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I dati del vicino sono sempre più nerdy

Immagine: "The grass is always greener on the other side", Wiktionary.

Il recente appello - #Datibenecomune - a rendere disponibili, aperti, interoperabili (machine readable) e disaggregati i dati - che ha fra i primi promotori anche Scienza in rete - sta avendo molto successo e speriamo che sia compreso nella sua utilità anche dal Governo, che finora ha preferito condividere i dati solo con specifici gruppi di ricercatori (come l’Accademia nazionale dei Lincei).

#DatiBeneComune: più trasparenza sui dati Covid-19

#DatiBeneComune chiede al Governo più trasparenza sull'emergenza Covid-19 e dati aperti, utili ad affrontare la difficile situazione. Scienza in Rete, insieme ad ActionAid, OnData e Transparency International Italia, ha promosso la campagna #DatiBeneComune a cui hanno aderito 147 organizzazioni (al 23 novembre) e che ha raccolto oltre 37mila firme con la petizione su Change.org. Di seguito pubblichiamo la lettare inviata il 19 novembre a Giuseppe Conte, insieme alle firme già raccolte.

Teniamo a bada l'Rt per far funzionare meglio i vaccini

C'è un rapporto tra Rt e vaccini: infatti abbassando il primo, mantenendo precauzioni e distanziamenti, già una più bassa percentuale di vaccinati potrà produrre il vantaggio dell’immunità di gruppo. È anche molto importante conoscere i dati sui nuovi vaccini, prodotti con uno straordinario impiego di risorse e collaborazioni ma per i quali mancano ancora dati e sufficienti pubblicazioni scientifiche a conforto di quanto affermato dai comunicati stampa delle aziende

Immagine: Robert Rohde, Herd immunity. Youtube.

In questi giorni l’obiettivo dichiarato dagli esperti è quello di abbassare l’indice di riproduzione Rt sotto il valore di 1. Ricordiamo che il valore di Rt è una misura del numero medio di casi secondari contagiati da un primo caso. Se Rt diminuisce , il numero giornaliero dei casi diagnosticati diminuirà progressivamente e con esso il numero dei ricoveri in ospedale e di quelli in terapia intensiva.

Insegnare il pensiero critico è possibile, fin dalla scuola primaria

Il progetto Informed Health Choices ha lo scopo di trasmettere alle persone, fin dalla giovanissima età, la capacità di filtrare in modo critico e consapevole i contenuti scientifici che riguardano la salute. Le risorse sviluppate sono state applicate, nell'ambito di un progetto pilota, anche in Italia e, in un incontro online organizzato dall'Associazione Alessandro Liberati, si discuteranno le possibili ipotesi per una sua diffusione sistematica nelle scuole italiane. L'incontro verrà trasmesso in diretta anche su Scienza in rete il 25 novembre dalle 17:00 alle 19:00.

«Un ricercatore ha studiato un nuovo farmaco contro la malattia Covid-19. Ha selezionato 26 persone affette dalla malattia e ha somministrato loro il nuovo farmaco. Altre 16 persone con la malattia ricoverate in vari ospedali della zona non hanno ricevuto il farmaco. Dopo pochi giorni ha osservato che circa il 70% delle persone che hanno ricevuto il nuovo farmaco stavano meglio rispetto al 12,5% di coloro che non l’avevano ricevuto. Cosa potresti dire su questo studio?»

Automatizzare la scuola

Studenti inglesi protestano nelle strade di Londra il 14 agosto contro i risultati degli A-level, una sorta di maturità, stabiliti da un algoritmo. Fonte: The Sun, "Students protest A-level results downgrading outrage", Youtube (17 agosto 2020).

La pandemia ha portato, a marzo, alla chiusura anticipata delle scuole in molti stati europei e non solo. Oltre 500 000 studenti italiani hanno sostenuto la maturità e il loro voto è stato calcolato per il 60% sulla base del percorso degli ultimi tre anni e per il 40% sulla base della sola prova orale (le prove scritte non si sono tenute). In tempi normali l'esame, con due prove scritte e una orale, serve ad assegnare 60 dei 100 punti in palio, mentre i voti ottenuti durante gli ultimi tre anni possono generare massimo 40 punti.

Dati covid: ci vuole un tagliando

La decisione del Governo di assumere le decisioni riguardanti i “colori” delle Regioni sulla base di 21 indicatori ha riattivato positivamente il dibattito su quali dati servano. Dico subito che a mio parere non esistono dati buoni o dati cattivi ma solo dati utili o dati inutili! La conoscenza non è mai separata dalla decisione, talvolta immediata talaltra molto posticipata, e questa distinzione potrebbe coincidere in buona misura con quella tra monitoraggio e ricerca.

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La copertura sanitaria universale alla prova di Covid-19

Lo studio Global Burden of Disease 2019 sulla copertura sanitaria è una risorsa per comprendere l’eterogeneità delle sfide sanitarie che la popolazione deve affrontare. Ne abbiamo parlato con Pietro Ferrara, epidemiologo del Centro di studio e di ricerca sulla sanità pubblica dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, che ha collaborato alla sua redazione, anche per capire meglio la situazione italiana e gli effetti che la pandemia di Covid-19 può avere sull'assistenza sanitaria

L’analisi condotta con lo studio Global Burden of Disease 2019 (GBD) sulla copertura sanitaria universale (Universal Health Coverage, UHT) offre un'utile risorsa per comprendere l’eterogeneità delle sfide sanitarie che deve affrontare la popolazione globale in questo 21° secolo, soprattutto nella attuale situazione di crisi sanitaria rappresentata da Covid-19, un implacabile stress test anche per i paesi più avanzati.1

COVID-19 in Italia da settembre? Alcune domande e risposte sullo studio

Valentina Bollati, co-autrice dello studio pubblicato su Tumori Journal che suggerisce una presenza di SARS-CoV-2 in Italia già dal settembre 2019, risponde ad alcune delle domande sollevate riguardo alla ricerca.

Crediti immagine: Hand photo created by teksomolika - www.freepik.com

Molto scalpore ha suscitato, e sta suscitando, l’osservazione prodotta dal team di ricerca composto da Istituto Nazionale dei Tumori, Università di Siena e Università degli Studi di Milano, di cui io faccio parte. L’articolo, ripreso anche da Luca Carra su Scienza in rete, propone una storia diversa da quella che conosciamo per quanto riguarda la presenza di SARS-CoV-2 in Italia.