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Franco Toscani

Medico palliativista. Ha iniziato come anestesista/rianimatore dal 1975, ma dalla fine degli anni '70 si è dedicato alla cura dei malati oncologici terminali. Insieme ad alcuni colleghi, nei primi anni '80 ha dato vita alle cure palliative in Italia, promuovendone la diffusione. Dal 2000 ha scelto di occuparsi esclusivamente di ricerca sulla terminalità degli anziani con demenza, e all'insegnamento. Ha condotto numerosi progetti di ricerca; è stato docente in diverse università; pubblicato numerosi articoli scientifici su riviste internazionali, ed è stato autore o co-autore di testi sulle cure palliative. È stato tra i fondatori della Società Italiana di Cure Palliative (SICP), di quella Europea (EAPC), e membro della commissione ministeriale che ha istituito gli hospice.

Le cure palliative: la medicina sfidata a cambiar pelle

cure palliative

Franco Toscani ci racconta la storia delle cure palliative: come sono nate, gli ostacoli che hanno incontrato, fino a un vero e proprio assalto alla diligenza degli ultimi anni. È necessario formare i medici a curare i pazienti anche dal punto di vista dell'empatia, della compassione e della condivisione. Concetti, in realtà, non così strani, se si pensa che la medicina, in fin dei conti, è fatta di persone che si prendono cura di altre persone.

Alla fine degli anni ’70 dello scorso millennio avevo cominciato a curare i malati di cancro avanzato con il cocktail di Brompton, un beverone contenente un po’ di tutto: alcool, morfina, cocaina. Me lo lasciavano fare in quanto anestesista che si interessava di terapia del dolore. Funzionava, ma non era un toccasana. Poi ho trascorso qualche mese in Inghilterra per imparare a troncare le vie nervose che portano il dolore al cervello. Interventi raffinati, inquietanti, avveniristici. Funzionavano, ma neppure questi erano un toccasana.