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Fase 2: quale test scegliere?

La gara indetta dal governo per i test sierologici è sta vinta dall'azienda Abbott, che ne fornirà un primo quantitativo gratuitamente. La Regione Lombardia ha deciso invece d'impiegare un kit diagnostico dell'italiana Diasorin che, oltre agli anticorpi totali, rileva la presenza di anticorpi neutralizzanti, ossia quelli che sono in grado non solo di riconoscere ma anche di bloccare il virus (sebbene la loro presenza non influenzi per forza l'andamento dell'infezione verso la risoluzione). La domanda sorge spontanea: perché non è stata scelto per un test nazionale il kit più completo, che oltre alla positività agli anticorpi può informare sullo stato di effettiva protezione per sé e per gli altri? L'opinione dell'immunologo Guido Poli del San Raffaele di Milano.
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Il 20 marzo ho scritto per questo giornale un articolo in cui sostenevo:
Quando gli animali selvatici entrano in città

Sui social e nei media impazzano le notizie di animali selvatici in città, che conferiscono un sapore ancora più surreale e fantascientifico alla attuale situazione di pandemia. Ma perché gli animali entrano nelle città? Sono una novità portata dal COVID o semplicemente ce ne accorgiamo di più?
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Caprioli che guardano le vetrine del centro in un paese della pianura piemontese, un tasso che corre per le strade a Firenze, lupi solitari sui marciapiedi…e persino una giovane aquila reale sui cieli di Milano! E non solo: leoni che prendono il sole sonnacchiosi sull’asfalto in Sudafrica, canguri che saltellano per le strade di Adelaide, scimmie che invadono viali in Tailandia, branchi di bufali sulle superstrade di Nuova Dehli. L’elenco potrebbe andare avanti ancora molto a lungo. Sui social impazzano le condivisioni di foto e video, con il tag #naturerevives, la natura rivive.
Inquinamento e Covid: due vaghi indizi non fanno una prova
Di nuovo in questi giorni numerosi giornali e televisioni (oltre ovviamente al web) stanno dando spazio ad un comunicato della SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale) che annuncia importanti scoperte sul particolato e il virus, descrivendole persino come importanti per le decisioni che andranno prese nelle prossime settimane.
E se la minaccia ci facesse riscoprire la cooperazione?

Lo spillover che ha innescatola pandemia di Covid-19 ci offre una grande opportunità, quella d'innescare anche uno spillover cognitivo, morale e politico, sulla traccia di quel percorso che potrebbe (ri)portarci a essere la più collaborativa delle specie.
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Se esiste un Altro esiste anche un Sé, un io che questa tragedia planetaria potrebbe finalmente insegnarci a declinare come un noi. Il mondo è in lockdown, le metropoli sospese, San Pietro un palcoscenico vuoto così come vuota rimarrà sulla Spianata delle moschee per il prossimo Ramadan anche Al Aqsa, uno dei luoghi più sacri dell’Islam. L’invisibile assedio, lo abbiamo capito, non conosce confini, attraversa popoli e condiziona culture. Il virus diventato pandemico non minaccia nazioni ma ci mette tutti alle strette.
Trova la donna nel Comitato tecnico scientifico!
Quando parlo della conquista della Luna (avvenuta nel luglio 1969) faccio sempre vedere la foto di gruppo degli astronauti che hanno partecipato al progetto Apollo. Davanti a tre dozzine di esemplari di maschietti americani bianchi, il mio commento è invariabilmente che la parità di genere nello spazio può solo migliorare. Dopo decenni di tentennamenti, si direbbe che la NASA abbia finalmente imparato la lezione.
Verso una stima di morti dirette e indirette per Covid

Spesso si sente dire che il numero di vittime che sta mietendo l’epidemia di SARS-CoV-2 in Italia sia ben superiore ai numeri che ci vengono forniti quotidianamente dalla Protezione Civile. Inoltre si leggono sempre più notizie relative a decessi non direttamente dovuti al virus ma indirettamente dovuti all’epidemia: sono spesso persone con patologie serie, che nulla hanno a che vedere con Covid-19, ma che hanno difficoltà o ritrosia ad accedere in tempo al servizio sanitario e ciò ne provoca a volte il decesso. Purtroppo ad oggi una stima accurata di questi due numeri, ossia dei reali decessi dovuti direttamente e indirettamente al virus, non è disponibile. In questo articolo cerchiamo di supplire a questa lacuna, fornendo una stima ragionevole di tali decessi tramite l’analisi statistica dei dati messi a disposizione dall’Istat sui decessi totali che sono avvenuti in Italia fino al 4 aprile 2020, anche elaborando scenari che partono dalla constatazione della minore prevalenza di donne nella mortalità da Covid-19. Nel grafico, sbilanciamento di genere nella mortalità Covid in Lombardia per fasce di età.
Un'analisi dei dati Istat sui decessi legati all'epidemia Covid-19 in Italia: verso una stima del numero di morti dirette e indirette, anche grazie allo sbilanciamento di genere
Messaggi chiave
- la copertura dei dati dell’Istat è tale da non permettere stime significative in molte regioni italiane. Noi ci limitiamo a quelle con copertura superiore al 50% della popolazione (Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna) e riteniamo che un eventuale uso di questi dati per stimare il numero di decessi nelle regioni mal campionate possa portare a severi errori;
Regolarizziamo in fretta i 600.000 immigrati irregolari

Scrivono i Lincei nel documento che segue: "L’immigrato, se contagiato, non è confinabile in un’abitazione che non possiede. L’irregolare sfugge i presidi ospedalieri e si avvale, piuttosto, dei presidi sanitari predisposti da associazioni caritative e volontarie. Non è raggiunto dalle informazioni necessarie per la sua sicurezza. Non è tracciabile o rintracciabile. Il loro alto numero rende difficile, se non impossibile, una serie di interventi di contrasto all’epidemia, quali la somministrazione di appropriati test sanitari o il tracciamento e il monitoraggio dei contagiati. L’irregolare rimane fuori dalla copertura offerta dal sistema sanitario, che pure ha natura universalistica". E allora che fare con i 600.000 immigrati irregolari presenti in Italia? Regolizzarli. E anche alla svelta!
Documento della Commissione Covid-19 Accademia dei Lincei. A cura del Gruppo – Economia e Società
Covid sfida la scienza ad aprirsi alla società e alla complessità
Le ipotesi ai tempi del Coronavirus sono un capitolo affascinante e potrebbero dare origine a un’enciclopedia praticamente infinita. Danno conto di una grande vivacità intellettuale, del desiderio di molti di contribuire a trovare soluzioni per uscire dalla crisi e si alimentano su una circolazione vorticosa di informazioni. Le ipotesi emergono, vengono moltiplicate, talune rimangono sospese, altre discusse perché confermano convinzioni consolidate o le ribaltano a sorpresa, sollecitano reazioni o smuovono emozioni.
Test sierologici: quanti sono e quali caratteristiche hanno
I test sierologici vengono effettuati con un prelievo venoso sul sangue per poter ricercare gli anticorpi prodotti contro il Sars-Cov-2. I test sierologici servono per quantificare gli anticorpi (immunoglobuline) IgM e IgG che vengono prodotti in caso di infezione.
Il tampone basato sull'identificazione dell'RNA virale serve per individuare la presenza del Sars-Cov-2 all’interno delle mucose respiratorie, mentre i test sierologici servono a rilevare gli anticorpi prodotti dal nostro sistema immunitario in risposta al virus.




