Il Professor Ricordi non è credibile

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Il Professore Camillo Ricordi l'ho incontrato una sola volta. Come nella vita anche nella professione non ho nemici da colpire né amici da scusare. Ma i comportamenti pubblici e la coerenza delle azioni dentro e fuori il nostro lavoro sono tutto affinché si possa essere credibili. Ricordi, per me, non lo è. Il suo comportamento pubblico "né pro né contro" una truffa di Stato ai danni dei malati non è scusabile nemmeno (ancor di più direi) se si è un "grosso nome".
Non è comprensibile il suo tentativo di autoaccreditarsi “screditando la scienza e la medicina italiana” come se non fossimo in grado di capire cosa Stamina stia facendo.
Come ho già detto in Commissione Sanità del Senato e da quello che apprendiamo dalla stampa questa storia sembrerebbe esistere non certo perché c’è un "metodo" (che non esiste) o "due improvvisatori" a cui nemmeno uno studente di biologia alle prime armi presterebbe attenzione bensì perché:

  1. Alcuni tra i responsabili della dirigenza sanitaria lombarda e di un ospedale pubblico avrebbero visto nel "non-senso Stamina" una "cura" alla quale sottoporre se stessi e/o i propri congiunti a carico del nostro Servizio Sanitario Nazionale.
    Le prove non c’erano e tanto meno le approvazioni nazionali ma di fronte alla malattia del proprio caro, come dire di no? Così, invece di andare in un sottoscala di Torino, a San Marino o chissà in quale paese dell'Est, il "non-senso" medico pare sia potuto entrare in un ospedale pubblico italiano. Se vi siano stati illeciti e abusi dietro a questo ingresso, quale sia stato il ruolo della dirigenza sanitaria regionale e locale, del comitato etico locale, quali consensi informati siano stati firmati e da chi, se vi siano state e quali formali autorizzazioni a effettuare queste infusioni a Brescia, come l'Ordine dei Medici (quale? locale, nazionale?) e come i medici di un ospedale pubblico abbiano potuto tollerare l'iniezione di preparati ignoti effettuate nelle proprie corsie (che fossero ignoti lo ha confermato la dirigenza dell'ospedale poche settimane fa) dovrà essere chiarito.
  2. Prima di entrare in un ospedale pubblico i malati versavano ingenti cifre a Stamina Fondation.
    I responsabili della Fondazione hanno spiegato che “solo alcuni pagavano 30 o 50 mila euro altri che non potevano no. Quelli che potevano pagavano per gli altri”. Ma lo sapevano? Dopo l'ingresso di Stamina nell'ospedale pubblico questi costi sono passati a carico dello Stato. Quindi chiunque sia stato trattato presso Brescia, presunti congiunti o dirigenti della Sanità pubblica inclusi, non ha speso un euro.
    Ha pagato lo Stato, lo stesso che non ha soldi per comperare garze e siringhe per gli ospedali che somministrano cure certificate.
  3. C’è stato un silenzio assordante da parte di un importante ospedale pubblico del nord Italia, con i suoi rinomati medici. Solo pochi di loro hanno parzialmente alzato la voce dissociandosi. Cosa abbia reso possibile questa ipnosi collettiva di una parte così solida della medicina italiana andrà capito e ciascun medico, ciascun ente avrà il dovere morale e professionale di contribuire a questo chiarimento. Rimane il dato di fatto che nell'ospedale di Brescia un laureato in lettere “digitava i codici di accesso all’ospedale” e firmava persino certificati che testimoniavano l'assenza di patogeni nei preparati Stamina.
  4. Nonostante l'intervento dell'AIFA a maggio 2012 con una ordinanza di blocco che è un capolavoro di competenza, andando "contro" per tutelare i malati da raggiri e abusi, nessuno ha dato seguito, come avviene per casi meno gravi negli Stati Uniti e in Germania, all'espulsione di Stamina dall'ospedale, dallo Stato, dal Mondo. 
  5. I malati spinti da Stamina si sono rivolti ai tribunali. I giudici ordinano di somministare "la cura che non c'è" riconoscendo il diritto a essere curati "anche se la cura non c'è". Questa decisione è stata presa tenendo in considerazione prescrizioni mediche "illegali". Sono state autorizzate "cure" ,infatti, che si basano su requisiti e autorizzazioni redatte dalla stessa Stamina Foundation. Intanto Ezio Belleri, commissario straordinario di Brescia, capisce che qualcosa non va e ordina lo stop: annulla/non rinnova la convenzione con Stamina. Ma nulla o solo poco di più. (come possono i giudici non comprendere che Stamina non ha nemmeno i requisiti di legge per aderire al DM Turco Fazio 2006 o a quello del 2003 sulle "cure compassionevoli"?)
  6. La politica ha guardato altrove. Non è il suo campo e non sa ancora riferirsi ai professionisti che ha a disposizione nel Paese. C’è stato un terrificante decreto Balduzzi nel marzo 2013, poi un'azione del Parlamento, con la Camera dei Deputati intervenuta per rimediare a un grave errore peggiorativo del decreto introdotto da un Senato di neonomina e non pronto a studiare le carte che qualcuno gli aveva messo sul tavolo arruffate apposta per confonderlo. Si arriva al maggio 2013, con l'approvazione della legge per la sperimentazione di Stato del "nulla". Poi un ministro coraggioso, Beatrice Lorenzin, interpella la sua commissione di scienziati e medici che le danno lo stop. Tutto il mondo sapeva che in quei preparati c'era sabbia o fisiologica (che paghiamo noi, incluso gli aerei di stato che trasportano malati da un capo all'altro per inutili carotaggi di cellule che fanno osso per convertirle in inesistenti neuroni). L'Italia sembra formalmente salva anche se i giudici “continuano a fare il loro lavoro” nel prescrivere la "cura che non c’è". A questo punti interviene il TAR del Lazio che ritiene non imparziali gli esperti della Commissione Lorenzin. Si deve rifare. Sembra proprio che ci sia qualcuno che la sperimentazione di Stato del "nulla" la vuole proprio fare. Ci saranno mica spinte politiche dietro? E sì che persino il laureato in lettere che ha “inventato il metodo" (plagiato e falsificato dalla “scienza” russa) quando lo consegnò al Ministero della Salute lo scorso agosto ottenendone la segretazione (perché? era già noto, bastava leggere le tre pagine a cui l'ufficio brevetti americano aveva da tempo risposto che non c'era nessuno metodo lì dentro, solo cellule morte)  disse che non era da sperimentare e che l'Italia doveva risparmiarsi quei 3 milioni. Così come spiegò che la SMA (malattia bandiera della "cura" Stamina e di un programma televisivo proStamina) non doveva essere inclusa nella sperimentazione del suo "metodo" perché era una malattia così variabile da rendere impossibile in (ben!!) 18 mesi di trattamento osservare alcun beneficio.
  7. Poi interviene un professore di Miami, un diabetologo, un nome, ma non nell'ambito neuronale e neurologico. Le sue dichiarazioni sul caso Stamina dovrebbero sconcertare l'intero mondo accademico, scientifico e medico italiano. In una situazione già così complessa, Ricordi si dice "né pro né contro" un ciarlatano che afferma di trasformare "scarpe in polli" semplicemente mettendoci del prezzemolo per 2 ore. Poi precisa che se anche non si forma in vitro la scarpa si può trasformare in pollo in vivo. Ricordi interviene in un varietà televisivo e, parlando di Stamina, allude alla scienza incompresa di Galileo e Copernico. Parlando della sperimentazione clinica bloccata dalla Lorenzin (con il laureato in lettere Vannoni d'accordo nel fermarla) dice che è “criminale non farla e in fondo 3 milioni” non suoi “non sono niente”. Da diabetologo, le sue dichiarazioni sul “metodo Stamina” se “si fanno neuroni quando, come, in vitro, in vivo da cellule mesenchimali”, rilasciate a La Stampa, sconcertano.

Ricordi non è credibile nelle sue posizioni su Stamina e sta facendo danni all'Italia. 

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Commenti

ritratto di Marco Bella

Non discuto sul contenuto scientifico dell’articolo, che ovviamente condivido in buona parte. Vorrei commentare invece sulla frase: ------------- “Ricordi si dice "né pro né contro" …. chi afferma di trasformare "scarpe in polli" semplicemente mettendoci del prezzemolo per 2 ore. Poi precisa che se anche non si forma in vitro la scarpa si può trasformare in pollo in vivo.” ------------- Il problema è che i genitori e i pazienti che si rivolgono alla cosiddetta “terapia Stamina” sono assolutamente disperati per delle malattie gravissime, per analogia sono davvero affamati e “la scienza” gli dice che non avranno nulla da mangiare. In queste condizioni e se il pollo non c’è ti mangi anche le scarpe con un po’ di prezzemolo e cerchi di tirare avanti fino al giorno dopo. Non c’è modo di convincere una persona che non ha nulla da mangiare che il lucido delle scarpe potrebbe far male, che il cuoio potrebbe non essere a norma, e che bisogna prima sperimentare il valore nutritivo delle scarpe in un modello animale. Soprattutto in considerazione che qualcun altro sta già mangiando le scarpe in un ospedale pubblico e il parlamento decide di sperimentare le scarpe come fonte alternativa di cibo. Si instaura una reazione del tipo “perché io no?” che è difficilissimo fermare in modo razionale. Quello serviva PRIMA, adesso è necessario spiegare che è inutile mangiare le scarpe dal momento che chi le ha mangiate aveva la stessa fame di prima e in più gli sono rimaste sullo stomaco. Prendere i genitori per pazzi perché in assenza di altre soluzioni hanno dato da mangiare le scarpe ai propri figli serve solo a esasperare le posizioni. L’unica certezza in questa vicenda è che soluzioni semplici non ci sono. ------------- In questa luce, rileggerei bene le dichiarazioni di Ricordi. Parafrasando Ricordi, da scienziato se qualcuno che ha pubblicato 600 articoli con 18000 citazioni prende una posizione che non mi aspetto non posso che incuriosirmi, e se non mi incuriosissi mi preoccuperei di essere uno scienziato…
ritratto di Adriano Aguzzi

Gentile Dr. Bella, a me sembra che il fatto di avere pubblicato 600 articoli con 18'000 citazioni obblighi a particolare cautela con i pronunciamenti pubblici. Quando Peter Duesberg (che di citazioni ne aveva ben più di Ricordi) disse che l'HIV non causa l'AIDS, fece un danno incommensurabile alla salute mondiale. Proprio perché era famoso e quindi parlava "ex cathedra". Noblesse (scientifique) oblige! Glielo dico io che di citationi ne ho >35'000 e mi guardo bene dal pronunciarmi pubblicamente su argomenti dei quali sono ignorante.
ritratto di Marco Bella

Carissimo Adriano, La vicenda Stamina nasce da “infusioni” di “cellule staminali” (forse) a pagamento di decine di migliaia di euro preparate in un sottoscala e successivamente in un centro estetico di San Marino e l’assenza di qualsiasi non miglioramento, ma semplicemente qualsiasi effetto anche di minimo beneficio dovuto a questa “cura”. I primi articoli di Nature non hanno certo criticato Vannoni, ma erano rivolti alla classe politica italiana che con queste premesse prima ha permesso che questa “cura” arrivasse in un ospedale pubblico, e nel Marzo 2013 al parlamento italiano che ha votato a larghissima maggioranza (alla camera oltre 500 voti a favore e solo un paio contrari, mi sembra di ricordare). Anziché partire e stanziare 3 milioni di euro, non ritiene che sarebbe stato molto ma molto più prolifico affrontare questa vicenda parlando con i pazienti disperati da una diagnosi difficilissima da accettare e comunicargli in modo efficace e scientificamente corretto che eventuali miglioramenti erano con ogni probabilità dovuti alla semplice storia naturale delle loro patologie, e che non esisteva alcuna evidenza che eventuali miglioramenti fossero dovuti alla “terapia”? Ricordi si è limitato ad osservare che una sperimentazione progettata in quel modo QUALSIASI SAREBBE STATO IL RISULTATO era completamente inutile dal punto di vista sia scientifico, ma soprattutto dal punto di vista comunicativo. Se si richiede di modificare il protocollo, non si può essere convincenti rigettandolo. In questo senso, l’opinione di Ricordi è secondo me sovrapponibile a quella dei 13 membri del comitato scientifico, che hanno giustamente concluso che le premesse per iniziare questa “sperimentazione” non c’erano. La situazione da Marzo 2013, quando il “caso stamina” era tutto sommato un argomento specialistico, è radicalmente mutata. Vedo ogni giorno un nuovo articolo sull’argomento sui quotidiani nazionali. I genitori poi continuano a richiedere la cosiddetta “terapia Stamina” e i giudici continuano ad autorizzare le cure seppure con provvedimenti di urgenza. Per quanto possa stimare Elena Cattaneo ed esprimerle la mia solidarietà verso gli attacchi vergognosi a cui è stata sottoposta, esprimo una perplessità che i suoi articoli servano a convincere genitori e soprattutto giudici. Mi permetto di osservare che invece una caratterizzazione scientifica ESATTAMENTE di un campione preparato dai “tecnici” di Stamina, pagata da un privato, qualora l’esito fosse negativo, potrebbe essere un argomento più efficace verso giudici e verso i genitori che si rivolgono ai giudici. Non credo che se questo sarà l’esito si possa biasimare Ricordi. Insomma, aspetterei e lascerei da parte i processi alle intenzioni, come secondo me stanno intentando molti colleghi nei confronti di Ricordi. Al momento, trovo i ragionamenti di Ricordi interessanti dal punto di vista scientifico, anche se non sono certo esperto nel suo settore. Vediamo e aspettiamo. Se ci sarà da criticarlo, gli scriverò personalmente per criticarlo, ma vorrei agire in base a fatti concreti, non in base a sue dichiarazioni strumentalizzate dai giornali. In ogni caso, meglio che i campioni di Brescia vadano da Ricordi a Miami e dopo negli scarti biologici pericolosi piuttosto che ne sia anche solo pensato un qualsiasi uso terapeutico. Penso che anche Elena Cattaneo concorderebbe con l’ultima frase. Infine, molte opinioni di Ricordi sono in realtà strumentalizzazioni di sue dichiarazioni da parte dei Pro-Stamina. Se si legge cosa dice lui esattamente la situazione è molto diversa. Ma qualche dubbio su quali siano le reali intenzioni di Ricordi, non le sta germogliando?

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Grazie, Obama!

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E’ giunta al termine una Presidenza, quella di Barack Obama, che lascerà il segno negli USA. Un segno importante nella ricerca scientifica e nell’innovazione tecnologica, in un Paese che negli ultimi 80 anni è stato all’avanguardia nella scienza e nella tecnologia.

Durante i suoi due mandati alla Casa Bianca, Obama ha fortemente enfatizzato la visione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica come uno dei pilastri della leadership degli USA nel mondo. E ha effettuato, a sostegno, gesti significativi - come ricevere alla Casa Bianca Emily Whitehead, bimba di 6 anni guarita dalla leucemia grazie alle nuove terapie immunologiche - e scelte finanziarie anche coraggiose. Ad esempio, investendo miliardi di dollari per favorire la ricerca, attraverso finanziamenti competitivi, nel momento di più profonda crisi finanziaria. Andando, quindi, controtendenza.

Emily Whitehead, la bambina di 6 anni, guarita dalla leucemia grazie alle nuove terapie immunologiche, ricevuta alla casa Bianca da Obama. Di fianco, la... giustifica per l'assenza da scuola

Questa mia percezione è stata confermata anche da alcuni amici, membri della National Academy, che hanno avuto modo di incontrare l’ormai ex Presidente USA personalmente.

Vale la pena ricordare le ultime due iniziative di Obama in questi ambiti. La prima è la Medicina di Precisione, che Obama ha non solo indicato come frontiera, ma anche concretamente sostenuto. Si tratta di una visione della medicina che incrocia le caratteristiche genetiche dell’individuo, lo stile di vita e l’ambiente in cui vive, e che utilizza i progressi della genomica per identificare strategie preventive e terapeutiche più efficaci e personalizzate. Una sfida che richiede l’integrazione di competenze diverse - medici, medici-ricercatori, ricercatori preclinici, tecnologie avanzate - al servizio del paziente. La “Precision Medicine Initiative” di Obama, annunciata nel 2015, ha visto un investimento di 215 milioni di dollari nel 2016: nel giro di poco tempo, dunque, si è passati da un annuncio di visione all’implementazione di azioni a sostegno.

La seconda iniziativa è l’operazione “Moonshot”, balzo sulla luna, per accelerare la ricerca sul cancro e trovare nuove cure per questa malattia che rappresenta, appunto, la luna da conquistare grazie all’avanzamento delle conoscenze, significativo negli ultimi 30 anni, ad esempio nel settore dell’immunologia e immunoterapia. Al lancio del Cancer Moonshot, sono seguiti una serie di finanziamenti e di azioni concrete, guidate dal vicepresidente Joe Biden, mirate non solo a rendere disponibili per i pazienti nuove terapie, ma anche a migliorare la capacità di prevenire il cancro e diagnosticarlo in fase precoce. E’ stata inoltre creata una task force di esperti, composta da alcuni dei migliori cervelli degli USA, che ha indicato le nuove sfide del settore ed una serie di azioni da intraprendere per raggiungere l’obiettivo Cancer Moonshot.

L’eredità che lascia Obama, dunque, dal punto di vista della ricerca scientifica per la salute è un’eredità di visione e di scelte - coerenti per contenuto e tempistica - mirate a realizzarla concretamente. Ci auguriamo che le prossime amministrazioni negli USA continuino sulla stessa linea. Per il bene di tutti.

Questa riflessione sulle scelte della presidenza Obama non può non farci interrogare su quanto accade nel nostro Paese. L’orizzonte tracciato negli USA è quello in cui dobbiamo muoverci anche noi. Per ora, siamo purtroppo sostanzialmente fermi al palo, ma non è troppo tardi: abbiamo un patrimonio di risorse intellettuali e di passione, nei nostri giovani, che ci consentirebbe al di fare un “moonshot” sul cancro e, più in generale, sulla ricerca scientifica. Dobbiamo quindi raccogliere la sfida che Obama ha lanciato: visione, scelte e sostegno economico alla ricerca. Per il futuro del nostro Paese.

Pubblicato su La stampa il 15/1/2017.