Evoluzionismo

Evoluzione: i geni condivisi da invertebrati e mammiferi

Apostichopus japonicus al Suma Aquarium, Kobe, Giappone - Credit: Photo by harum.koh - Licenza: CC BY-SA 2.0.

Le idre sono minuscoli invertebrati acquatici con una forma simile a un vaso e un’apertura circondata da tentacoli. Sono famosi per la loro formidabile capacità rigenerativa, che consente loro di ricostruire parti del corpo perse senza alcuna cicatrice e a qualsiasi età, tanto da essere considerati pressoché immortali. Sebbene non così efficienti, anche le planarie come Schmidtea mediterranea possiedono elevate doti rigenerative, dovute a una popolazione di cellule staminali adulte presenti in tutto il loro organismo.

Quando finirà il mondo?

Le estinzioni di massa nella vita della Terra sono state più comuni di quanto si pensi. Credits: Shutterstock / Herschel Hoffmeye.

È un mammifero placentato – sottoclasse Eutheria – e scrive di scienza, in particolare di scienze marine, di preistoria e di astrobiologia. Ed è al suo primo libro. Si presenta più o meno così Peter Brannen, giornalista scientifico e autore di The Ends of the World, pubblicato lo scorso giugno da HarperCollins (pp. 336 - 27,99 USD). Più di trecento pagine che pullulano di animali fantastici, alcuni spiaggiati, altri gassati, bolliti o ridotti in polvere ed estinti per sempre.

Cervello di mamma

A.A.A. cercasi candidata con le seguenti abilità: flessibilità cognitiva, buona memoria di lavoro, controllo dell’attenzione, multitasking, focalizzazione dei bisogni, organizzazione delle cure, capacità di interpretare le richieste del linguaggio pre-verbale e conseguente formulazione di risposte coerenti ai bisogni. Per tale posizione il compenso sarà corrisposto sotto forma di gratificazione profusa e spontanea derivante dall’esercizio delle suddette abilità nel rapporto con il beneficiario.

La moda di 5.000 anni fa: recenti studi sugli indumenti di Ötzi

Il Trinity College di Dublino, in collaborazione con il Centro studi EURAC di Bolzano, ha analizzato le pelli degli indumenti indossati da Ötzi, la mummia del Similaun, nel venticinquesimo anniversario del suo ritrovamento.

La mummia di Ötzi, ritrovata nel 1991 nella zona del Giogo di Tisa in Val Senales, è una delle più studiate al mondo per il suo particolare processo di mummificazione naturale e la presenza di abiti e oggetti. Ötzi visse durante l'Età del Rame e, probabilmente, era un cacciatore appartenente a una cultura agro-pastorale.

Cervelli asimmetrici e divisi

Con Giorgio Vallortigara, professore ordinario di Neuroscienze e direttore vicario del Center for Mind/Brain Sciences (CiMeC) dell’Università di Trento abbiamo parlato di biologia e del comportamento delle asimmetrie del cervello. L’a simmetria del cervello e del comportamento (lateralizzazione) è stata tradizionalmente considerata caratteristica esclusiva degli esseri umani.

Lingua e segni nella nostra evoluzione

Francesco Pavani, del Center for Mind/Brain Sciences (CIMeC) dell’Università di Trento, è stato uno dei protagonisti del Festival della Scienza di Genova dove si è parlato di linguaggio e cervello umano. Nell'incontro "Segni che lasciano il segno" si è esaminato come, nel corso della nostra evoluzione, diverse forme comunicative si sono succedute.

Darwin tra Einstein e la cibernetica: dalla selezione naturale alle smart things

Nel mese in cui il mondo celebra Darwin si è parlato, giustamente, di Einstein. A rubare la scena al padre dell’evoluzionismo, lo sappiamo tutti, l’osservazione diretta delle onde gravitazionali che, esattamente a un secolo dalla loro predizione, conferma in via definitiva la teoria della relatività generale. Incarnazione pura dell’understatement britannico, Darwin non amava granché mettersi in mostra e, pace all’anima sua, certo non lo avrà infastidito più di tanto l’overlooking del collega. Eppure un piccolo risarcimento lo merita.

Homo naledi, ecco un nuovo progenitore dell’uomo

Il cespuglio della nostra linea evolutiva, quella ominina, ha acquisito un nuovo ramo e proprio all’interno del nostro genere Homo. La nuova specie però – Homo naledi, che nella lingua sesotho significa stella – si sta dimostrando per gli antropologi un vero e proprio rompicapo, perché complica il percorso evolutivo degli ominini che è stato tracciato a partire dai fossili finora conosciuti.

Nelle cimici, gli scienziati vedono un modello di evoluzione

Il sogno nel cassetto del biologo evoluzionista è poter studiare “in diretta” gli eventi di speciazione per comprenderne i meccanismi di base. Cogliere sul fatto l’origine delle specie è però difficile, in genere servono tempi lunghi, più lunghi della vita del ricercatore. Indagando nel mondo dei parassiti può essere più facile, non di rado infatti ci si può imbattere in efficienti fucine di nuove specie.

Una o più specie all’inizio della storia del genere Homo?

Un nuovo fossile ominino è stato descritto sul numero di Science del 18 ottobre 2013 e immediato si è riaperto un dibattito tra gli antropologi che pur se ha conosciuto periodi anche lunghi di quiete in realtà non si è mai sopito, perché impossibile da risolvere. E il perché lo chiariremo alla fine dell’articolo.

Grande Emma, grande Charles

Si potrebbe iniziare a parlare della vita di Charles Darwin e di sua moglie Emma dalla sala 70 del British Museum di Londra. In questa sala si trova infatti il cosiddetto “vaso Portland”. Un meravigioso vaso etrusco nero con le decorazioni bianco-alabastrine. Quel vaso, già di proprietà dei Barberini, poi passato al terzo duca di Portland e quindi al Museo, fece da modello a una serie di “vasi Portland” realizzati nella fabbrica di ceramica Wedgwood, nelle Midlands inglesi.

Il Papa (dimissionario) e Charles Darwin

L’uomo è voluto e non evoluto. Basta una lettera a misurare tutta la distanza che passa tra il dimissionando Papa e gran parte della scienza moderna. Per forza di cose in tono mediaticamente minore, oggi si festeggia in tutto il mondo il Darwin Day, l’anniversario della nascita di Charles Darwin, padre di una teoria che come poche ha aperto uno squarcio nella già piuttosto lacerata coscienza moderna.

L'epigenetica è una nuova dimensione evolutiva?

Sir David Charles Baulcombe è professore della Royal Society e capo del Dipartimento di Scienze Botaniche presso l’Università di Cambridge. Le sue ricerche hanno aiutato a capire la complessità e le origini delle differenti classi di piccole molecole di RNA. Molto di ciò che ha scoperto si può applicare agli animali, indicando che questi sono processi antichi sviluppatisi all’inizio dell’albero evolutivo.

La frode di Piltdown


Il saggio “La cospirazione di Piltdown” si inserisce nella cronologia gouldiana che ho delineato sopra nel paragrafo “Collegialità e multicontestualità della scienza”.
Ecco, qui, la cronologia
di quella vicenda (Fig. 6), considerata un enigma storico, ma soprattutto la più grande frode della paleontoloantropologia o anche della scienza di tutti i tempi:

The Best Of Stephen Jay Gould

Per celebrare Stephen Jay Gould, grande paleontologo di Harvard, a dieci anni dalla sua morte (20 maggio 2002), presento qui i suoi cinque migliori saggi brevi, scelti tra quelli che scrisse per la sua rubrica “This View of Life” sulla rivista mensile dell’American Museum of Natural History, dove in oltre 25 anni di ininterrotta attività (1974-2002) pubblicò più di 300 articoli.

Essere un ornitorinco

“Essere un ornitorinco” parla di aspettative e pregiudizi su un animale che appare ai nostri occhi un mosaico, un “collage” di caratteristiche tipiche dei rettili, dei mammiferi e degli uccelli. L’omologia del becco con quello degli uccelli, come vedremo, non è in realtà confermata: il becco dell’ornitorinco non è un “atavismo”, cioè la ricomparsa di un carattere degli uccelli; non una omologia bensì una analogia, di cui Gould si occupa alla fine del saggio.

La Golden Retriever di Darwin

In Italia è poco conosciuta, ma negli Stati Uniti è una protagonista di spicco del dibattito creazione-evoluzione. Parliamo di Eugenie Scott, presidente dal 1987 del National Center for Science Education (NCSE), organizzazione californiana che rappresenta un punto di riferimento per tutti coloro che hanno a cuore la difesa dell'educazione scientifica nelle scuole. Scott è una scienziata e una divulgatrice. Ha ricoperto la cattedra di antropologia fisica nelle università del Kentucky, del Colorado e della California.