Pandemia

Cosa ci insegna l’epidemia di Ebola in Africa Occidentale

Solo ai primi di agosto del 2014, quasi cinque mesi dopo il riconoscimento che si trattava di un’epidemia di Ebola, il WHO ha lanciato l’allarme della “emergenza internazionale”. Più di un mese dopo, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha dichiarato che si trattava di una “minaccia per la pace e la sicurezza”. Queste espressioni, nei modi e nei tempi, hanno condizionato le finalità, le caratteristiche e l’efficacia degli interventi internazionali per contenere l’epidemia.

Combattere le nuove epidemie globali investendo a livello locale

La dura e dolorosa lezione del non ancora spento “outbreak” del virus Ebola e di altre recenti epidemie virali (SARS, MERS, Chikungunya, influenza e, ovviamente, HIV/AIDS) dimostra quanto la comunità globale sia vulnerabile alle infezioni virali e quanto rapidamente un focolaio d’infezione in un angolo del mondo possa mettere a rischio l’operatività e la salute di persone geograficamente molto distanti da esso.

Morbillo e vaccinazioni in Germania

Berlino sta vivendo una forte epidemia di morbillo. Iniziata nell'ottobre 2014, per gli esperti non si tratta di una sorpresa assoluta perché le lacune nella vaccinazione della popolazione sono relativamente grandi. In totale, come riportato dal settimanale Der Spiegel, alla data del 24 febbraio 2015 si erano ammalate 593 persone, oltre un quarto delle quali ricoverate in ospedale.  La malattia ha interessato soprattutto il distretto di Friedrichshain-Kreuzberg, ma anche Neukölln, Marzahn-Hellersdorf e Lichtenberg.

Vaccini, allarmi e latitanza della politica

La comunità scientifica non ha compreso la sentenza con cui il tribunale di Milano riconosce nel vaccino esavalente Infarix Hexa Sk una concausa dell’insorgere dell’autismo in un bambino di 9 anni e la conseguente ingiunzione al Ministero della Salute di risarcirlo con un indennizzo vita natural durante, cosi come si trova messa in scacco dall’ondata di allarmi conseguente alle presunte morti da vaccino influenzale che riempiono le pagine dei giornali in queste ore, e che fa pensare a una sorta di contagio mediatico più che all'effetto avverso di un farmaco.

Alle origini dell’autismo

Ci sono malattie di cui si dice tutto e il contrario di tutto, consegnando, inevitabilmente ai cittadini e ai pazienti un quadro distorto/poco chiaro che alimenta la confusione su cause, rischi, trattamenti.
L’autismo è un ottimo esempio di questa categoria di condizioni, con l’aggravante di interessare l’età pediatrica e dunque coinvolgere l’emotività dei genitori a volte a sfavore di approcci basati su evidenze scientifiche.

Ebola visto da vicino | Il primo impatto

“Fin dall’arrivo in aeroporto si vedono segnali e cartelli che spiegano cosa fare per evitare il contagio di Ebola e per riconoscerne i sintomi. Sono illustrati, perché qui molta gente non sa leggere, e le vignette mostrano il vomito e la diarrea sparsi direttamente al suolo: probabilmente se si mostrasse una latrina il messaggio non sarebbe credibile.”

Verso un vaccino universale contro l’influenza

Come ogni anno, con il sopraggiungere della stagione invernale, saremo esposti ai virus influenzali che causeranno problemi di salute e significative perdite economiche per aziende pubbliche e private. In una piccola, ma non trascurabile percentuale, ci saranno complicazioni e, potenzialmente, anche un aumento della mortalità tra neonati e anziani causati dagli stessi virus.

Lo strano caso dell'andamento del morbillo nel veronese

Gli autori utilizzano di abitudine la pausa pranzo per effettuare l’epicrisi della giornata trascorsa.
Da sempre sono consapevoli che il loro ristoratore, Mimmo, sceglierà per loro quello che mangeranno e possono, così, passare velocemente all’esame dei punti fissi dell’ordine del giorno relativi alle possibili cause di calamità prevedibili: i tumulti giornalieri generati dal personale (non a caso in prevalenza femminile) e l’andamento delle malattie infettive.

Ebola, un problema anche di comunicazione

Ogni epidemia offre una lezione da imparare a quanti siano coinvolti nella gestione della crisi sanitaria, specialmente in termini di comunicazione del rischio. Ogni malattia infettiva, infatti, può diventare molto più pericolosa se supportata da informazioni sbagliate o incomplete. Da un lato, la disinformazione va veloce e va lontano, spesso attraversando i confini geografici prima che le organizzazioni locali abbiano attivato la loro risposta all’epidemia.

Ebola: quali sono i farmaci sperimentali?

L'8 agosto, Margaret Chan direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito la crisi dell’Ebola nell’Africa Occidentale una “emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale”.
Il nuovo bilancio parla di 1.013 decessi e di 1.848 casi censiti. Tra il 7 e il 9 agosto 2014 - precisa l’Oms - sono stati segnalati 69 nuovi casi di malattia da virus Ebola (confermati, probabili e sospetti) e 52 decessi in tre dei quattro paesi colpiti.

Il ritorno dell'aviaria

L'influenza aviaria torna al centro dell'attenzione, dopo il recente caso dell'allevamento di galline colpite dall'influenza aviaria a Ferrara e il primo caso, riportato da uno studio pubblicato dal British Medical Journal, di probabile passaggio da uomo a uomo del virus H7N9 che ha colpito la Cina, causando finora 44 morti su 135 casi accertati. Si tratta di un sotto

I virus non aspettano

Ilaria Capua, la strong lady della ricerca scientifica, come l'ha definita il Wall Street Journal, il primo scienziato sotto i 60 anni a vincere il premio Penn Vet World Leadership Award, ha deciso di stupirci ancora. Questa volta non per chiedere che le sequenze genetiche dei virus siano depositate in banche dati accessibili a tutti o per la presentazione di nuove tecniche per contrastare i virus influenzali, bensì per la pubblicazione di un libro.

Quando il virus diventa Fiction

Quando si parla di laboratori e scienziati, la fervida immaginazione dei bambini - ma anche di qualche adulto- non può che sfiorare l’immagine dello “scienziato pazzo”, davanti ai nostri occhi prende vita  l’immagine di un giovane medico  che rileggendo gli appunti del nonno il barone Viktor Von Frankestein, considerato da lui stesso un folle per le sue teorie, si rende conto che invece è possibile  creare una creatura assemblando pezzi  vari di altri esseri.

Breve storia della guerra biologica

Il caso del virus mutato H5N1 ha riaperto il dibattito sul pericolo che un agente biologico possa essere adoperato come arma di distruzione di massa. Se qualcuno però ritiene che il bioterrorismo sia solo una conseguenza dello sviluppo che le scienze biologiche e mediche hanno avuto nell'ultimo secolo e in particolare negli ultimi decenni, compie un grave errore. L’utilizzo di patogeni in attività belliche è documentato sin dall’età classica.

H5N1, la pubblicazione dei dati molecolari è uno sbaglio?

Il World Health Organization ha preso la sua decisione, i lavori sul virus mutato H5N1 saranno pubblicati. Ma è veramente una decisione giusta? Non era meglio aspettare, capire, evitare che tali informazioni finiscano nelle mani sbagliate e generino una pandemia mortale e diffusissima? Uno dei problemi è rappresentato proprio dal tipo di ricerca, perché infatti giocare con la natura e se il virus “fuggisse” dal laboratorio?

H5N1, è giusto pubblicare le ricerche

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha deciso che i due controversi studi sul virus influenzale H5N1 saranno pubblicati integralmente. La decisione arriva dopo un incontro di due giorni, tenutosi a Ginevra al quale hanno preso parte 22 esperti di biosicurezza provenienti da tutto il mondo. "Secondo il gruppo di esperti, spiega Antony Fauci, rischi terroristici sono inferiori ai vantaggi che possono derivare dalle ricerche in termini di vaccini preventivi, test diagnostici e farmaci anti-virali".

Virus H5N1: ricerca, politica e società

H5N1 è la sigla che definisce il  virus dell'influenza aviaria, individuato per la prima volta a Hong Kong nel 1967. È difficile che questo virus si trasmetta agli esseri umani, diversamente di quanto accade con l'influenza di stagione, la trasmissione può avvenire infatti solo per contatto diretto con l'animale malato o con le sue secrezioni. Quando però avviene , il virus aviario H5N1 è letale in circa il 60% dei casi.