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Epidemie vere e romanzate

Quello delle epidemia è un tema ricorrente in letteratura. E anche se non si può fare un confronto realistico con l'attuale epidemia di Covid-19, due libri offrono lo spunto per qualche considerazione: “Il morbo bianco” di Herbert e “Stazione 11” di St. John Mandel.
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Le epidemie sono un tema ricorrente nella letteratura mondiale, affrontate in modo più o meno realistico dagli autori dei vari Paesi. Ho letto da poco due libri che trattano di epidemie: Il morbo bianco, di Frank Herbert (Urania,1982), e Stazione undici, di Emily St. John Mandel (Bompiani, 2014).

Intervista a Sara Platto, rimasta a Wuhan

Sara Platto, laureata in Medicina veterinaria, professoressa associata di Comportamento e benessere animale alla Facoltà di Scienze Biologiche della Jianghan University (Wuhan).

Sara Platto, laureata in Medicina veterinaria, è professoressa associata di Comportamento e benessere animale alla Facoltà di Scienze Biologiche della Jianghan University (Wuhan). Originaria di Brescia, vive in Cina da 13 anni, e a Wuhan da otto. È Secretary General della BASE (General Biology and Science Ethic) alla China Biodiversity Conservation and Green Development Foundation (CBCGDF). Il suo lavoro si divide tra l’Università e la Fondazione, che collabora con vari enti di ricerca.

Analisi dei dati epidemiologici del coronavirus in Italia (al 23 marzo)

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L’analisi delle sequenze temporali della frazione dei contagiati osservati rispetto alla popolazione della provincia rileva che 57 delle 107 province presentano una diminuzione del tasso di crescita, come si osserva ad esempio per Brindisi nelle figure 1 e 2 (le curve per tutte le province sono scaricabili qui). Abbiamo comunque considerato solo le province in cui la riduzione del tasso di crescita inizia almeno tre giorni prima del 23 marzo, ultimo giorno per cui abbiamo i dati misurati.

Correre fa bene, le maratone no

Il primo paziente italiano positivo a Covid-19 è, secondo le cronache, molto sportivo. Può questa caratteristica aver giocato un ruolo nell'aggravamento delle sue condizioni? La risposta chiama in causa lo stress ossidativo, che ha un ruolo in molte condizioni morbose a patogenesi infiammatoria. Simonetta Pagliani descrive qui i meccanismi di produzione e smaltimenti dei radicali liberi, la loro relazione all'attività sportiva e all'alimentazione.
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Il paziente italiano numero 1 di Covid-19, che tanto tempo ha impiegato per sconfiggere la malattia, è un uomo giovane, sano e sportivo. Molto sportivo, dicono le cronache, tanto che aveva da poco corso una maratona. Chiedersi se questa caratteristica, invece che essere un fattore di protezione, abbia potuto giocare un ruolo di aggravamento delle condizioni del giovane, una volta infettato dal virus, chiama in causa lo stress ossidativo generato dall’impresa.

Liberate i dati per sconfiggere Covid

La scienza sta avendo una sua rivincita sulla politica e la società. Arrivata l’emergenza, declinano i negazionisti e si rivalutano le competenze. Ma è sufficiente quello che il mondo della ricerca sta facendo per ricostruire e consolidare questa fiducia? Sicuramente nessuno si aspettava una pandemia di questa gravità, e i piani di preparazione pandemica non erano di fatto pronti a scattare in gran parte dei paesi. Eppure sarebbe stato utile avere anche in Italia, come in altri paesi ad alto investimento in ricerca e sviluppo, una immediata circolazione pubblica dei dati che man mano la sanità pubblico andava raccogliendo. Non è stato così.  (Immagine: Geralt, Pixabay)

La scienza sta avendo una sua rivincita sulla politica e la società. Arrivata l’emergenza, declinano i negazionisti e si rivalutano le competenze. Ma è sufficiente quello che il mondo della ricerca sta facendo per ricostruire e consolidare questa fiducia? Difficile rispondere.

Cronistoria del calvario lombardo: un primo studio

Il primo studio scientifico sull'esordio dell'epidemia in Lombardia, sui principali dati epidemiologici e sull'impatto di COVID-19 sul sistema sanitario e sugli ospedali.

Lo aspettavamo da tempo e finalmente è uscito. I protagonisti della sanità lombarda impegnati in questo durissimo braccio di ferro con Covid-19, che dal 20 febbraio è dilagato nella regione più ricca d’Italia, mettendo in ginocchio ospedali, medici e sistema sanitario, hanno postato su Arvix la pubblicazione “The early phase of the COVID-19 outbreak in Lombardy, Italy” in cui delineano ciò che fino ad ora hanno potuto capire dell’epidemiologia della malattia pandemica.

Analisi dei dati epidemiologici del coronavirus in Italia (al 22 marzo)

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In questo documento sono descritti i risultati relativi all’analisi per tutte le province di ciascuna regione. I risultati sostituiscono o integrano quelli nel documento del 21 marzo. I dati utilizzati sono quelli aggiornati alle 18 del 22 marzo 2020 e sono stati scaricati dal sito https://github.com/pcm-dpc/COVID-19/tree/master/dati-province.

Ilaria Capua: ritratto di un virus scippatore

Incontro Ilaria Capua inevitabilmente online, da dove mi accoglie sorridente e combattiva. Forse un po’ stanca di dover parlare solo di virus (“io mi occupo anche d’altro”), ma sarebbe strano il contrario. Anche perché le sue opinioni, che sembrano eruttare da un vulcano, generano una girandola di ipotesi apparentemente fertili, talvolta controcorrente. Come l'immagine del virus "opportunista e scippatore", che ha preso l'aereo per diffondersi nel mondo e attacca dove il sistema, e le persone, sono più fragili. Sentiamo cosa ha da dirci.

I numeri del Covid-19 in Italia: maneggiare con cura

I dati forniti sui numeri di Covid-19 in Italia non sono di semplice interpretazione: ad esempio, il numero dei contagiati fornito quotidianamente dalla Protezione Civile non corrisponde al numero reale dei nuovi infetti, ma rispecchia quelli identificati dal SSN; inoltre, il periodo d'incubazione, seguito da quello necessario per i test e il passaggio del risultato a chi lo comunica fa sì che ci sia per forza un certo ritardo. Con queste premesse, proviamo qui a rispondere ad alcune delle domande sull'epidemia: la situazione italiana è peggiore di quella di altri Paesi? Le misure di contenimento funzionano, e quando vedremo il risultato? Cosa succederà alla fine dell'epidemia?
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In merito ai dati cui verosimilmente il pubblico italiano può accedere agevoin modo agevole andando oltre le fonti puramente giornalistiche sono ad esempio i bollettini dell’Istituto superiore di Sanità (ISS), aggiornati ogni tre giorni, e, a un livello più elevato, i dati dettagliati messi a disposizione dalla Protezione Civile ogni sera. Questi numeri includono il numero aggiornato di contagiati, guariti, deceduti e altro.

Tutti uguali davanti alla pandemia?

Siamo davvero tutti uguali di fronte all'epidemia di Covid-19? Gli effetti diretti e ancor più indiretti, in realtà, ci stanno mostrando differenze a seconda delle condizioni socio-economiche (ad esempio, la possibilità di lavorare da casa sembra un privilegio per chi lavora presso aziende ed enti dotati di telelavoro, e anche per quanto riguarda la didattica online ci sono grandi differenze di strutture e possibilità fra le scuole) e tra le imprese, che non perdono indistintamente. E la guerra contro il nemico invisibile, se persistente, non potrà essere lasciata al mercato.
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“State tutti a casa”, questa è l’esortazione che ogni giorno viene rivolta a ognuno di noi. La pandemia è un fenomeno collettivo che investe intere comunità. La dicotomia tra il singolo e la collettività non poteva emergere più nitidamente: ciascuno deve mostrare il senso della responsabilità e stare a casa per non arrecare danni agli altri. Se gli altri faranno lo stesso, cooperando e reciprocando si potrà ottenere l’obiettivo dello stop al contagio. Ciò è alla base del distanziamento più o meno forzato. E secondo questa prospettiva “siamo tutti uguali davanti al virus”.