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Ci si può fidare dei test antigenici per SARS-CoV-2?

Tra ottobre e novembre, nell’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano è stato effettuato ai pazienti che accedevano in pronto soccorso un tampone nasofaringeo, poi analizzato sia utilizzando un test antigenico, sia utilizzando il test molecolare RT-PCR, per valutare sensibilità e specificità dei test repidi in un contesto reale. Il paragone dei risultati porta a concludere che i test antigenici siano piuttosto specifici, ma con sensibilità modesta.

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La diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 viene effettuata mediante l’esecuzione di un tampone nasofaringeo analizzato con tecniche molecolari di real-time RT-PCR (Reverse Transcription-Polymerase Chain Reaction) per individuare i geni virali principalmente espressi durante l’infezione. Tale procedura può essere però eseguita solo in laboratori specializzati e richiede un tempo medio di processazione del campione di circa 5/6 ore dal momento della sua presa in carico in laboratorio.

La «barbarie dello specialismo» e l’approccio One Health

Per affrontare il futuro occorre sempre più che si tessano relazioni tra le varie discipline e prendere atto che la sanità è insieme umana, animale e ambientale. Perché questo accada sono fondamentali la condivisione di dati e un sistema di governance chiaro.

Immagine: Pixabay License.

Alfred North Whitehead, uno dei massimi esponenti della storia delle scienze, noto per i Principia Mathematica, un’opera fondamentale di logica, scritta assieme a Bertrand Russel, nella fase più matura della sua vita, sentì il bisogno di riconciliare le cosiddette scienze esatte con la cultura umanistica, considerata il caposaldo della civiltà.

Vaccini: tra scienza, politica ed economia

Con una corsa che non ha precedenti nella storia della scienza, in meno di un anno si è arrivati dalla scoperta di un nuovo patogeno, il SARS-CoV-2, ad avere a disposizione diversi vaccini per combattere l’infezione. Adesso però inizia un’altra corsa, non meno complessa e delicata: passare dal vaccino alla vaccinazione effettiva, superando ostacoli, distorsioni di mercato, esitazioni e dubbi dei cittadini, nazionalismi e interferenze economiche e geopolitiche. Se ne è parlato nel corso di un webinar organizzato dall’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e svoltosi Il 27 novembre scorso, nell’ambito della quindicesima notta europea dei ricercatori, con la partecipazione di Giuseppe Ippolito, Franco Locatelli e Rino Rappuoli. Ne ripercorriamo gli aspetti principali.

Immagine: Aly Song.

E dunque il traguardo è vicino: le sperimentazioni cliniche hanno fornito risultati promettenti e, sulla base di questi dati e dell’assenza di rilevanti reazioni avverse nel corso di tutte le fasi di sperimentazione, le società produttrici di due candidati vaccini – Moderna e BioNTech-Pfizer – hanno richiesto alle autorità regolatorie negli USA e in Europa l’autorizzazione all’uso emergenziale.

Ma è così diversa la seconda ondata?

Davvero durante la seconda ondata si sono contagiate più persone che nella prima, come a volte si dice? Cesare Cislaghi fa qualche esercizio matematico: valutarne la correttezza è difficile, ma i risultati sembrano mantenere una certa coerenza interna.

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Una delle opinioni diffuse ma non confermate da analisi più approfondite è che durante la seconda ondata si siano contagiate molte più persone che nella prima, anche se i contagi hanno provocato meno complicazioni cliniche e queste sono state meno letali. Non è facile, ovviamente, cercare di ricostruire quelle che potrebbero essere state le frequenze da fine febbraio a oggi, ma quello che presentiamo qui è un tentativo per provare a fare questa complicata e rischiosa operazione.

DeepMind calcola la struttura delle proteine con accuratezza sorprendente

Confronto tra la struttura prevista da AlphaFold2, in giallo, e quella determinata sperimentalmente tramite microscopia crioelettronica, reticolo blue, della proteina gp105, una subunità dell'RNA polimerasi del batteriofago AR9. Fonte: presentazione di Petr Leiman, University of Texas Medical Branch,  alla conferenza di presentazione dei risultati di CASP14.

La curiosa attrazione verso l'indice Rt

Space Odyssey Monolith + Rt

Una delle conseguenze più peculiari della pandemia di Covid-19 è l’invasione di termini scientifici nel nostro lessico famigliare. Nel migliore dei casi, questa opportunità unica di ampliare la diffusione della cultura scientifica potrebbe rappresentare una delle (poche) conseguenze positive della pandemia. In altri casi, invece, assistiamo a un ricorso a terminologie poco spiegate e ancor meno comprese, che assurgono a una valenza quasi magica nella nostra quotidianità.

Il lockdown colpisce di più le donne

Secondo un'indagine condotta dal gruppo di ricerca MUSA del Cnr-Irpps, Covid-19 ha impattato negativamente soprattutto sulle donne, sia a livello psicologico che lavorativo (significativo anche l'aumento delle violenze domestiche). Colpiti anche i ragazzini sotto i 12 anni e probabilmente aumentato il tasso di suicidi.

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Come ci sentiamo in questo tempo sospeso che stiamo vivendo? E come sta cambiando la nostra percezione del mondo?

Gli animali alle prese con il riscaldamento artico

Un nuovo progetto collaborativo finanziato dalla NASA ha dato vita a un archivio, Arctic Animal Movement Archive, contenente una notevole mole di dati: quasi 30 anni di localizzazioni di circa 90 specie animali che vivono nelle zone circumpolari. Mostrando in modo inequivocabile gli effetti del riscaldamento climatico sull’ecologia degli animali. Ne parliamo con uno dei coordinatori del progetto, Mark Hebblewhite, della University of Montana

Immagine: Un piccolo di caribù (Foto di Karsten Heuer)

L’Artide: un mare di ghiaccio circondato da terre emerse, un luogo dove sei mesi sono immersi nella notte più buia e per i restanti sei il sole non scende mai sotto la linea dell’orizzonte, un posto in cui il termometro sale sopra lo zero per un tempo brevissimo. Poche sono le specie animali che trascorrono la loro intera esistenza tra i ghiacci, la maggior parte è in costante movimento, c’è chi si sposta nelle foreste boreali durante la notte artica, per tornare nella tundra nella breve estate.