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Crescita demografica: siamo troppi per clima e risorse?

La crescita della popolazione umana, sul lungo periodo, non è sostenibile per l’integrità della biosfera. Gli impatti sulla disponibilità di risorse naturali, quanto sulla perdita di biodiversità e sul cambiamento climatico, però, dipendono molto anche dal nostro tipo di modello di sviluppo. Un impatto globale minore, quindi, si ottiene non solo con più tecnologia ma anche con più investimento in istruzione e riduzione della povertà.

Immagine: Pixabay.

Nell’articolo «Un pianeta affollato a Sud e invecchiato a Nord» avevamo visto che da oggi sino a fine secolo passeremo forse da 7,7 miliardi di persone a quasi 11. Il tasso di fertilità, secondo il «World Population Prospects 2019», andrà calando e quindi l’età media andrà aumentando. La crescita demografica, infatti, sarà sempre più lenta, ma in ogni caso ci sarà.

Dentro e fuori l'OMS resta il dubbio sull'origine della pandemia

È stato reso pubblico in questi giorni il rapporto dell'OMS che indaga l'origine della pandemia e prodotto da un team multidisciplinare di 17 esperti internazionali, affiancati da 17 esperti cinesi. Ma, come ha affermato il  direttore dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, «Questa relazione è un inizio molto importante, ma non è la fine: tutte le ipotesi sono ancora sul tavolo».

Crediti immagine: Background photo created by 8photo - www.freepik.com

È quasi certo che SARS-CoV-2, come altri virus di nuova emergenza, sia arrivato alla specie umana dalle colonie di pipistrelli (in particolare i "ferro di cavallo" del genere Rhinolophus) che pullulano nelle grotte della Cina continentale e, in generale, del Sud-Est asiatico. Se l'ospite intermedio sia stato qualche animale "commestibile" venduto nei wet market cittadini, oppure un laboratorio di virologia di Wuhan, però, non è stato né provato né escluso in via definitiva.

Se a estinguersi è la cultura

Anche gli animali hanno cultura e tradizione, che tramandano da individuo a individuo. Cosa succede se le azioni degli esseri umani alterano la trasmissione culturale e impattano la capacità delle specie di comunicare in modo efficace? Crediti immagine: un i'iwi, isole Hawaii. di Gregory "Slobirdr" Smith da Wikimedia Commons

Il succiamiele del reggente  è un uccello dal lucido piumaggio nero, punteggiato di bianco e dalle ali giallo acceso. Grande poco più di un merlo, vive nelle foreste del sud est dell’Australia, dove si nutre prevalentemente del nettare di eucalipto. Fino alla metà del secolo scorso, grossi stormi di succiamiele del reggente volavano attraverso i cieli australiani, coprendo lunghe distanze.

L'importanza delle cure primarie e di comunità: lezioni dall'epidemia Covid-19

L'assistenza sanitaria primaria e di comunità può essere vista come un cardine per connettere le azioni nei confronti dei rischi ambientali e sanitari, creando un collegamento tra la salute delle persone e l'ambiente in cui vivono.

Crediti immagine: Annie Spratt/Unsplash

Sin dall’inizio della pandemia di Covid-19, è apparso chiaro che le cure primarie (anche definite come “medicina sul territorio o di continuità”) svolgono un ruolo fondamentale nell'assistenza clinica, come lo screening dei pazienti, il triage, il supporto fisico e psicologico, ma anche nella promozione di una migliore consapevolezza del rischio e di una condivisione degli interventi preventivi da parte della comunità1.Soprattutto se integrate con l’assistenza ospedaliera e i dipartimenti di prevenzione.

L’incantevole morte della realtà: Labatut e le vertigini del pensiero scientifico

Benjamín Labatut

Benjamin Labatut dona carne e sangue alle vertigini del pensiero scientifico, ausculta i battiti che muovono teorie fisiche e matematiche apparentemente senza cuore, inventa storie che aprono porte nella realtà. Della realtà ordinaria, che tutti conosciamo grazie ai nostri sensi, e di quella straordinaria, nascosta ma presentissima, che da circa un secolo alimenta le tecnologie di cui oggi nessuno potrebbe più fare a meno e che tuttavia “nessun’anima, viva o morta, ha veramente capito”.

Il complicato rapporto tra diritto, politica e metodo scientifico

Due eventi (uno giuridico e uno politico)  apparentemente non correlati evidenziano l’incapacità dei decisori di rapportarsi in modo sensato con il metodo scientifico.  Non è un ritorno a Lysenko, ma è preoccupante l’assenza di una prospettiva razionale nell’uso della scienza per giustificare scelte che incidono direttamente sulla vita delle persone.

Nel giro di pochi mesi, diritto e politica sono stati messi di fronte alla necessità di decidere questioni che non potevano essere gestite con il semplice esercizio dell’autorità. Lo scorso dicembre, un’ordinanza del Consiglio di Stato ha deciso, pur in via provvisoria, che l’idrossiclorochina poteva essere prescritta off-label ai malati di COVID-19 in condizioni non gravi.

PNRR: raccomandazioni e suggerimenti su ambiente e salute

Pubblichiamo una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi da parte di un gruppo di docenti, ricercatori ed esperti per migliorare il PNRR sui temi riguardo ambiente e salute.

Immagine: Governo.it.

Roma, 24 marzo 2021

Al Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano Prof. Mario Draghi

 

Egr. Prof. Draghi,

Ministro Speranza, se parla di dati pensi all’epidemiologia

Durante la presentazione delle linee programmatiche del Ministero alle Commissioni Sanità di Camera e Senato, il ministro Speranza ha richiamato alla necessità di avere una centrale di calcolo in grado di elaborare una grande quantità di dati, per supportare una governance più efficace del Servizio sanitario nazionale e soprattutto la costruzione di analisi e scenari. Ma quello che serve per analizzare e trasformare i dati in informazioni per le azioni è un'epidemiologia presente, riconosciuta e valorizzata nelle Regioni e nelle Aziende Sanitarie.

Crediti immagine: Pete Birkinshaw/Flickr. Licenza: CC BY 2.0

Quando sul finire degli anni ’70 fu istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità il Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, il santa sanctorum della nuova struttura (almeno per noi giovani leve) era il Centro di Calcolo.

L'esperimento LHCb sulle tracce di una nuova forza della natura

La collaborazione LHCb del CERN ha presentato la scorsa settimana un risultato che potrebbe mettere in discussione il modello standard delle particelle. Studiando un particolare tipo di decadimenti dei mesoni B, i ricercatori hanno osservato un fenomeno chiamato "violazione del sapore leptonico" che può essere spiegato solo includendo un nuovo tipo di interazione oltre a quelli descritti dal modello standard. Questa affermazione richiede tutte le cautele del caso perché la forza statistica della conclusione di LHCb, pur essendo la massima mai raggiunta prima sul fenomeno specifico, non è sufficiente a definirla una “scoperta”.

Crediti immagine: CERN Document Server. Licenza: Copyright and terms of use of CERN content.

Da quando il Large Hadron Collider è entrato in funzione al CERN dieci anni fa, il suo obiettivo principale è stato quello di trovare segnali di “nuova fisica”, cioè osservare fenomeni non previsti dal modello standard delle particelle, oppure verificare fenomeni previsti ma mai dimostrati sperimentalmente.