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Molecole di scrittura scientifica

Marco Taddia recensisce Scrivere di scienza, di Daniele Gouthier (Codice Edizioni, 2019): un libro sulla scrittura e sulla divulgazione ma anche, più in generale, sulla comunicazione scientifica - e quindi su come “informare, appassionare, convincere, diffondere una cultura”.
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Se volete scrivere di scienza per la vostra e altrui soddisfazione, prima di tutto dovete chiedervi se ciò di cui vorreste scrivere può servire a qualcuno, individuare il tipo di pubblico al quale è destinato il vostro lavoro e, infine, individuare la vostra “molecola di scrittura”, applicando il motto “conosci te stesso”.
Adolescenti: poca corteccia molto rischio

Convincere gli adolescenti a seguire i vari comportamenti anti-Covid-19 al rientro a scuola, ma anche in tutti gli altri ambienti, è una questione che deve fare i conti con le caratteristiche di sviluppo del cervello sotto i vent'anni circa. Le neuroscienze ci danno una spiegazione che dovrebbe essere presa maggiormente in considerazione.
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In questa fase della pandemia hanno trovato un piccolo spazio, grazie alla regolare ripartenza delle scuole, nonostante i timori. Gli interrogativi legati alla loro sicurezza sono emersi da subito: indosseranno la mascherina quando necessario? Manterranno il distanziamento fisico? Saranno consapevoli dei rischi che questo virus comporta a loro stessi e, soprattutto, ai loro genitori e nonni? Fra tutti i periodi della vita, infatti, ce n’è uno che pare il più controverso.
Sono un robot e vengo in pace

Rappresentazione artistica di una rete neurale. Credit: Daniel Friedman / Flickr. Licenza: CC BY-NC 2.0.
La scorsa settimana il Guardian ha pubblicato un editoriale scritto dal software per la generazione di linguaggio GPT-3, il più potente in circolazione. I redattori hanno fornito a GPT-3 alcune frasi di input, il cosiddetto prompt, che descrivevano il compito assegnato: comporre un saggio che convincesse i lettori che l'intelligenza artificiale non è una minaccia per l'umanità.
Vaccino anti Covid-19, il paradosso regolatorio

A settembre, nove aziende farmaceutiche si sono rifiutate di licenziare un vaccino anti-SARS-CoV-2 prima che siano disponibili i risultati di studi clinici adeguati. Simonetta Pagliani ripercorre qui le scelte fatte finora dall'FDA e gli aspetti del nuovo, auspicato vaccino che preoccupano le aziende farmaceutiche.
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Nel settore farmaceutico, la data dell’8 settembre 2020, nella quale nove industrie farmaceutiche hanno siglato l’impegno a rifiutarsi di licenziare un vaccino anti-coronavirus prima che siano disponibili i risultati di studi clinici adeguati, marcherà la rivoluzione che ha, di fatto, ribaltato l’usuale “pressione industriale vs resistenza delle agenzie regolatorie”.
Umiltà ed empatia alla base della comunicazione della scienza

Silvia D'Autilia intervista Pietro Greco per riflettere sulla comunicazione della scienza, sui suoi rapporti con la politica e quello che ci ha insegnato la pandemia di Covid-19, ma anche sull'influenza delle nuove tecnologie.
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Comunicazione della scienza, politica, Covid-19 e nuove tecnologie: abbiamo affrontato con Pietro Greco, giornalista scientifico e scrittore, questi temi e altri ancora.
La ruggine della Luna

Uno studio recentemente pubblicato su Science Advances e basato sui dati raccolti dalla missione Chandrayaan-1 mostra la presenza di ematite (un ossido di ferro) nelle regioni polari della Luna: gli autori presentano un possibile scenario che ne spiegherebbe la presenza, secondo il quale un ruolo chiave lo avrebbe il nostro pianeta.
Nell'immagine: Mappatura spettrale della superficie lunare realizzata dalla sonda Chandrayaan-1. Le aree blu in corrispondenza delle regioni polari della Luna indicano la presenza di acqua. Crediti: ISRO / NASA / JPL-Caltech / Brown University / USGS
Dall’analisi dei dati raccolti dalla missione Chandrayaan-1 è emerso che le regioni polari della Luna, già note per la presenza di ghiaccio, sono anche caratterizzate dalla presenza di ematite. La scoperta di questo ossido di ferro ha inevitabilmente portato con sé la necessità di individuare processi affidabili in grado di produrlo. Un possibile scenario è stato presentato da Shuai Li (Università delle Hawaii) e collaboratori in uno studio pubblicato a inizio settembre su Science Advances.
Il nodo irrisolto dell'epidemia nascosta nelle RSA

Al momento si stima che in 26 paesi considerati, quasi la metà dei morti per Covid siano avvenuti nelle RSA. Si tratta di una media che fissa in un numero (altissimo) una situazione internazionale molto variegata, che va da alcuni paesi che dichiarano 0 morti nelle case di riposo, a paesi, come il Canada e la Slovenia, che dichiarano addirittura l'80%. E l'Italia? In mancanza di dati credibili a livello nazionale, si può citare il caso di Milano, dove secondo il rapporto compilato dalla ATS circa la metà dell'eccesso di mortalità per Covid è avvenuto nelle RSA. Una situazione quindi drammatica, quella degli "ospizi", che porterà probabilmente al loro svuotamento nei prossimi anni, con un'altrettanto problematica presa in carico a livello familiare. Ma di questa "epidemia nascosta" che colpisce i nostri anziani nell'area grigia fra il welfare e la sanità, con effetti di una pesante discriminazione su base generazionale e sociale, la narrazione attuale di Covid-19 basata sull'aritmetica quotidiana di contagi e tamponi non tiene minimamente conto. E tantomeno la politica.
Margherita De Bac sul Corriere della Sera (25 Luglio 2020) proponeva questa narrativa della pandemia COVID19:
Anche gli animali usano il distanziamento sociale

Anche gli animali sociali usano il distanziamento per evitare di contrarre malattie. Per quanto a noi sembri innaturale e faticoso, si tratta invece di una strategia efficace per evitare i contagi. Uno studio appena pubblicato sui Proceedings of the Royal Society B analizza le prove sperimentali del distanziamento nel mondo animale.
Nell'immagine: i mandrilli sono meno propensi a toelettare individui con infezioni gastrointestinali, con l'eccezione dei parenti da parte materna: madri, figlie e sorelle non si evitano tra di loro se si ammalano ma, anzi, quando una mostra segnali di malessere viene toelettata con ancora più cura
L’isolamento sociale è una delle sfide più difficili cui ci ha sottoposto la pandemia di Covid-19. Non solo i mesi di confinamento della scorsa primavera, chiusi ognuno dentro le mura di casa, protettive e carnefici al contempo. Anche ora che siamo più liberi di muoverci dobbiamo tenere le distanze, evitare contatti con persone che non fanno parte della nostra quotidianità, ed è emotivamente difficile vedere una persona cara dopo tempo e non poterla abbracciare, perché gli abbracci fanno parte del modo innato con cui comunichiamo affetto e vicinanza.
Vaccino: una messianica attesa

Paolo Uccello, San Giorgio e il drago, Museo Jacquemart André (fonte: Wikipedia). Elaborazione di Scienza in rete.
È di questi giorni la doccia fredda della temporanea sospensione della sperimentazione di fase 3 del vaccino anti SARS-Cov-2 dell’ AstraZeneca, sviluppato in collaborazione con l’italiana IRBM di Pomezia. È certamente una doccia freddissima se come ho letto in Repubblica del 9 settembre: “ L'Italia doveva ricevere tra le 2 e le 3 milioni di dosi come prima fornitura a novembre e somministrarle a persone a rischio, come chi svolge lavori sensibili come gli operatori sanitari” [1] .
