A cosa serve un piano pandemico?
La presenza o l’assenza di un piano pandemico aggiornato è argomento di discussione sui media da tempo: serve avere un piano? serve che sia aggiornato in continuo?
La presenza o l’assenza di un piano pandemico aggiornato è argomento di discussione sui media da tempo: serve avere un piano? serve che sia aggiornato in continuo?

Credit: Humusak / Pixabay. Licenza: Pixabay License.
Il Consiglio Universitario Nazionale ha pubblicato il 17 dicembre scorso un rapporto che mette in evidenza la disparità esistente nell'università italiana tra uomini e donne, in particolare nei gradi più alti della carriera accademica.

Non abbiamo abbastanza dati per valutare se l’apertura di inizio anno scolastico delle scuole abbia contribuito significativamente alla risalita dei contagi; e questo anche perché a settembre si sono sovrapposti più eventi, come il referendum costituzionale o la riapertura stagionale delle attività lavorative. Al netto delle incertezze, però, sembra che le scuole abbiano effettivamente contribuito poco all’aumento dei casi positivi. E se ora riaprire potrebbe costituire un azzardo, dobbiamo lavorare a un sistema di monitoraggio di quanto avviene nelle scuole per renderle sicure per il futuro. L'analisi di Guido Sanguinetti.
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L’Epifania si sarà anche portata via le feste, ma certo non si è portata via la Covid-19, né tantomeno le polemiche oramai croniche sulla gestione di questa crisi pluriennale.

Secondo la strategia marina europea, entro il 2020 si sarebbe dovuto raggiungere un buono stato di conservazione dei mari europei, obiettivo purtroppo ancora lontano. Tantissime le minacce alla biodiversità, inquinamento, pesca intensiva e catture accidentali. Ma come stanno oggi i mammiferi e gli uccelli che popolano il Mediterraneo?
Uno zifio nel santuario Pelagos. Crediti foto: Fondazione CIMA
Il Mar Mediterraneo rappresenta appena lo 0,7% della superficie marina globale, ma si stima che ospiti circa il 10% delle specie marine 1. Proprio per la ricchezza delle sue risorse, sono molte le attività economiche che da esso dipendono: pesca, turismo, produzione di energia rinnovabile e non. La crescita delle pressioni antropiche è sempre crescente, per il Mediterraneo e in generale per tutti i mari.
Superato lo shock della tentata espugnazione del Capitol Hill da parte del mob trumpiano, Joe Biden si prepara all'inseduiamente come nuovo presidente degli Stati Uniti. E sarà, con molta probabilità, il primo a ricoprire la carica di presidente vantando già un punto a favore: il supporto popolare per la sua missione climatica, ampiamente testimoniato dai sondaggi condotti nei mesi precedenti la tornata elettorale.

La pratica del greenwashing rappresenta ancora uno dei principali ostacoli alla transizione ecologica: è stato ed è usato da molte aziende che vogliono nascondere le loro attività ambientalmente dannose - soprattutto quelle legate ai combustibili fossili - sotto uno strato di apparente e quindi solo superficiale sostenibilità.
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Il greenwashing rappresenta la pratica aziendale di mostrarsi attenti alla sostenibilità per nascondere un discutibile impegno per la salvaguardia ambientale. L’articolo «The troubling evolution of corporate greenwashing» del quotidiano britannico The Guardian ne ripercorre alcune tappe mettendone in luce gli aspetti più torbidi.

Pietro Greco ci lascia un manifesto documentatissimo sulla società della conoscenza con uno dei suoi ultimi libri, «Homo. Arte e Scienza». In un unico scritto condensa l’intera storia dell’umanità alla luce del rapporto fra attività artistica e scientifica, dimostrando quanto esse siano molto più connesse di quanto immaginiamo, proprio perché fanno parte della stessa cultura. Quella umana.
Immagine: Kandisky, «Jaune, Rouge, Bleu»
Tra gli ultimi libri che Pietro Greco ci ha lasciato in questo 2020 spicca sicuramente «Homo», con sottotitolo «Arte e scienza», edito da Di Renzo Editore. Probabilmente da considerare un (se no il) manifesto di tutta la sua ricca attività da comunicatore della scienza condensato in un unico scritto – dedicato alla memoria di entrambi i suoi genitori – dove si ripercorre la storia dell’umanità alla luce del rapporto tra arte e scienza, ma anche tra filosofia, comunicazione e politica.

L'Associazione Italiana di Epidemiologia ha messo a confronto e analizzato i tassi di incidenza settimanale di infezione registrati in regioni in zone gialle, arancioni e rosse: solo queste ultime hanno avuto un declino importante e omogeneo dell'incidenza di Covid-19, di gran lunga superiore a quanto riscontrato nelle regioni in arancione e in giallo.
Gruppo di lavoro promosso da AIE
Che la pandemia di COVID-19 abbia avuto conseguenze negative anche su altre malattie, in termini di mancati controlli, ritardi nelle visite, negli esami e negli interventi, è cosa di cui in molti hanno parlato, anche se ancora difficilmente quantificabile. Ora però arriva un’indagine dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS) che dà una valutazione più precisa di alcuni di questi effetti collaterali.