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Anche il sistema di imprese è stato chiamato a dare il proprio contributo a Rio+20, e lo ha  fatto commentando la Bozza Zero. Le proposte delle imprese possono essere riassunte in quello che, a loro giudizio, è un elemento fondamentale: stabilire un insieme di regole chiaro e flessibile, che dovrà agire insieme a sistemi legislativi volontari stabiliti dai diversi governi. Esse, inoltre, vedono con favore partnership con i governi stessi o altri stakeholder – soggetti portatori di interessi nel settore –, soprattutto “tramite investimenti che conducano alla prossima generazione di prodotti e servizi nella Green Economy”.

Più in dettaglio, i punti principali su cui si è posto l'accento sono i seguenti:

  • Le imprese concordano nel ritenere la lotta alla povertà un punto fondamentale. Esse raccomandano una ulteriori accelerazione negli sforzi per questioni essenziali come quelle relative ad acqua, impianti sanitari, risorse, efficienza energetica, accesso al cibo e a energia sostenibile per tutti;
  • Le imprese hanno sottolineato di “apprezzare gli sforzi mirati a questioni economiche di base nella Bozza Zero”. Nel documento, in particolare, si fa riferimento a concetti come la libertà di commercio e investimento, la protezione dei diritti di proprietà intellettuale e dello stato di diritto, ritenuti “chiave per il successo”. Viene inoltre ribadita l'importanza di una buona governance, della lotta alla corruzione, del mantenimento della sicurezza e della pace come requisiti “indispensabili per lo sviluppo di prodotti, pratiche e servizi sostenibili”;
  • Le imprese chiedono chiedono di porre maggiore enfasi sulle innovazioni e gli investimenti in scienza e tecnologia. Esse vedono positivamente, per definire le politiche in favore dello sviluppo sostenibile, un maggiore ricorso a basi scientifiche, così come alcuni obbiettivi specifici: educazione, formazione, un accento sul ruolo delle donne, considerati pietre angolari per la sostenibilità del futuro;
  • Nella Bozza Zero viene indicata la necessità di sviluppare misure e indicatori alternativi al PIL per supportare il concetto di Green Economy. Rispetto a questo, le imprese chiedono ai governi di “riconoscere esplicitamente che alcune informazioni proprietarie debbano essere escluse dalla divulgazione”. Lo stesso, si legge nel documento, dovrebbe avvenire per tutti quei dati che – se rivelati – ridurrebbero in maniera significativa gli incentivi per le imprese a innovare e sviluppare prodotti e tecnologie all'avanguardia.

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Nonne orche e menopausa

Le orche sono tra i pochissimi mammiferi noti per vivere a lungo anche dopo l'età riproduttiva, un fenomeno che affascina da tempo gli scienziati. Ora, un lavoro pubblicato su PNAS e basato sull'analisi di dati raccolti in oltre trent'anni, supporta ulteriormente la teoria secondo la quale alla base della menopausa vi sia l'effetto nonna, ossia come le nonne possano assicurare una miglior sopravvivenza ai nipoti.
Nell'immagine: l'orca denominata J8, di 78 anni. Crediti: Kenneth Balcomb, Center for Whale Research

Sono davvero pochi i mammiferi che vanno in menopausa: oltre alla nostra specie, infatti, ci sono solo le orche, il globicefalo di Grey e, secondo uno studio del 2018, narvali e beluga. Gli scienziati si interrogano da tempo sulle ragioni alla base di questo meccanismo, e le orche sono uno dei soggetti preferiti degli studi al riguardo. Allora, perché la menopausa? A cosa serve, e quali vantaggi offre all'animale?