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Antonella Bena

Epidemiologa, dirige il Centro di Documentazione Regionale per la Promozione della Salute della Regione Piemonte. Per anni ha coordinato il Settore Rischi e Danni da Lavoro del Servizio di Epidemiologia a direzione Universitaria dell’ASL Torino 3, occupandosi di sistemi informativi, sorveglianza, igiene e sicurezza sul lavoro, valutazione delle attività di prevenzione. Svolge attività di ricerca nell’ambito della sanità pubblica e dell’epidemiologia occupazionale. È stata responsabile scientifico di 20 progetti di ricerca. Ha pubblicato più di 100 articoli in lingua italiana o inglese su riviste scientifiche peer-reviewed

Uno screening può aiutare a mantenere aperte le scuole? L'esperienza del Piemonte

Il programma di screening Scuola Sicura è stato avviato sperimentalmente nei primi tre mesi del 2021, in aggiunta alle correnti procedure di sorveglianza e contact tracing, per gli studenti iscritti alle classi seconde e terze delle scuole secondarie di primo grado della regione Piemonte. Si tratta di un lavoro di stretta collaborazione tra scuola e ASL per ridurre la trasmissione del contagio e concorrere a mantenere le scuole aperte: i primi risultati, che evidenziano le criticità cui far fronte, sono incoraggianti e dimostrano che un programma di screening nelle scuole può essere implementato a patto che venga effettuato in modo organizzato e che si ponga attenzione in particolare alle modalità di coinvolgimento di scuole e studenti, alle strategie di testing, all’organizzazione e al sistema informativo che lo deve sostenere.

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Un gruppo di cinque bambini dell’Istituto Nigra di Torino sono accompagnati dai loro genitori presso l’hot spot del poliambulatorio di Via Le Chiuse per eseguire un tampone per Covid-19. Non hanno sintomi e non sono contatti di caso, ma partecipano al programma di screening Scuola Sicura deliberato dalla Regione Piemonte a inizio 2021. Fanno parte del gruppo A della loro classe; la settimana prossima sarà testato il gruppo B e così via fino alla fine del mese.

Osservatorio Impatto Covid-19: un modello per il controllo della pandemia

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I dati del sistema di sorveglianza in Piemonte confermano che il mantenimento delle misure di distanziamento fisico, insieme alla ricerca attiva dei casi e dei contatti, sono in grado di mantenere a livelli controllabili la seconda fase dell’epidemia da Covid-19 e le sue conseguenze sul fabbisogno di assistenza sanitaria.

La promozione della salute è cruciale per la fase 2

Antonella Bena raccoglie e analizza alcuni degli aspetti più importanti da considerare per avere un efficace coinvolgimento delle comunità nella fase 2, una delle condizioni individuate come fondamentali dall'OMS.
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Tra le condizioni necessarie per sostenere la fase 2, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) individua il pieno coinvolgimento delle comunità. Le persone dovrebbero comprendere cosa significa passare dal rilevamento e trattamento dei casi gravi al rilevamento e isolamento di tutti i casi. La fase 2 rappresenta una “nuova normalità” nella quale le misure di prevenzione devono essere mantenute e tutti gli individui della comunità hanno un ruolo importante nel realizzarne e facilitarne l’attuazione.

SpoTT: un progetto per valutare l'inquinamento ambientale

Organizzare un sistema di sorveglianza che consenta di valutare potenziali effetti avversi sulla salute dell’inquinamento ambientale nelle aree circostanti il termovalorizzatore di Torino. È questo l’obiettivo principale di SPoTT (acronimo per Sorveglianza sulla salute della Popolazione nei pressi del Termovalorizzatore di Torino), il programma progettato e condotto dal Servizio di Epidemiologia dell’ASL TO3, dai Dipartimenti di Prevenzione delle ASL TO3 e TO1, dal Dipartimento di Epidemiologia e Salute Ambientale dell’Arpa, e dal Dipartimento Ambiente e