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Giulia Fabriani

Dopo la laurea in Astronomia e Astrofisica alla Sapienza di Roma, si è specializzata, sempre alla Sapienza, con un master in comunicazione e giornalismo scientifico. È insegnante di matematica e fisica nelle scuole superiori e motiva le nuove generazioni allo studio di materie scientifiche, partendo dai fondamenti della scienza. Collabora con associazioni di divulgazione scientifica dell’Università di Tor Vergata di Roma, per le quali cura rubriche editoriali, e scrive per Le Scienze ed EduInaf, magazine di divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica

Nasce sulla Luna il nuovo diritto spaziale

La Luna è il corpo celeste che sta attraendo di più società pubbliche e private, sia a fini di ricerca sia per le sue risorse, come, solo per fare un esempio, ferro e titanio. Ma non esiste una legge internazionale aggiornata che ne regolamenti l'uso, e questo può diventare causa di conflitti.

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Il cosmo non è più una meta per pochi. Accanto alle agenzie spaziali si fanno strada, infatti, società private che mirano alle risorse naturali dei corpi celesti del sistema solare: la Luna, in primis. Non esiste tuttavia una legge internazionale aggiornata che regolamenti come usare queste risorse: nel nostro satellite i luoghi di interesse scientifico e le regioni per insediamenti ed estrazioni si concentrano in aree limitate. La attività scientifiche e commerciali si ritroverebbero, dunque, in una difficile convivenza, aprendo la strada a controversie e conflitti.