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Il 22 gennaio 1947 lo scienziato più famoso del mondo, Albert Einstein, scrive la lettera con cui delinea i fondamenti della “responsabilità sociale della scienza” e, in particolare, i nuovi rapporti tra scienziati e società in quella che John Ziman definirà l’era post-accademica della scienza1.
Spesso nell’ambito della sintesi, molte reazioni prendono un corso totalmente inaspettato rispetto a quanto precedentemente pianificato nella nostra mente. Questa situazione accumuna certamente molte discipline chimiche ma nella chimica dei cluster spesso raggiunge livelli di frustrazione imparagonabili. Non è raro che a ciò possa aggiungersi la beffa nel constatare che il prodotto isolato manifesti proprietà più interessanti di quello immaginato.
Un’aspettativa di vita ridotta di oltre nove mesi e circa 30.000 morti all’anno: è
il tributo che l’inquinamento atmosferico da particolato fine (PM2,5), responsabile
del 7% di tutti i decessi naturali (esclusi, cioè, gli incidenti), esige ogni anno
in Italia.
Questo è solo uno dei risultati emersi dal complesso lavoro portato avanti dal
Progetto VIIAS (Valutazione Integrata dell’Impatto dell’Inquinamento sull’Ambiente e
sulla Salute), che ha prodotto la prima mappa dettagliata dell’impatto
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Un attento esame delle opere di Caravaggio mostra come gli elementi più espressivi della composizione, cioè i volti e le mani, siano disposti lungo circonferenze e linee rette che creano punti focali e direzioni salienti nell’immagine. L’individuazione di questi schemi geometrici fa luce sul modo in cui Caravaggio progettava i propri dipinti. Questo è di fondamentale importanza per risolvere il mistero di come Caravaggio lavorasse e per cancellare il mito di una pittura estemporanea creata direttamente sulla
Vedere, guardare si avvicina molto a quella che potremmo definire un’uscita editoriale irrinunciabile nell’anno internazionale della luce. Ci sono tantissimi modi per affrontare questo argomento, che è così vasto e articolato: uno di questi, adottato dall’autore, consiste proprio nel raccogliere tutto il possibile e provare a raccontarlo in maniera semplice, chiara e avvincente. Questa è l’operazione di Vedere, guardare.
Venerdì 22 maggio si è conclusa a New York la quinquennale Conferenza di Rassegna del Trattato di Non Proliferazione (TNP), iniziata il 27 aprile. Dopo quattro settimane di discussioni, dichiarazioni e negoziati, i diplomatici degli Stati firmatari del TNP (circa 190) non sono riusciti a raggiungere il consenso generale sul documento conclusivo.
Quattro anni fa, il 16 aprile del 2011, ci lasciava Enrico Bellone. Storico e filosofo della scienza di valore, serio e impegnato divulgatore, intellettuale militante, Enrico Bellone è stato ed è un punto di riferimento per tutti coloro che hanno a cuore la scienza e il futuro del nostro Paese. Per ricordare Enrico Bellone a quattro anni dalla scomparsa è stato organizzato il 30 maggio prossimo dalla Fondazione Luigi Longo a Tortona,
Lo chiamavano “il Turco”, ed incuriosì le corti ed i palazzi
di mezza Europa tra la fine del Settecento e la metà dell’Ottocento.
Era costituito da un tavolo, con una scacchiera e una figura meccanica seduta a
lato. Il marchingegno giocava (e per la maggior parte delle volte vinceva)
partite di scacchi contro avversari in carne e ossa. Inventato da Wolfgang Von Kempelen nel 1770, “il
Turco” era in realtà una truffa: al suo interno, ben nascosto, c’era un
campione di scacchi che azionava la macchina attraverso un sistema complicato
di controlli.