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Pasquale Ferrante: cronache di Covid da un ospedale di Milano

I farmaci impiegati per la terapia, le principali difficoltà gestionali, le prospettive sui tamponi... Luca Carra intervista Pasquale Ferrante, virologo dell'Istituto Clinico Città Studi.

L’Istituto Clinico Città Studi, a Milano, è un ospedale privato accreditato dietro l’angolo rispetto alla redazione di Scienza in rete. Credo che se dovessi ammalarmi potrei andarci a piedi a farmi ricoverare. Nei giorni scorsi ci sono passato davanti e c’era un discreto via vai di ambulanze. Anche questo ospedale di zona è stato prontamente trasformato in presidio Covid-19. Anche nel suo pronto soccorso sono ridotti al minimo le persone con malanni che non siano riconducibli a febbre, tosse e polmoniti conclamate. Inevitabile quindi partire da qui nel nostro giro di ospedali.

Vaccino-cerotto efficace sui topi. Ora si prova sull'uomo

Immaginate un cerotto che sta sulla punta di un dito. Quando si applica sulla pelle, 400 micro-aghi che si trovano sulla sua superficie penetrano nella cute e iniettano il vaccino, poi si dissolvono senza lasciare traccia. Funziona così uno dei possibili vaccini contro COVID-19, si tratta in particolare di quello messo a punto dai ricercatori della University of Pittsburgh School of Medicine e a cui è stato dato il nome di PittCoVacc.

Quando l’untore è Homo sapiens

Si chiamano antropozoonosi o zoonosi inverse quei meccanismi nei quali è la nostra specie a fare da reservoir per un patogeno che si trasmette alla fauna selvatica. E purtroppo gli esempi non mancano, soprattutto per quanto riguarda le antropozoonosi che coinvolgono le scimmie antropomorfe. Una lettera recentemente pubblicata su Nature avverte che anche SARS-CoV-2 potrebbe rappresentare una minaccia per scimpanzè, bonobo, alcune specie di gorilla e oranghi, tanto che alcuni parchi nazionali africani hanno interrotto le attività turistiche o adottato specifiche restrizioni

SARS-CoV-2, il coronavirus responsabile dell’attuale pandemia, potrebbe rappresentare una grave minaccia per i nostri più prossimi “parenti”: le scimmie antropomorfe.

Caccia ai veri numeri per Bergamo e Brescia

Bergamo (crediti: borshop, Flikr)

A Bergamo c'è un sistema di sorveglianza rapida della mortalità. E' la redazione dell'Eco di Bergamo che insieme a InTwig, ha chiesto agli uffici anagrafe dei 243 comuni bergamaschi i dati sulla mortalità. Di questi, al momento, hanno risposto in 91 (che rappresentano oltre il 50% della popolazione totale della provincia): a marzo 2020 "sono morte oltre 5.400 persone, di cui circa 4.500 riconducibili al coronavirus. Sei volte rispetto a un anno fa.

Rapporto Covid

Crediti immagina: rottonara/Pixabay. Licenza: Pixabay License

A cura di Maurizio Cecconi, Guido Forni, Alberto Mantovani
Si ringraziano: Gianni Bussolati, Univ. Torino; Silvio Garattini, Istituto Farmacologico Mario Negri, MIlano; Jacopo Meldolesi, Univ. Vita-Salute San Raffaele, Milano; Stefano Schiaffino, Univ. Padova; Paolo Vineis, Imperial College, London, UK; Zhigang Tian, The Key Lab. Innate Immun and Chronic Diseases, Chinese Academy of Sciences, Hefei, China, per i suggerimenti nella stesura del documento

Vitamina D e Coronavirus: non prove ma solo ipotesi

Un video su Facebook, annunci della stampa, teorie che giungono perfino sulle soglie del British Medical Journal, a sostenere l'importanza della vitamina D nel contrastare Covid-19. Ma le prove scientifiche sono scarse, o meglio assenti.
Crediti immagine: Beverly Buckley/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Si riaccendono i riflettori sulla vitamina D nel pieno della tempesta emotiva scatenata dal Coronavirus SARS-CoV-2. La strategia è inconsueta perché – oltre ai soliti ingredienti della manipolazione artificiosa delle basi scientifiche - vengono utilizzati anche metodi di comunicazione meno eleganti ma non meno persuasivi, in momenti di limitazione della vita sociale, con computer e smartphone sempre connessi.

Creare consenso intorno ad alcune misure immediate

Scenari di uscita dal lock-down, disponibilità dei dati per la ricerca epidemiologica e clinica, uso dei test per la ricerca di RNA virale e sviluppo di saggi per verificare la presenza di anticorpo, identificazione precoce dei focolai epidemici, tecnologia: alcune importanti misure per le quali sarebbe necessario passare rapidamente alla fase attuativa.
Crediti immagine: chiplanay/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Queste note sono a titolo strettamente personale ma esprimono idee largamente condivise da un comunità vasta di ricercatori, inclusi epidemiologi, clinici, immunologi e ricercatori di laboratorio.

Un piano per reggere a lungo con le terapie intensive

Unità di cura intensiva, Saint Martin's General Hospital, Mechelen, Belgium (Wikimedia).

Da quando l’epidemia di COVID-19 si è abbattuta sull’Italia, diversi studi hanno cercato di valutare i suoi effetti sanitari immediati. Il più ovvio è l’aumento della mortalità, che scopriamo ogni giorno andare ben oltre quanto riportato dai numeri ufficiali [1]. Resta invece ancora poco studiato l’effetto che il notevole carico assistenziale dovuto a questa epidemia potrà avere sulla tenuta del SSN nel medio e nel lungo periodo. In particolare, il numero crescente di pazienti che necessitano di un trattamento in terapia intensiva desta molta preoccupazione.

Coronavirus e rassicurazionismo

Ora che si intravede il raggiungimento del picco dei casi di Covid-19 e quindi a breve l’inizio della discesa, si comincia  a giocare una partita importantissima, dove la diminuzione dei contagi e lo stress da clausura domestica indurrà la gente a allentare le precauzioni, generando proteste e una ripresa del contagio. Come accaduto nel primo mese dell’epidemia, anche ora è quanto mai importante una comunicazione responsabile da parte di autorità e media.

Un po’ di silenzio, prego!

"Siamo cittadini che nulla sanno ma che discutono animatamente di ciò che non sanno", scrive Giovanni Boniolo, tutti "esperti" del nulla ma cooperanti nell’aumentare quel rumore di fondo che, in tempi di Covid-19, è virologia, farmacologia e soprattutto epidemiologia (e quindi statistica). A parte mettersi le mani nei capelli e chiedere il silenzio, vale la pena leggere un punto del “Richiamo sul rispetto dei principi vigenti a tutela della correttezza dell’informazione con riferimento al tema Coronavirus Covid-19”, redatto a marzo dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. E, per gli esperti, ricordare che la discussione con i "venditori di nulla", l'autorevolezza si annulla, andando a mischiarsi con il rumore di fondo.
Crediti immagine: me_vanou/Flickr. Licenza: CC BY-ND 2.0

Siamo figli di una tradizione che ha una lunga, lunghissima storia, ma non sempre ce ne curiamo, molte volte intenti solo a sguazzare nel nostro quotidiano e interessati a parlare, parlare, parlare di tutto e sempre. Eppure, mai come in questi tempi il tacere sarebbe auspicabile.