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Analisi dei dati epidemiologici del coronavirus in Italia (al 21 marzo)

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In questo documento sono descritti i risultati relativi all’analisi per tutte le province di ciascuna regione. I risultati sostituiscono o integrano quelli nel documento del 20 Marzo. I dati utilizzati sono quelli aggiornati alle 18 del 21 Marzo 2020 e sono stati scaricati dal sito https://github.com/pcm-dpc/COVID-19/tree/master/dati-province. Valgono le stesse considerazioni generali del documento del 20 marzo.

Perché nessuno parla di farmaci anti-Covid-19?

Nella gestione dell'emergenza da Covid-19, è di assoluto rigore parlare di alcuni aspetti: primo, che il contenimento del contagio è fondamentale ma non ha valore terapeutico, e servono metodi attivi per opporsi al virus; secondo, tra questi ultimi il vaccino non può essere atteso in modo messianico, perché il suo sviluppo - ammesso che si riesca a svilupparlo - richiederà tempo. E dunque, terzo, cosa fare nell'attesa, adesso, per contenere e se possibile neutralizzare Covid-19?

Scriveremo arrabbiati. Regola vuole che non lo si faccia, ma il dormirci sopra da almeno una settimana nel nostro caso non è servito. Quindi lo facciamo, se si vuole chiedendo scusa. Qual è il punto? Semplicemente che vi sono cose di fondo sulla presente emergenza, e sono cose importanti, che informatori e informatrici di professione, ed epidemiologi esperti, nemmeno sfiorano. E delle quali sarebbe invece di assoluto rigore parlare. Eccole:

Quarantena fuori casa e accelerazione sui farmaci

Lavoratori preparano i letti al centro congressi di Wuhan, riconvertito in ospedale da campo [via China Daily].

È stata presentata ad Harvard l’analisi statistica su un campione di 26mila contagi nella città di Wuhan, l’epicentro dell’epidemia. Dai dati sulle incidenze (il numero di nuovi contagi al giorno), avevamo già appreso nelle scorse due settimane che dall’inizio della quarantena, in tutta la Cina, sono trascorsi 12 giorni prima di osservare un abbassamento della curva delle incidenze (dal 23 gennaio al 5 febbraio). Auspico, come tanti altri, un esito simile invocando un parallelismo dinamico. 

Analisi dei dati epidemiologici del coronavirus in Italia (al 20 marzo)

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In questo documento sono descritti i risultati relativi all’analisi per le province al momento maggiormente colpite di ciascuna regione, escluse quelle di Molise e Basilicata a causa del loro basso numeri di casi. I risultati sostituiscono o integrano quelli nel documento del 19 marzo. I dati utilizzati sono quelli aggiornati alle 18 del 20 marzo 2020 e sono stati scaricati dal sito https://github.com/pcm-dpc/COVID-19/tree/master/dati-province.

Ma quanti sono gli ammalati di Covid-19 in Italia?

Conoscere il numero reale di contagiati darebbe solidità ai modelli previsionali dell'epidemia, ma ancora è un dato avvolto dall'incertezza. Per conoscerlo non sarebbe sufficiente nemmeno eseguire il tampone su tutta la popolazione, servirebbe invece una analisi degli anticorpi su grande scala: una via al momento non praticabile. E' possibile però tentare di ridurre l'incertezza sulle stime dei contagiati attraverso un confronto puntuale tra i dati italiani e quelli forniti dalla Cina.

  • Mostriamo che la fase iniziale dell’epidemia in Cina ha avuto molto in comune con quella italiana, e che l’Italia ha avuto un ritardo di circa 40 giorni rispetto alla Cina
  • Analizziamo il tempo che in media occorre ad una persona contagiata per sviluppare i primi sintomi e la data in cui i pazienti sono diventati sintomatici, e usiamo questa informazione per rendere il confronto fra il caso cinese e quello italiano più stringente. Difficoltà nella somministrazione dei tamponi in Italia hanno certamente portato a statistiche difficili da interpretare

Analisi dei dati epidemiologici del coronavirus in Italia (al 19 marzo)

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In questo documento sono descritti i risultati relativi all’analisi per le tre regioni maggiormente colpite, Lombardia, Emilia e Veneto, per le sei province della Lombardia al momento maggiormente colpite, per la provincia più colpita dell’Emilia e quella più colpita del Veneto. I dati utilizzati sono quelli aggiornati alle 18 del 19 marzo 2020, che sostituiscono o integrano quelli nel documento del 18 marzo.

Pipistrelli, un sistema immunitario eccezionale

Sono i reservoir naturali di molti virus che emergono nella popolazione umana, tra cui probabilmente SARS-CoV-2, anche a causa della pressione antropica cui li sottoponiamo: ma come fanno i pipistrelli a difendersi da quegli stessi virus? Antonio Scalari ripercorre le ricerche sul sistema immunitario di questi animali, le cui caratteristiche sembrano essere legate agli adattamenti al volo.
Crediti immagine: Charles J Sharp/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Nel 1994, in Australia, un misterioso morbo si diffuse tra i cavalli di un allevamento a Hendra, un sobborgo nei pressi della città di Brisbane, uccidendo 14 capi. Ma i cavalli non furono l’unica specie coinvolta. Due uomini che lavoravano nell’allevamento si ammalarono e uno di loro morì dopo un ricovero di alcuni giorni in terapia intensiva. Le analisi di laboratorio dimostrarono che l’agente responsabile della malattia che aveva colpito cavalli e umani, causando una grave infiammazione respiratoria, era un virus fino ad allora sconosciuto alla scienza.

Possiamo predire l’andamento dell’epidemia sulla base dei dati attuali?

Al momento non disponiamo di un accurato tasso di letalità, né del numero esatto dei contagi, nè di una diagnosi certa per i decessi causati da COVID-19. Queste condizioni rendono arduo, se non impossibile, creare un modello predittivo dell'epidemia. Poter stimare con più precisione il numero dei positivi attraverso più test sembra una strategia percorribile, ma non priva di insidie e limiti. Perché sia efficace, l'allargamento del numero di tamponi a soggetti asintomatici dovrebbe essere applicato in modo epidemiologicamente rilevante sul territorio nazionale e dovrebbe prevedere il coinvolgimento di epidemiologi e modellisti in modo che possano raccogliere informazioni utili sull’andamento dell’epidemia.

Ogni giorno seguiamo i numeri che ci fornisce la Protezione civile (nuove infezioni, nuove guarigioni, nuovi decessi) dopodiché dividiamo il numero dei deceduti per quello del numero totale delle infezioni e otteniamo un indice di letalità (Case fatality rate, CFR”) e lo compariamo a quello di altre nazioni. Per esempio, se lo facciamo oggi (sui dati di ieri) risulta che il CFR italiano è 2.978/35.713 = 0,083 (8,3%), mentre, per esempio, quello della Corea del Sud è 91/8565 = 0,010 (1%), molto più basso…giusto?

Analisi dei dati epidemiologici del coronavirus in Italia (al 18 marzo)

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In questo documento sono descritti i risultati relativi all’analisi a livello regionale e per le sei province della Lombardia al momento maggiormente colpite, dei dati aggiornati alle 18 del 18 marzo 2020, che sostituiscono o integrano quelli nel documento del 17 marzo. I dati a livello regionale sono stati scaricati dal sito https://github.com/pcm-dpc/COVID-19 e quelli a livello provinciale dal sito https://github.com/pcm-dpc/COVID-19/tree/master/dati-province.

L'evoluzione dell'epidemia in Europa (al 17 marzo)

Sommario del contributo precedente

Nel contributo del 13 marzo avevo condiviso alcune considerazioni relative sia all’evoluzione della curva dei decessi in Italia che al confronto dell’andamento dei contagi italiani con quello di paesi che ci avevano preceduto (Cina e Corea) e che ci seguivano (Germania, Spagna, Francia e Stati Uniti) nei tempi di diffusione dell’epidemia.