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Ci vuole trasparenza sui dati per creare consenso

Adottare dei criteri il più oggettivi possibile per differenziare le misure di contenimento della pandemia ha senso. Tuttavia, tali criteri devono basarsi su dati accessibili, veritieri e aggiornati, altrimenti si rischia di creare confusione e sfiducia nei cittadini.

Immagine: Vector field, Wikipedia.

Quello che sappiamo, in termini i dati, sulla pandemia di Covid-19 viene dai flussi informativi istituiti con ordinanza 640 della Protezione Civile dello scorso 27 Febbraio.

Gli algoritmi nel Paese dei bugiardi

Che i dati usati per le "chiusure colorate" nelle diverse Regioni non siano poi così oggettivi era a ben vedere sotto gli occhi di tutti. Tra gli indicatori impiegati vi è per esempio il "numero di casi con inchiesta epidemiologica completata", basato su autodichiarazioni e che alcune Regioni non hanno potuto fornire o hanno fornito in ritardo. Il risultato è un governo dell'epidemia confuso: sarebbe meglio, allora tornare a criteri più semplici.

Le chiusure colorate dal verde al rosso portano scompiglio sociale, aizzano campanilismi mai sopiti, seminano sospetti di brogli sui dati, proprio come nelle elezioni americane appena concluse. Ma chi l’avrebbe mai detto che inventarsi una “risposta di precisione” su base regionale e basata su “dati oggettivi” avrebbe scatenato questa zizzania, con inevitabile coda di inchieste della magistratura sui dati pervenuti in ritardo o “aggiustati”? Ma con il senno di poi, chi mai avrebbe potuto pensare il contrario, nel paese di Pinocchio?

Conservazione della natura e Covid-19: luci e ombre

La pandemia in atto sta modificando le vite di tutti, inclusi ricercatori e tecnici della conservazione. In che modo le restrizioni dovute alla pandemia e la crisi economica impattano la tutela ambientale? E quali invece le nuove possibilità? Quale scenario per il futuro della biodiversità e dei servizi ecosistemici da cui dipende la nostra stessa esistenza oltre a quella della natura? 

Crediti immagine: Sébastien Goldberg/Unsplash

Il fringuello delle mangrovie, un piccolo passeriforme endemico delle Galapagos, è uno dei famosi “fringuelli di Darwin”, una delle specie che leggenda vuole1 abbia contribuito all’elaborazione della teoria dell’evoluzione. Oggi è tra le specie più rare e rischia l’estinzione nell’immediato futuro: ne sono rimasti un centinaio di individui in due mangrovieti dell’isola Isabela.

Bene gli indici, ma senza equivoci

Ormai un po’ tutti parliamo di epidemia snocciolando le differenze, sia tra aree sia tra giorni diversi, di indici epidemiologi come, ad esempio, la percentuale di positività o l’erreti (Rt). Sarebbe però bene abbandonare le impressioni e le sensazioni e invece affidarsi a delle misure oggettive; l’importante è evitare di equivocare nella loro interpretazione o anche addirittura nelle loro modalità di calcolo.