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Walter Ricciardi: ancora due settimane dure, possibile catastrofe negli USA

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L'intervista a Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute, sulla gestione dell'emergenza Covid-19 in Italia: perché era necessaria la chiusura a livello nazionale? Perché vi sono differenze di mortalità così accentuate fra l’Italia e altri Paesi? E che previsioni possiamo fare a questo punto?

Abbiamo raggiunto al telefono Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute, di fatto la figura più di spicco nella complicatissima gestione dell’emergenza coronavirus in Italia.

La prima inevitabile domanda è: era proprio necessaria la chiusura di tutta l’Italia disposta dal decreto di ieri?

#tuttiacasa!

Le criticità nel contenimento dell’epidemia di Covid-2019 stanno venendo fuori in maniera prepotente, basta guardare il drammatico documento prodotto il 7 marzo da medici e infermieri lombardi che stanno sacrificandosi nella prima linea di argine al contagio. Nonostante questo, finita per fortuna l’orgia di polemiche politiche utilizzanti emergenza per fini di consenso, si stanno tuttavia ancora ascoltando voci che invocano la necessità di “non farsi condizionare dall’ansietà e mantenere una vita normale”.

Clorochina e remdesivir, i dati sui farmaci per SARS-CoV-2

Enrico Bucci ed Ernesto Carafoli precisano alcuni aspetti dell'uso di clorochina e remdesivir nel trattamento di SARS-CoV-2, raccogliendo gli articoli e le evidenze cliniche disponibili.
Crediti immagine: iXimus/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Ci è stato chiesto da Scienzainrete di integrare il paragrafo 1 del nostro articolo “Alcuni punti fermi sul coronavirus”. Era il paragrafo in cui scrivevamo che la dichiarazione ossessivamente ripetuta dei media e da taluni esperti, secondo la quale non esiste al momento alcun presidio terapeutico contro il Covid-19, era falsa.

Covid-19: plausibile picco dei casi a metà aprile

Applicando all’epidemia attuale il modello utilizzato per la pandemia influenzale 2009, è ipotizzabile un aumento di casi fino a metà aprile nelle aree di prima introduzione come la Lombardia.  L'incremento potrebbe essere più tardivo in altre zone del Paese. Pur con i limiti di una simulazione affetta da molte incertezze sulle caratteristiche dell'infezione il modello matematico disponibile offre uno scenario plausibile circa i tempi a breve di evoluzione dell'epidemia. [Nell'immagine: elaborazione di Scienza in rete dei dati pubblicati dalla Protezione civile su GitHub. Il grafico mostra il numero cumulato dei casi per quattro categorie: ospedalizzati (rosso), in isolamento (giallo), guariti (verde), deceduti (nero). Periodo: 24 febbraio -7 marzo. Fonte: Protezione Civile.]

L’attuale epidemia di Covid-19 viene quotidianamente descritta dal numero cumulativo di persone trovate infette al SARS-Covid-19 (la maggior parte delle quali identificate fino ad ora perché contatti di casi confermati o perché sintomatiche) e da quello delle persone ricoverate in ospedale e di quelle decedute e trovate infette dal virus. I numeri da soli non bastano a fornirci uno scenario di evoluzione su cui prepararci, ma è possibile recuperare qualche indicazione dall’esperienza precedente alla pandemia da virus influenzale A/H1N1pdm09 del 2009.

Uno sguardo (molto) indiscreto su un reparto di terapia intensiva

Qualche considerazione sul servizio di Piazzapulita sul reparto di terapia intensiva di Cremona: dagli effetti su chi si è immedesimato a quelli su chi non è preoccupato, per concludere con alcune importanti osservazioni sul terreno che consente alle infezioni di diffondersi, in Italia forse più che altrove, e su cui varrebbe la pena indagare di più.

Non poteva passare inosservato il servizio di Piazzapulita sul reparto di terapia intensiva di Cremona, sotto pressione per l’epidemia di Covid-19 in corso. È evidente che la redazione del programma condotto su La7 da Corrado Formigli, nel confezionare un video come quello trasmesso ieri sera, ha voluto testimoniare la gravità della situazione, aumentarne la consapevolezza nel pubblico e mostrare lo sforzo del personale. Ma molti, come chi scrive, non lo hanno apprezzato, anzi, ne sono stati disturbati.

Invasione di locuste nel Corno d’Africa: parola d’ordine prevenire

L'invasione di locuste in alcuni Paesi africani sta già facendo enormi danni, e si stima abbia messo milioni di persone in condizioni di grave insicurezza alimentare. Ma da cosa dipende questo fenomeno? E soprattutto, si poteva prevenire?
Nell'immagine: una locusta Schistocerca gregaria, la specie responsabile dell'attuale invasione. Crediti: Amanda44/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 3.0

Il cielo è scuro nel Corno d’Africa, tanto scuro da non poter più vedere il sole. Non si tratta di nuvole o di fumo, ma di milioni di insetti che si spostano in sciami devastando le coltivazioni. In questi mesi si sta infatti verificando un’invasione di locuste, la peggiore delle ultime decadi secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura).

COVID-19 infetta anche l'economia

Cosa succede quando un virus attacca il sistema immunitario dei mercati finanziari? Il coronavirus è calato sui mercati internazionali come un cigno nero, il classico evento esterno non previsto dagli addetti ai lavori e forse troppo sottovalutato fino a oggi causa eccessivo ottimismo circa la capacità del sistema economico di affrontare l’emergenza coronavirus. Saranno gli eventuali shock di domanda guidati dai consumatori e fenomeni di panic selling guidati dagli investitori a dettare le regole del gioco; per il momento, così come i 10 consigli diffusi dal Ministero della salute, è più che mai valida la citazione di uno dei maggiori investitori al mondo, Warren Buffett: “Bisogna avere paura quando gli altri sono avidi, ed essere avidi quando gli altri hanno paura”. Immagine di Gerd Altmann da Pixabay

Cosa succede quando un virus attacca il sistema immunitario dei mercati finanziari?

Finora la maggior parte delle analisi ha preso in in considerazione le conseguenze della COVID-19 sugli esseri umani, tralasciando quelle “non sanitarie” e altrettanto pesanti verso uno dei pilastri dell’intero sistema economico: l’ecosistema finanziario.

Covid-19: teniamo insieme salute delle persone e del pianeta

L'emergenza delle malattie infettive, resa così evidente dalla crisi del COVID-19, la pandemia silenziosa delle malattie da inquinamento e i legami complessi che le legano, non sono sufficientemente considerati nella pianificazione di un futuro “sostenibile”. Senza un approccio integrato per mitigare le conseguenze dell'emergenza del cambiamento ambientale, le capacità dei paesi di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goal) saranno compromesse. Per questo è importante adottare una prospettiva One Health, ribadire la centralità del Sistema sanitario pubblico, imparare a gestire l'incertezza, e ridare dignità alla prevenzione. Immagine: l'opera "Mobile World Virus" installata a Barcellona da Tvboy, febbraio 2020.

Mentre i numeri delle vittime da COVID-19 si susseguono nella loro drammaticità, alcuni elementi generali di conoscenza sembrano stabilizzarsi: il virus era presente già da vari mesi prima della registrazione dei primi casi confermati e quindi aveva avuto una sua diffusione oltre confini tracciati dagli uomini; le chiusure - più o meno - ermetiche di intere aree geografiche possono essere decise dopo che si verificano i focolai ma, considerando il tempo di incubazione, molte persone asintomatiche possono uscire prima della chiusura; la distribuzione dell’infezione è differente da

Alcuni punti fermi sul coronavirus

Quattro punti, riguardanti l'epidemia di SARS-CoV-2, su cui non si è sufficientemente insistito; quattro punti che potrebbero aiutare a ricordare fatti acquisiti di cui non si parla e fare alcune ipotesi ragionevoli che potrebbero aiutare a ricondurre l’atmosfera nei limiti della naturale attenzione richiesta.
Nell'immagine: immagine al microscopio elettronico a trasmissione del nuovo coronavirus, isolato da un paziente negli Stati Uniti. Crediti: NIAID/Flickr. Licenza: CC BY 2.0

L’articolo del 9 febbraio "2019 n-CoV: dobbiamo proteggerci anche dall’infodemia" aveva come bersaglio i limiti dell’informazione sul problema dell’attuale emergenza, ed è stato evidentemente gradito, giudicando dal numero di letture.