlamento a intervenire e ha suscitato un interesse internazionale. La rivista Nature,[1] insieme a numerosi ricercatori italiani e stranieri, mette l’Italia sotto accusa per le deroghe nei requisiti nella produzione di cellule e nella somministrazione nella persona che sono prefigurati nell’intervento legislativo.

Ma cosa c'entra Cure Alliance con Vannoni?

“Cure Alliance”: cos’é?  “Is an international not-for-profit, collegial association of scientists, physicians, surgeons, and other professional and/or committed individuals who share the vision and primary objective to develop effective strategies for the cure and eventual eradication of disease conditions now afflicting humankind, and to do so in the fastest, most efficient and safest ways possible”. 

Stamina, levata di scudi della Stem Cell Research

Tutto fa pensare a un nuovo “caso di Bella”. Guidata dalla Stem Cell Research Italy (Scr Italy) è la comunità scientifica internazionale delle “cellule bambine” ad alzare gli scudi contro il cosiddetto decreto Stamina. “Usano i pazienti come cavie”, afferma senza mezzi termini Umberto Galderisi, docente di Biologia molecolare alla Seconda Università di Napoli e presidente di Scr.

Scienza, democrazia e il caso Stamina

Democrazia. Si fa presto a invocare il diritto di tutti di parlare. In effetti, l’isegoria, il diritto di parlare, è una delle caratteristiche della democrazia fin dalla sua nascita nell’Atene del IV sec. A.C. Tuttavia, allora sapevano bene, cosa oggi apparentemente dimenticata, che isegoria non è parrhesia: il diritto di parlare a vanvera. Democrazia non è il diritto di tutti di parlare senza sapere e senza ragionare.

Sconcerto del Gruppo 2003 sul metodo Stamina

Il Gruppo 2003 che raccoglie, fra gli altri, i medici e i ricercatori più citati nella letteratura scientifica internazionale, esprime un profondo sconcerto per la decisione del Ministro di consentire la prosecuzione di terapie con cellule “staminali” secondo il metodo Stamina. Il Gruppo 2003 ribadisce i principi già espressi nel documento delle società scientifiche nazionali e internazionali.

Sofia e le staminali, un caso di regole tradite

Sul caso della piccola Sofia, ammalata di leucodistrofia metacromatica ormai s’è detto di tutto e certo non è stato un bello spettacolo: giudici contro Aifa e ministero della salute, e poi la procura di Torino contro Stamina, e ancora "Le Iene" con Sofia che dopo la cura torna a vedere e deglutisce e prima no. Difficile restare indifferenti (anche per me).

Terapie cellulari: rispettare regole e pazienti

Come medici e ricercatori, abbiamo seguito con grande sconcerto la notizia e prese di posizione relative alla possibilità di trattare pazienti affetti da gravi malattie del sistema nervoso con cellule “staminali”, al di fuori di ogni evidenza scientifica e con una prassi al di fuori delle regole nazionali e internazionali. La nostra preoccupazione prima è la salvaguardia dei pazienti e delle loro famiglie, che sopportano un grande carico di sofferenza e che sono naturalmente e comprensibilmente aperte a qualunque elemento di speranza per i loro cari.

Novità dal mondo delle staminali

La ricerca sulle cellule staminali embrionali deve continuare, ma soprattutto essere finanziata dal governo. Questo è quanto emerge dalla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha così bocciato il ricorso di alcuni scienziati contro il finanziamento pubblico per questo tipo di ricerca. Negli Stati Uniti, il governo di G.W. Bush aveva vietato i finanziamenti con fondi federali agli studi che si servivano di staminali embrionali. Con l’arrivo di Obama nella stanza ovale, la linea del governo è cambiata.

Gurdon e Yamanaka, la vittoria della ricerca

L’annuncio che i Nobel per la fisiologia o la medicina di questo anno premiano Sir John Gurdon (Cambridge) e Shinya Yamanaka (Kyoto) non coglie di sorpresa. Da decenni il tema della riprogrammazione genetica delle cellule somatiche terminalmente differenziate (cellule “adulte”) è “hot topic” è uno dei grandi temi della ricerca delle scienze della vita.

Terapie cellulari "sperimentali", il caso Carrer

Recentemente, abbiamo assistito all’insorgere di una serie di controversie relative alla somministrazione di terapie cellulari “sperimentali” a base di cellule staminali. Il caso della bambina Celeste Carrer – riportato in questi giorni da tutti i maggiori organi d’informazione – è un esempio lampante della difficoltà di mettere a punto strumenti regolativi efficaci in questo campo. La questione è molto complessa e converrà dunque procedere con ordine.

La battaglia del biologo furioso

Dopo il secolo della chimica (l’Ottocento) e quello della fisica (il Novecento) il nostro è il secolo delle scienze della vita: medicina rigenerativa, biologia sintetica, biotecnologie agroalimentari, bioingegneria (sempre che l'exploit dei neutrini non rilanci alla grande la fisica...). Oggi, più di ieri, è importante conoscere il linguaggio delle scienze per comprendere la realtà che ci circonda.

Staminali fra scienza ed etica

La tutela della libertà scientifica è prevista dalla Costituzione italiana. Con questa affermazione  all’apparenza semplice e scontata, il Documento della Commissione per i problemi etici posti dalla scienza della Chiesa Valdese ribadisce quello che dovrebbe essere un punto fermo nel dibattito, oggi acceso più che mai, in merito alla ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali umane.

Il tumore e le cellule staminali adulte

Nella seconda metà degli anni novanta John Dick dell’Università di Toronto identificò nella leucemia una sottopopolazione cellulare che era in grado di rigenerare il tumore in topi immunocompromessi. Da allora la presenza di sottopopolazioni in grado di riprodurre il tumore di partenza è stata riportata anche in diversi tumori solidi.