fbpx September 2014 | Page 19 | Scienza in rete

September 2014

L’ho visto coi miei occhi!

Tutti noi abbiamo sentito dire, almeno una volta, “l’ho visto con i miei occhi!” Una frase usata per trasmettere una certezza, per comunicare che “è sicuramente così, non vi sono dubbi: credimi”. E se l’ho visto con i miei occhi, non può che essere vero; verrebbe quindi voglia di aggiungere: ci metto la mano sul fuoco.
Non fatelo, potreste perderla! L’abbiamo sperimentato personalmente con le illusioni ottiche. Ne ho riviste alcune che conoscevo, insieme con altre che non avevo ancora avuto modo di apprezzare, proprio qualche settimana fa: tutte sempre notevoli.

Impulsi di luce per il riparare i neuroni

Il primo decennio dell’optogenetica ha consentito di migliorare la nostra comprensione dei circuiti neurali normali e patologici; soprattutto grazie all’alleanza tra neuroscienziati e ingegneri proteici: i primi hanno identificato i circuiti suscettibili di dissezione causale, i secondi hanno sviluppato strumenti che hanno consentito un grado di controllo senza precedenti sull’attività neurale.
 Il prossimo decennio dell’optogenetica probabilmente vedrà lo sviluppo di una nuova alleanza con implicazioni altrettanto importanti: quello tra optogenetica e medicina traslazionale.

Il chimico Gianfranco Pacchioni nuovo socio dei Lincei

L'Accademia Nazionale dei Lincei ha eletto Gianfranco Pacchioni, ordinario di Chimica dei Materiali e Pro-Rettore alla Ricerca dell’Università di Milano-Bicocca, socio corrispondente nella classe di Scienze Fisiche per il suo rilevante contributo alla conoscenza delle proprietà chimiche ed elettroniche di materiali innovativi.

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Il motore quantistico “impossibile”: realtà o bufala?

Immaginate un sistema di propulsione che funzioni senza carburante. Immaginate che qualcuno lo costruisca per davvero, e che lo faccia esaminare addirittura dalla NASA. Immaginate che la NASA lo analizzi con grande precisione e dica che effettivamente funziona, ma non si sa come né perché. Fantascienza? Balla colossale? Forse sì, forse no. Per provare a capirci qualcosa, però, dobbiamo raccontare la storia dall’inizio.

Nessuno tocchi Newton

LUCA, la cellula ancestrale di tutti gli organismi viventi

Un cladogramma che collega tutti gli organismi viventi di cui è stato sequenziato completamente il genoma al LUA - il tronco nero nel centro (Wikipedia).

LUCA significa Last Universal Common Ancestor e rappresenta una cellula ancestrale da cui si sono evolute tutte le forme viventi e in particolare batteri e archea (o archeobatteri). Questo è il risultato di un modello messo a punto da alcuni ricercatori dell’University College di Londra e descritto in un articolo pubblicato “PLoS Biology”.