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Premio giovani ricercatori edizione 2020

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Il Premio Giovani Ricercatori 2020, indetto dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica, ha avuto una grande adesione, contando 373 candidati suddivisi in dieci aree.
373 candidati: 191 uomini e 182 donne, suddivisi in 10 aree:

Propagazione di SARS-CoV-2, distanziamento e mascherine

Simonetta Pagliani ripercorre le informazioni che abbiamo sulla propagazione di SARS-CoV-2, dalle cui caratteristiche dipende l'efficacia del distanziamento fisico e quella delle mascherine. Il testo deriva dalla presentazione che Simonetta Pagliani ha fatto nel webinar  della Associazione Alessandro Liberati «Accuratezza dei test diagnostici, DPI, politiche di distanziamento e lockdown», tenutosi i 27 ottobre, trasmesso anche su Scienza in rete.

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Protezione popolazione generale e addetti a compiti sanitari

Il lockdown totale, con la radicale diminuzione della mobilità individuale, ha sicuramente arginato il dilagare dell’epidemia, riducendo R0, che esprime il numero d’infezioni secondarie generate da un individuo infetto durante l’intero periodo infettivo, in una popolazione suscettibile, al tempo 0 di un’epidemia.

Perché i dati di tracciamento vanno presi con le pinze

tracciamento

Dopo molti mesi di pandemia abbiamo capito che il tracciamento dei contatti è una misura indispensabile per cercare di contenere la diffusione del virus. Tuttavia, i dati non «parlano», ma devono essere attentamente interpretati. Per esempio, tracciare i contatti familiari o lavorativi è molto più semplice che tracciare quelli avvenuti in autobus. Come operare nel migliore dei modi?

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Purtroppo, l’ora della clausura è ritornata. I nuovi casi di Covid-19 in Italia stanno crescendo in modo esponenziale da alcune settimane, e a essi inevitabilmente si associa una pressione crescente sui servizi sanitari e, tragicamente, un aumento considerevole dei decessi.

La statistica medica lancia una proposta per le prossime pandemie

“Conoscenze, decisioni e incertezza: la statistica medica lancia una palla di neve, perché quella in corso non è l’ultima pandemia” è il titolo del position paper scritto da Flavia Carle1, Giovanni Corrao2 e Cristina Montomoli3, approvato e sottoscritto dal Consiglio Direttivo della Società Italiana di Statistica Medica ed Epidemiologia Clinica (SISMEC). Vi offriamo una sintesi che potrebbe risultare utile.

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Il fatto che questa pandemia abbia riguardato dall’inizio e con veemenza Paesi come l’Italia, dove le malattie infettive sembravano non rappresentare da tempo un problema prioritario per la salute dei cittadini, ha evidenziato due importanti criticità.

Di estinzioni, rapporto con l’ambiente e patogeni

“La malinconia del mammut. Specie estinte e come riportarle in vita”, di Massimo Sandal, ci parla di perdite, passate e presenti; e parla quindi del nostro rapporto con l’ambiente, nel quale gli effetti delle azioni ricadono anche sulla nostra specie.

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Ci stiamo mangiando la Terra viva. Se la Morte è rappresentata come la signora con la falce, noi siamo le scimmie con la falce, che tagliando il grano portano con sé anche il resto dei viventi

Servono provvedimenti drastici adesso

In Italia stiamo assistendo a un andamento esponenziale dell'epidemia e, se le cose continuano così, ci ritroveremo fra tre settimane con quasi centomila casi al giorno, cinquecento morti al giorno e con la stessa crisi sanitaria di marzo. Servono provvedimenti drastici adesso per fermare la crescita dei casi, ma per arrivare a ridurre i contagi senza un altro lockdown sono necessarie informazioni più precise di quelle che ci vengono fornite quotidianamente, perché solo con un'alleanza trasparente scienza e politica possono affrontare la situazione.

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Quale è la situazione epidemica in Italia? Stiamo in presenza di un andamento esponenziale. Dai primi giorni di ottobre, i casi accertati di Covid-19 stanno raddoppiando ogni settimana e per ogni ottanta casi  c'è un morto dopo una decina di giorni o poco meno. Una settimana è proprio il lasso di tempo che in media ci vuole perché un contagiato contagi qualcun altro, il cosiddetto serial time, il tempo caratteristico della progressione epidemica. Quindi un raddoppio ogni settimana vuol dire che ogni contagiato ne contagia due.

Diagnosi automatizzate: dalla COVID-19 ai tumori al seno

Immagine mammografica contenuta nel campione utilizzato dallo studio "International evaluation of an AI system for breast cancer screening", pubblicato da Google su Nature a gennaio del 2020. I rettangoli gialli indicano le aree in cui il sistema di intelligenza artificiale ha individuato formazioni tumorali che i sei radiologi esperti coinvolti nello studio non sono stati in grado di riconoscere.

Due settimane fa un gruppo di ricercatori cinesi ha pubblicato sulla rivista Nature Communications uno studio in cui mostra le performance di un sistema di intelligenza artificiale nel diagnosticare la COVID-19 a partire dalle immagini di tomografia computerizzata dei polmoni, distinguendola da altre tre patologie: le polmoniti causate dall'influenza stagionale, le polmonit

Cinquant'anni senza malaria

Sono passati cinquant'anni da quando l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l'Italia libera dalla malaria: Gilberto Corbellini ripercorre la storia della lotta alla malattia nel nostro Paese, per spiegare cosa può insegnare ai piani di eradicazione mondiali.

Nell'immagine: segnatori all'opera durante la campagna antimalarica in Sardegna negli anni 1948-1950 (immagine di Wolf Suschitzky). La campagna antimalarica prevedeva due fasi: anzitutto le squadre di segnatori dovevano ispezionare il territorio per individuare i punti in cui si annidavano le zanzare; completata la mappatura, una seconda squadra aveva il compito di irrorare il DDT nelle zone segnalate.

L’Italia fu ufficialmente dichiarata libera da malaria dall’OMS il 17 novembre 1970. Una malattia antica come l’uomo era stata sconfitta dalla ricerca, dalle misure sanitarie e dallo sviluppo economico e sociale in una regione dove circolava da circa 2500 anni.

Se l’epidemia accelera cosa resta da fare?

Mentre l'aumento del numero di casi aumenta la preoccupazione, abbiamo ancora pochi dati sui reali rischi di esposizione nei diversi contesti; per capire cosa dobbiamo aspettarci, e quindi cosa possiamo fare, possiamo quindi solo ragionare con i dati noti finora.

Nell'immagine: Il quarto stato. Giuseppe Pellizza da Volpedo, 1898-1901. Elaborazione di Scienza in rete.

Dopo mesi di rilassamento, la crescita del numero dei casi confermati di Covid-19 osservata negli ultimissimi giorni (la famosa “seconda ondata”) ha di colpo fatto decollare il grado di ansietà dei media e dell’opinione pubblica. Come già succedeva nella prima fase, il governo ha subito risposto emanando una serie di provvedimenti: l’ultimo è il DPCM del 19 ottobre 2020, che fornisce un significativo numero di ulteriori indicazioni e regole di distanziamento i cui effetti, tuttavia, non sono affatto facilmente predittibili a priori.