Covid-19/

Verso una scuola resiliente alla pandemia

Tempo di lettura: 15 mins

Nota introduttiva di Francesco Forastiere

Una cosa è certa: tutti noi vorremmo tornare alla “vita normale”, socializzare, scambiare direttamente opinioni e affetti, e nessuno può negare che la chiusura delle scuole sia stato un sacrificio enorme per i ragazzi, le famiglie e la società tutta, e che il sacrificio della assenza di istruzione abbia pesato sulle persone più svantaggiate e con meno risorse. Riaprire le scuole è dunque un obbligo, come recita il mantra di questi giorni. Ma come garantiamo la sicurezza? Tra distanza, mascherina, banchi, sorveglianza dei sintomi, chiusura della classe, dell’intero complesso, la discussione si fa accesa anche perché i soggetti coinvolti sono sempre i nostri “pezzi e’ core”. E la politica poi fa da padrona come se non si trattasse di scelte che hanno un grande risvolto tecnico e necessitano di una notevole capacità organizzativa e decisionale. Scienza in Rete ha voluto rendere disponibile il documento del Harvard Global Health Institute per una nostra lettura e riflessione. Cosa colpisce di questo documento? Pur facendo riferimento a una realtà sociale e istituzionale profondamente diversa dalla nostra, cogliamo in questo documento molti spunti rilevanti anche per noi. Ecco i principali:
Vi è una scelta di priorità per le scuole da riaprire. Le scuole elementari, in primis, e le scuole medie e superiori dopo. Su queste vanno incentrati gli sforzi, proprio perché il bisogno di formazione è maggiore, la formazione a distanza è più difficile e diseguale. Nell’età dell’obbligo la socializzazione è parte integrante del processo educativo. Ma si dirà non possiamo tralasciare le scuole materne, la scuola superiore e l’università. Ebbene, in alcuni casi occorre fare delle care scelte di priorità che il documento di Harvard ben motiva. Senza contare che i rischi di diffusione del virus sono probabilmente maggiori quando i ragazzi sono più grandi a causa delle più intense e numerose relazioni sociali e le capacità di affrontare una formazione online probabilmente maggiori. 
Le priorità sulle scuole da aprire sono commisurate alla situazione epidemiologica locale, agli indicatori di circolazione del virus, ricoveri e mortalità. Si tratta di un concetto importante, la probabilità di infezione per un individuo non è una costante nello spazio e nel tempo ma è funzione della circolazione virale, ovvero di quanti individui sono affetti nella comunità. Insomma, per una volta gli indicatori epidemiologici sono determinanti per la decisione. 
Il documento di Harvard è all’insegna della cautela ma anche del realismo e dell’elasticità. Ad esempio, In qualsiasi momento potrebbe rendersi necessaria una chiusura repentina  delle attività educative in presenza. Quando la situazione epidemiologica non lo consente, quindi, la scuola deve essere pronta a passare da un metodo di insegnamento in presenza a uno online (o situazioni ibride). Il corpo insegnante deve essere pronto e la scuola deve aver fatto una verifica con le famiglie sulle possibilità/capacità di connessione. Senza questa partecipazione della scuola e dello Stato alle difficoltà delle famiglie si protraggono le ingiustizie e le diseguaglianze.
Riaprire la scuola è senza dubbio una grande sfida, che deve presupporre un paziente lavoro di inventario degli spazi, che devono essere sufficienti a garantire il distanziamento, la ricerca di spazi alternativi (anche extra scolastici) laddove la situazione lo richieda, così come norme chiare ma realistiche sull’uso delle mascherine e programmi di sorveglianza e di contact tracing. Molte delle indicazioni vengono dal buon senso e non da evidenze certe di efficacia. Non c è stato il tempo di cercarle. Ma perché, in questa ignoranza su cosa possa essere il meglio, non si progettano e realizzano dei trial randomizzati nella scuola per valutare l ‘efficacia delle scelte, esempio mascherine si o no, pulizie dei banchi ect.? Potrebbe essere una grande occasione del Servizio Pubblico per rafforzare la logica della valutazione comparativa di efficacia. [1]
Infine, tra le tante misure, una nota su quanto viene spesso tralasciato in Italia. La ventilazione. Abbiamo ampiamente imparato l’importanza di areare i luoghi chiusi, ma per la prevenzione del Covid-19 non è mai abbastanza. Si dice alla fine di ogni ora lo scolaro si deve disinfettare il banco. Bene, ma se alla fine di ogni ora apriamo a lungo le finestre non è anche meglio? Ma un trial comparativo? Forse gli americani lo stanno pensando. 

Note
1. Margaret McCartney: We need better evidence on non-drug interventions for covid-19. The BMJ Opinion, 28 August 2020. https://blogs.bmj.com/bmj/2020/08/28/margaret-mccartney-we-need-better-e...

 

Il Cammino verso lo Zero e le Scuole: Realizzare spazi di insegnamento e di apprendimento resilienti alla pandemia

Tradotto da: "The Path to Zero and Schools: Achieving Pandemic Resilient Schools and Learning Spaces" pubblicato il 19 Luglio 2020 su GlobalEpidemics.org. Pubblicato in italiano per gentile concessione di Harvard University (traduzione in italiano di Luca Carra e Simonetta Pagliani).

La migliore politica per sostenere la riapertura delle scuole prima dello sviluppo di un vaccino o di un trattamento efficaci è la soppressione del contagio da SARS-CoV-2 fino a un'incidenza quasi nulla (Zero). Questo può essere ottenuto attraverso l'uso universale della mascherina, il rigoroso distanziamento sociale, la riduzione o l'eliminazione di raggruppamenti in ambienti chiusi e una strategia di test, tracciamento e isolamento assistito (TTSI).
Nella realtà, questo traguardo non può essere raggiunto prima dell'inizio del nuovo anno scolastico (non rimandabile, poiché i costi per i bambini della chiusura delle scuole sono significativi); si impone, quindi, una seconda scelta, che è quella di riaprire in presenza le scuole materne ed elementari (prima priorità) e le scuole secondarie (seconda priorità)  nelle giurisdizioni a basso livello di rischio, a condizione che vi sia un'offerta sufficiente di spazi di insegnamento e di apprendimento resilienti alla pandemia nel distretto per farlo in modo equo.
A metà luglio, tutti i Paesi che hanno aperto le scuole senza avere ulteriori epidemie avevano raggiunto, al momento dell'apertura, un basso livello di incidenza dei casi. Dopo l'apertura, hanno mantenuto l'attenzione sul controllo delle infezioni e sui programmi di TTSI in corso per il controllo delle malattie. Negli Stati Uniti, dovremmo differenziare la politica di riapertura delle scuole in base ai livelli d’incidenza dei casi nella giurisdizione interessata (contee e distretti). Alcuni stati, ad esempio Maine, Montana, Alaska e Hawaii, hanno attualmente livelli di incidenza dei casi sufficientemente bassi in tutte le contee e i distretti per pianificare la riapertura completa del sistema scolastico, con adattamenti degli spazi di insegnamento e di apprendimento per la resilienza alla pandemia. Altri stati, ad esempio, Arizona, California, Minnesota, Texas e Florida, hanno, attualmente, un'incidenza di casi così alta in molte contee/distretti da dover pianificare l’inizio del semestre autunnale con l'apprendimento online. In tali contesti, gli educatori e i capi distretto dovrebbero concentrarsi sulla preparazione di opportunità di apprendimento online di più alto livello rispetto a quelle raggiunte in primavera, basandosi sulle ricerche esistenti sull'e-learning.
I contesti più complessi sono quelli con livelli di incidenza dei casi da bassi a moderati. Le linee guida per il controllo delle infezioni, sviluppate in collaborazione con gli operatori sanitari per gli ambulatori e gli ospedali, sottolineano la sequenza degli spazi, le infrastrutture per l'igiene personale, l’uso dei materiali, la ventilazione e il filtraggio e la leggibilità degli spazi (attraverso la segnaletica e altri indicatori) per supportare le pratiche di protezione appropriate in ogni categoria di spazio (ad esempio la necessità di indossare sempre una maschera nei corridoi, anche se a volte è possibile fare delle pause al mascheramento nelle aule durante l'ora di lettura).
In questo briefing, spieghiamo come i livelli d’incidenza del rischio, l'adattamento creativo delle linee guida di controllo delle infezioni per edifici sani e gli investimenti nazionali nelle scuole resilienti alle pandemie possono ottimizzare le operazioni, mantenere le persone al sicuro e ripristinare le scuole come luoghi di apprendimento affidabili in un mondo densamente popolato in cui le nuove epidemie di coronavirus e d’influenza stanno diventando sempre più frequenti.

Cos’è uno spazio di apprendimento resiliente alla pandemia? 

Le scuole sono luoghi di costruzione della comunità, di apprendimento, di nutrimento fisico e culturale, di assistenza sanitaria, di educazione degli adulti, di doposcuola e, in molti luoghi, di voto. Sono centri comunitari e civici e nodi centrali delle reti di quartiere. Sono convenzionalmente collocati in "edifici scolastici", ma non è necessario che lo siano. Le scuole si tengono anche nei parchi e nelle piazze e in una varietà di spazi all'aperto. Uno spazio di apprendimento resiliente alla pandemia è quello in cui lo spazio fisico per l'apprendimento è favorevole alla salute e limita il rischio di trasmissione di malattie, pur fornendo le condizioni per la connessione sociale e la crescita intellettuale.
Uno spazio di questo genere mantiene gli studenti, gli educatori e il resto del personale al sicuro ed è uno spazio affidabile. Spazi d’insegnamento e di apprendimento resilienti alla pandemia possono significare cose diverse per studenti di età diverse. Con COVID-19, le persone di 18 anni e più giovani hanno un rischio di morte, ospedalizzazione e gravi conseguenze molto più basso e hanno anche meno probabilità di contrarre un'infezione. All'interno di questo gruppo, anche gli studenti di età inferiore ai 10 anni trasmettono a tassi più bassi. Quest'ultimo punto sui tassi di trasmissione più bassi può riguardare anche le persone di 15 anni e più giovani, un punto che la ricerca dovrebbe chiarire nelle prossime settimane. Mantenere bassi i livelli di rischio per i bambini piccoli attraverso spazi di insegnamento e di apprendimento resilienti alla pandemia è più facilmente realizzabile che non per gli studenti in età liceale e per gli educatori e il personale adulto dell'edificio scolastico. 
La creazione di scuole per la salute richiede aule sane, edifici sani, politiche sane, orari sani e attività sane. I responsabili politici e amministrativi devono stabilire una cultura della salute, della sicurezza e della responsabilità condivisa. (1).
Per tutti gli studenti è necessario un edificio sano con una migliore ventilazione esterna e una migliore filtrazione dell'aria, così come servizi igienici resilienti alla pandemia, distanziamento fisico e di gruppo e facilità di interpretazione delle disposizioni nei vari spazi (attraverso segnaletica e altri marcatori) e dei protocolli di comportamento.
A causa della natura aggregativa del contesto scolastico, gli adulti che lavorano nell'edificio scolastico in aree a basso, moderato e alto rischio, dovrebbero essere considerati lavoratori essenziali, come gli operatori sanitari. Essi avranno anche bisogno di DPI, di sequenze spaziali, di infrastrutture per l'igiene personale, di materiali, di un'adeguata ventilazione/filtrazione e di una leggibilità che li aiuti a comprendere i diversi livelli di rischio nelle diverse parti del loro edificio. Questi sono tutti elementi di uno "spazio di insegnamento e di apprendimento resiliente alla pandemia". A seconda del livello di diffusione della comunità nell'area circostante la scuola o del "livello di incidenza del rischio", i lavoratori essenziali nelle scuole dovrebbero avere accesso ai test di routine e possono meritare una retribuzione per il rischio. I lavoratori della scuola che appartengono a gruppi ad alto rischio (per età e/o malattie concomitanti o pregresse, ndr) dovrebbero anche avere accesso a incarichi alternativi o da remoto, ad altre sistemazioni ragionevoli o a sussidi di invalidità, ove applicabili.

Quali sono i livelli d’incidenza del rischio?

Per arrivare a un livello d’incidenza dei casi prossimo allo zero, le diverse autorità locali (jurisdictions) devono prima comprendere la gravità dell'epidemia ivi in atto. Per determinarlo possono fare riferimento alla seguente tabella:

Livello di rischio Covid Incidenza: casi giornalieri ogni 100.000 persone
Rosso >25
Arancione 10<25
Giallo 1<10
Verde <1

Il conteggio dei nuovi casi giornalieri confermati deve essere rafforzato, per la sua attendibilità, con l'andamento dei decessi, dei nuovi ricoveri COVID, in ogni caso con una media mobile di sette giorni e con la positività percentuale dei test eseguiti. I dati sui decessi e sui ricoveri rivelano dove i conteggi dei casi sono bassi solo perché i test eseguiti sono pochi i; dove tale sottostima è evidente, le autorità non dovrebbero basarsi sull'incidenza dei casi per valutare il rischio, ma solo sulle metriche dei decessi e dei ricoveri. Anche un aumento della positività del test superiore al 10%  indica una forte probabilità di sotto-conteggio. (2).
Questi livelli d’incidenza di  COVID aiutano i responsabili delle decisioni e i membri della comunità a conoscere il livello di rischio per la popolazione. Il livello verde si allinea con la soglia di basso livello d’incidenza dei Centers for Diseaswese Control and Prevention (CDC). I livelli comunicano anche l'intensità dello sforzo necessario per il controllo del COVID a vari livelli di diffusione nella comunità.
Il tipo di rischio va determinato a livello di contea, di distretto sanitario locale e statale. Le decisioni politiche sulle strategie di risposta alla malattia migliori per una giurisdizione dovrebbero essere prese guardando sia al livello locale sia al quadro statale e considerando il rapporto dinamico tra di essi. Per le scuole, il primo punto di riferimento dovrebbe essere quello locale e i responsabili delle decisioni dovrebbero considerare sia i tassi nei propri distretti e contee, sia i tassi nei distretti e nelle contee con cui condividono un confine.
Oltre a prestare attenzione ai livelli d’incidenza, i responsabili delle decisioni dovrebbero prestare molta attenzione alla direzione della tendenza e al tasso di cambiamento (mentre può esserci un plateau in giallo, nel livello arancione la diffusione tende ad avere una maggiore velocità, con un passaggio al rosso più rapido che dal giallo all'arancione).
Una guida approssimativa su come questi livelli d’incidenza possono aiutare a pensare alle scuole resilienti alla pandemia è la seguente:

Livelli di rischio Strategia per l'insegnamento e l'apprendimento resiliente alla pandemia
Rosso Apprendimento a distanza per tutti gli studenti; i distretti, gli stati e il governo federale investono nell'apprendimento a distanza.
Arancione Le scuole inferiori e medie e i servizi di istruzione speciale si aprono se le condizioni per l'insegnamento e l'apprendimento di spazi resilienti alla pandemia possono essere raggiunti su larga scala; i distretti, gli stati e il governo federale investono in edifici e aule sane; in assenza di condizioni e spazi per l'insegnamento e l'apprendimento resilienti alla pandemia, le scuole continuano con l'apprendimento a distanza.
Le scuole superiori mantengono l'apprendimento a distanza per tutti gli studenti; i distretti, gli stati e il governo federale investono nell'apprendimento a distanza.
Giallo Tutte le scuole si aprono se le condizioni per l'insegnamento e l'apprendimento di spazi resilienti alla pandemia possono essere raggiunti su larga scala; i distretti, gli stati e il governo federale investono in edifici e aule sane; in assenza di condizioni per l'insegnamento e l'apprendimento resilienti alla pandemia, le scuole continuano con l'apprendimento a distanza.
Se è disponibile un sufficiente spazio di apprendimento resiliente alla pandemia dopo l'assegnazione ai gradi scolastici inferiori, le scuole superiori si aprono con un programma ibrido, con solo un sottoinsieme di studenti nel campus in un particolare momento per facilitare la de-densificazione; i distretti, gli stati e il governo federale investono in edifici e aule sane e nell'apprendimento a distanza.
Verde Tutte le scuole sono aperte se si possono ottenere su larga scala le condizioni per creare spazi per l'insegnamento e l'apprendimento resilienti alla pandemia; i distretti, gli stati e il governo federale investono in edifici e aule sane.

Come implementare gli spazi d’insegnamento: i distretti scolastici

I distretti dovrebbero iniziare a fare l'inventario degli spazi per l'insegnamento e l'apprendimento disponibili resilienti alla pandemia, al chiuso e all'aperto. I distretti dovranno tracciare la mappa dell'aumento di metri quadrati per ogni allievo di cui avranno bisogno per mantenere una scuola elementare, una scuola media e una scuola superiore aperta se il livello d’incidenza del rischio è giallo o arancione. Tale mappatura dipenderà dalle decisioni su come fare distanziamento di gruppo per ridurre al minimo le catene di trasmissione all'interno della scuola (creazione di cluster). 
Raggiungere la massima distanza fisica e una sana ventilazione e filtrazione è una priorità assoluta.
Oltre a inventariare gli spazi degli edifici scolastici, i capi distretto dovrebbero identificare ulteriori spazi di insegnamento e di apprendimento resilienti alla pandemia che potrebbero essere disponibili nel quartiere o nella zona dove siano possibili i necessari adattamenti (aule scolastiche vuote o poco usate, edifici per uffici, chiese, spazi all'aperto, spazi per tensostrutture, ecc). La precedenza va sempre data alla sistemazione dei gradi scolastici inferiori. La minore disponibilità degli spazi o degli insegnanti può richiedere l’ibridazione di scuola in presenza e online.

Come implementare gli spazi d’insegnamento: lo stato

Per ottenere un'ampia trasformazione degli spazi scolastici in spazi per l'insegnamento e l'apprendimento resilienti alla pandemia, sarà necessario che i dipartimenti di istruzione forniscano la consulenza tecnica in materia di pianificazione dello spazio, organizzino e mantengano comunità di apprendimento per sostenere la crescita della comprensione su come creare un insegnamento resiliente alla pandemia e spazi di apprendimento e su come ottimizzare l'esperienza di apprendimento a distanza e, infine, collaborino con i dipartimenti sanitari statali per garantire che i funzionari sanitari locali siano preparati a sostenere i programmi di test di routine per il personale scolastico.

Come implementare gli spazi d’insegnamento: il livello federale

Mentre i dipartimenti statali dell'istruzione e i distretti devono fornire un programma a sostegno degli spazi d’insegnamento e di apprendimento resilienti alla pandemia, per altri aspetti hanno bisogno del sostegno del governo federale: (1) investimenti nella banda larga e nella fornitura di computer portatili per sostenere l'apprendimento a distanza; (2) indennità di rischio per gli educatori che lavorano come lavoratori essenziali nelle zone gialle e arancioni; (3) accesso ai sussidi di disabilità per gli educatori che lavorano nelle zone gialle e arancioni e che non sono in grado di trasferirsi in una zona verde; (4) investimenti in test di routine per gli adulti negli edifici scolastici nelle zone gialle e arancioni; e (5) investimenti nell'aggiornamento degli edifici delle scuole americane a sostegno della resilienza pandemica a breve e lungo termine.

Note
Un quadro completo di ciò che richiede attenzione può essere trovato in utilizzando la guida "Scuole per la salute" all'indirizzo https://schools.forhealth.org/
Si veda "Key Metrics for Suppression Framework"
Contatti
La comunicazione può essere indirizzata a Danielle Allen presso l'Edmond J. Safra Center di Harvard ([email protected]); Ashish Jha presso il Global Health Institute di Harvard ([email protected]); Stefanie Friedhoff presso il Global Health Institute di Harvard ([email protected]. edu); Joseph Allen alla Chan School of Public Health di Harvard ([email protected]); Jacob Fay al Centro Edmond J. Safra di Harvard ([email protected]); Helen Jenkins alla School of Public Health della Boston University ([email protected]); Meira Levinson alla Graduate School of Education di Harvard e all'Edmond J. Safra Center for Ethics
([email protected]).
Link all’originale: https://globalepidemics.org/wp-content/uploads/2020/07/pandemic_resilien...

 

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