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Covid-19 e il mito della caverna

Tre temi a partire da un libro: a partire da La notte delle ninfee di Luca Ricolfi (La Nave di Teseo Editore) l'epidemiologo Paolo Vineis parla dei lockdown preventivi, delle nuove varianti di SARS-CoV-2 e fa il punto sul contact tracing.

Crediti immagine: Hà Nguyễn/Unsplash

Questo articolo discute tre temi: è opportuno un lockdown preventivo? Che fare con la nuove varianti? E a che punto siamo con il contact tracing? Ne discuterò con riferimenti a un libro appena uscito, La notte delle ninfee di Luca Ricolfi, ma comincerò dalla Repubblica di Platone.

Come mettere a fuoco il Recovery plan secondo gli esperti

La temperatura del pianeta continua a crescere e le proiezioni dicono che è molto probabile che tra il 2030 e il 2040 arriveremo ad un riscaldamento globale medio di 1,5°C. L’impatto del cambiamento è sempre più evidente, con gli eventi estremi che diventano più intensi e frequenti e con ulteriori rischi per la salute a cominciare da quello di pandemie. Non si può far finta di niente! Occorre definire politiche basate sulle evidenze scientifiche e sostenere la partecipazione alle decisioni che condizioneranno la nostra vita quotidiana sulla terra. Occorre un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che ci faccia uscire dalla catastrofe attuale, eviti quelle prevedibili per il futuro e punti sui co-benefici per il clima e la salute derivanti dalle azioni che riducono l’inquinamento.

Giulio Betti (meteorologo LAMMA-IBE/CNR), Fabrizio Bianchi (epidemiologo CNR),  Antonio Bonaldi (medico Slow medicine), Roberto Buizza (fisico Scuola Superiore Sant’Anna), Mario Carmelo Cirillo (ingegnere già ISPRA), Daniela D’alessandro (medico Sapienza UNI Roma), Gianluigi De Gennaro (chimico UNI BA), Aldo Di Benedetto (medico Ministero Salute), Francesco Forastiere (epidemiologo CNR), Paolo Lauriola (epidemiologo RIMSA), Carmine Ciro Lombardi (chimico e tecnologo farmacologo Tor vergata UNI Roma), Alberto Mantovani (tossicologo ISS), Vitalia Murgia (medico CESPER), Francesca Pacchi

Le prime mosse di Biden per la transizione ecologica

Sono passate due settimane abbondanti dall’insediamento della nuova amministrazione Biden-Harris e già il Presidente ha messo mano seriamente alla politica climatica del paese. Per esempio, rientrando nell’Accordo di Parigi, istituendo una Task Force nazionale per il clima e programmando blocchi e interruzioni di oleodotti e perforazioni alla ricerca di gas e petrolio.

Immagine: Joe Biden firma i primi atti ufficiali da presidente, 20 gennaio 2021 (whitehouse.gov). Elaborazione di Scienza in rete.

Joe Biden, dal giorno del suo stesso insediamento, ha firmato vari ordini esecutivi con l’intenzione di invertire al più presto alcune delle politiche promosse e portate avanti dal predecessore Donald Trump. Tra queste spicca il rientro nell’Accordo di Parigi, come per altro aveva annunciato sin dalla campagna elettorale.

L’inquietudine dei dottorandi al tempo di Covid-19

La pandemia ha interrotto molte attività, e mentre le scuole (con l'eccezione delle superiori) hanno dovuto affrontare un intervallo relativamente breve, le università hanno subito chiusure particolarmente pervasive. I dottorandi sono tra quelli a maggiore rischio di vedere alterata, spesso in modo peggiorativo, la propria carriera professionale. Cosa può fare l'università per superare le difficoltà?

Crediti immagine: ElasticComputeFarm/Pixabay

La pandemia di Covid-19 ha bruscamente interrotto molte delle attività formative in tutto il mondo. Mentre le scuole materne, primarie e secondarie di primo grado hanno avuto interruzioni relativamente brevi, il sistema scolastico superiore e le università hanno subito il lockdown in modo pervasivo, pagando un prezzo particolarmente alto. Se da un lato politiche restrittive sono necessarie a mitigare la pandemia, la velocità con cui queste sono state attivate e la loro assolutezza hanno avuto conseguenze sul percorso di studio di molti, con conseguenze sia sul morale sia sulle finanze.

One Health: un approccio e un metodo non più rinviabili

Una sola salute per gli umani, gli animali e l'ambiente: è questo il senso dell'approccio One Health, che ora più che mai è urgente adottare: la sfida è metterlo in pratica attraverso una vera governance per la protezione e promozione della salute non più confinate in modo miope solo sulla salute umana

Crediti immagine: Background vector created by macrovector_official - www.freepik.com

La pandemia da SARS-CoV-2 è il più grande shock a livello globale degli ultimi decenni. Uno tsunami che ha causato milioni di vittime e ha devastato l’economia. Ma c’è almeno una lezione che possiamo trarre da questo annus horribilis?

Energie rinnovabili: nuovo affare o rivoluzione?

Secondo Our World in Data, le energie rinnovabili sono sempre meno costose, ma nonostante questo l'energia proviene ancora da carbone, petrolio e gas.

Quanto costa l’ambiente? Benché abbia un valore inestimabile, paragonabile a quello della sopravvivenza della nostra specie, in un articolo pubblicato lo scorso 1° dicembre Our World in Data viene riportata un’analisi sulla sostenibilità, non solo ambientale ma anche economica, delle energie rinnovabili rispetto a quelle da combustibili fossili (carbone, petrolio e gas), che ad oggi rappresentano circa il 79% della produzione energetica mondiale e circa l'87% delle emissioni totali di CO2.

Anticorpi monoclonali, un po' come l'acqua di Lourdes

Il 3 febbraio, la Commissione tecnico scientifica dell'AIFA ha dato il via libera condizionale a due tipi di anticorpi monoclonali contro Covid-19. Ma cosa sono esattamente gli anticorpi monoclonali e cosa sappiamo della loro efficacia contro il virus?

Si chiamano monoclonali gli anticorpi prodotti con tecniche di DNA ricombinante a partire da un unico tipo di linfociti prelevato dal plasma di un soggetto guarito da Covid-19. Così ingegnerizzati, gli anticorpi si specializzano su quel particolare tipo di antigene (la proteina spike), dando una risposta immunitaria molto forte (passiva e non attiva come col vaccino) verso il patogeno che la veicola. La protezione può durare settimane o anche mesi.

Gli effetti del ciclo mestruale svelati dai big data

Foto di Monica Kozub via Unsplash.

Se Homo sapiens ha trovato mille espedienti per proteggersi dal freddo, dalla fame, dalla malattia o dagli incerti della natura, se ha saputo esplorare e colonizzare tutte le terre, viaggiare nell’universo e inventare armi sofisticate per uccidere i suoi simili, è inevitabile constatare che le mestruazioni pertengono ancora all’irrazionale. Nonostante la sua banalità, il ciclo resta un fenomeno misterioso, circondato da leggende, superstizioni, reticenze e stereotipi la cui persistenza non può che stupire.

Un anno da (non) dimenticare. Non solo per la pandemia

Oltre alla pandemia, c'è un altro aspetto del 2020 da ricordare: a livello globale è stato infatti l’anno più caldo da quando esistono le misure (insieme al 2016) e costellato da numerosi eventi meteorologici estremi in ogni parte del globo. Carlo Cafaro, ricercatore all'Università di Reading (UK) ne passa in rassegna alcuni, evidenziandone le caratteristiche eccezionali e spiegando i possibili collegamenti con i cambiamenti climatici.

Crediti immagine: Karsten Winegeart/Unsplash

L’anno appena concluso rimarrà indubbiamente nella storia. La pandemia da SARS-CoV-2, dichiarata tale dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel marzo 2020, sta ancora, purtroppo, mettendo a repentaglio la vita della popolazione mondiale. L’attenzione mediatica che giustamente ha ricevuto questa emergenza sanitaria sta rischiando purtroppo di far passare inosservato un altro importante motivo per il quale il 2020 è stato eccezionale.