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Into the wild? Anche no...

Negli ultimi vent’anni il settore turistico naturalistico è in piena espansione. Ma se da un lato la ricerca di un contatto con la natura aiuta la tutela degli ecosistemi, dall’altro può diventare nemico della conservazione. Il tutto sta nella ricerca di un equilibrio da non dare per scontato

Cosa c’è di meglio di una boccata di aria pura in montagna, o di un tuffo in acque cristalline e incontaminate? Dopo i difficili mesi chiusi in casa per il lockdown, ecco che l’estate ai tempi di Covid-19 segna un boom di presenze in aree naturali, protette e non.

Aumenta il numero di ricoverati in terapia intensiva

Dalle affermazioni di alcuni esperti in ambito medico e dalle notizie diffuse dai principali mezzi di comunicazione si sta consolidando un blocco di pensiero secondo il quale il coronavirus in questa fase si diffonde di più rispetto ai primi mesi dell’anno, ma si trova in maggioranza in soggetti asintomatici e fa pochi danni ai malati di Covid-19. Allo scopo di studiare la veridicità dell’ultima parte di questa affermazione, abbiamo analizzato i dati sul numero di posti in terapia intensiva occupati da malati di Covid-19 nel periodo di sei settimane dal 13 Luglio al 23 Agosto 2020.

Le scuole all’esame del Coronavirus

Il Rapporto Covid reso disponibile il 21 agosto indica una serie di raccomandazioni per la gestione della pandemia nelle scuole; emerge anche l'idea che serva uno sforzo collettivo per combattere Covid-19 in modo efficace. Ne abbiamo parlato con Paolo D'Ancona, epidemiologo dell’ISS che ha coordinato la stesura del documento.

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“La questione centrale delle decisioni di riapertura scolastica non è se le scuole debbano riaprire o meno, ma piuttosto come procedere con una riapertura scolastica più sicura attraverso la comprensione e la consapevolezza dei rischi per la salute pubblica”, è quanto si legge nelle prime righe del nuovo

Il futuro della sostenibilità secondo l’Agenzia europea per l’ambiente

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La sostenibilità non è solo una questione ambientale, ma anche sociale, economica e istituzionale. Per pianificare il futuro bisogna tenere conto dell'impatto sulle risorse dell'invecchimento della popolazione, della comparsa di nuove tecnologie e di possibili strumenti economici.
L'Agenzia Europea per l'Ambiente ha pubblicato un rapporto su questi temi: abbiamo intervistato uno degli autori, Giovanni Marin.

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Il 24 giugno 2020, l’Agenzia Europea per l’Ambiente ha pubblicato un rapporto intitolato L'invecchiamento della popolazione, le tecnologie emergenti e la sostenibilità fiscale possono influenzare il percorso dell'UE verso un futuro sostenibile. Abbiamo contattato Giovanni Marin, uno degli autori, per porgli qualche domanda.

Le cure palliative: la medicina sfidata a cambiar pelle

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Franco Toscani ci racconta la storia delle cure palliative: come sono nate, gli ostacoli che hanno incontrato, fino a un vero e proprio assalto alla diligenza degli ultimi anni. È necessario formare i medici a curare i pazienti anche dal punto di vista dell'empatia, della compassione e della condivisione. Concetti, in realtà, non così strani, se si pensa che la medicina, in fin dei conti, è fatta di persone che si prendono cura di altre persone.

Alla fine degli anni ’70 dello scorso millennio avevo cominciato a curare i malati di cancro avanzato con il cocktail di Brompton, un beverone contenente un po’ di tutto: alcool, morfina, cocaina. Me lo lasciavano fare in quanto anestesista che si interessava di terapia del dolore. Funzionava, ma non era un toccasana. Poi ho trascorso qualche mese in Inghilterra per imparare a troncare le vie nervose che portano il dolore al cervello. Interventi raffinati, inquietanti, avveniristici. Funzionavano, ma neppure questi erano un toccasana.

Classifica mondiale delle Università: quali indicatori?

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Il 15 agosto è uscita la classifica ARWU (Academic Ranking of World Universities) delle prime mille Università al mondo. Gli indicatori utilizzati sono essenzialmente basati sul numero di premi Nobel e medaglie Fields e di pubblicazioni scientifiche su Science e Nature o indicizzate nel Web of Science. Un'idea di massima, ma auspicabilmente integrabile con variabili socioeconomiche.

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Ogni anno ARWU pubblica la classifica delle mille università migliori al mondo; dal 2003 dal Center for World-Class Universities (CWCU), dalla Graduate School of Education della Shanghai Jiao Tong University e dal 2009 dalla ShanghaiRanking Consultancy. All’inizio le classifiche riguardavano solo poche materie, come matematica, fisica, chimica, informatica ed economia, successivamente sono aumentate in numero anche grazie a indicatori più oggettivi. Sarebbe infatti più corretto parlare di confronti tra materie e tra università, piuttosto che di classifiche gerarchiche.

Mappa dei contagi negli stati del continente europeo

Aumenta progressivamente in Italia il numero dei nuovi casi positivi al coronavirus denominati “di ritorno”. Si tratta di persone che vivono nel nostro paese e si sono recate all’estero dove sono state infettate prima del ritorno in Italia. Alcune delle persone infettate erano all’estero in vacanza, ma c’è la possibilità di essere contagiati anche per persone straniere che lavorano in Italia e si sono recate nei loro paesi di origine per una visita alle loro famiglie.

“Contagiati non vuol dire malati”? La lezione del virus dell’AIDS

Cosa possiamo imparare dalla conoscenza accumulata sull'infezione da HIV che possa essere utile per affrontare meglio la sfida di SARS-CoV-2? E che lezione possiamo trarre da un virus  che alcuni consideravano un fattore d'innesco (ma non la causa) della malattia - una posizione assimilabile all'espressione usata in questi giorni, "contagiati non vuol dire malati"?

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Erroneamente si parla spesso di “intelligenza del virus” o “strategia del virus” per descriverne le caratteristiche peculiari di trasmissione, patogenesi ed evoluzione in seguito all’accumulo di mutazioni che, tra altre proprietà, ne favoriscono la sfuggita al controllo del sistema immunitario o di farmaci antivirali. In realtà, i virus non sono dotati di “intelligenza”, ma sono il frutto di una selezione biologica che ne definisce le proprietà peculiari.

Il lato nascosto della pandemia: le disuguaglianze sociali

Pubblichiamo in italiano, per gentile concessione dell'autrice, l'articolo originale "Health inequalities in a time of pandemic: do we really care?", pubblicato su Notes from the research frontier, del 16 maggio 2020 (traduzione di Jacopo Mengarelli).

Occuparsi delle disuguaglianze sociali è diventato un mantra in molti paesi. Agenzie internazionali come l'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno unità ed esperti che si occupano dei determinanti sociali della salute e dell'equità. Eppure, nel considerare la pandemia di Covid-19  i fattori sociali e strutturali che influiscono sulla salute sono rimasti in secondo piano.

La cura dell’arte

“L'arte della medicina” è il titolo di un editoriale recentemente pubblicato sul Lancet e firmato da un gruppo di autori che fanno parte del progetto Theater of War for Frontline Medical Providers, che propone una serie di letture delle tragedie di Sofocle a comunità militari e civili dell’area di New York. A chi si chiedesse cos’abbiano da spartire gli americani con il teatro greco creato 400 anni prima della nascita di Cristo, la risposta è “l’umanità”: usando la lente rovesciata della distanza, gli autori ellenici hanno trasposto nella mitologia le sofferenze della loro società, vessata dalle guerre e dalle pestilenze, così che i loro concittadini potessero oggettivarle ed elaborarle. Una magia psichica che funziona ancora in quest'epoca di pandemia.

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Da mesi, molte piazze italiane assistono alle manifestazioni dei lavoratori dello spettacolo impazienti per la ripresa delle loro attività; ovviamente, la prima preoccupazione è per il mancato sostentamento delle famiglie di chi è impiegato nel mondo del cinema e del teatro, ma non meno importante è l’aspetto culturale della rinuncia forzata a queste due entità della vita sociale.