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Epidemiologia di campo: la nostra risorsa per la fase due

Mappa dei punti di contagio del colera a Londra, John Snow (1862).

Il dibattito in corso su come prepararsi alla prossima fase due sta perdendo di vista la necessità di rafforzare la prima linea di difesa sul territorio, che sono quei dipartimenti di prevenzione, presenti in tutte le Asl, che attraverso la sorveglianza, l’individuazione precoce delle infezioni e il trasferimento di flussi informativi certi potranno consentire, volta per volta, l’adozione di misure tempestive per interrompere il contagio 

Sperimentazione animale: a quando lo spillover culturale?

Non serve, non è etica, ci sono alternative, fa fuggire i ricercatori: e se la pandemia da coronavirus fosse l'occasione per un po' di spillover culturale, almeno per quanto riguarda la sperimentazione animale? Le valutazioni di Michele Simonato, Elisabetta Cerbai, Micaela Morelli, Antonio Musarò, Marco Onorati, Marco Tamietto - a nome di tanti altri ricercatori e ricercatrici.
Crediti immagine: Tibor Janosi Mozes/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Coronavirus. Non sarebbe questa l’occasione perfetta per smetterla, una volta per tutte, con la sperimentazione animale? In fondo non serve, ci sono alternative, non è etica, fa fuggire i nostri giovani ricercatori. Quindi, cosa aspettiamo?

Analisi dei dati epidemiologici del coronavirus in Italia (al 5 aprile)

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L’analisi delle sequenze temporali della frazione dei contagiati osservati rispetto alla popolazione della provincia rivela che 95 delle 107 province presentano una diminuzione del tasso di crescita. Mancano all’appello le province di Firenze, Napoli, Oristano, Avellino, Varese, Latina, Isernia, Brindisi, Genova, Imperia, Savona e La Spezia. I risultati di tutte le province possono essere scaricati qui. Osserviamo che il numero di province che a oggi ha passato il picco è inferiore a quello del 2 aprile (96).

Potenziamo i servizi territoriali per preparare l'isolamento selettivo

Il bisogno di storie coinvolgenti concentra l’attenzione dei media sugli ospedali, dove i malati affetti da Covid-19 affrontano la loro battaglia per la vita, aiutati da medici e infermieri valorosi. A questo si aggiunge l’uso sistematico, nella comunicazione, di figure che rappresentano i dati in valori assoluti e per giunta cumulativi e ingigantiscono l’effetto emotivo a scapito della comprensione della situazione. Può così apparire che il contenimento dei suoi effetti fatali coincida con il controllo dell’epidemia. 

La pandemia non è hegeliana, ma darwiniana

La discussione sulla pandemia in corso sembra ispirata, come gran parte delle discussioni pubbliche su fatti di cui si capisce poco, a una tradizione molto importante e molto fuorviante del pensiero occidentale, espressa con formidabile efficacia dal buon Hegel: ciò che è razionale è reale e ciò che è reale è razionale. Peccato che tale credenza o idea sia falsa in generale, e pericolosa da usare nel merito di un’emergenza come quella in corso.

L'ossigeno e le altre cure

Continuano a circolare nei media voci secondo cui i sanitari sarebbero riluttanti a mettere in ventilazione meccanica i pazienti anziani, perché scelgono di salvare al loro posto i giovani. Che ciò non risponda al vero dovrebbe essere creduto confidando nel rigore etico della classe medica; tuttavia è più facile comprenderlo se si approfondiscono alcune nozioni. 

Maria Capobianchi: il test per gli anticorpi non è ancora affidabile

A proposito di “exit strategy”, una delle questioni più calde è quella dei test per la ricerca sugli anticorpi. Il problema è che, seppure il calo delle infezioni proseguisse e le misure più restrittive -  il lockdown del Paese - dovessero terminare dopo Pasqua, questo non vorrebbe dire che il virus smetterà di circolare. Cosa fare dunque perché non si riaccendano focolai? C’è inoltre chi spinge perché l’economia riparta al più presto e anche in questo caso si pensa a come rimettere in moto la macchina senza rischiare di fare marcia indietro. 

Inquinamento atmosferico e coronavirus: chi cerca trova 

La pandemia di Covid-19 rappresenta la più importante crisi dai tempi della seconda guerra mondiale. È quanto ha recentemente dichiarato Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, rivolgendo un importante appello a tutti i governi per mobilitarsi ora, e al meglio, nella risposta a questa emergenza globale. Cercare di chiarire e prevenire le cause dell’impatto della pandemia fa parte di questo impegno. 

Analisi dei dati epidemiologici del coronavirus in Italia (al 2 aprile)

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L’analisi delle sequenze temporali della frazione dei contagiati osservati rispetto alla popolazione della provincia rivela che 96 delle 107 province presentano una diminuzione del tasso di crescita. Mancano all’appello le province di Asti, Firenze, Massa e Carrara, L’Aquila, Rieti, Napoli, Campobasso, Taranto, Agrigento, Oristano e Sassari. Come si può vedere, le province ancora mancanti sono situate quasi esclusivamente al sud e nelle isole (i risultati di tutte le province analizzate possono essere scaricati qui).