Covid-19/

Simonetta Pagliani

Simonetta Pagliani, medico di medicina generale dal 1981, è nata a Milano, dove ha studiato al liceo classico Berchet e poi all’Università Statale. È impegnata della didattica e nella formazione in medicina e collabora da molti anni con l’Agenzia editoriale e giornalistica Zadig.

Vaccino anti Covid-19, il paradosso regolatorio

A settembre, nove aziende farmaceutiche si sono rifiutate di licenziare un vaccino anti-SARS-CoV-2 prima che siano disponibili i risultati di studi clinici adeguati. Simonetta Pagliani ripercorre qui le scelte fatte finora dall'FDA e gli aspetti del nuovo, auspicato vaccino che preoccupano le aziende farmaceutiche.

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Nel settore farmaceutico, la data dell’8 settembre 2020, nella quale nove industrie farmaceutiche hanno siglato l’impegno a rifiutarsi di licenziare un vaccino anti-coronavirus prima che siano disponibili i risultati di studi clinici adeguati, marcherà la rivoluzione che ha, di fatto, ribaltato l’usuale “pressione industriale vs resistenza delle agenzie regolatorie”.

Chi sarà vaccinato?

Mentre la ricerca lavora allo sviluppo di un vaccino per SARS-CoV-2, le incertezze e i dubbi legati alla precedenza da assegnare nella sua distribuzione sono ben analizzati sul portale Medscape da un dibattito moderato da Arthur L. Caplan, della divisione di Etica medica della New York University's Grossman School of Medicine. 

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Holden H. Thorp, direttore di Science, alla fine di luglio scriveva che c’erano motivi per essere ottimisti circa l’allestimento di un vaccino contro il SARS-CoV-2 in tempi record: secondo il report dell’OMS, 165 candidati avevano dimostrato, nei primati non umani, una risposta immune apparentemente protettiva e 25 di essi erano passati alla sperimentazione sull’essere umano.

Viva Verdi

Fra i tanti articoli sulla terapia del Covid-19, quello che segue è dedicato a un evento che si può considerare, a buon titolo, far parte della “cura” nel tempo della pandemia. Si tratta dell’esecuzione della Messa da requiem di Verdi nel Duomo di Milano, da parte dell’orchestra della Scala, per la prima volta da febbraio al gran completo, diretta da Riccardo Chailly, con 94 coristi e 4 solisti di caratura internazionale (Krassimira Stoyanova, Elīna Garanča, Francesco Meli e Rene' Pape).

La cura dell’arte

“L'arte della medicina” è il titolo di un editoriale recentemente pubblicato sul Lancet e firmato da un gruppo di autori che fanno parte del progetto Theater of War for Frontline Medical Providers, che propone una serie di letture delle tragedie di Sofocle a comunità militari e civili dell’area di New York. A chi si chiedesse cos’abbiano da spartire gli americani con il teatro greco creato 400 anni prima della nascita di Cristo, la risposta è “l’umanità”: usando la lente rovesciata della distanza, gli autori ellenici hanno trasposto nella mitologia le sofferenze della loro società, vessata dalle guerre e dalle pestilenze, così che i loro concittadini potessero oggettivarle ed elaborarle. Una magia psichica che funziona ancora in quest'epoca di pandemia.

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Da mesi, molte piazze italiane assistono alle manifestazioni dei lavoratori dello spettacolo impazienti per la ripresa delle loro attività; ovviamente, la prima preoccupazione è per il mancato sostentamento delle famiglie di chi è impiegato nel mondo del cinema e del teatro, ma non meno importante è l’aspetto culturale della rinuncia forzata a queste due entità della vita sociale.

Inflammaging, la radice del male

Inflammaging è la crasi, possibile solo in inglese, tra le parole "inflammation" e "aging" e si riferisce alla relazione tra i processi dell’invecchiamento e l’infiammazione basale cronica, a bassa intensità, spesso presente nelle persone anziane, che è caratterizzata da un’elevata concentrazione sierica di proteina C reattiva e di citochine, comprese le interleuchine 6 (IL-6) e 8 (IL-8).

Spillover virale: predire, pronosticare, prevenire

Due articoli, pubblicati l'uno su Science e l'altro su Biosafety and Health, richiamano l'attenzione sulla pericolosità "chiara e attuale" del passaggio di virus dagli animali selvatici all'essere umano. I problemi legati al commercio legati alla fauna selvatica e alla globalizzazione sono noti; servono, ora, un repertorio globale per la catalogazione dei virus, una miglior sorveglianza dell'emergere delle infezioni, la centralizzazione dei dati ottenuti, la preparazione di operatori per il controllo dei mercati e degli animali in genere - e, non da ultimo, lavorare alla sorgente, ossia sui mercati stessi.

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I coronavirus di origine animale hanno causato, negli ultimi anni, tre malattie epidemiche umane importanti: la SARS, la MERS e l’attuale Covid-19. E non sono solo i coronavirus a essere zoonotici: lo è l’89% dei 180 virus a RNA finora riconosciuti come patogeni per l’uomo, il 70% dei quali proviene da animali selvatici.

L'autunno caldo del vaccino antinfluenzale

Per il NITAG (National Immunization Technical Advisory Group), organo di consulenza del Ministero della salute, una vaccinazione antinfluenzale per tutti non è una priorità e rischierebbe di mettere in crisi il sistema di prevenzione ordinaria nel prossimo autunno, che si prospetta complicato, con la possibile ripresa di Covid. È anche sbagliato presentare questo vaccino come facilitatore della diagnosi differenziale con Covid-19. Meglio dunque dare la precedenza alla vaccinazione dei più fragili e del personale sanitario, e il Ministero rifaccia il punto sulla questione, così come valuti attentamente se mantenere l'obbligo vaccinale istituito nel 2017 dalla legge Lorenzin. 

In un articolo del 18 giugno scorso, dal titolo “Ha senso estendere la vaccinazione antinfluenzale?”, chi scrive aveva esposto i dubbi che serpeggiavano in un settore della comunità scientifica sull’opportunità di far accedere alla vaccinazione antinfluenzale precoce e gratuita (e, in alcuni casi, fortemente raccomandata, in attesa dell’obbligatorietà imposta per legge) una parte della popolazione molto più ampia dell’attuale bacino di utenza.

Teniamo alta la guardia, non è ancora finita

Il criceto dorato è un piccolo roditore originario della Siria, paese da cui è stato importato come animale da laboratorio per le sue caratteristiche di facilità di allevamento, di pulizia e di suscettibilità a molti patogeni che fanno ammalare l’uomo, tra cui SARS- CoV. In virtù di tale precedente, un team cinese ha provato a infettare il criceto siriano con il nuovo coronavirus, quasi contemporaneamente a un gruppo misto di ricercatori giapponesi e statunitensi che ha usato isolati ricavati da pazienti con sintomi lievi.  

Ha senso estendere la vaccinazione antinfluenzale?

A livello planetario, una persona su cinque ha una condizione patologica precedente l’infezione con SARS-CoV-2 che ne influenzerà un decorso più grave. La percentuale aumenta con l’età, dal 5% dei soggetti sotto ai 20 anni, al 66% di quelli sopra i 70. Di fatto, la presenza contemporanea di più malattie croniche comporta l’1% di ricoveri dei più giovani e il 20% dei più anziani, con gli uomini che rischiano il doppio delle donne di finire in ospedale, se infettati.

Mai fidarsi degli asintomatici

Misurazione della temperatura a un marinaio della portaerei statunitense T. Roosvelt.

In una lettera al New England Journal of Medicine, i medici giapponesi che hanno preso in carico passeggeri ed equipaggio della nave da crociera Diamond Princess, hanno raccontato l’evoluzione clinica dei 96 soggetti trovati positivi al virus con tampone nasofaringeo, ma clinicamente asintomatici, trasportati in osservazione in un ospedale giapponese.

Tutti i colpi di scena della serie Idrossiclorochina

Il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus ha sospeso per motivi precauzionali legati a uno studio pubblicato dal Lancet la sperimentazione su Idrossiclorochina, poi riavviata una volta sconfessato e ritirato la studio. Nel frattempo però due nuovi studi bocciano la molecola. Il serial continua...

La vicenda dell’idrossiclorochina si sta configurando come una vera e propria soap opera: non tutti quelli che hanno guardato una delle fiction televisiva a lunga serialità sanno che questo modo di definirle fa riferimento ai prodotti pubblicizzati nelle prime produzioni statunitensi. Alcune grosse aziende che fabbricavano saponi, come la P&G, addirittura producevano le serie.

I polmoni dopo l’uragano Covid

Tutti i mezzi di comunicazione hanno dato grande rilievo all’intervento di sostituzione polmonare magistralmente e pionieristicamente effettuato su un ragazzo diciottenne (quindi, fortunatamente, su un organismo in partenza sano) dall’equipe di Chirurgia toracica e Trapianti di polmone del Policlinico di Milano, diretta da Mario Nosotti; un intervento del genere è stato tentato solo in pochi altri casi in Cina e in un singolo caso a Vienna, la scorsa settimana.

Anche l'immunità risente dell'età

Salvo rare eccezioni, i bambini rispondono meglio degli adulti all'infezione da SARS-CoV-2. Quest'osservazione ha dei precedenti nei casi di SARS e MERS; ma da cosa potrebbe dipendere la diversa risposta dei bambini? In che modo l'età influenza il nostro sistema immunitario?
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Si è visto che anche in Italia, come nel resto del mondo, i bambini, salvo rare eccezioni, rispondono all’infezione da virus SARS-CoV-2 meglio degli adulti (i quali, a loro volta, sviluppano meno degli anziani forme letali di Covid-19). Secondo l’analisi di Epicentro basata su un campione di 31.096 pazienti positivi deceduti, l’età media di chi è morto è 80 anni, di quasi 20 anni più alta del totale di quelli diagnosticati infetti (62 anni).

Contagio a grappoli e da superdiffusori

Cerith Wyn Evans, "...the Illuminating Gas", Hangar Bicocca, Milano, 23/5/2020. Fotografia di Renata Tinini.

Nel mese di marzo, le autorità sanitarie locali sono state informate che tre membri del coro amatoriale della contea di Skagit, vicino a Washington, erano risultati positivi al coronavirus e che altri 25 avevano sintomi compatibili con l’infezione. Dall’indagine sanitaria è poi emerso che, su 61 partecipati al coro, 53 erano sintomatici, di cui 33 confermati positivi al virus; tre sono stati ricoverati e due sono morti.

Enigma giapponese

Il Giappone è stato uno dei primi paesi al di fuori della Cina a essere stato colpito da SARS-CoV-2; ha una densità abitativa oltre doppia rispetto a New York City e una popolazione con prevalenza di ultra sessantacinquenni. Nonostante questo, e nonostante abbia imposto meno blocchi rispetto ai paesi occidentali, è stata tra le nazioni meno colpite da Covid-19. Le ragioni non sono note, ma in quest'articolo Simonetta Pagliani ripercorre le ipotesi che sono state proposte.
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Casi per milioni di abitanti nelle prefetture del Giappone (12 maggio).

Il 3 gennaio 2020, un cittadino cinese di trent'anni, di ritorno in Giappone da Wuhan con febbre, è stato ricoverato e scoperto positivo al virus SARS-CoV-2. Sono seguiti altri casi alla spicciolata e il Giappone ha cominciato a temere per le Olimpiadi, in calendario a Tokyo dal 24 luglio al 9 agosto, che avrebbero richiamato milioni di persone, tra atleti, tecnici e spettatori.

Errori cognitivi e terapie: il caso degli ACE inibitori

Un recente editoriale del New England Journal of Medicine invita i medici  a sorvegliare sui possibili errori cognitivi cui li espone la massiccia esposizione a informazioni in arrivo da fonti di varia affidabilità, come è avvenuto nel caso dell'allarme lanciato a marzo sulla potenziale pericolosità delle terapie antipertensive con ACE inibitori e sartani.
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Durante la Grande depressione, Franklin D. Roosvelt ammoniva: “Assumi un metodo e perseguilo. Se fallisce, ammettilo con franchezza e provane un altro. Ma, in ogni modo, tenta qualcosa”.

Covid-19 e i bambini

A parte l'assenza di tamponi positivi fra i bambini sotto i 10 anni nello studio di Vo' Euganeo (e dell'1% fra i ragazzi), altre osservazioni segnalano infezioni dei bambini, che anche se asintomatici possono essere infettivi. Il rischio di morte è praticamente nullo, ma si sono verificati casi di manifestazioni dermatologiche e un aumento di casi della malattia di Kawasaki, anche se parliamo di casi rari. Tutti questi elementi vanno considerati per decidere quando far  tornare bambini e ragazzi a scuola, anche per consentire ai genitori di riprendere il lavoro.
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Non c’è dubbio che riprendere la frequenza nelle scuole di ogni grado è un diritto e una necessità, innanzi tutto psicopedagogica, ma anche (e non banalmente) di “parcheggio sociale” per i genitori che lavorano. Averla posticipata a settembre risponde, però, a un’altra necessità, strettamente sanitaria, che mette in gioco il principio di precauzione.

L'altro tampone: il test antigenico per il coronavirus

Per una terapia precice e mirata di Covid-19 servirebbe un test diagnostico privo dei limiti della PCR attualmente impiegata, che richiede molto tempo, tecnologie specifiche e operatori preparati; allo stesso tempo, il test sierologico non è una risposta del tutto valida. Ora si accentua l'attenzione su una terza via, quella dei test antigenici, già impiegati per la diagnosi di altre patologie virali, che rilevano la frazione proteica della superficie virale riconosciuta dal sistema immunitario. Non tutti i ricercatori, però, sono convinti.
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Un trattamento tempestivo nelle fasi iniziali di una malattia è essenziale per prevenirne le complicanze: l’ha dolorosamente insegnato Covid-19 in questi primi mesi del 2020. Sparare a qualsiasi cosa si muova, pur di non mancare il bersaglio, implica spreco di cartucce e danni collaterali da “fuoco amico” (chi aveva un’infezione non da SARS-CoV-2 ma da un più mansueto virus parainfluenzale, può ritrovarsi con una pericolosa aritmia innescata dal cocktail idrossiclorochina- azitromicina).

Il vaccino prossimo venturo

Di questi tempi, una delle domande che più girano tra la gente è perché ci voglia tanto tempo per avere a disposizione il vaccino contro il virus SARS-CoV-2: dopo che hanno letto sui quotidiani e sentito in tivù che almeno in una decina di laboratori è già pronto un prototipo da testare su volontari, molti trovano vaga e reticente la risposta degli esperti sulla necessaria lunghezza della sua fabbricazione.

Quando l’eparina è utile per i malati di Covid?

Il 28 marzo è stato pubblicato il più ampio studio retrospettivo finora condotto con l’intento di definire le caratteristiche cliniche e di laboratorio che distinguono chi ha una prognosi infausta da chi ha maggiori possibilità di sopravvivere (la guarigione, nel senso di restitutio ad integrum, come anche l’immunità alla reinfezione, esula da queste prime valutazioni). Lo studio ha selezionato, in due ospedali di Wuhan, i 191 pazienti adulti ricoverati tra dicembre e gennaio che avevano concluso la loro degenza (137 in quanto dimessi e 54 perché deceduti).

Colchicina e Ivermectina, nuove speranze anti SARS-CoV-2

A chi ama camminare in montagna sarà capitato di rammaricarsi nel veder far capolino nei pascoli quel fiorellino viola della famiglia delle liliacee che segnala l’imminente fine dell’estate e che, non a caso, si chiama Colchicum autumnale. È un fiore velenoso, come lo è il bucaneve (Galanthus nivalis), il narciso che gli fa quasi da contrappunto, preannunciando la primavera, e da cui si estrae la galantamina, il principio attivo che rallenta il deterioramento cognitivo del morbo di Alzheimer.

L'ossigeno e le altre cure

Continuano a circolare nei media voci secondo cui i sanitari sarebbero riluttanti a mettere in ventilazione meccanica i pazienti anziani, perché scelgono di salvare al loro posto i giovani. Che ciò non risponda al vero dovrebbe essere creduto confidando nel rigore etico della classe medica; tuttavia è più facile comprenderlo se si approfondiscono alcune nozioni. 

Correre fa bene, le maratone no

Il primo paziente italiano positivo a Covid-19 è, secondo le cronache, molto sportivo. Può questa caratteristica aver giocato un ruolo nell'aggravamento delle sue condizioni? La risposta chiama in causa lo stress ossidativo, che ha un ruolo in molte condizioni morbose a patogenesi infiammatoria. Simonetta Pagliani descrive qui i meccanismi di produzione e smaltimenti dei radicali liberi, la loro relazione all'attività sportiva e all'alimentazione.
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Il paziente italiano numero 1 di Covid-19, che tanto tempo ha impiegato per sconfiggere la malattia, è un uomo giovane, sano e sportivo. Molto sportivo, dicono le cronache, tanto che aveva da poco corso una maratona. Chiedersi se questa caratteristica, invece che essere un fattore di protezione, abbia potuto giocare un ruolo di aggravamento delle condizioni del giovane, una volta infettato dal virus, chiama in causa lo stress ossidativo generato dall’impresa.

La sinfonia n° 13 di Šostakovič

L'annientamento della popolazione ebraica sul posto, al di fuori dei campi di sterminio, che i nazisti perpetrarono nella loro avanzata verso est dal mar Baltico al mar Nero, copre numericamente quasi la metà della Shoah. Babij Jar è un burrone non lontano da Kiev che, quando i tedeschi occuparono la città ucraina nel settembre del 1941, divenne la tomba della popolazione ebraica residente. E di intellettuali, partigiani ucraini, soldati prigionieri, addirittura calciatori della Dinamo che non si erano voluti far battere dalla squadra delle Forze Armate tedesche, ladri comuni, decine di migliaia di rom. A questo luogo, o meglio a ciò che rappresenta, Evgenij A. Evtušenko dedicò un poema, i cui versi sono stati immortalati dalla loro inclusione nella sinfonia n° 13 di Dmitrij D. Šostakovič. Poiché la sua intenzione era di rendere omaggio alle vittime innocenti non solo del nazismo, ma anche dello stalinismo, Šostakovič chiese poi a Evtušenko altri testi da introdurre nella sinfonia, che furono poi modificati su pressione di Nikita Chruščëv: “Vorrei scrivere una sinfonia per ciascuna delle vittime, ma è impossibile ed è per questo che dedico a tutte loro la mia musica”.
L'articolo di Simonetta Pagliani in occasione del Giorno della Memoria.
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La prima pattuglia russa giunse in vista del campo verso il mezzogiorno del 27 gennaio 1945. Fummo Charles ed io i primi a scorgerla: stavamo trasportando alla fossa comune il corpo di Sómogyi, il primo dei morti fra i nostri compagni di camera. Rovesciammo la barella sulla neve corrotta, ché la fossa era ormai piena, ed altra sepoltura non si dava: Charles si tolse il berretto, a salutare i vivi e i morti. Erano quattro giovani soldati a cavallo, che procedevano guardinghi, coi mitragliatori imbracciati, lungo la strada che limitava il campo.

Sul libro di Safran Foer "Possiamo salvare il mondo prima di cena"

Una (quasi) recensione di Simonetta Pagliani all'ultimo libro di Jonathan Safran Foer, “Possiamo salvare il mondo prima di cena”. Un libro che riflette ancora sull'importanza delle scelte alimentari sulle emissioni di gas serra, e come il modo e la misura dei consumi di carne debbano cambiare per poter rispettare gli Accordi di Parigi. E un libro il cui vero valore sta nella prosa lieve delle pagine che vengono prima e dopo il compendio di previsioni funeste. Crediti immagine: Tumisu/Pixabay. Licenza: Pixabay License

 “Noi siamo il Diluvio e noi siamo l’Arca” (quasi una recensione)

di Simonetta Pagliani

Sabin, per non dimenticare perché si vaccina

Il vaccino sviluppato da Sabin si assume per via orale, e può essere messo su una zolletta di zucchero per renderlo più appetibile ai bambini. Crediti: Wellcome Images/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 4.0

Albert Bruce Sabin, padre dell'omonimo vaccino contro la poliomielite, è nato 113 anni fa. Simonetta Pagliani ne ripercorre la storia della vita e degli studi, studi che hanno portato a una delle armi grazie alle quali il virus è stato eradicato in molti Paesi - e che resta consigliata nei Paesi ancora a rischio di epidemie. Per consentirne la massima diffusione possibile, Sabin non volle brevettare il suo vaccino: rinunciò ad arricchirsi per mantenerne il prezzo accessibile, contribuendo a salvare un enorme numero di vite

Dovere di accoglienza

Il soffitto della sala dello Human Rights Council. Crediti: United States Mission Geneva/Flickr. Licenza: CC BY-ND 2.0

Rifiutare l'approdo in un porto a una nave che ha salvato persone in mare è un reato. Anche respingere i richiedenti asilo è reato. E l'immunità, richiesta con successo dal ministro dell'interno per la vicenda della nave Diciotti, non dovrebbe essere data. Questo, almeno, secondo il diritto internazionale.  

Il 16 ottobre pioveva su Roma

Birkenau

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Il 27 gennaio del 1945 venne liberato, ad Auschwitz, Cesare Di Segni, nato a Roma il 5 agosto del 1899, venditore ambulante di abbigliamento, catturato nel rastrellamento del ghetto il 16 ottobre del 1943; fu l’unico a resistere in quel campo (ma morì poco dopo il rimpatrio nell’ottobre del 1945), mentre altri 14 uomini, fra cui suo figlio Lello, ce la fecero in campi diversi, dove gli ebrei romani non destinati immediatamente al gas furono in parte smistati; sopravvisse una sola donna, sua nipote Settimia Spizzichino, mentre Fiorella Anticoli ed Enrica Spizzichino, che furono anch’esse lib

Jean Améry e l’infezione lunga del lager

Prigionieri in una delle baracche a Buchenwald: in seconda fila, settimo da sinistra, Elie Wiesel - Credits: Photo by Private H. Miller. (Army) - U.S. Defence Visual Information Center - Licenza: Pubblico dominio

Stando alle statistiche, il suicidio è frequente nella popolazione carceraria e lo è particolarmente tra i detenuti in attesa di giudizio, angosciati dall’incertezza della propria sorte e tra i condannati all’ergastolo, annichiliti dalla sua certezza.

Viaggio genetico intorno al giorno

"Open your eyes". Photo by woodleywonderworks - Licenza: CC BY-SA 2.0.

 

E’ una sera d’estate: il sonno arriva dopo cena, insieme al profumo che le belle di notte esalano solo al buio, per attrarre le farfalle notturne; alle 2 si dorme profondamente, ma verso mattino si sente la necessità di tirare su il lenzuolo, perché sembra faccia più freddo. Alle 8 ci si sveglia e ci si sente sempre più attivi a mano a mano che il giorno procede, fino a che, alle 21, il ciclo ricomincia.

Ricordando Primo Levi

La ricorrenza del Giorno della Memoria (27 gennaio) è l’occasione per ricordare un aspetto di Primo Levi che forse i lettori di Se questo è un uomo e de La tregua non conoscono a sufficienza: quello dell’osservatore curioso e del divulgatore giocoso. Chi non vuole ignorare un tratto essenziale della poliedrica personalità di questo intellettuale, non deve perdere la mostra itinerante “I mondi di Primo Levi.

Il delirio di onnipotenza di un medico di campagna

Il film di Thomas Lilti Il medico di campagna, da tempo nelle sale cinematografiche, racconta di un dottore della provincia francese che esercita, indefesso, il suo mestiere oscuro ed eroico, perfino quando gli viene diagnosticato un tumore al cervello, elargendo consigli di salute e di vita, conforto e speranza e avendo in odio il lavoro di gruppo, i computer e gli ospedali stessi. Infatti, vede come un’ingerenza la collaborazione che gli offre una collega, scrive a mano appunti sui malati che poi cela gelosamente d

Auschwitz Report

Durante un viaggio autunnale a New York, in cerca di una pausa di tepore, sono entrata nella libreria Strand, dove si può curiosare in giro, dandosi le arie da intellettuale di caratura internazionale, pur senza alcuna intenzione di comprare. Invece, inaspettatamente, l’occhio mi è caduto su un libretto smilzo e l’ho subito portato alla cassa: il sintetico titolo anglosassone era ”Auschwitz Report”.

Tutt’altro che una cura di emme

Il trapianto di feci (o batterioterapia fecale o trapianto di microbioma fecale) sta rivelandosi un presidio terapeutico molto promettente nelle situazioni infettive di particolare impegno e in altre condizioni patologiche dell’intestino; a livello internazionale, viene ormai praticato in circa 500 centri gastroenterologici, per lo più riforniti da un unico laboratorio con sede a Boston; anche in Italia, la batterioterapia è in via di sperimentazione in centri come il policlinico Gemelli di Roma e il Sacco di Milano.

Intestino e cervello sempre più simili

L’epitelio intestinale ha un ruolo strategico per la salute umana, che deve giocare su due fronti: da una parte deve essere totalmente impenetrabile ai microrganismi che affollano il tubo digerente, sia residenti funzionali (il cosiddetto microbiota) sia provenienti dall’esterno con il cibo e, dall’altra, deve lasciare il “via libera” alle molecole di nutrienti che dal cibo devono arrivare al sangue circolante, dopo aver superato il “dazio” del passaggio epatico.