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Trasformare drasticamente il settore energetico per azzerare le emissioni nel 2050

Zero investimenti nelle fonti fossili (petrolio, gas e carbone) dal 2022, accelerazione su rinnovabili, soprattutto solare ed eolico, e riduzione del consumo energetico, questa la strada per azzerare le emissioni nette entro il 2050 secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia. Presenti, anche se meno che negli scenari IPCC, anche bioenergie, idrogeno e cattura e stoccaggio di carbonio.

Immagine: Pixabay.

Nel 2050 due terzi dell’energia globale e quasi il 90% di quella elettrica dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili. Tra queste, solare ed eolico dovranno avere un ruolo centrale, generando il 70% dell’energia elettrica. Per farlo la capacità del solare fotovoltaico dovrà aumentare di 20 volte nei trent’anni che abbiamo davanti e quella dell’eolico di 11 volte. Fatta eccezione per i progetti già approvati nel 2021, non è previsto lo sfruttamento di nuovi giacimenti di petrolio o gas né la costruzione di nuove centrali di energia a carbone senza sistemi di abbattimento delle emissioni.

Il meccanismo di Antikythera

Il meccanismo di Antikythera, risalente al secondo secolo a.C., è stato oggetto di un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori della University College London e pubblicato su Scientific Reports. Il calcolatore rappresenta uno dei primi passi verso la meccanizzazione della scienza. Era dotato di un sofisticato sistema di ingranaggi e ruote dentate e veniva azionato a mano. Grazie agli studi effettuati nel corso degli anni, si è capito che il meccanismo veniva usato per predire le eclissi, il moto della Luna, la posizione del Sole e dei cinque pianeti conosciuti all’epoca, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno.

Immagine: il meccanismo di Antikythera, di Marsyas.

Il 21 marzo scorso l'immagine astronomica del giorno proveniva dalla collezione del Museo Archeologico Nazionale di Atene: si trattava di uno dei frammenti del meccanismo di Antikythera, un antico calcolatore astronomico. Il meccanismo in bronzo, risalente al secondo secolo a.C., è stato infatti oggetto di un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori della University College London e pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

Due libri su Galileo

Patrizia Caraveo recensisce i due libri di Alessandro De Angelis, professore di Fisica sperimentale all’Università di Padova, dedicati alla figura di Galileo Galilei e pubblicati quest'anno: Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze di Galileo Galilei per il lettore moderno (Codice edizioni) e I diciotto anni migliori della mia vita (Castelvecchi).

Crediti immagine: Darkmoon_Art/Pixabay

Galileo è una pietra angolare della nostra cultura. A lui si deve lo sviluppo del metodo scientifico che sta alla base della scienza moderna. Ma Galileo non era uno scienziato arroccato nella sua torre d’avorio: oltre ad avere passioni molto terrene, voleva scrivere per un pubblico più vasto di quello dei suoi colleghi. Da qui la decisione di usare l’italiano, piuttosto che il più togato latino, per i suoi libri della maturità.

La relazione tra Covid-19 e il sovrappeso

Il sovrappeso, e soprattutto l'obesità, sono associati a maggiore suscettibilità all'infezione da SARS-CoV-2 e a un decorso di Covid-19 più grave. Sono ormai molti gli studi che hanno evidenziato questa relazione: Simonetta Pagliani li ripercorre in quest'articolo.

Crediti immagine: Samuel Ramos/Unsplash

L'isolamento sociale è stato associato, in studi sull'essere umano e su animali, ad aumento dell'adiposità, perdita di massa magra e insulino-resistenza: i meccanismi sottostanti a queste conseguenze metaboliche del distanziamento fisico sono insieme fisiologici, mentali e comportamentali e riguardano la mancanza di attività fisica, uno stato ansioso o depressivo e attitudini alimentari scorrette.

Uno screening può aiutare a mantenere aperte le scuole? L'esperienza del Piemonte

Il programma di screening Scuola Sicura è stato avviato sperimentalmente nei primi tre mesi del 2021, in aggiunta alle correnti procedure di sorveglianza e contact tracing, per gli studenti iscritti alle classi seconde e terze delle scuole secondarie di primo grado della regione Piemonte. Si tratta di un lavoro di stretta collaborazione tra scuola e ASL per ridurre la trasmissione del contagio e concorrere a mantenere le scuole aperte: i primi risultati, che evidenziano le criticità cui far fronte, sono incoraggianti e dimostrano che un programma di screening nelle scuole può essere implementato a patto che venga effettuato in modo organizzato e che si ponga attenzione in particolare alle modalità di coinvolgimento di scuole e studenti, alle strategie di testing, all’organizzazione e al sistema informativo che lo deve sostenere.

Crediti immagine: School photo created by freepik - www.freepik.com

Un gruppo di cinque bambini dell’Istituto Nigra di Torino sono accompagnati dai loro genitori presso l’hot spot del poliambulatorio di Via Le Chiuse per eseguire un tampone per Covid-19. Non hanno sintomi e non sono contatti di caso, ma partecipano al programma di screening Scuola Sicura deliberato dalla Regione Piemonte a inizio 2021. Fanno parte del gruppo A della loro classe; la settimana prossima sarà testato il gruppo B e così via fino alla fine del mese.

La pandemia ispiri nuovi standard di ventilazione degli edifici

In un articolo pubblicato su Science, un gruppo di 39 scienziati chiede un cambio di paradigma nel controllo della qualità dell'aria degli ambienti interni ripensando i sistemi di ventilazione per tenere conto dei patogeni trasmessi per via aerea. L'appello arriva poco tempo dopo il riconoscimento da parte di OMS e CDC dell'importanza dell'aerosol nella trasmissione di SARS-CoV-2, a oltre un anno dall'inizio della pandemia.

Crediti immagine: Pixabay.

Trattare la qualità dell’aria negli ambienti interni con lo stesso rigore con cui si garantiscono acqua pulita e alimenti sicuri. Questo il cambio di paradigma invocato da un gruppo di 39 scienziati in un articolo pubblicato oggi sulla rivista Science.

Comunicazione pubblica della scienza: è necessario un nuovo patto. Il messaggio del Simposio della FISV

La pandemia può diventare un’occasione per pensare a un nuovo patto sulla comunicazione della scienza che aumenti la confidenza dei cittadini con la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica e li coinvolga nei processi decisionali: questo il messaggio lanciato dal Simposio FISV del 28 aprile.

Crediti immagine: Markus Winkler/Unsplash

«Purtroppo non c’è oggi forma di ricerca che sia guidata dalla pura verità». Con questa nota del filosofo Massimo Cacciari si è aperto il Simposio FISV del 28 aprile Quale oggi per quale domani: il ruolo delle scienze della vita. Una considerazione che tiene conto della complessità delle dinamiche che concorrono a determinare le decisioni in materia di scienza e tecnologia.

Dov’è la prevenzione nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza?

La missione 6 del PNRR è “Salute”: ma salta agli occhi la mancanza di qualunque riferimento alla prevenzione.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) italiano è stato trasmesso il 30 aprile alla presidenza portoghese dell’Unione Europea. Il piano si apre con la considerazione che

La pandemia di Covid-19 è sopraggiunta in un momento storico in cui era già evidente e condivisa la necessità di adattare l’attuale modello economico verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale

Adattamento ai cambiamenti climatici: a che punto siamo?

L’Italia è al passo coi tempi sul piano dell’adattamento ai cambiamenti climatici? Lo abbiamo chiesto a Sergio Castellari, che ci ha riportato lo stato dell’arte, anche al livello europeo, in ambito di adattamento climatico, dalle importanti soluzioni “basate sulla natura” ai traguardi ancora da raggiungere.

Immagine: Pixabay.

L’Italia è tra i paesi europei più sottoposti al rischio climatico, trovandosi nel bacino del Mediterraneo; tuttavia, nonostante i progressi fatti negli ultimi anni, non è ancora al passo nel processo di adattamento ai cambiamenti climatici.