fbpx All | Page 171 | Scienza in rete

All

Sotto la faccia nascosta della Luna

La Luna ha una faccia nascosta, e difficile da studiare. Ma alle lacune che abbiamo sta ponendo egregiamente rimedio la missione cinese Chang’e 4, con il suo rover Yutu 2 (nome significa “Coniglio di giada” e ricorda il mitologico coniglio che nelle tradizioni orientali abiterebbe sulla Luna), che, in uno studio recentemente pubblicato su Science Advances, ha permesso di determinare la stratigrafia del sottosuolo lunare.
Nell'immagine: il rover cinese Yutu-2 è appena sceso dalla piattaforma di Chang'e 4 e inizia la sua esplorazione sulla faccia nascosta della Luna. Tra gli obiettivi scientifici della missione figura l’indagine radar del sottosuolo lunare. L’immagine risale al 3 gennaio 2019, una dozzina d’ore dopo il perfetto allunaggio della sonda. Crediti: CNSA

I dati raccolti dal georadar di Yutu-2, il rover cinese operativo da poco più di un anno nel cratere Kármán posto all’interno del grande bacino d’impatto che caratterizza il Polo Sud della Luna, hanno permesso a un gruppo di ricercatori cinesi e italiani di determinare la stratigrafia del sottosuolo lunare. È la prima volta che si è potuto ottenere una ricostruzione delle strutture geologiche presenti fino a una profondità di 40 metri nel sottosuolo della parte nascosta del nostro satellite.

L’evoluzione dell’epidemia da coronavirus in Italia

Nel febbraio 2020 è stato identificato nel Nord Italia un focolaio di infezione da coronavirus SARS-nCOV-2, le cui proporzioni suggeriscono un notevole stato di avanzamento pregresso al momento dell’identificazione del primo paziente (20 febbraio). A partire da tale data è stato rilevato giornalmente un numero sempre crescente di casi di infezione, tanto da superare in dieci giorni il numero di mille soggetti trovati infetti. Contrariamente a quanto ventilato in qualche sede, l’epidemia in corso è ancora nella sua fase iniziale. Pertanto, lungi dall’abbandonare le misure di mitigazione necessarie, in questo momento è più che mai opportuno proseguire secondo alcune importanti raccomandazioni.

Nel febbraio 2020 è stato identificato nel Nord Italia un focolaio di infezione da coronavirus SARS-nCOV-2, le cui proporzioni suggeriscono un notevole stato di avanzamento pregresso al momento dell’identificazione del primo paziente (20 febbraio). A partire da tale data è stato rilevato giornalmente un numero sempre crescente di casi di infezione, tanto da superare in dieci giorni il numero di mille soggetti trovati infetti.

Rileggere “Spillover” ai tempi del nuovo coronavirus

"Spillover", di David Quammen, è stato pubblicato nel 2012, ma resta una lettura profondamente attuale. Soprattutto in questo periodo di epidemia da SARS-CoV-2. Da dove vengono i virus, e con quali meccanismi e azioni contribuiamo allo spillover dagli animali selvatici? E quali sono le prospettive per il futuro?
Crediti immagine: Pikrepo. Licenza: CC0

Per inquadrare e capire la nuova epidemia causata dal coronavirus SARS- CoV-2, perché non fare un passo indietro e ripercorrere le altre che hanno caratterizzato il ‘900? In questa prospettiva, “Spillover: l’evoluzione delle pandemie” di David Quammen (Adelphi, 2014), giornalista e reporter per il National Geographic, nonostante sia uscito nel 2012, risulta ancora una lettura attualissima e, per certi versi, premonitoria di quello che sta accadendo ora.

Storie di medici e innovazione all'Università di Padova

Oltre trenta personaggi che, passando dall'Università di Padova e nel corso di sette secoli, hanno fatto la medicina. Le loro storia sono raccontate in "Medici rivoluzionari", edito da Padova University Press e curato dalla redazione de Il Bo live.
Nell'immagine: la "Lezione di anatomia del dottor Tulp" di Rembrandt. Il sezionamento eseguito personalmente dall'insegnante fu un'introduzione di Andrea Vesilio, che insegò a Padova nel Cinquecento

“Ammesso che l'onore di essere stata la sede della rivoluzione scientifica possa appartenere di diritto a un singolo luogo, tale onore dovrebbe essere riconosciuto a Padova”, scriveva lo storico della scienza Herbert Butterfield nel 1962.

Covid-19: laboratori di tutto il mondo, unitevi!

Dal 31 dicembre i ricercatori di tutto il mondo, per la gran parte in Cina e negli USA, hanno iniziato a studiare il virus e pubblicare ricerche. E' presto per misurare l'impatto scientifico di queste pubblicazioni ma, utilizzando le alternative metrics, è possibile capire quali sono state le ricerche più influenti, che hanno catturato l'attenzione dei ricercatori e li hanno spinti a condividere le informazioni nel web. Una miniera di dati in cui sarà facile perdersi senza uno sforzo collettivo e la creazione di nuovi network. Intanto è possibile, anche solo scorrendo i titoli e gli abstract degli studi, farsi un'idea di quanto questo ambito di studi sia complesso, affascinante e vitale. Elaborazione nostra a partire dall'immagine del genoma di SARS-CoV-2 sequenziato dall'Istituto Pasteur di Parigi. Crediti: Institut Pasteur / CNR / France. Nella elaborazione di Scienza in rete si intravede il volto di Mao Zedong. (Immagine: elaborazione grafica di Sergio Cima)

Dati aggiornati al 4 marzo 2020.

Dal 31 dicembre i ricercatori di tutto il mondo, per la gran parte in Cina e negli USA, hanno iniziato a studiare il virus la sua malattia (COVID-19) e pubblicare ricerche in proposito.

 

 

Dalla pandemia 2009 a Covid-19: non buttiamo via quanto abbiamo costruito

Non siamo proprio degli sprovveduti nell'affrontare emergenze come quella di COVID-19. A patto, però, di non cancellare quanto già fatto in passato, e in particolare quanto messo a punto con la pandemia influenzale del 2009. Nell'immagine l'ingresso principale dell'Istituto Superiore di Sanità, il cui Centro di Epidemiologia è stato diretto da Stefania Salmaso fino al 2015

In questi giorni di emergenza Covid-19 mi sembra utile richiamare l’esperienza e la memoria di quanto già disponibile, tanto per rinfrancarci con l’idea che non siamo proprio degli sprovveduti nell’affrontare emergenze di questo tipo, a patto che non si rimuova quanto già fatto in passato.

Come vincere la sfida del nuovo coronavirus

L'intervista a Donato Greco, esperto in malattie trasmissibili, igiene e sanità pubblica, epidemiologia e biostatistica medica, e una delle figure di riferimento dell’epidemiologia e della prevenzione italiane, sull'attuale epidemia di coronavirus. Cosa sappiamo su SARS-CoV-2? Quanto interessa i più giovani? E cosa possiamo dire delle misure di contenimento adottate finora?
Nell'immagine: il nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Scansione al microscopio elettronico del virus SARS-CoV-2 (in color magenta) depositato sulla superficie di una cellula in coltura. SARS-CoV-2 è il virus che causa la COVID-19. Il virus nell'immagine è stato isolato dal primo paziente ricoverato negli USA. Credit: NIAID-RML

Specializzato in malattie trasmissibili, igiene e sanità pubblica, epidemiologia e biostatistica medica, Donato Greco è stato per oltre 30 anni una delle figure di riferimento dell’epidemiologia e della prevenzione italiane. Ha diretto il laboratorio di epidemiologia e biostatistica dell’Istituto Superiore di Sanità ed è stato Direttore Generale della prevenzione presso il ministero della Salute.

La migliore medicina per Covid-19 è la biodiversità

L'epidemia di SARS-CoV-2 ha riacceso l'attenzione sul mercato della fauna selvatica. Dimensioni difficili da quantificare, soprattutto in considerazione del commercio illegale, ma effetti ben noti: danni alla biodiversità, autoctona e non, minacce alla conservazione delle specie e potenziale trasmissione di patogeni, sia in modo diretto sia in modo indiretto.
Crediti immagine: Illustrations of Indian Zoology - volume 2, 1833 circa. Wikimedia.

All’inizio si pensava fosse colpa dei serpenti. Poi sono stati condannati i pipistrelli, come reservoir. Ora gli ospiti intermedi parrebbero essere i pangolini. Quello che sembra essere certo è che il nuovo coronavirus, SARS-CoV-2, si sia originato a Wuhan in un mercato alimentare in cui si vendevano animali selvatici vivi e le loro carni. Il coronavirus della SARS che nel 2003 allarmò il mondo e causò circa 800 decessi si diffuse allo stesso modo a partire da un mercato, a Foshan, nel sud-est della Cina.

Covid-19: letalità, mortalità, guarigione… maneggiare con cura

Le parole sono importanti. Tasso di letalità, è il rapporto tra morti per una malattia e il numero totale di soggetti affetti dalla stessa malattia. Tasso di mortalità, è il rapporto tra il numero di morti sul totale della popolazione media presente nello stesso periodo di osservazione (e non sul numero di malati). Quindi parlare mortalità del 2 o 3% per il Covid-19 senza dire che cosa è il 100, è un errore macroscopico e non può che generare disorientamento, confusione, paura: si pensi che la mortalità per tutte le cause nel Nostro Paese è circa 1 su 100 abitanti. La distinzione tra tasso di letalità e tasso di mortalità non è semantica ma sostanziale sia per fare chiarezza sull’impatto nella popolazione sia per decidere azioni di sanità pubblica. Mappa in tempo reale della Johns Hopkins University

 

Tra le tante imprecisioni che si sentono e si leggono in questi giorni, purtroppo anche da parte di addetti ai lavori, una riguarda l’uso piuttosto disinvolto di letalità e mortalità come sinonimi. La così detta letalità, una abbreviazione usata per il tasso di letalità, è il rapporto tra morti per una malattia e il numero totale di soggetti affetti dalla stessa malattia.

Missioni UE, cambia il paradigma

L’ex Commissario per la ricerca, la scienza e l’innovazione Carlos Moedas - che aveva invitato Mariana Mazzucato a redigere delle raccomandazioni strategiche per l’implementazione delle missioni europee - ha espresso entusiasmo per il Rapporto, visto l’alto grado di partecipazione previsto per la risoluzione delle grandi sfide future.