Scienza+20

Cosa può fare il nucleare contro il cambiamento climatico?

Alla COP 21 di Parigi siede un convitato di pietra: il nucleare. Se ne parla assai poco, sembra quasi non esistere, tutti presi a immaginarsi la liberazione dalle fonti fossili e spingere sulle rinnovabili. Eppure secondo molti il nucleare è un ingrediente essenziale per rispettare l’obiettivo di non più di 2°C di aumento di temperatura nel 2050. Le centrali nucleari infatti non emettono CO2.

La transizione energetica in Germania

In Germania è in corso una rivoluzione che durerà decenni. La chiamano Energiewende e, come la Wende associata al crollo del blocco comunista, cambierà il volto del Paese. Anzi, lo sta già cambiando. Questo termine fu usato per la prima volta nel 1980, in uno studio pubblicato dall'Öko-Institut. Nel 2002, questo concetto è stato ripreso e definito nella sua forma attuale dal Bundesministerium für Umwelt, Naturschutz und Reaktorsicherheit (BMU).

Il rischio, probabilmente...

Solo dal 2009 ad oggi si contano in Italia più di 10 eventi critici, con un bilancio di oltre 70 morti e danni alle infrastrutture dell’ordine delle centinaia di milioni di euro. Dal futuro, per effetto degli impatti del cambiamento climatico, ci si dovrà aspettare probabilmente un aumento della frequenza e dell’intensità di questi eventi che non sarà neanche più scontato definire “estremi”, se per estremo s’intende “fuori dalla norma”. 

State of the Union: l'agenda green di Obama

President Barack Obama's 2013 State od the Union Address - As delivered 


The President: 

Mr. Speaker, Mr. Vice President, Members of Congress, fellow citizens


Fifty-one years ago, John F Kennedy declared to this chamber that “the Constitution makes us not rivals for power but partners for progress.” “It is my task,” he said, “to report the State of the Union -- to improve it is the task of us all.”

La ricerca scientifica fa bene ai parchi

In Italia si contano 871 aree naturali protette, composte da 23 parchi nazionali, parchi regionali, aree marine, riserve naturali statali e regionali. Un totale di 3.163.000 ettari di superficie protetta, ossia più del 10% del territorio italiano; questo risultato si deve principalmente alla “Legge Quadro sulle aree naturali protette”, n.

Cambiamento climatico a Signy Island

“Crowd”, ovvero gente, e “outsourcing”, cioè l’esternalizzazione di un’attività, accessibile attraverso la fruizione di dati: il crowdsourcing altro non è che una forma di progetto condiviso in una comunità virtuale – wikipedia è l’esempio più popolare di una simile attività opensource.
 Se il progetto prevede poi anche una mappa – una crowdmap, in questo caso - i dati e le informazioni, oltre che open, diventano di più immediata e facile intuizione.

Bisogna adattarsi. E in fretta.

Ciò che un tempo era eccezionale ora è normale. Bill McKibben, fondatore di 350.org e scienziato-attivista sul cambiamento climatico, mette in fila una serie impressionante di segnali meteo che indicano come la tendenza al riscaldamento globale e ai connessi eventi estremi sia ormai la “nuova normalità”.

Un cammino verde

Tra i comandamenti per il XXI secolo c’è, certamente, quello di attingere alle nuove conoscenze scientifiche per realizzare uno sviluppo ecologicamente e socialmente sostenibile. Potremmo definirlo un Green Path, un percorso verde. Per realizzare questo cammino desiderabile occorre tener conto di almeno tre fattori che, insieme ad altri, influenzano l’economia italiana ed europea nella cosiddetta era globale della conoscenza.

L'acqua nella Green Economy

Il concetto di green economy è ancora in attesa di una precisa e condivisa definizione. L’UNEP (United Nations Environment Programme) la descrive come un sistema economico in grado di migliorare il benessere umano e l’equità sociale, riducendo al tempo stesso i rischi ambientali e l’esaurimento delle risorse:

“Nella sua espressione più semplice, una green economy può essere considerata come un’economia che comporti basse emissioni di CO2, un uso efficiente delle risorse e inclusività sociale.” 

Verde Futuro

Manca poco al vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro da cui dovrebbe uscire la visione del “futuro che vogliamo”. Così si chiama con qualche prosopopea la bozza del trattato delle Nazioni Unite che i capi di Stato firmeranno all'ombra del Corcovado. Gli sherpa sono al lavoro per trovare un punto di incontro fra cancellerie scettiche ed entusiaste. Obama, Merkel e Cameron pare non andranno.

Business and Industry

Anche il sistema di imprese è stato chiamato a dare il proprio contributo a Rio+20, e lo ha  fatto commentando la Bozza Zero. Le proposte delle imprese possono essere riassunte in quello che, a loro giudizio, è un elemento fondamentale: stabilire un insieme di regole chiaro e flessibile, che dovrà agire insieme a sistemi legislativi volontari stabiliti dai diversi governi.

La posizione della Nigeria sulla bozza zero

La Nigeria, con 158 milioni di abitanti è il paese più popoloso dell'Africa e il settimo al mondo. Inoltre il suo PIL la pone al 32° posto tra le economie della terra. Stiamo parlando quindi di un paese chiave per la buona riuscita della Conferenza di Rio+20. Infatti quelli che una volta erano paesi sottosviluppati (Cina, il Brasile, l'India e la stessa Nigeria) ora guidano una buona fetta dell'economia mondiale e chiedono che sia riconosciuto il loro ruolo di leader globali.

Verso una nuova consapevolezza del cibo

L'alimentazione ha da sempre ricoperto un ruolo fondamentale nella vita dell'uomo: negli ultimi vent'anni, tuttavia, ha cominciato a svilupparsi una nuova concezione del rapporto con il cibo. A partire dal biologico negli anni '90, passando per il vertiginoso aumento di vegetariani e vegani, sempre più persone cambiano le loro abitudini alimentari con l'obiettivo di rendere sostenibile il loro stile di vita. Il cibo non viene più visto solo come fonte di sostentamento ma come parte integrante di un sistema complesso in cui coesistono natura ed economia.

Children and Youth

“Se le giovani generazioni avessero sempre ceduto alle vecchie, vivremmo ancora all'età della pietra“. L'attivista e scrittore francese Victor Lebrun, noto ai più per essere stato il segretario personale di Lev Tolstoj, aveva ben presente che, nel corso della storia, i giovani hanno sempre giocato un ruolo fondamentale nel plasmare la società. Anche oggi, i ragazzi sono la chiave per progettare un mondo migliore.

Biodiversità: processo all'Homo Sapiens

Quando pensiamo alla biodiversità, probabilmente la prima immagine che ci attraversa la mente non è un prato lussureggiante con farfalle, alberi frondosi, scoiattoli e cespugli brulicanti di vita. Il termine biodiversità infatti nasce nello stesso momento in cui ci si inizia a preoccupare della sua diminuzione. Quando ne sentiamo parlare in TV, nessuno ci dice mai “Ma quanta bella biodiversità”: la biodiversità per noi esiste solo da quando è minacciata.

Consumo di suolo, emergenza italiana

Il cemento cresce più degli abitanti, sopratutto in Italia, anche se il fenomeno dell'urbanizzazione è in realtà planetario. Con una differenza. Almeno nei paesi industrializzati e di antica tradizione pianificatoria, lo sviluppo spaziale delle città viene quanto meno regolato in modo da non produrre quella disseminazione metastatica dell'urbanizzato (il cosiddetto urban sprawl) che è così tipica delle campagna italiana. Di questo parla il recente Dossier elaborato da FAI e WWF dal titolo Terra rubata.

Sul web la sostenibilità non decolla

La conferenza Rio+20 verterà su temi, legati alla sostenibilità, potenzialmente di grande impatto anche sull’opinione pubblica. Acqua, energia, città sostenibili, alimentazione – per citarne alcuni – toccano, infatti, l’interesse dei singoli individui in modo diretto, oltre che attraverso le iniziative di governance che già si preparano in previsione della Conferenza. Diventa interessante verificare l’effettiva popolarità di questi temi.

Il nucleare oggi, dal Giappone all'Europa

Germania, Giappone, ora la Francia: un filo comune unisce queste nazioni. È una storia cominciata con il terremoto e lo tsunami che nel 2011 hanno messo fuori uso la centrale nucleare di Fukushima, poche centinaia di chilometri a nord di Tokyo, e che continua ad avere ripercussioni in uno dei settori più critici per lo sviluppo umano: l'energia.

Issues Brief 12 - Science and Technology

Il documento Rio 2012 Isseus Brief n° 12 fornisce una panoramica sui progressi della tecnoscienza legata allo sviluppo sostenibile, a partire dall'Earth Summit del 1992. Tutte le tecnologie consumano risorse, occupano suolo e inquinano l'aria, l'acqua e l'atmosfera. I governi premono, di conseguenza, per una trasformazione tecnologica globale, in grado di ridurre le emissioni e i rifiuti, ponendo fine allo sfruttamento incontrollato delle risorse non rinnovabili.

Issues Brief 10 - Regional, national and local governance

Il documento Rio2012Issue brief 10 tratta il problema della governance a livello regionale, nazionale e locale, il cui rafforzamento è un punto cruciale per lo sviluppo sostenibile. E' importante che i problemi siano risolti a partire dal basso, dall'autorità competente meno centralizzata e più piccola, per poi passare ai livelli successivi: un così detto coordinamento fra istituzioni, a livello verticale e orizzontale.

Issues Brief 3 - An intergovernmental body on SD

Nel documento Rio 2012 Issue Brief n° 3 viene trattata la discussione su quali siano le funzioni che debbano avere gli enti intergovernativi nel contesto delle politiche per lo sviluppo sostenibile. I 20 anni che separano Rio ’92 dal nuovo appuntamento hanno visto infatti una crisi di rappresentanza della commissione nello sviluppo sostenibile, “schiacciata” da poteri ben più forti all’interno del sistema delle Nazioni Unite.

Issues Brief 2 - Options for Strengthening IFSD: Peer Review

Nel documento Rio 2012 Issue Brief n° 2 viene descritto il meccanismo del Peer Review che è alla base di processi decisionali condivisi che avverranno nel corso di Rio+20. Il termine, usato anche per la revisione tra pari dei lavori scientifici, è in quest’accezione un meccanismo che vuole contribuire a rendere più semplici gli accordi internazionali in un vasto range di argomenti: dalla governance economica ai diritti umani.

Verso Rio+20: economia ecologica e giustizia climatica

Verso il summit Rio+20: un'economia più ecologica e solidale per una giustizia climatica e sociale.

Questo il titolo del seminario tenuto il 5 maggio scorso all'interno della festa  della Rete di Economia Solidale di Pisa. L'obiettivo degli organizzatori era di promuovere un momento di riflessione e discussione su quel che sarà Rio+20, continuando il percorso di lotta al cambiamento climatico e di superamento della crisi ambientale e sociale iniziato con l'Earth Summit del 1992.

Issues Brief 4 - Oceans

Il documento Issues Brief 4 - Oceans sottolinea l’importanza della tutela degli oceani e delle risorse marine per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile.
Gli oceani comprendono più del 70% della superficie del pianeta, influenzano il clima terrestre e forniscono risorse fondamentali; rappresentano inoltre una risorsa preziosa per il turismo, le telecomunicazioni e i trasporti.

Issues Brief - Water

Il documento Rio2012 Issues Brief 11 si pone l'obiettivo di fornire una referenza di base, un supporto, per gli impegni internazionali sul tema dell'acqua, allo scopo di facilitare la discussione intorno alle risorse idriche, alla gestione e alla qualità, in preparazione all' UNCSD.

In particolare, questo documento esamina la presenza degli impegni presi, così come previsto dagli accordi internazionali e riporta brevi rapporti sulla loro attuazione.

Guida all’auto ecologica

Il libro di Roberto Rizzo indaga sui problemi derivanti dai  cambiamenti climatici e ambientali causati dall’inquinamento. Il principale accusato è il trasporto privato, visto come causa principale delle emissioni di Co2 nell’atmosfera. L’argomento di un nuovo modo di concepire la mobilità parte da una panoramica  sull’auto ecologica.

Issues Brief - Trade and green economy

Il documento Rio 2012 Issue Brief n.1 fa il punto sui potenziali rischi commerciali di una transizione verso un'economia verde. Gli effetti negativi di protezionismo e sussidi sono nodi di lunga data e non riguardano soltanto la green economy. Ma l’attenzione per tali rischi è rinnovata dall'urgenza e dalla scala delle azioni che potrebbero (e dovrebbero) venir adottate da molti paesi per il passaggio ad un’economia ecologica.

Tendenze del mercato fotovoltaico: l'Italia leader mondiale

I dati lo dicono chiaramente, per il 2011 si può parlare di boom del fotovoltaico. Le cifre in questione provengono dal rapporto pubblicato lo scorso gennaio dall'EPIA, l'associazione che riunisce le industrie europee coinvolte nella produzione di elettricità a partire dall'energia solare. A livello mondiale la potenza prodotta è cresciuta del 67%, passando dai 39,7 gigawatt (GW) del 2010 ai 67,3 del 2011, un dato piuttosto significativo considerando anche l'attuale situazione di crisi economica e finanziaria.

Che cos'è "Scienza+20"?

A vent'anni di distanza, a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno si terrà la riedizione della Conferenza mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (UNCSD, United Nations Conference on Sustainable Development). Si parlerà di sostenibilità, ambiente, economia verde... soprattutto verrà firmato un nuovo trattato (The Future we want) di cui già ora circola una prima bozza (scarica il documento).

L'Italia verso Rio+20

Si avvicina sempre più l'appuntamento alla Conferenza mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (UNCSD, United Nations on Conference Sustainable Development) RIO+20 che avrà luogo dal 20 al 22 Giugno 2012 a Rio de Janeiro, a vent'anni di distanza dal primo Earth Summit che si tenne nella metropoli brasiliana nel 1992.

le tappe che hanno portato a Rio+20

Energia, consumi, ambiente e salute

L’interessante articolo di Federico Valerio sull'ultimo numero di Epidemiologia e Prevenzione ci toglie un po’ il gusto del caminetto e della legna che brucia, informandoci con stime e dati affidabili che l’impiego a scopi energetici delle biomasse legnose, in apparenza “verde e sostenibile”, comporta un importante impatto sulla qualità dell’aria e, di conseguenza, sulla salute umana. Un tassello in più nel dibattito sulle scelte energetiche e sui relativi effetti sull’ambiente e sulla salute.

iSave the Plant

iSaveThePlant è un'app utile agli appassionati di giardinaggio. Studiata sia per chi il pollice verde non lo possiede e con buona volontà ha intenzione di rimediare a questa mancanza sia per chi il pollice verde lo possiede e condivide volentieri il suo know how.
iSavethePlant, come specificato sul sito, si basa quindi sull'aiuto reciproco tra pollici verdi o aspiranti tali.

L'Europa e la sostenibilità: verso Horizon 2020

“Il futuro può essere tuo, è l'ultima occasione!” Il motto di Jeffrey Goines, personaggio del film di fantascienza post-apocalittica Twelve Monkeys diretto nel 1995 da Terry Gilliam, è oggi più che mai attuale. Vediamo perché. Nel 1978, l'esploratore e oceanografo francese Jacques Costeau propose l'idea di tutelare gli interessi delle persone che dovevano ancora nascere, ovvero molti di quelli che stanno leggendo adesso questo articolo, per mezzo di una Carta dei diritti delle generazioni future.

Meno 100 chili, ricette per la dieta della nostra pattumiera

Negli ultimi 15 anni in Italia la quantità di rifiuti urbani pro capite è aumentata del 15%. Un cittadino italiano produce 550 chili di rifiuti all’anno, circa 100 chili in più rispetto al 1995, ma non solo, consuma anche 16000 chili di materie prime e 50000 chili di risorse naturali! Cresce il benessere, crescono i consumi e crescono anche i rifiuti. Ma fino a quando la terra potrà reggere la nostra crescita irresponsabile?

Il principio di precauzione, per non arrivare più in ritardo

E' opinione comune nel milieu scientifico che il principio di precauzione sia difficilmente applicabile e contrario ai buoni principi della scienza. Difficilmente applicabile perché pretenderebbe di non consentire l'immissione sul mercato di nuove tecnologie fino a quando non se ne sia dimostrata la loro sicurezza sotto tutti i possibili profili: cosa ovviamente impossibile.

Il difficile cammino della green economy

Sconforta ogni giorno di più il quadro di una crisi economica che segna in crescendo l’Europa, mentre aumentano gli interrogativi su come dalla crisi si possa uscire. E non esiste notizia abbastanza importante da sovrastare la gravità della situazione, nemmeno quando si discute delle sorti del pianeta, di un clima che prosegue lungo il cammino di un pericoloso surriscaldamento capace di mettere in discussione l’intero ordine economico e sociale sin qui costituiti.

L’Italia diversa. L’ambientalismo nel nostro Paese.

10 luglio 1976, ore 12:37. Una data che è, in qualche modo, un punto di non ritorno: il disastro di Seveso, il paese più colpito dall’incidente dello stabilimento chimico di Meda, ricordato come uno dei disastri ambientali più tragici e emblematici del nostro Paese. Tale data è anche un punto di partenza per un viaggio nella memoria storica degli ultimi decenni dell’Italia, con lo sguardo rivolto ai cambiamenti e agli stravolgimenti del nostro paesaggio.

Il colonialismo mascherato del mercato delle terre

Cronache e riflessioni degli ultimi tempi si interessano sempre più a fenomeni legati allo sfruttamento e alla svendita dei beni comuni. È accaduto, prima, con l'acqua – soprattutto in occasione del referendum di giugno – e, ultimamente, con il territorio, minacciato dal crescente consumo di suolo. Media e cittadini tendono però a considerare il territorio collegandolo al paesaggio, mentre le dinamiche vincolate all'agricoltura faticano a essere rappresentate e percepite.

Chi ha ragione sul cambiamento climatico?

In un recente articolo apparso sulla rivista scientifica Climate Change, il noto climatologo americano Richard Somerville ha commentato quale sia la percezione del pubblico riguardo al cambiamento climatico. Dopo il climategate e le polemiche sull'IPCC dello scorso anno, in effetti l'opinione pubblica è molto disorientata. Sui media posizioni scettiche/negazioniste sulla componente antropica del cambiamento climatico si disputano la scena con posIzioni che invece danno per consolidato la "realtà" del riscaldamento globale per mano dell'uomo.

Un modesto esercizio di futurologia

Attualmente la futurologia più impegnata è focalizzata sui temi riguardanti il clima, le risorse naturali e l’energia. In particolare vanno di moda le road map, i cui itinerari indicano lo slalom che si deve seguire per sfuggire nel contempo alla incombente carestia dei combustibili fossili e all’inquinamento attribuito al loro smisurato uso. Ignorando che, così impostato, il problema costituisce un ossimoro.

Clima di paura

La tempestiva traduzione in italiano del primo libro di James Hansen (Tempeste, Edizioni Ambiente, 2010) non mancherà di rinfocolare le polemiche fra climatologi caldi, tiepidi e freddi. Hansen appartiene certamente alla prima schiera, sostenendo che non sia più tempo di chiedersi se ci saranno disastri a seguito del riscaldamento globale, ma quando si verificheranno.

Cambiamenti climatici in Italia: cosa sappiamo veramente?

Come cambierà il clima in Italia? Con quali conseguenze per il paese? Noncuranti delle polemiche dei “negazionisti climatici”, se lo sono chiesti un centinaio di scienziati italiani che lavorano a diverso titolo sul cambiamento climatico – dalla fisica dell'atmosfera all'economia. Ne è sortito un volume di 590 pagine che è a tutti gli effetti l'equivalente del Rapporto dell'IPCC per l'Italia.

Le foreste “mangiano” davvero la CO2?

Grazie alla fotosintesi gli alberi sono in grado di assorbire l'anidride carbonica (CO2) atmosferica e di "fissarla"  nel legno, che è composto per circa il 50% di carbonio. La capacità fissativa è riconosciuta anche dal protocollo di Kyoto che ammette l'utilizzazione delle foreste quale strumento per cercare di rallentare l'aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera. Le foreste quindi, si configurano come strumenti di mitigazione (non di riduzione) delle emissioni.